16/10/2026
Ci sono movimenti quasi impercettibili che, nel corpo, hanno la profondità di qualcosa di immenso. Lo sentiamo quando un poco di peso trova sostegno, quando una presenza sa attendere e il corpo può lasciarsi raggiungere conservando il proprio spazio.
Le prime esperienze relazionali contribuiscono a organizzare il modo in cui cerchiamo vicinanza e riconosciamo il sostegno. Ciò che oggi si presenta come cura incontra anche una storia di adattamenti e protezioni. Il corpo può desiderare immensamente la vicinanza e aver imparato a difendersene. Una presenza amorevole può risvegliare il dolore di ciò che è mancato, un gesto gentile incontrare diffidenza o bisogno di distanza.
Tra la disponibilità del nutrimento e la possibilità di riceverlo esiste un passaggio delicatissimo: riconoscere ciò che arriva, lasciarlo entrare e assimilarne l’esperienza. È uno dei territori esplorati nel seminario avanzato di Somatica del Femminile dedicato alla somatica dell’attaccamento.
Riconoscere l’intelligenza delle protezioni ci aiuta a cercare le condizioni perché qualcosa di differente possa essere sperimentato. Una quantità piccolissima di sostegno, una distanza concordata o un contatto che può essere sospeso possono permettere di ricevere senza sentirsi invase, in debito o costrette a perdere il proprio centro. Occorre poi tempo per sentirne l’effetto e accorgersi che, per quel momento, può essere abbastanza.
Mi commuove l’immensa potenza del bisogno di relazione, appartenenza e vita che incontra la tenerezza di un gesto minuscolo. La delicatezza permette a quella forza di trovare una forma abitabile, tenendo insieme il dolore per ciò che è stato e la possibilità di ciò che può nascere oggi.
Grazie alle operatrici che hanno condiviso queste giornate, per la presenza, la sensibilità e il coraggio di sostare anche nei movimenti più sottili.
Nell’incontro fra un bisogno così grande e un gesto così piccolo, il corpo può scoprire che c’è posto per la sua vulnerabilità e prendersi il tempo di lasciar arrivare ciò che ha tanto desiderato. È qui che qualcosa torna ad accendersi.