03/05/2026
Il colesterolo non è il nemico che pensavamo ...
Il colesterolo non è il nemico che pensavamo
Per decenni abbiamo imparato che il colesterolo è il principale rischio per il cuore. La realtà, però, è più complessa.
Un ampio studio clinico pubblicato sul Journal of the American Heart Association ha seguito 3.094 pazienti per 16 anni. I risultati hanno mostrato che il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari è il diabete, che aumenta il rischio di 2,6 volte. Seguono fattori legati alla resistenza insulinica e allo stress ossidativo, come ipertensione, bassi livelli di HDL, trigliceridi elevati e una forma alterata di LDL. Il colesterolo totale si colloca alla fine della lista insieme alla Lp(a) (Hiroaki Ikezaki et al., 2021).
Questo non significa che il colesterolo sia completamente innocente: partecipa all’aterosclerosi, ma il suo ruolo dipende dal contesto. Il colesterolo totale da solo non basta a spiegare il rischio. La domanda chiave è: quando diventa davvero pericoloso?
Quando si altera. Ciò avviene quando consumiamo alimenti che aumentano rapidamente glicemia, insulina e ossidazione. In queste condizioni, le particelle LDL diventano più piccole e dense (small dense LDL), quelle realmente associate a aterosclerosi ed eventi cardiovascolari. Le particelle LDL grandi e “sane”, invece, non aumentano significativamente il rischio.
Questo spiega perché molte terapie, diete o integratori che riducono solo il colesterolo non mostrano grandi benefici. I trattamenti efficaci agiscono riducendo infiammazione, stabilizzando la placca aterosclerotica e diminuendo il rischio di trombosi, con benefici soprattutto nei soggetti già a rischio elevato.
Così, due persone con gli stessi livelli di LDL possono avere rischi diversi.
Le LDL piccole e dense aumentano con il consumo di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti, carboidrati raffinati (dolci, pane bianco, riso bianco, cereali), oli vegetali ossidati (girasole, soia, colza, margarine), alcol e fumo. Questi dati sono stati confermati anche in uno studio su 28.000 donne seguite per 21 anni (Dugani et al., 2021).
Oggi l’obiettivo della prevenzione non è solo ridurre il colesterolo, ma migliorare l’intero profilo metabolico: controllare la glicemia, ridurre la resistenza insulinica, limitare ossidazione e infiammazione cronica.
Concentrarsi solo sul colesterolo ha portato molte persone a evitare i grassi sbagliati, aumentando invece il consumo di alimenti ultra-processati e oli ossidati, con effetti negativi sulla salute.
Il colesterolo non è mai stato il vero nemico. Il problema è stata la semplificazione eccessiva di una realtà biologica complessa.
FONTI:
* Ikezaki H et al. J Am Heart Assoc, 2021
* DuBroff R. BMJ Evid Based Med, 2017
* Abramson JD et al. BMJ, 2013
* Szilveszter B et al. JACC Cardiovasc Imaging, 2025
* Dugani SB et al. JAMA Cardiol, 2021