04/06/2019
ATTIVITA’ MOTORIA NELLA MALATTIA DI PARKINSON
(PARTE )
Numerosi studi epidemiologici dimostrano non solo che
l’attività fisica (AF) ha un effetto preventivo nello
sviluppo della MdP, ma che è rilevante anche la durata ed
intensità dello sforzo fisico stesso.
Esiste una letteratura consolidata che dimostra l’efficacia
del movimento ed in generale di un’AF strutturata nel
mantenimento dei livelli di autonomia
motoria nei soggetti affetti da MdP fin dalle prime fasi di
malattia.
Una prova dell’efficacia dell’ AF strutturata, regolare e
continuativa nel tempo è data dalla sua capacità di portare il paziente disabile al miglior grado di funzionalità.
E necessario poter confrontare le capacità funzionali del
paziente prima e dopo l’intervento. Le varie figure del
team multidisciplinare assolvono a fasi di intervento
diverse.
Il medico specialista, individuati i soggetti in fase
iniziale-intermedia delle patologie, potrà indirizzare il
paziente verso una palestra di riferimento.
Quando e come iniziare a praticare l’attività motoria
L’AF o meglio l’esercizio fisico che non preveda particolari
indicazioni, va svolto con cadenza giornaliera.
L’attività dovrebbe dunque essere una costante della vita di ogni soggetto e deve essere adattata in base all’età e alle eventuali patologie.
Tra le attività con supporto scientifico di efficacia e più
adatte a consentire al soggetto di muoversi nella quotidianità troviamo il cammino, il Nordic Walking e i il Treadmill.
L’attività fisica adattata (AFA) è indicata in presenza dei seguenti deficit e limitazioni funzionali:
Inattività o ridotta capacità fisica;
Aumento del rischio di cadute o paura di cadere;
Limitazione nelle attività e deficit funzionali, in particolare nei trasferimenti, postura, allungamento e capacità di afferrare, equilibrio e cammino;
Deficit e limitazioni causati da patologie muscolo scheletriche del collo e delle spalle;
Suscettibilità alle piaghe da decubito;
Necessità di informazioni sulle conseguenze della malattia.
Anche le necessità del caregiver, se correlate alle limitazioni motorie del paziente, possono costituire motivo di richiesta di intervento.
Luoghi dell’attività motoria L’ambiente in cui svolgere la AF preventiva e adattata ha un valore non trascurabile.
Il luogo idoneo si presenta sicuro, sgombro di
attrezzi che possano cadere o intralciare il movimento. Deve prevedere la possibilità di sedersi, senza dover attraversare spazi stretti che possano far inciampare o creare confusione al paziente.
Le difficoltà di concentrazione e di orientamento si possono contrastare con spazi luminosi, senza sgradevoli rumori di sottofondo, che possano prevedere momenti di rilassamento grazie all’ascolto di musiche più o meno ritmiche.
Non sono necessarie dotazioni particolari, piuttosto sono utili oggetti che vengono utilizzati nella quotidianità, come bicchieri di carta,
nastri colorati o altri utensili che nascono dalla fantasia
dell’operatore.
Muoversi in ambienti piccoli, o con rumori distraenti, potrebbe inficiare sulla performance motoria in quanto distoglie il soggetto dall’obiettivo principale, che in questo caso è l’esercizio aerobico.
Camminare in uno spazio ampio, in piste di atletica per es., può essere un valido consiglio.
Temporizzazione del trattamento
Nella programmazione devono essere presi in considerazione i periodi ON-OFF.
Velocità e difficoltà dell’esercizio devono essere adattate
alle capacità del paziente, tenendo presente che
l’affaticamento ha un effetto negativo sull’esecuzione
delle attività.
Strumenti di misura
Le priorità nel raggiungimento degli obiettivi devono essere in accordo con le necessità espresse dal paziente, a questo scopo viene suggerita la compilazione del questionario disturbo-specifico di autovalutazione per il paziente, nel quale vengono indicati i movimenti e le attività rese difficoltose dalla MdP.
Questionario sulla storia delle cadute: deve essere
somministrato dal terapista della riabilitazione,
consente di valutare il rischio e la frequenza delle
cadute e le circostanze in cui si verificano.
Test di valutazione della stabilità posturale (retropulsion test):
somministrato dall’operatore, valuta la possibilità del paziente di effettuare aggiustamenti posturali in presenza di fattori improvvisi di perturbazione dell’equilibrio.
Il Timed Up and Go Test viene utilizzato per misurare in quanto tempo un paziente può alzarsi da una sedia, camminare per tre metri, girarsi, tornare indietro e
sedersi. E’ un indice di funzionalità affidabile e sensibile, usato Frequentemente per valutare l’efficacia del metodo di trattamento.
Scala unificata di valutazione del MdP (UPDRS): è una
scala di valutazione comprensiva dei disturbi clinici
e funzionali del paziente, delle capacità mentali e dei disturbi dell’umore, delle complicanze dovute alla terapia. E’ affidabile e sensibile, ampiamente diffuso ma
richiede un tempo di applicazione di 40/60 min.
Il test dei 6 minuti di cammino dovrebbe essere utilizzato in
pazienti che non hanno freezing, il test dei 10 metri
dovrebbe essere utilizzato per valutare una comoda velocità di cammino.
Strategie cognitive di movimento.
Nelle strategie cognitive di movimento le attività motorie complesse, automatiche, vengono scomposte in
elementi motori relativamente semplici che vengono eseguiti in una determinata sequenza.
In questo modo movimenti complessi vengono eseguiti e
controllati coscientemente.
IL
malato di Parkinson perde progressivamente il patrimonio
degli schemi di movimento appresi ed automatizzati
(controllo interno) e può sopperire trasformandoli in
una serie deliberata di singoli movimenti fino al compimento di un atto motorio.
Le tecniche cognitive vengono applicate dal fisioterapista, ma è necessario un training mentale di accompagnamento
e di supporto.
Tutti i malati di Parkinson hanno difficoltà a sostenere l’attenzione, in presenza di deficit cognitivi o di
deterioramento mentale il trasferimento di istruzioni è ancora più difficile, compromettendo la capacità del paziente di apprendere; in questi casi è necessario un training cognitivo centrato sulle funzioni mnemoniche ed attenzionali/esecutive.