10/11/2024
Il nostro cervello può essere suddiviso in tre parti, collegate tra loro ma che agiscono funzioni differenti:
- Cervello rettiliano: formatosi più di 500 milioni di anni fa, non è cambiato e si comporta allo stesso modo di quello dei nostri antenati. È un sistema autonomo perché attiva una serie di risposte fisiologiche che servono per sopravvivere alla minaccia esterna. Riconosce solo le emozioni primarie e distingue le sensazioni ancestrali di minaccia e sicurezza.
- Cervello limbico: costituito da talamo, ipotalamo, amigdala e ippocampo, regola e riconosce le emozioni complesse come ad esempio i sentimenti e le emozioni sociali. In questa parte, vi sono le memorie esplicite ed inconsce, che servono a costruire l'identità della persona e a distinguere ciò che è ansioso/minaccioso/pericoloso per egli, in base alla esperienza di vita, da ciò che è sicuro/protettivo.
- Neocorteccia: questa parte è l'unica che regola il pensiero razionale, la capacità di problem solving, la pianificazione, e così via. Qui si forma l'ansia, proprio perché si crea per eccesso di futuro e di pensiero non ancora concretizzabile. Quando ipotizziamo il futuro, poiché il cervello è programmato da milioni di anni per proteggerci, ipotizzeremo maggiormente scenari negativi per proteggerci. Qui nasce la differenza tra ansia e paura. La paura viene regolata solo dal cervello rettiliano, quindi attiva la risposta di attacco/fuga in base alla minaccia esterna reale.
L'ansia, invece, realizza gli stessi effetti ma su previsioni, non su minacce attualmente reali, su qualcosa che non esiste e che potrebbe esistere. Quando si percepisce una minaccia potenziale, il cervello rettiliano reagisce come se avesse un pericolo reale, attivando tutte le reazioni fisiche che servono per rispondere al pericolo.
Queste sono le reazioni somatiche che caratterizzano l'ansia.
Il lavoro terapeutico è finalizzato a regolare il cervello limbico e la neocorteccia per evitare che inviino impulsi di minaccia a quello rettiliano, riducendo la risposta di attacco/fuga fisica e psicologica quando il pericolo non ha a che fare con la minaccia vitale.
Buon ascolto!