Le vette delle donne

Le vette delle donne Siamo 4 amiche e un cane 🐾 Zoe. Ogni domenica esploriamo l’Appennino tra boschi, ruderi, borghi dimenticati e storie del passato.

Montagna vera, memoria, amicizia femminile e qualche ora di fuga dal rumore del mondo. 🌲👣

Questa settimana siamo arrivate a sabato senza aver avuto tempo di pubblicare la nostra escursione di domenica scorsa. N...
06/06/2026

Questa settimana siamo arrivate a sabato senza aver avuto tempo di pubblicare la nostra escursione di domenica scorsa. Noi i post li scriviamo a mano, perché a volte abbiamo provato l’Ai ma si sente che non siamo noi e dunque ci vuole tempo.

Siamo state in Pratomagno.

Ora sui social è d’obbligo dire sempre che è tutto straordinario, ma, sempre perché noi siamo sincere 😀, diciamo che rispetto ai crinali e alle foreste del confine Toscana Romagna, ci è piaciuto un po’ meno.

Bellissimi i pratoni sommitali, bellissimi i giganteschi castagni e una chicca il paesino di Raggiolo.

Ma l’effetto wow di quell’immensità di foreste e panorami del crinale tosco romagnolo no, non c’è.

Il borgo di Raggiolo è davvero carino e fa di tutto per raccontare la sua storia. Ci si arriva con la macchina e quindi se vi capita andate. Nelle foto, con calma, aggiungeremo un po’ delle storie e leggende che lo rappresentano e che si possono imparare dai tanti cartelli e targhe posti in paese.

Una salita infinita di oltre 1200m e quasi 10km, ma non tantissimo faticosa, per raggiungere la croce e li sì il panorama è superbo, non a caso Pratomagno e La Verna si vedono da quasi ovunque in Toscana.

Per il resto ci siamo divertite tanto lo stesso, ché per quello si basta noi 😀

Eravamo con I Trekkabbestia come spesso ultimamente, il nostro gruppo storico.

Domani passi mezzi chiusi tra Casentino e Romagna per il giro del Mito (extraterrestri che in un giorno fanno in bici passo dei Mandrioli, della Calla e del Carnaio 💪) quindi si va a Castel dell’Alpe e si torna ai nostri boschi e panorami preferiti.

Diteci la vostra sul Pratomagno vs. Crinale tosco romagnolo

29/05/2026

Il tempo è tuo. Usalo bene.

Chiama la tua amica. Uscite. Camminate. Respirate.

Il feed può aspettare.

🥾💚

DONNE CHE FACEVANO PAURAQuesta è la Quercia delle Streghe.Ha circa 300 anni. 🌳Si trova vicino a Corniolo, nel Parco Nazi...
27/05/2026

DONNE CHE FACEVANO PAURA

Questa è la Quercia delle Streghe.
Ha circa 300 anni. 🌳

Si trova vicino a Corniolo, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Quando è nata, si bruciavano ancora le “streghe”.

Le chiamavano così, ma spesso erano donne libere: conoscevano il bosco, le erbe, i sentieri, vivevano da sole, magari non per scelta. L’inquisizione faceva il resto.

L’80% delle vittime della caccia alle streghe erano donne e bambine.
L’ultima esecuzione documentata? 1782, non Medioevo, 1782. 🔥

Oggi noi camminiamo sugli stessi sentieri, con scarponi, bastoncini e la merenda nello zaino.

Però ogni tanto ci fermiamo a ricordare che il passato per molte donne era violenza, paura e povertà.

25/05/2026

Niente filtri, niente ritocchi, niente IA.

Solo noi, quasi boomer, fieramente artigianali e 300 followers ❤️ che ci sopportano.

Il futuro è nostro. Forse. 🥾💚



𝙏𝙍𝙀𝙆𝙆𝙊𝙈𝙋𝙇𝙀𝘼𝙉𝙉𝙊 𝙄𝙉 𝙌𝙐𝙊𝙏𝘼 🥾Ieri ancora insieme ai I Trekkabbestia, stavolta eccezionalmente di sabato, ma c’era da festegg...
24/05/2026

𝙏𝙍𝙀𝙆𝙆𝙊𝙈𝙋𝙇𝙀𝘼𝙉𝙉𝙊 𝙄𝙉 𝙌𝙐𝙊𝙏𝘼 🥾

Ieri ancora insieme ai I Trekkabbestia, stavolta eccezionalmente di sabato, ma c’era da festeggiare il compleanno della nostra amica Arianna.

Il percorso ci ha portati sopra Corniolo, tra la Via dei Lavacchi e le Ripe Toscane: sentieri nel bosco, scorci bellissimi e tantissimi ruderi da commentare, perché ormai siamo esperti di case abbandonate con “grande potenziale” 😂

Giornata perfetta per il sole, i colori, il sentiero e il gruppo: panorami, risate e una merenda praticamente infinita.

Abbiamo festeggiato Arianna, camminato con vecchi e nuovi amici, ritrovato Annamaria e scoperto che Fabrizio non ha uno zaino: ha una dispensa portatile 😂🥪

Alla fine il trekking più bello è quello dove si ride per tutto il tempo.
Coi Trekkabestia però succede sempre, quindi è difficile scegliere 😂🥾

Giornate così sono davvero terapeutiche.
E tu, cosa fai di terapeutico? 🌿

𝑨𝑳𝑳𝑨 𝑹𝑰𝑪𝑬𝑹𝑪𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑪𝑨𝑺𝑪𝑨𝑻𝑨 𝑷𝑬𝑹𝑫𝑼𝑻𝑨Ancora entusiaste dell'Orco di domenica scorsa, ieri siamo tornate con I Trekkabbestia...
18/05/2026

𝑨𝑳𝑳𝑨 𝑹𝑰𝑪𝑬𝑹𝑪𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑪𝑨𝑺𝑪𝑨𝑻𝑨 𝑷𝑬𝑹𝑫𝑼𝑻𝑨

Ancora entusiaste dell'Orco di domenica scorsa, ieri siamo tornate con I Trekkabbestia e anche questa volta nei boschi sopra Premilcuore, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra Toscana e Romagna. Anche questa volta alla ricerca di una cascata 🥾

La prima parte del percorso tutta nel bosco, da 600 a quasi 1100 metri, con il bosco che si apriva ogni tanto su scorci meravigliosi sulla Valle di Fiumicello 🏔️ 🌲 🌿

Pranzo al Bivacco Sassello, rifatto di recente dopo un incendio, dove abbiamo festeggiato come si deve il compleanno del nostro amico Marco 🎂 🎉 🎈 🥂

E poi giù, a picco, verso la cascata del Frassine 💦

Prima della cascata però: il guado. Complesso. La Cri, memore dei piedi bagnati di domenica scorsa, ha valutato la situazione con grande pragmatismo e ha tolto gli scarponi. Scelta saggia. L'acqua fredda è stata una goduria. 🥶

La cascata meravigliosa. Uno di quei posti che non ti aspetti e che ti rimane dentro 🌊😱 💧

La risalita non la dimenticheremo facilmente. Fatica 🎒 🦵 💪

Il ritorno, attraverso ruderi, muri di pietra, case abbandonate che raccontano una storia di vita contadina oggi silenziosa.

Un tempo qui viveva il popolo di Castel dell'Alpe, che dominava la Valle della Poderina lungo il fiume Rabbi. Luoghi che hanno visto secoli di vita appenninica, di pastori e boscaioli, di famiglie che abitavano queste montagne quando erano ancora il centro del mondo. I sentieri che oggi percorriamo erano le strade di un tempo 🐑👨‍🌾

Alla fine quasi 20 km e 1200 m di dislivello. E, come dice la Flavia, le gambe hanno dato le dimissioni 😄🏔️💚

Con i Trekkabestia

Le foto sono alla rinfusa.

📍 PREMILCUORE. ANCHE IL NOME UNA STORIA Domani torneremo a Premilcuore, un borgo dell’Appennino tosco-romagnolo, nel Par...
16/05/2026

📍 PREMILCUORE. ANCHE IL NOME UNA STORIA

Domani torneremo a Premilcuore, un borgo dell’Appennino tosco-romagnolo, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ⛰️

Pensando a come ci cattura questo posto abbiamo cercato l’origine del nome e scoperto che è avvolta da storia e leggende. 🧙

C’è chi dice che il suo nome derivi da Planum Mercurii, l’antico “piano di Mercurio” dove sorgeva un tempio romano, e chi invece lo lega a racconti più oscuri, di cuori oppressi e fughe nella valle. ❤️

Chi lo sa davvero. Noi intanto un pezzo di cuore 💔 a Premilcuore ce l’abbiamo lasciato, passo dopo passo. 🌿🏔️ e siamo sempre felici di tornarci.

Per inciso: dato che siamo due toscane e due emiliano-romagnole, diciamo sempre che ci troviamo sul crinale. Ecco, Premilcuore è tutto in Romagna e dalla Toscana non è proprio fuori porta — ma vale la pena di fare un po’ di strada in più 🏘️

Ci sei mai stata?🥾

14/05/2026

Sotto il diluvio di domenica c’è stato tempo anche per una piccola lezione.

Il ragno porta guadagno, lo diceva la nonna. Ma sapete perché si diceva così?

Nelle case contadine, vedere un ragno tessere significava che la casa era asciutta, calda, ben tenuta — quindi prosperosa.

Da lì il proverbio: ragno in casa = fortuna economica.
C’è anche la variante “ragno di mattina porta rovina, ragno di sera porta speranza”, legata ai ritmi del lavoro contadino.

E piccola curiosità scientifica: la sua tela, a parità di peso, è più resistente dell’acciaio. Tanto che da decenni gli scienziati studiano come replicarla per fare giubbotti antiproiettile e fili chirurgici.

E voi, che superstizioni di nonna vi sono rimaste in testa? 🕷️

SI CHIAMA VALLE DELL’ORCO E IERI ABBIAMO CAPITO PERCHÉ Ieri ci siamo unite ai I Trekkabbestia di Davide Prati, il gruppo...
11/05/2026

SI CHIAMA VALLE DELL’ORCO E IERI ABBIAMO CAPITO PERCHÉ

Ieri ci siamo unite ai I Trekkabbestia di Davide Prati, il gruppo con cui ci siamo conosciute.

E già questo basta a spiegare quanto gli siamo affezionate.

Davide è una guida esperta, ma soprattutto uno di quelli che non si limita ai sentieri segnati CAI. Lui le montagne le va a cercare davvero.
Piccole tracce dimenticate, passaggi nascosti, vecchi attraversamenti che percorre e trasforma in sentieri anche per noi.

Poi, essendo uno storico, sa un sacco di cose sulla storia di questi posti (ecco perché la Flavia ha iniziato a fare la maestra nei nostri reel 😂).

Le sue escursioni spesso sono un po’ complicate, a tratti avventurose, qualche volta vere challenge. Ed è esattamente questo che ci diverte da morire.

Con i Trekkabestia poi si condivide tutto: fatica, sudore, cibo, risate… e pure un po’ di vino.

E grazie a Davide possiamo permetterci di andare in posti dove da sole probabilmente non ci avventureremmo.

Ieri siamo andate nella Valle dell’Orco, sopra Premilcuore, sotto il Monte Tiravento.

Una valle selvaggia dell’Appennino tosco-romagnolo, fatta di boschi profondi, acqua, rocce e canaloni scavati dal tempo.

Un verde quasi esagerato con tutta quella pioggia. Di quelli che in foto sembrano ritoccati.

Lungo il percorso abbiamo incontrato tanti ruderi nascosti nel bosco: vecchie case di pietra, muri divorati dalla vegetazione, resti di un mondo montanaro duro e isolato, dove vivevano boscaioli, carbonai e pastori. Posti che oggi il bosco si sta lentamente riprendendo.

E in certe zone si capisce benissimo perché siano nate leggende. Nebbia, acqua ovunque, gole strette, rumori strani nel bosco e quella sensazione continua che dietro una curva possa comparire qualcosa.

Non è difficile immaginare perché abbiano iniziato a chiamarla Valle dell’Orco. 😂

In realtà, tranquille: nella vecchia cartografia si chiamava “Valle dell’Orto”, perché c’erano tanti poderi e e pianori dove c’erano orti. Poi, da qualche parte, in qualche trascrizione, alla T è caduta la lineetta ed è diventata una C… e così è nata la Valle dell’Orco. 😂

E il meteo… beh, quello lo sapete com’era ieri. Pioggia battente per parecchio tempo. Ieri sera avevamo acqua e fango ovunque addosso.

L’Orco ce l’ha messa tutta per complicarci la vita.
Fango, rocce scivolose, guadi, passaggi delicati.

La Paola ovviamente non si è scomposta nemmeno sotto il diluvio.
L’unica vera preoccupazione era che, per superare un passaggio particolarmente scivoloso, avrebbe dovuto sedersi… e quindi ba****si il sedere. Priorità corrette 😀.

Escursione impegnativa e a tratti tosta.
Ma le bellezze viste ieri hanno ripagato tutta la fatica.

E voi, vi siete mai trovate sotto la pioggia battente in mezzo a un bosco? Cosa avete pensato in quel momento?

SOLO I MASCHI HANNO LE SCARPEQuesta foto arriva dall’archivio fotografico di Torquato Nanni, che ha raccontato con immag...
08/05/2026

SOLO I MASCHI HANNO LE SCARPE

Questa foto arriva dall’archivio fotografico di Torquato Nanni, che ha raccontato con immagini straordinarie la vita delle persone che abitavano le zone oggi comprese nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Un archivio prezioso, custodito e curato dalla sua famiglia.

Questa immagine ci ha colpite subito per un dettaglio semplice e durissimo:
solo i maschi hanno le scarpe.

L’uomo le ha.
Il bambino maschio anche.
Le donne no, le bambine no.

Ed è incredibile quante cose possa raccontare un dettaglio così piccolo.

Ogni volta che incontriamo un rudere nel bosco ci fermiamo. Facciamo foto.
A volte scherziamo facendo video un po’ buffi sulle carbonaie, sugli essiccatoi, sulla vita di montagna di un tempo.

Pensiamo che oggi quei luoghi hanno qualcosa di poetico.

Ma poi immagini come questa riportano tutto alla realtà.

Dietro quelle pietre c’erano freddo, fatica, gravidanze continue, lavoro nei campi, isolamento, figli da crescere e una vita durissima che spesso pesava soprattutto sulle donne.

Donne che tenevano in piedi famiglie e comunità intere.

In silenzio.

Dobbiamo ricordare che la montagna non è stata solo bellezza.

È stata sacrificio 💚 di tutti ma delle donne di più.

Il passato va conosciuto, studiato ma mai romanticizzato.

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Badia Tedalda

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