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La Prima Radice La Prima Radice si occupa di Somatica del Femminile e di cura integrata della donna

Ci sono movimenti quasi impercettibili che, nel corpo, hanno la profondità di qualcosa di immenso. Lo sentiamo quando un...
16/10/2026

Ci sono movimenti quasi impercettibili che, nel corpo, hanno la profondità di qualcosa di immenso. Lo sentiamo quando un poco di peso trova sostegno, quando una presenza sa attendere e il corpo può lasciarsi raggiungere conservando il proprio spazio.

Le prime esperienze relazionali contribuiscono a organizzare il modo in cui cerchiamo vicinanza e riconosciamo il sostegno. Ciò che oggi si presenta come cura incontra anche una storia di adattamenti e protezioni. Il corpo può desiderare immensamente la vicinanza e aver imparato a difendersene. Una presenza amorevole può risvegliare il dolore di ciò che è mancato, un gesto gentile incontrare diffidenza o bisogno di distanza.

Tra la disponibilità del nutrimento e la possibilità di riceverlo esiste un passaggio delicatissimo: riconoscere ciò che arriva, lasciarlo entrare e assimilarne l’esperienza. È uno dei territori esplorati nel seminario avanzato di Somatica del Femminile dedicato alla somatica dell’attaccamento.

Riconoscere l’intelligenza delle protezioni ci aiuta a cercare le condizioni perché qualcosa di differente possa essere sperimentato. Una quantità piccolissima di sostegno, una distanza concordata o un contatto che può essere sospeso possono permettere di ricevere senza sentirsi invase, in debito o costrette a perdere il proprio centro. Occorre poi tempo per sentirne l’effetto e accorgersi che, per quel momento, può essere abbastanza.

Mi commuove l’immensa potenza del bisogno di relazione, appartenenza e vita che incontra la tenerezza di un gesto minuscolo. La delicatezza permette a quella forza di trovare una forma abitabile, tenendo insieme il dolore per ciò che è stato e la possibilità di ciò che può nascere oggi.

Grazie alle operatrici che hanno condiviso queste giornate, per la presenza, la sensibilità e il coraggio di sostare anche nei movimenti più sottili.

Nell’incontro fra un bisogno così grande e un gesto così piccolo, il corpo può scoprire che c’è posto per la sua vulnerabilità e prendersi il tempo di lasciar arrivare ciò che ha tanto desiderato. È qui che qualcosa torna ad accendersi.

Dopo molti anni di lavoro dedicato al femminile, lo scorso weekend, per la prima volta, uomini e donne hanno condiviso l...
11/07/2026

Dopo molti anni di lavoro dedicato al femminile, lo scorso weekend, per la prima volta, uomini e donne hanno condiviso lo stesso campo.
Lo abbiamo fatto mossi dal desiderio di tornare ad incontrarci.
Per ricordare che, prima di ogni storia personale, siamo tutti corpi che desiderano sicurezza, relazione, appartenenza, amore e vita.
In questi tre giorni abbiamo attraversato insieme il sistema nervoso, la salute, la memoria implicita, la presenza, la polarità, l’eros e il contatto.
Ma, sopra ogni cosa, abbiamo fatto esperienza di cosa significa essere insieme senza doverci correggere, convincere o difendere, lasciando che sia l’interezza, e non la paura, a orientarci.

Porto con me una profonda gratitudine.
Per il coraggio di chi c’era.
Per la fiducia.
Per tutto ciò che si è mosso, spesso in silenzio.
E con il desiderio di continuare a esplorare.
L’unione.
La potenza del corpo generativo del Noi.

Dopo molti anni di lavoro dedicato al femminile, questo weekend, per la prima volta, uomini e donne hanno condiviso lo s...
10/07/2026

Dopo molti anni di lavoro dedicato al femminile, questo weekend, per la prima volta, uomini e donne hanno condiviso lo stesso campo.
Lo abbiamo fatto mossi dal desiderio di tornare a incontrarci.
Per ricordare che, prima di ogni storia personale, siamo tutti corpi che desiderano sicurezza, relazione, appartenenza, amore e vita.
In questi tre giorni abbiamo attraversato insieme il sistema nervoso, la salute, la memoria implicita, la presenza, la polarità, l’eros e il contatto.
Ma sopra ad ogni cosa abbiamo fatto esperienza di cosa significa essere insieme senza doverci correggere, convincere o difendere.

Torno a casa con una profonda gratitudine.
Per il coraggio di chi c’era.
Per la fiducia.
Per tutto ciò che si è mosso, spesso in silenzio.
E con il desiderio di continuare a esplorare.
L’unione.
Il corpo generativo del Noi.

Dopo molti anni di lavoro dedicato al femminile, questo weekend, per la prima volta, uomini e donne hanno condiviso lo s...
10/07/2026

Dopo molti anni di lavoro dedicato al femminile, questo weekend, per la prima volta, uomini e donne hanno condiviso lo stesso campo.
Lo abbiamo fatto mossi dal desiderio di tornare a incontrarci.
Per ricordare che, prima di ogni storia personale, siamo tutti corpi che cercano sicurezza, appartenenza, relazione, desiderio e amore.
In questi tre giorni abbiamo attraversato insieme il sistema nervoso, la salute, la memoria implicita, la presenza, la polarità, l’eros e il contatto.
Ma, soprattutto, abbiamo fatto esperienza di qualcosa che oggi sembra sempre più raro: essere insieme senza doverci correggere, convincere o difendere.

Torno a casa con una profonda gratitudine.
Per il coraggio di chi c’era.
Per la fiducia.
Per tutto ciò che si è mosso, spesso in silenzio.
E con il desiderio di continuare a esplorare.
L’unione.
Il corpo generativo del Noi.

Spesso non incontriamo veramente l’altro.Incontriamo le nostre aspettative, le nostre paure, le immagini che abbiamo cos...
16/06/2026

Spesso non incontriamo veramente l’altro.
Incontriamo le nostre aspettative, le nostre paure, le immagini che abbiamo costruito e le proiezioni che la nostra storia deposita continuamente sulla realtà.

La Somatica nasce da una visione semplice e radicale: il corpo non è un oggetto da correggere, ma una memoria vivente.
La nostra percezione stessa è influenzata da questa memoria, dagli imprinting precoci, dal sistema nervoso e da tutte quelle strategie di adattamento che hanno reso possibile la nostra sopravvivenza.
In essa abitano le contrazioni che ci hanno protetto, le forme di amore che abbiamo conosciuto e i modi attraverso cui abbiamo imparato ad avvicinarci, a difenderci, ad aprirci o a chiuderci alla vita.

Prima ancora delle parole, siamo stati relazione, ed è nella relazione che continuiamo a trasformarci.

Una delle sfide più profonde del nostro tempo riguarda la nostra capacità di contemplare e incontrare l’alterità.

Viviamo in una cultura che appare sempre più individualista, ma che spesso produce soprattutto isolamento, protezione e perdita del senso di appartenenza.
Eppure l’individuazione non conduce alla separazione.
Conduce alla possibilità di partecipare più pienamente alla vita, di occupare il proprio posto all’interno della rete vivente di cui facciamo parte.
È proprio per questo che facciamo ancora fatica a immaginare soggetti sufficientemente presenti da poter restare in relazione senza annullarsi e senza allontanarsi.

Tra le molte forme dell’alterità, il maschile e il femminile rappresentano una delle polarità più antiche e profonde dell’esperienza umana.
Non soltanto come costruzione culturale, ma come esperienza incarnata.
Differenze che non esistono per creare gerarchie o opposizioni, ma per partecipare al mistero e alla potenza dell’incontro.
I nostri sensi sono stati educati più a reagire che a contemplare.

Eppure i sensi possono maturare, possono essere educati alla presenza.

È attorno a questa ricerca che nascerà il prossimo seminario: “Fondamenti di Somatica e Incontro delle Due Nature”

Per la prima volta aperto anche agli uomini.

La regolazione prepara il terreno.La trasparenza rivela la Vita.Etty Hillesum parlava del compito di diventare una dimor...
11/06/2026

La regolazione prepara il terreno.
La trasparenza rivela la Vita.

Etty Hillesum parlava del compito di diventare una dimora attraverso cui la vita e il divino possano continuare a fluire nel mondo. Un processo profondamente incarnato nel quale non si aggiunge nulla. Poco a poco, si allenta ciò che ostacola il passaggio della Vita.
Quando il nostro corpo non è più interamente occupato dalla sopravvivenza, quando i tessuti si ammorbidiscono e il respiro ritrova spazio, qualcosa comincia a mostrarsi.
Una forza vitale che non chiede di essere costruita, ma riconosciuta.
Una passione ancora unita al cuore.
Un permettere alla Vita di attraversarci,
affinché ciò che è sempre stato vivo possa tornare a fiorire.

Nella foto La Loba 🌱 Sara Pallozzi
Arte della straordinaria Laura Makabresku

La regolazione prepara il terreno.La trasparenza rivela la Vita.Etty Hillesum parlava del compito di diventare una dimor...
11/06/2026

La regolazione prepara il terreno.
La trasparenza rivela la Vita.
Etty Hillesum parlava del compito di diventare una dimora attraverso cui la vita e il divino possano continuare a fluire nel mondo. Un processo profondamente incarnato nel quale non si aggiunge nulla. Poco a poco, si allenta ciò che ostacola il passaggio della Vita.
Quando il nostro corpo non è più interamente occupato dalla sopravvivenza, quando i tessuti si ammorbidiscono e il respiro ritrova spazio, qualcosa comincia a mostrarsi.
Una forza vitale che non chiede di essere costruita, ma riconosciuta.
Una passione ancora unita al cuore.
Un permettere alla Vita di attraversarci,
affinché ciò che è sempre stato vivo possa tornare a fiorire.

Nella foto La Loba 🌱 Sara Pallozzi
Arte della straordinaria Laura Makabresku

È una grande gioia per me vedere la Somatica del Femminile essere custodita e portata anche da altre donne.Nelle prossim...
13/05/2026

È una grande gioia per me vedere la Somatica del Femminile essere custodita e portata anche da altre donne.
Nelle prossime settimane alcune meravigliose operatrici SDF certificate porteranno il Workshop Introduttivo nelle loro città.

Significherà aprire spazi in cui tornare a sentire il corpo femminile come un luogo di intelligenza, orientamento e relazione, dentro un campo sufficientemente sicuro. Perché è quando il sistema nervoso sente di poter smettere di difendersi che possiamo tornare a sentire davvero e riaprirci alla connessione.

Alla radice di questo lavoro, infatti, non c’è solo regolazione e cura, ma il ricordo della nostra appartenenza sensoriale alla vita.
Il ricordo che i nostri corpi sono fatti per la relazione, per il contatto e per la connessione con il vivente. Ed è in questo legame che possiamo tornare a sentirci intere.

Se senti il desiderio di fare una prima esperienza della Somatica del Femminile e qualcosa dentro di te risuona leggendo queste parole, puoi contattare una delle operatrici per ricevere informazioni.

Tanta gratitudine per voi .feminine.home ❤️‍🔥

Indirizzo

Via Covolo, 2
Arcugnano
36057

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 16:00

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