29/08/2026
Per anni abbiamo pensato all’invecchiamento cutaneo soprattutto come a un accumulo di danni.
Oggi stiamo iniziando a guardarlo anche da un’altra prospettiva: con il tempo la pelle non soltanto accumula danni, ma perde progressivamente la sua capacità di adattarsi agli stress, ripararsi e tornare al proprio equilibrio. pdf.pdf
È il concetto di plasticità omeodinamica proposto in un interessante perspective paper pubblicato recentemente su Frontiers in Aging.
Ed è un cambio di prospettiva importante anche per la medicina estetica.
Perché correggere una ruga può migliorare perfettamente quella ruga, ma non significa necessariamente aver modificato il modo in cui quel tessuto sta invecchiando.
La sfida diventa allora più ampia: lavorare sulla qualità del tessuto, sulla sua capacità di risposta e sui diversi sistemi biologici che contribuiscono a mantenerlo funzionale nel tempo.
È per questo che credo sempre meno nel singolo trattamento e sempre di più nei percorsi.
Non semplicemente una pelle che sembri più giovane.
Una pelle capace di invecchiare meglio.
📖 Per chi vuole approfondire:
Brown A, Simonetto C, López-Otín C. Homeodynamic Rejuvenation: an adaptive framework for resetting skin aging. Frontiers in Aging. 2026;7:1840035. DOI: 10.3389/fragi.2026.1840035.
Leggi l’articolo completo su Frontiers in Aging
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