15/07/2026
"C'è sempre stato caldo, siamo abituati"
"È estate, certo che c'è caldo".
Se parliamo degli ultimi trent'anni è vero. Ma non prima.
In foto trovare un grafico delle temperature di giugno, di Cagliari, dal 1980 ad oggi.
I rettangoli (blu per freddo, rosso per caldo) indicano le anomalie termiche, cioè i picchi di caldo e freddo rispetto alla media.
C'è il famoso picco di caldo del 1982, poi sino al 1997 ci sono state ondate di freddo.
Dal 97/98 in poi, le anomalie fredde sono quasi sparite e, di contro, sono aumentate quelle calde, come frequenza, durata e intensità. In più la temperatura dei picchi sta aumentando.
Nel sito, Meteoblu, potete cercare qualsiasi città e qualsiasi arco temporale. Vedete voi stessi.
Gli scienziati ci hanno avvisato proprio dagli anni '80, che tutto questo sarebbe successo se non avessimo invertito la rotta.
Ora siamo in emergenza, è tardi, ma non è troppo tardi per fare qualcosa.
Innanzitutto dobbiamo accettare il cambiamento climatico, non per fede, non è una religione, ma perchè i dati parlano chiaro.
I cicli sono sempre esistiti, ma parliamo di ere geologiche, non cent'anni.
Io credo che tutte le amministrazioni, dai più piccoli comuni, alle province, regioni e poi stati, debbano far convergere quasi tutte le proprie energie (economiche e di progettazione nel lungo periodo) su questo.
Ad esempio fare il DEPAVING.
Il depaving è la depavimentazione, ovvero togliere dove possibile cemento e mattonelle varie per mettere prati, fiori, alberi.
Ad esempio questo sta funzionando tanto in Belgio, hanno cominciato anche a Genova; in Germania lo stanno facendo dove ci sono i giochi per i bambini. Questo anche per una questione educativa: i bambini devono sporcarsi, entrare in contatto con la natura, vedere insetti e fiorellini.
E noi, nel proprio piccolo, cosa possiamo fare?
So che tutto sembra inutile, che sentirsi impotenti sia molto semplice.
E i paesi in guerra, e quelli che non pensano alla transizione ecologia, e quelli che subiscono i nostri rifiuti e non sanno come fare, quelli che sono poverissimi e di certo non pensano all'inquinamento.
Ma qualcosa possiamo fare.
Esempi vari:
- Ridurre sprechi alimentari, aumentare l'alimentazione a base vegetale, ridurre drasticamente i prodotti ultraprocessati (e queste azioni fanno bene in primis alla nostra salute).
- Evitare ordini online per due penne.
- Evitare il fast fashion. So anche di tante persone che addirittura ordinano più taglie e poi mandano indietro quello che non serve. Aiuto, quanti viaggi per una maglietta.
-Andare a piedi o in bici, quando possibile.
-Ridurre la plastica.
-Ridurre i consumi in casa: non si può fare una lavatrice per due cose o usare tonnellate di detersivi inquinanti.
-Riciclare il più possibile, aggiustare, regalare.
-Progetti di educazione ambientale
-Chiedere a gran voce alle amministrazioni locali azioni in questa direzione.
Riusciremo a risolvere totalmente? Certo che no.
Faremo qualcosa di utile? Certo che sì.
Tutto ciò che possiamo fare nel nostro piccolo raggio di azione è sempre più di zero e, sopratutto, si unisce a ciò che fanno anche tutti gli altri e, magari, il nostro piccolo comune avrà dei miglioramenti.
Nessuna eco-ansia ma anche nessun menefreghismo.
Coraggio ❤️