15/05/2020
3ª Vitamina per la Famiglia
ADOLESCENTI ED EMOZIONI NELLA FASE 2
Come professionista all’interno di una Comunità per minori e come madre di un ragazzo quattordicenne, negli ultimi mesi ho sentito forte la sofferenza dei nostri adolescenti. Un’adolescenza sospesa da un decreto che li ha costretti a rimanere tutto il giorno a casa con le stesse persone da cui sentono il bisogno di staccarsi. Strappati alla vita sociale e alle amicizie, fondamentali in questa delicata fase di sviluppo in cui relazionarsi, confrontarsi e vivere il proprio gruppo dei pari diventa proprio un bisogno fisiologico.
In un primo momento hanno reagito in modo tendenzialmente positivo, con l’iniziale esultanza per la chiusura della scuola, le chat, le videochiamate e i social che hanno tamponato bene la situazione. Ma, a distanza di qualche settimana, come osserva anche la psicoterapeuta Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza Onlus, hanno iniziato a «...sentire maggiormente il peso di tutto ciò che stanno vivendo e a gestire con difficoltà le varie emozioni, c’è chi è più nervoso, frustrato e irrequieto o semplicemente apatico».
Il peso della noia, l’irritabilità e il nervosismo, hanno enfatizzato l’umore già incostante di questa età. Il tutto, molto spesso, appesantito dalle continue liti con i genitori e/o le figure di riferimento.
Hanno compreso l’importanza delle relazioni offline e iniziato a desiderare di tornare presto alla loro normalità, sperando che questo potesse accadere con l’inizio della Fase 2 cominciata il 4 Maggio.
Purtroppo però, seppure le restrizioni siano state allentate, non è ancora il momento di uscire con gli amici. Da decreto tutti i minori, non possono uscire da soli o in comitiva di coetanei ma devono essere accompagnati da un adulto. Naturalmente siamo consapevoli del fatto che un figlio adolescente, specie se sedicenne o diciassettenne non è il bambino da accompagnare al parco. Ma l’ordinanza non ha previsto eccezioni, parla di “minori” e tali si è fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età.
Molti adolescenti però, ignorando che questo è ancora vietato, sono tornati in strada e vedersi con gli amici senza, tra l’altro, rispettare le distanze di sicurezza e senza mascherine. Basti pensare a quello che è accaduto ai “Navigli” di Milano o anche nei piccoli paesi come la nostra Avola, dove, proprio in questi giorni, il Sindaco, indignato per ciò che sta accadendo, ha autorizzato le forze dell’ordine a multare i genitori dei ragazzi che si affollano in giro, non rispettando l’ordinanza. Perché questo provvedimento?
Ovviamente perché sono i genitori che devono vigilare sui propri figli grandicelli, ma non ancora maggiorenni e, attraverso l’ascolto e la vicinanza emotiva, far capire loro che dovranno imparare a relazionarsi in una nuova modalità, mantenendo ancora il distanziamento sociale e abituandosi all’uso delle mascherine. I genitori devono aver voglia di mettersi in sintonia con le emozioni dei propri figli, consapevoli che in questa situazione sono doppiamente segnati psicologicamente, dal restare in casa e nel vedere alcuni dei loro amici uscire spensieratamente, pensando “ma allora si può”!, sentendosi discriminati per questo.
Dott.ssa Caruso Angela,
Psicologa Clinica e di Comunità