Salute e Prevenzione per i Vigili del Fuoco

Salute e Prevenzione per i Vigili del Fuoco In memoria di Antonio Ralli, Mario Marraghini e Maurizio Ponti. L’informazione è la chiave del cambiamento

Per far luce sulle malattie professionali che colpiscono i Vigili del Fuoco e chiedere tutela, prevenzione e verità.

Un nuovo studio (link nei commenti) ha seguito 30 vigili del fuoco, analizzando sangue e urine prima e dopo interventi r...
06/09/2026

Un nuovo studio (link nei commenti) ha seguito 30 vigili del fuoco, analizzando sangue e urine prima e dopo interventi reali. I ricercatori hanno osservato numerosi cambiamenti nelle proteine presenti nei campioni, alcuni dei quali riguardano proteine già studiate in relazione a processi tumorali.
Ma attenzione: questo studio non dimostra che il fumo degli incendi causi il cancro e non individua una nuova diagnosi. Mostra però che l’organismo presenta cambiamenti misurabili già nelle ore successive all’esposizione.
Ed è proprio da qui che dovrebbe partire la ricerca: capire cosa succede molto prima che una malattia compaia.
Servono studi più grandi, che seguano i vigili del fuoco nel tempo, per capire meglio gli effetti delle esposizioni e costruire una prevenzione sempre più efficace.

Quanto costa davvero il cancro professionale?Non solo cure e assenze dal lavoro.Ci sono famiglie, carriere, persone e co...
05/09/2026

Quanto costa davvero il cancro professionale?
Non solo cure e assenze dal lavoro.
Ci sono famiglie, carriere, persone e conseguenze che non finiscono in un bilancio.
Per questo parlare di prevenzione significa anche parlare di costi. Quanto costa prevenire? E quanto costa non farlo?
L’esposizione non è semplicemente “parte del mestiere”. Va ridotta, a ogni costo.

Con il pensionamento dell’ing. Eros Mannino, al quale rivolgiamo il nostro ringraziamento e i migliori auguri, il Corpo ...
01/09/2026

Con il pensionamento dell’ing. Eros Mannino, al quale rivolgiamo il nostro ringraziamento e i migliori auguri, il Corpo dei Vigili del Fuoco si prepara ad avere un nuovo Capo. Non sappiamo ancora chi sarà.
Sappiamo però che troverà davanti a sé un Corpo con tante cose da fare e tante persone che ogni giorno continuano a fare il proprio lavoro, anche quando le condizioni non sono semplici.
Per questo, più che fare previsioni, vogliamo fare un augurio: che questa nuova fase porti attenzione concreta alle condizioni di chi ogni giorno è chiamato a soccorrere gli altri.

Grazie a Rivista Studio per aver dato spazio a questa vicenda.Apprendiamo che dal 30 agosto sono previsti gli esami di l...
01/09/2026

Grazie a Rivista Studio per aver dato spazio a questa vicenda.
Apprendiamo che dal 30 agosto sono previsti gli esami di laboratorio sui capi interessati, per verificare le caratteristiche dei materiali.
Attendiamo i risultati e vedremo cosa emergerà dalle analisi.

Da una bottiglietta d'acqua versata su una polo d'ordinanza, in una caserma, ad agosto, si ricava un'idea precisa di come lo Stato si stia preparando al peggio.

Lo studio di Bologna sui PFAS che ci riguarda molto da vicino e che aspettavamo da circa un anno e mezzo è stato finalme...
29/08/2026

Lo studio di Bologna sui PFAS che ci riguarda molto da vicino e che aspettavamo da circa un anno e mezzo è stato finalmente pubblicato.
Siamo stati tra quelli che hanno chiesto che venisse avviato e non possiamo che essere grati del fatto che sia stato realizzato: per la prima volta abbiamo una fotografia dei livelli di PFAS nel sangue dei vigili del fuoco italiani, e questo è un dato importante.
Proprio per questo, ora che i dati ufficiali sono disponibili, abbiamo voluto leggerlo con attenzione e dire anche la nostra.
I risultati mostrano livelli complessivamente contenuti rispetto ad alcune categorie professionali fortemente esposte, ma evidenziano anche differenze che meriterebbero di essere approfondite, tra cui quella legata alla sede di servizio.

Per noi però è importante non attribuire a questo studio risposte che non può dare. La ricerca non stabilisce da dove provenga l'esposizione, non studia gli effetti sulla salute e non può rispondere alla domanda sul glioblastoma, perché non era mai stato questo il suo obiettivo.
Nel frattempo, due delle nostre richieste di riconoscimento della causa di servizio sono state respinte anche per la mancanza di un nesso causale certo, richiamando l'assenza di adeguati studi epidemiologici longitudinali. Esattamente gli studi che chiediamo da tempo.
Non vogliamo minimizzare i risultati, ma nemmeno attribuire alla ricerca conclusioni che non contiene. Vorremmo che fossero letti per quello che realmente dicono.
Dopo un anno e mezzo di attesa, ci sembrava giusto farlo.

A Modena, nei giorni scorsi, un grave incidente ha coinvolto un mezzo dei Vigili del Fuoco. Tre colleghi sono rimasti fe...
28/08/2026

A Modena, nei giorni scorsi, un grave incidente ha coinvolto un mezzo dei Vigili del Fuoco. Tre colleghi sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.
A loro va il nostro pensiero e l'augurio di una pronta e completa guarigione.
Da questo episodio nasce però anche una domanda: cosa succede a un Vigile del Fuoco quando un infortunio o una malattia non gli permettono più di tornare operativo?
Una realtà di cui si parla poco e che riguarda salute, lavoro e futuro.

In questi mesi ci avete scritto in tanti chiedendoci una cosa molto concreta:«Come si fa a sapere quanti PFAS ho nel san...
25/08/2026

In questi mesi ci avete scritto in tanti chiedendoci una cosa molto concreta:
«Come si fa a sapere quanti PFAS ho nel sangue?»
La risposta, purtroppo, non è così semplice. Il biomonitoraggio dei PFAS richiede analisi specialistiche, strumentazione avanzata e procedure di laboratorio complesse. E questo rende difficile realizzare studi su grandi numeri di Vigili del Fuoco.
Ed è proprio qui che arriva una pubblicazione molto interessante. Un gruppo dell’Illinois Fire Service Institute ha sviluppato e validato un metodo basato sulla tecnica QuEChERS, adattata all’analisi del siero umano. Il metodo permette di ricercare 30 PFAS, semplificando la preparazione del campione rispetto ai metodi tradizionali.
Gli autori lo hanno poi applicato a 84 campioni di siero di Vigili del Fuoco, rilevando 21 dei 30 PFAS ricercati. I risultati sono risultati coerenti con quelli di precedenti studi di biomonitoraggio.
Il metodo è stato sottoposto a diversi test di validazione e ha mostrato buone prestazioni. Non significa però che da domani qualsiasi laboratorio possa effettuare questo tipo di analisi: è comunque necessaria la spettrometria di massa LC-MS/MS. La novità riguarda soprattutto una preparazione del campione più semplice, rapida e potenzialmente meno costosa.
Se il biomonitoraggio diventasse più accessibile, sarebbe possibile analizzare molti più campioni, più dati, più possibilità di confrontare le esposizioni e, soprattutto, una ricerca più solida.
Non sappiamo ancora se questo metodo diventerà uno standard anche in Italia, ma è sicuramente una strada che vale la pena approfondire.
Per capire davvero quanto i pompieri sono esposti, prima di tutto dobbiamo poterlo misurare.

In pochi secondi un video può sembrare raccontare una cosa, ma visto nel suo contesto ne racconta un’altra.Perché sui so...
22/08/2026

In pochi secondi un video può sembrare raccontare una cosa, ma visto nel suo contesto ne racconta un’altra.
Perché sui social è facile indignarsi, un po’ meno fermarsi a verificare.

Il Ministero ha risposto alle richieste di chiarimenti dei sindacati sulle polo dei Vigili del Fuoco.Abbiamo letto la ri...
19/08/2026

Il Ministero ha risposto alle richieste di chiarimenti dei sindacati sulle polo dei Vigili del Fuoco.
Abbiamo letto la risposta e abbiamo provato a mettere in fila ciò che viene chiarito e ciò che resta ancora da approfondire.
Il difetto è stato accertato e confermato anche dal produttore. Il Ministero spiega inoltre che il test con la polo bagnata non era previsto dalle norme tecniche e dal capitolato.
Sul tema PFAS, la risposta è altrettanto netta: «la polo non contiene sostanze PFAS».
Una conclusione importante, che però nel documento non è accompagnata dai dettagli delle analisi che l’hanno determinata.
Non vogliamo fare polemica né mettere in discussione l’intera fornitura.
Vorremmo semplicemente capire: il prodotto consegnato rispetta davvero gli standard richiesti a un equipaggiamento operativo?

Un'inchiesta pubblicata ieri da InvestigateTV racconta una situazione che negli Stati Uniti continua a far discutere: mo...
18/08/2026

Un'inchiesta pubblicata ieri da InvestigateTV racconta una situazione che negli Stati Uniti continua a far discutere: molti vigili del fuoco utilizzano ancora equipaggiamenti protettivi contenenti PFAS.
Il tema non nasce oggi. Già nel 2020 uno studio della University of Notre Dame aveva rilevato PFAS negli equipaggiamenti nuovi e utilizzati, mentre una ricerca del NIST del 2023 aveva ulteriormente confermato questi risultati.
Eppure la sostituzione degli equipaggiamenti procede lentamente. Il costo, che può arrivare a circa 6.000 dollari per vigile, è uno dei principali ostacoli, insieme alla disponibilità di alternative e alle diverse interpretazioni delle evidenze scientifiche.
Non serve trasformare tutto in un allarme.
Serve continuare a studiare, misurare e capire.
Perché se esistono alternative capaci di garantire la stessa protezione riducendo l'esposizione a sostanze potenzialmente pericolose, è giusto che la ricerca vada anche in quella direzione.

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