25/07/2026
DOLCIFICANTI? NO, GRAZIE
L’abitudine di consumare caffè, tè, tisane e bevande gassate ricercando un gusto dolce ha spostato il mercato e le scelte dei consumatori verso prodotti a base di dolcificanti di sintesi (saccarina, aspartame, sucralosio) e naturali (stevia, eritritolo).
Spesso la scelta ricade su questi prodotti esclusivamente per ridurre l’apporto calorico, ma quali sono le conseguenze metaboliche e sistemiche di tale abitudine?
Recenti pubblicazioni scientifiche hanno evidenziato che l’utilizzo quotidiano e prolungato di questi dolcificanti può causare importanti alterazioni del microbiota intestinale e della salute cardiovascolare. Nonostante la riduzione calorica rispetto allo zucchero sia evidente, le ricerche hanno dimostrato che sucralosio e saccarina aumentano l’insulina e la glicemia a digiuno, predisponendo a stati infiammatori sistemici. Di conseguenza, l’assunzione di tali sostanze aumenta il rischio di diabete di tipo 2 e di eventi cardiovascolari, effetti che non sono stati invece riscontrati con l’aspartame e la stevia.
Anche l’uso prolungato dell’eritritolo, un polialcol di origine vegetale, può aumentare nel lungo termine il rischio di eventi cardiovascolari avversi.
Riferimenti
Wang X, Wu Y, Wallen GR, Mozaffarian D. Artificial and Other Non-Nutritive Sweeteners, the Microbiome, and Cardiometabolic Health. Current Atherosclerosis Reports. 2026.
https://doi.org/10.1007/s11883-026-01429-9
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