Annarita Bavaro Psicoterapeuta olistica - EMDR

Annarita Bavaro Psicoterapeuta olistica - EMDR Terapia online 🌍
EMDR II livello 🖥📲👐
Bambino interiore🧒👧
Alice Miller
Evoluzione olistica
🇮🇹
[email protected] Telegram: https://t.me/AnnaritaBavaro

Per informazioni o per prenotare un percorso di terapia puoi inviarmi una mail: [email protected] indicando nell'oggetto il tuo nome e cognome.

09/04/2026

Il gruppo EMDR del giovedì è al completo.
Grazie a tutti per la fiducia.

Proverò a creare un altro gruppo lunedì primo pomeriggio.

A grande richiesta... 😅
09/04/2026

A grande richiesta... 😅

09/04/2026

Con le relazioni disfunzionali, ci ammaliamo.
Con le relazioni sane, guariamo.
La relazione terapeutica è salvifica perché ci dona un'altra possibilità, di essere ascoltati, visti, rispettati, accolti, rassicurati.
Per uscire dalla disperazione, dalla dipendenza, dalla sensazione di non potercela fare.
La terapia scioglie la sensazione di sentirsi trasparenti, malati, sbagliati, inadeguati, privi di valore, noiosi, matti, esagerati.
Al tempo stesso coesistono un desiderio ma anche una profonda paura di farsi GUARDARE dentro da qualcuno.
La paura di essere abbandonati o rifiutati per ciò che l'altro può vedere e troppo grande a volte è una vera e propria disperazione.
È qualcosa che vogliamo e non vogliamo...
Per questo è molto importante trovare la giusta distanza per essere vicini al paziente ma non invaderlo, in modo tale che non percepisca un pericolo o l'antica diffidenza. Pian piano sarà lui a avvicinarsi quando si sentirà al sicuro...
Quando questo accade è sempre profondamente emozionante.
Solo se la parte infantile riceve attenzioni, spiegazioni, rassicurazioni...
Poi l'adulto può riutilizzare quel nutrimento per auto consolarsi, auto rassicurarsi...
Altrimenti resterà nella disperazione e nella sensazione di non poter essere salvato da nessuno.
Annarita Bavaro

IL PERFEZIONISMO E' UNO DEI MAGGIORI INIBITORI DELLA GIOIA E DELLA CREATIVITÀ. QUANTE PERSONE NON CANTANO, SCRIVONO, DIP...
08/04/2026

IL PERFEZIONISMO E' UNO DEI MAGGIORI INIBITORI DELLA GIOIA E DELLA CREATIVITÀ.
QUANTE PERSONE NON CANTANO, SCRIVONO, DIPINGONO, BALLANO O CUCINANO PERCHÉ NON
POSSONO RISPETTARE UNO STANDARD
IMPOSSIBILE E PER PAURA DELLA CRITICA?

Moshe Feldenkrais

08/04/2026

L'attaccamento inverso

"A volte succede senza che ce ne accorga: piango, e mio figlio corre a consolarmi. Mi accarezza, mi guarda con occhi pieni di preoccupazione, come se fosse lui il grande e io la piccola. E' cosi dolce, mi fa sentire consolata..."

Si parla poco dell’“attaccamento inverso”: quando il bambino, invece di essere contenuto emotivamente dall’adulto, diventa lui il contenitore. Succede spesso nelle relazioni più intense, dove i confini quasi non esistono, il bisogno di vicinanza è fortissimo e le ferite emotive antiche, del genitore sono ancora dolorose.

Ma un bambino non dovrebbe sentirsi responsabile del benessere emotivo di un genitore. Non dovrebbe imparare così presto a mettere da parte i propri bisogni per prendersi cura di quelli di chi dovrebbe proteggerlo. Perché quel ruolo pesa, anche se all’inizio sembra solo una forma di dolcezza.

Il bambino, consola il genitore sentendosi smarrito e confuso, perchè deve assicurarsi che il genitore stia bene, cosi a sua volta potrà prendersi cura di lui...

Crescere con questa dinamica può portare a diventare adulti iper-responsabili, sempre attenti agli altri, ma poco allenati ad ascoltare sé stessi. Può rendere difficile distinguere dove finiscono i bisogni degli altri e dove iniziano i propri.

Essere genitori non vuol dire non mostrare mai fragilità.
Significa però ricordarsi che siamo noi il porto sicuro. Possiamo essere autentici, anche vulnerabili, ma senza chiedere ai nostri figli di tenerci a galla.

Il punto non è smettere di piangere. È scegliere quando, come e con chi farlo. E soprattutto restituire ai nostri figli il loro ruolo: quello di essere piccoli, liberi di ricevere cura, senza il peso di doverla dare. Se il bambino si avvicina per consolare, possiamo ringraziarlo e dirgli che sappiamo cavarcela da soli o possiamo far riferimento ad altri adulti.
Alcuni genitori, temono di pronunciare questa frase, per non offendere il bambino...
In realtà spesso si evita, perchè il genitore non ha sufficienti risorse interiori o manca di una rete di supporto. I danni si creano se questa situazione di accudimento invertito si protrae nel tempo, senza nessuna attenzione sul bambino, non se lo si deresponsabilizza.

Perché l’amore più sano è quello che protegge, non quello che chiede di essere protetto.

Ci tengo a precisare che i bambini, d'istinto ripropongono sugli adulti atti di cura, come portare un cerotto o dare un bacino per fa passare il dolore. In questo non sussiste nulla di preoccupante. Ripeto che la disfunzione si realizza di il genitore ha continuamente bisogno del bambino o fa richieste esplicite per provare a stare meglio:
- Stammi vicino...
- Per fortuna ci sei tu altrimenti mi sentirei sola/o
- Solo tu mi capisci, sei proprio un bravo bambino...invece mamma o papà...non mi comprende....
..

Ci sono bambini piccolo che se si fanno male non piangono, perchè hanno compreso che i genitori non riescono a gestire la loro emotività.

Annarita Bavaro

08/04/2026

EMDR relazioni

Il pacchetto è di 6 incontri, da 1 ora e mezza ognuno + uno in omaggio. Quindi saranno 7 in totale.

A lunedì alterni dalle 15.00 alle 16.30.

Chi è interessato a partecipare mi può contattare anche direttamente tramite Whatsapp al 3270838030.

Grazie ❣️

In questo bellissimo quadro di Artemisia Gentileschi è rappresentata  la maternità. Una madonna con il bambino dipinta  ...
08/04/2026

In questo bellissimo quadro di Artemisia Gentileschi è rappresentata la maternità. Una madonna con il bambino dipinta nel 1600. Chissà se Artemisia aveva l’intenzione di metterne in evidenza così bene come ha fatto quello che può accadere alle madri traumatizzate che in alcuni momenti sono assorbite così tanto dal loro trauma da non riuscire a sintonizzarsi con il bambino. Artemisia era una donna ferita da un abuso e non poteva rappresentare meglio gli esiti di un esperienza così deflagrante. Le madri esposte ad esperienze così drammatiche possono loro malgrado fallire nell’inter-soggettività. I bambini cogliendo il loro dolore potrebbero così diventare precocemente adulti ed accudire amorevolmente, ma impropriamente, la propria madre.





Annarita Verdaro
Dipinto di Artemisia Gentileschi

07/04/2026

Pezzettini di terapia

Paziente: "Ti ho detto cose tremende! Mi aspettavo una reazione!
Perché continui a relazionarti con me con la gentilezza e l'empatia?!?
Non lo merito!"

Io: Sono qui per farti da CONTENITORE, per accogliere le tue emozioni e reazioni.

Poi non stavi parlando a me, ma a tuo PADRE tramite me.

Ho imparato a gestire la mia barca anche nel mare in tempesta, ciò mi permette di decidere se e quando parlare, che azione fare, altrimenti resto tranquilla, così aiuto il tuo sistema nervoso a CO REGOLARSI, tramite i tuoi neuroni specchio, che vendono un volto tranquillo e trasmettono i dati al tuo cervello...

Praticamente si impara per imitazione.

Annarita Bavaro Psicoterapeuta Funzionale, EMDR e Milleriana

07/04/2026
07/04/2026

È possibile prenotare percorsi incentrati unicamente sull'EMDR INDIVIDUALE, di COPPIA o di GRUPPO.

Che cos’è l’EMDR?
L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa.

Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità.

L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche.

Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi. Dal punto di vista clinico e diagnostico, dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-traumatico da stress, quindi non si riscontrano più gli aspetti di intrusività dei pensieri e ricordi, i comportamenti di evitamento e l’iperarousal neurovegetativo nei confronti di stimoli legati all’evento, percepiti come pericolo.

Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia.

Si sente che veramente il ricordo dell’ esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Cioè il paziente realizza le connessioni di associazioni appropriate, quello che è utile è appreso ed immagazzinato con l’emozione corrispondente ed è disponibile per l’uso futuro.

dal sito EMDR Italia

Per fare qualche esempio pratico, l'EMDR viene attualmente impiegato per trattare:

Traumi derivanti da un incidente stradale o da gravi incidenti di altra natura (lavorativi, ecc.);
Traumi in seguito ad abusi di varia natura;
Traumi che seguono disastri naturali;
Traumi che stanno alla base dell'insorgenza di disturbi alimentari;
Lutti e perdita di persone care;
Umiliazione subita da bambini e/o nell'età adulta;
Traumi infantili di varia natura.

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