06/06/2026
👉 Intervento di CLAUDIO PASSANTINO Presidente della Cooperativa "Progetto Dopo di Noi" al Convegno del 6 Giugno sul tema "AUTISMO e INCLUSIONE LAVORATIVA" a Barcellona P. G.
🔵 PERCHÉ SIAMO QUI?
La nostra Cooperativa nasce da una domanda semplice e insieme lacerante, quella che ogni famiglia con un figlio disabile porta dentro di sé come un'ombra silenziosa: cosa succederà quando non ci saremo più?
Il "Dopo di Noi" non è una resa. È un progetto. È la scommessa che esista una risposta diversa dall'abbandono, dall'istituto, dall'invisibilità. Ed è esattamente per questo che il lavoro — il lavoro vero, dignitoso, riconosciuto — è al centro della nostra missione.
Il lavoro non è solo uno stipendio. È identità. È struttura della giornata. È appartenenza a una comunità più larga della propria famiglia. È, in una parola, DIGNITA'.
Permettetemi di introdurre qui una voce importante, quella di Bruno Callieri, grande psichiatra e padre della psicopatologia fenomenologica italiana, scomparso alcuni anni fa ma ancora vivissimo nel suo pensiero.
Callieri ci ha insegnato a guardare la persona non come un insieme di sintomi da classificare, ma come un essere-nel-mondo, per usare la sua espressione cara alla tradizione fenomenologica. Ogni individuo, scriveva, abita lo spazio e il tempo in modo suo proprio, attraverso forme di incontro che vanno rispettate e comprese prima ancora di essere corrette.
Applicare questo sguardo all'autismo significa SMETTERE di CHIEDERSI SOLTANTO COSA non FUNZIONA in una PERSONA, e cominciare a chiedersi: come abita il mondo questa persona? Quali sono le sue forme di presenza? Come possiamo costruire insieme uno spazio condiviso?
Il lavoro, in questa prospettiva, non è una terapia né una concessione. È uno dei luoghi privilegiati in cui questo incontro può avvenire — se sappiamo crearne le condizioni.
C'è un luogo comune da smontare oggi, e voglio farlo con chiarezza.
L'inserimento lavorativo delle persone autistiche viene spesso raccontato come un atto di generosità da parte delle aziende. Un favore. Una buona azione. Io credo che questa narrazione faccia un torto a tutti: alle persone autistiche, che vengono ridotte a oggetto di pietà, e alle aziende, che perdono l'occasione di capire quanto stiano guadagnando.
Molte persone nello spettro autistico portano con sé caratteristiche che in certi contesti lavorativi sono un vantaggio reale: ATTENZIONE STRAORDINARIA al DETTAGLIO , PRECISIONE , COERENZA , CAPACITÀ di CONCENTRAZIONE PROFONDA, AFFIDABILITÀ.
Non è retorica — lo documentano esperienze concrete in tutto il MONDO, in tanti ambiti e in diversi settori.
L'INCLUSIONE, fatta bene, NON COSTA : RENDE.
E una società che spreca questo patrimonio umano non è solo ingiusta — è SEMPLICEMENTE POCO INTELLIGENTE.
Ci VUOLE METODO.
Ci vogliono le famiglie, che conoscono i propri figli meglio di chiunque altro. Ci vogliono gli operatori e i clinici, che portano strumenti e linguaggi. Ci vogliono le istituzioni, che devono garantire diritti e risorse. Ci vogliono le imprese, che aprono — o non aprono — le porte. E ci vogliono luoghi dove tutte queste voci si incontrano e si ascoltano.
Un convegno vale se genera impegni concreti. Vi chiedo, alla fine di questa giornata, di uscire con almeno un'azione in mente: uno stage da aprire, un pregiudizio da rivedere, una collaborazione da avviare, e, per noi genitori, un mito da sfatare, che ahimè spesso diventa una convinzione : che dobbiamo essere solo noi familiari a prevedere di avviare attivita di lavoro per i nostri figli, come già avviene in giro per l'Italia e, in parte, anche all'interno dei ns Laboratori.
Torno a Callieri, e concludo.
Egli amava ricordare che il fondamento della cura — e io aggiungo: dell'inclusione — è l'incontro autentico tra due soggetti. Non la gestione di un caso. Non l'erogazione di un servizio. Ma il riconoscimento reciproco di due persone che si trovano nello stesso mondo e cercano insieme un modo per abitarlo.
Ecco cosa stiamo cercando di fare — come Cooperativa "Progetto Dopo di Noi" e, mi auguro, faccia tutta la comunità.