Frantoio Paggetti fra.mol

Frantoio Paggetti fra.mol Produzione e vendita di Olio Extravergine di Oliva
vendita nocciolino di sansa

07/10/2025
27/02/2025

Il 27 febbraio alle ore 17:00, presso il Frantoio Paggetti a San Giuliano (Arezzo), si terrà l’evento "Protocollo BioDea per l’olivo e nuovi sistemi di

15/02/2025
26/10/2024
22/10/2024

Rese in olio di oliva, ecco le prime percentuali nelle province toscane
I dati aggiornati a metà ottobre,
TOSCANA
Olive (t)
Olio (t)
% Resa
MASSA-CARRARA
31
3
9,68
LUCCA
180
17
9,44
PISTOIA
159
12
7,55
FIRENZE
238
22
9,24
LIVORNO
2.318
247
10,66
PISA
804
79
9,83
AREZZO
114
10
8,77
SIENA
145
15
10,34
GROSSETO
1.501
148
9,86
PRATO
52
4
7,69
Totale TOSCANA
5.542

16/10/2024

e olive raccolte? Vanno portate subito in frantoio, ecco perché!
Prima si moliscono, prima si riduce il rischio di difetti per l'olio

Quando l’oliva è staccata dalla pianta iniziano immediatamente fenomeni biochimici, controllati da diversi complessi enzimatici, che portano a un progressivo rammollimento del frutto, a una perdita d’acqua, alla rottura dei vacuoli e al successivo insediamento di batteri e funghi. Questi crescono esponenzialmente proprio nei primi due giorni di stoccaggio, dando così luogo a processi fermentativi che a loro volta originano sapori e odori sgradevoli. Un po’ come succede per tutta la frutta, ma in modo incredibilmente accelerato. Ne consegue una risposta ovvia: le olive devono essere lavorate appena raccolte.

Purtroppo ci sono ancora molti produttori che non danno nessuna importanza al tempo che intercorre tra la raccolta e la lavorazione. Molte persone ancora oggi raccolgono le olive quando hanno tempo durante la settimana e le stendono in cantina, in attesa che siano pronte anche quelle del vicino che così vanno in frantoio una volta sola.

Più ritardo, più difetti

Eppure è vitale andare immediatamente in frantoio. Perché oltre il 50% dei difetti mediamente riscontrabili in un olio (e cioè muffa, umidità, avvinato, inacetito, riscaldo, fermentazione e salamoia) si sviluppano nel lasso di tempo che intercorre tra la raccolta delle olive e la loro lavorazione. Per comprendere la dannosità nel prolungare anche solo di poche ore i tempi di stoccaggio, ecco qualche numero indicativo.

Dopo due giorni di immagazzinamento l’etanolo quadruplica stabilizzandosi: questo vuol dire che in 48 ore ha raggiunto il massimo della sua concentrazione. L’acido acetico triplica dopo quattro giorni. L’acidità sale oltre lo 0,8 dopo circa 6/8 giorni di conservazione delle olive anche se in cassette areate a temperatura ambiente. In una settimana i perossidi aumentano del 30%; i polifenoli si riducono del 50% dopo cinque giorni di stoccaggio, e dell’80% dopo due settimane.

Non va dimenticato che durante lo stoccaggio umidità e temperatura hanno una grande influenza sull’incidenza dei marciumi. A temperature prossime a 4°C in assenza di umidità non si rilevano problemi ai frutti nella prima settimana se raccolti in buone condizioni, ma a 13/14% i risultati sono completamente diversi, perché l’incidenza dei marciumi dopo 7 giorni raggiunge anche il 70% e la consistenza dei frutti si riduce del 30%.

Questi pochi e semplici dati chiariscono perché le olive vanno lavorate immediatamente dopo la raccolta (l’ideale sarebbe raccogliere la mattina e frangere il pomeriggio) e perché vanno adottati alcuni comportamenti indispensabili, che ora cercherò di riassumere.

Preavvertire il frantoio

Innanzitutto la regola base: prima telefonare in frantoio e fissare il giorno di lavorazione e poi iniziare la raccolta, che dovrà terminare poco prima di andare in frantoio, giusto il tempo del viaggio. Non c’è posto? Chiamate un altro frantoio!

Le olive devono essere raccolte asciutte (e quindi non dopo una pioggia o con la rugiada) possibilmente direttamente dalla pianta o comunque con l’ausilio di reti pulite a maglia f***a che non consentano il contatto del frutto con il terreno sottostante. Le olive devono essere ammassate e collocate con una certa delicatezza in strati sottili all’interno di cassette rigide (e non sacchi) e riccamente traforati e trasportate direttamente in frantoio. Le cassette vanno riempite a metà, non di più.

Se ciò non è possibile, le olive possono essere conservate in ambiente aerato, secco, fresco e privo di muffe solamente se in presenza di un frutto pulito, asciutto, a giusta maturazione. Non vanno lasciate all’aperto, sotto un porticato o in un prato perché la condensa notturna favorisce l’innesco dei processi di marcescenza, amplificati dalla radiazione solare. Se tutto ciò non fosse possibile, è comunque assolutamente sconsigliabile oltrepassare il quarto giorno.

Pertanto la regola “raccolgo oggi, frango oggi” che sembra spesso impraticabile in realtà è la più semplice da attuare nell’intero processo produttivo perché non richiede l’uso di particolari attrezzature, di conoscenze agronomiche o altro ed è quella che maggiormente influisce sulla qualità, a differenza della potatura o della concimazione che non condizionano gli aspetti organolettici dell’olio.

La campagna è finalmente iniziata e questo è il  nostro olio locale
14/10/2024

La campagna è finalmente iniziata e questo è il nostro olio locale

02/10/2024

Dal 15/10/2024 il frantoio darà il via alla nuova stagione olivicola.

02/10/2024

Quando raccogliere le olive

Le olive non sono quasi mai raccolte al grado medio di maturazione: spesso si anticipa o si ritarda perché la composizione chimica dell’olio varia al variare della maturazione.

Non è corretto quindi parlare di percentuali predefinite d’invaiatura o di maturazione media: la scelta è ispirata unicamente da esigenze precise dell’olivicoltore, il quale deve sapere che tipo di olio vuole ottenere e, tenuto conto delle sue forze in campo, delle condizioni meteorologiche, di possibili attacchi da parte dei parassiti, deciderà in base alle sue necessità, alla stagione e al cliente finale e non alla tradizione contadina.

Faccio due esempi estremi che servono unicamente per rendere discorsivo l’argomento.

Raccolta anticipata
Negli anni si è assistito a un continuo anticipo della raccolta, motivato più da scelte agronomiche e commerciali che qualitative, perché anticipando la raccolta si riducono i possibili danni della mosca, si evita il rischio di gelate nel nord Italia e si permette ai produttori di arrivare in anticipo sul mercato con l’olio nuovo.

Ma di contro c’è elevata resistenza al distacco delle olive dalla pianta, bassa resa in olio, alto contenuto di clorofille che sono molto sensibili alla luce e al calore, presenza di sostanze volatili tendenzialmente improntate sul verde molto erbaceo, consistente presenza di polifenoli che producono sensazioni di amaro e piccante molto forti a volte percepite come disarmoniche, accompagnate spesso da una sensazione di astringenza se raccolte davvero troppo presto.

Raccolta ritardata
Nella fase successiva alla maturazione le olive hanno un generale calo dei polifenoli e dei tocoferoli con conseguente riduzione dell’amaro e del piccante e delle proprietà antiossidanti, una diminuzione delle componenti aromatiche, una riduzione della consistenza di polpa e buccia che espone i frutti alla possibilità di un facile danneggiamento, un abbassamento della resistenza al distacco che spesso comporta la caduta a terra delle olive, un calo della quantità di acqua nelle olive che comporta un’apparente maggiore resa in frantoio e un raggrinzimento del frutto: infatti 2.000 olive raccolte a ottobre o a gennaio contengono grossomodo la stessa quantità di olio, ma a gennaio pesano la metà in quanto hanno perso tutta l’acqua, raggrinzendosi.

Anticipata o ritardata?
Ovviamente non esiste l’olio migliore tra le diverse fasi della maturazione e come ho detto non è corretto parlare di maturazione media o di giusta maturazione quando la buccia cambia colore: è vero che la concentrazione massima dei composti aromatici si ottiene quando il frutto inizia la fase di cambiamento di colore diminuendo nelle fasi successive, ma è anche vero che tutto dipende da quello che il produttore vuole ottenere e tra una raccolta precoce e una raccolta tardiva ci sono in mezzo tantissimi gradi di maturazione, che consentono di ottenere dalle stesse olive oli molto diversi tra di loro.

Le cultivar e la potatura
La maturazione delle olive varia a seconda della cultivar (il Leccino matura prima del Frantoio), dell’esposizione al sole (quelle esposte a sud maturano prima), delle lavorazioni in campo, della potatura, dell’alternanza di produzione, dell’apporto di acqua e nutrienti, delle condizioni meteorologiche, della loro distribuzione sulla chioma.

Non va infatti dimenticato che almeno la metà delle olive solitamente si concentra nella parte più “apprezzata” della chioma. Infatti le olive presenti nella porzione media e alta della chioma, che possono arrivare a rappresentare anche il 60/65% del prodotto, una volta raggiunta la maturazione desiderata, presentano di norma il più elevato contenuto in olio e in polifenoli di tutti i frutti presenti a differenza invece di quelli presenti della chioma bassa (circa il 25% 30% del totale) che presentano il più basso contenuto. Nella parte centrale dell’albero si trova poi il 10% delle drupe che hanno contenuti di olio e polifenoli di valore medio tra le due parti della chioma e dipendono anche dal tipo di potatura che è stato utilizzato.

Oltre a ciò è opportuno tenere in considerazione che in particolari annate l’invaiatura avviene anche se il frutto non è ancora maturo, perché la formazione dei coloranti della buccia è sì direttamente proporzionale al grado di maturazione del frutto, ma può essere indotta o accelerata da fattori esterni quali un’intensa radiazione solare o elevate escursioni termiche o siccità nei mesi di settembre e ottobre.

Per questi motivi è basilare non limitarsi alla semplice vista, ma è necessario individuare la maturazione con parametri agronomici (l’indice colorimetrico, la forza di resistenza al distacco e durezza della polpa) o chimici (la resa in olio su peso secco o il contenuto fenolico).

Al di là di metodi chimici costosi (l’analisi chimica della drupa, la spettroscopia nel vicino infrarosso), ve ne sono altri che possono essere utilizzati da chiunque e con un po’ di pratica possono dare ottimi risultati. I valori che vi darò sono ovviamente esemplificativi.

Misurazione della resistenza al distacco
E’ un indicatore importante per definire il periodo ottimale di raccolta, che dipende ovviamente dal tipo di allevamento, dalla cultivar e dalla dimensione delle olive. La resistenza è misurata con un dinamometro (il cui costo per uno strumento base, sufficiente allo scopo, è intorno a € 20,00) da applicare al punto di attacco del peduncolo su un numero significativo di drupe.

La misura va presa ogni due settimane e a intervalli minori quando si è a ridosso del valore che ci interessa scegliendo un efficace numero di drupe. La raccolta delle olive è fatta con valori indicativi inferiori ai 400/500 g; valori minori di 300 g sono indice di possibile cascola.

Misurazione della resistenza dell’epicarpo
L’esame ci dice quanta resistenza oppone la buccia alla penetrazione. Si usa un penetrometro con punta di 1-1,5 mm di diametro (per un apparecchio base si spendono € 40,00) e si misura in grammi. Valori troppo bassi rischiano di compromettere l’integrità del frutto e di conseguenza la qualità dell’olio con formazione di difetti sensoriali, aumento di acidità e incremento dei perossidi.

E’ consigliabile raccogliere le olive con un indice di penetrometria non inferiore ai 350 g/mmq al fine di mantenere un buon livello qualitativo dell’olio. Anche in questo caso la misura va presa ogni due settimane e poi a intervalli minori, scegliendo un significativo numero di drupe.

Misurazione del colore
Un indice di maturazione che, unito ai due appena descritti, può fornire informazioni molto utili è quello di Jean, che si basa sull’osservazione del grado di invaiatura raggiunto dalle olive in una scala solitamente tarata su 7 classi di colore.

1) buccia verde; 2) inizio invaiatura, meno del 50%; 3) invaiatura superiore al 50%; 4) 100% buccia invaiata; 5) 100% buccia invaiata e meno del 50% della polpa imbrunita; 6) 100% buccia invaiata più del 50% polpa imbrunita; 7) 100% buccia invaiata 100% polpa completamente imbrunita.

Applicando una semplice formula si ottiene un numero che se compreso tra 3,0 e 4,5 indica che le olive sono al massimo del contenuto di olio. Si determina su un campione di 100 olive considerando il numero di olive ricadenti in ciascuna delle 7 classi.

Questa procedura richiede tempo per essere eseguita, e ha un limite nel grado di soggettività̀ dell’operatore nell’attribuzione della classe d’invaiatura, ma se praticata insieme agli atri due metodi, con un po’ di attenzione ed esercizio è possibile costruire un profilo che negli anni consentirà in modo veloce e semplice la ricerca del momento in cui è ottimale la raccolta delle olive per il prodotto che si vuole ottenere.

Indirizzo

Arezzo
52100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Frantoio Paggetti fra.mol pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Frantoio Paggetti fra.mol:

Condividi