Antonio Di Mauro Pediatra

Antonio Di Mauro Pediatra Antonio Di Mauro è un medico, specialista in Pediatria e Neonatologia. Dottore di Ricerca, perfezionato in nutrizione e assistenza territoriale integrata.

Divulgatore Scientifico rilevante ACGOM. Autore. Lavora a Bari. Sposato con Chiara. Padre di Lea. Antonio Di Mauro (Bari, 14/06/1984) è un medico, specialista in Pediatria e Dottore di Ricerca. Dopo essersi diplomato presso il Liceo "Quinto Orazio Flacco" di Bari, ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia, la Specializzazione in Pediatria e il Dottorato di Ricerca in Scienze Biomolecolari Fa

rmaceutiche e Mediche presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Si è poi perfezionato in Biologia della Nutrizione. E' Autore di pubblicazioni scientifiche edite su riviste internazionali in ambito neonatologico e pediatrico. Ha partecipato come relatore a numerosi Congressi e Convegni scientifici in ambito nazionale ed internazionale. E' stato consigliere Jr della Società Italiana di Pediatria. AGCOM Influencer rilevante

Vi aspetto al Parco Don Tonino BelloVenerdì 19 GiugnoOre 17.30
17/06/2026

Vi aspetto al Parco Don Tonino Bello

Venerdì 19 Giugno

Ore 17.30

Un po’ di giovinezza in meno……e qualche acciacco in più…Buon compleanno a me……e la torta a lei…
15/06/2026

Un po’ di giovinezza in meno…
…e qualche acciacco in più…

Buon compleanno a me…
…e la torta a lei…

Un cucchiaino e una crema solare.No, non sono impazzito.Sto scrivendo questo post sdraiato sotto l’ombrellone, mentre os...
07/06/2026

Un cucchiaino e una crema solare.

No, non sono impazzito.

Sto scrivendo questo post sdraiato sotto l’ombrellone, mentre osservo mia figlia che costruisce castelli di sabbia, rincorre onde e raccoglie conchiglie.

Sono passate due ore da quando siamo usciti di casa ed è ora di “ravvivare” la protezione solare:

“Ma quanta crema solare devo mettere?”

La risposta giusta è: quasi sempre più di quella che pensiamo.

Molti genitori applicano la crema con attenzione, ma in quantità troppo ridotte. Il risultato? La protezione reale può essere molto inferiore a quella indicata sulla confezione.

Per ricordarsi facilmente la quantità giusta, pensate a un cucchiaino.

✔️ per il viso e collo di un adulto, bisogna applicare circa 1 cucchiaino di crema. Questa quantità equivale a circa 2 mg di prodotto per ogni centimetro quadrato di pelle.

Nei bambini più piccoli può essere utile ragionare “a distretti”:
• più di mezzo cucchiaino per testa e collo;
• più di mezzo cucchiaino per ciascun braccio;
• più di un cucchiaino per il tronco davanti;
• più di un cucchiaino per il tronco dietro;
• più di un cucchiaino per ciascuna gamba.

Naturalmente, se il bambino indossa il costume, la quantità va adattata alle aree realmente esposte.

Ricordate: la crema solare non serve a “prendere più sole”. Serve a permettere ai nostri bambini di vivere il mare e la piscina (o il parco) in sicurezza.

E, credetemi, un cucchiaino oggi può fare la differenza per la loro pelle di domani.

I post che non piacciono all’algoritmo.“Diarrea? Vai alla Casa di Comunità.”Ma anche no. Vado dal mio pediatra.La Casa d...
06/06/2026

I post che non piacciono all’algoritmo.

“Diarrea? Vai alla Casa di Comunità.”

Ma anche no. Vado dal mio pediatra.

La Casa di Comunità dovrebbe essere molto di più dell’ennesimo servizio dedicato all’acuzia banale. Per una diarrea, un’otite o una febbre ci sono già il pediatra di famiglia, le AFT e lo SCAP.

La vera sfida è un’altra.

La Casa di Comunità dovrebbe essere il luogo in cui il pediatra può esprimere al meglio il suo potenziale: lavorare fianco a fianco con altre professionalità, costruire percorsi condivisi, accompagnare la crescita dei bambini, degli adolescenti (0-18) e delle loro famiglie.

Io la casa di comunità la voglio riempiere, voglio essere parte attiva della riforma. Ma mi aspetto di trovare colleghi e professionisti che mi aiutino ad affrontare il disagio adolescenziale, la neurodivergenza, l’obesità, la cronicità, l’educazione sanitaria, il follow-up del neonato pretermine.

Non l’ennesimo duplicato dell’ambulatorio per i problemi minori, ma una rete integrata capace di prendersi cura della complessità.

Quello che - per mancanza di risorse e mezzi - non riesco a svolgere nel mio ambulatorio.

Se vogliamo davvero potenziare e innovare l’assistenza territoriale, partiamo da qui.

Oggi ho letto lo sfogo, pacato ed educato, di una mamma che raccontava di essersi sentita poco ascoltata e accolta duran...
05/06/2026

Oggi ho letto lo sfogo, pacato ed educato, di una mamma che raccontava di essersi sentita poco ascoltata e accolta durante un accesso in pronto soccorso pediatrico, nonostante la grande preoccupazione per il proprio bambino.

Questo post fa riflettere. Questa mamma ha ragione.

Chi entra con un bambino malato non porta solo un sintomo: porta paura, ansia, senso di impotenza.

E spesso cerca, oltre a una valutazione clinica corretta, anche rassicurazione e ascolto.

Allo stesso tempo conosco bene la realtà degli ambulatori, dei reparti e dei pronto soccorso pediatrici: carichi di lavoro importanti e una pressione costante fanno parte della quotidianità di tanti professionisti.

Ma proprio per questo credo sia importante fermarsi ogni tanto e ricordare che la stanchezza può spiegare alcuni atteggiamenti, non sempre giustificarli.

E mi metto io per primo in discussione: sono certo che, in qualche momento di particolare fatica, anche io possa aver risposto con meno pazienza o meno empatia di quanta ne avrei voluta offrire.

Siamo professionisti, ma restiamo esseri umani.

E riconoscere i propri limiti è il primo passo per migliorare.

Credo che oggi più che mai ci sia bisogno di ricostruire l’alleanza tra medici e famiglie.

Non siamo su fronti opposti.

Non esistono “genitori contro sanitari” o “sanitari contro genitori”.

Siamo dalla stessa parte, con lo stesso obiettivo: il benessere del bambino.

La competenza è fondamentale, ma quando è accompagnata da ascolto, rispetto ed empatia diventa ancora più efficace. E spesso una parola gentile resta impressa quanto una terapia ben prescritta.

Dall’altra parte, anche se non è questo il caso perché conosco l’autrice dello sfogo e so che il suo intento era costruttivo, credo sia importante provare a comprendere anche la fatica di chi cura.

Non per giustificare risposte fredde o atteggiamenti sbrigativi, ma per ricordarci che anche i medici lavorano spesso sotto pressione, con responsabilità enormi e risorse non sempre sufficienti.

Forse il punto è proprio questo: ritrovare uno sguardo reciproco più umano.

Genitori più ascoltati, sanitari meno aggrediti, bambini sempre al centro.

Perché la cura funziona davvero quando fiducia, rispetto ed empatia camminano insieme.

L’ESTATE IN SICUREZZAIl sole è un grande alleato della salute: favorisce la sintesi della vitamina D, migliora il tono d...
31/05/2026

L’ESTATE IN SICUREZZA

Il sole è un grande alleato della salute: favorisce la sintesi della vitamina D, migliora il tono dell’umore e invita a trascorrere più tempo all’aria aperta.

Ma la pelle dei bambini è molto più delicata di quella degli adulti e necessita di attenzioni particolari.

👶 I bambini sotto i 6 mesi non dovrebbero essere esposti direttamente al sole. La loro pelle è ancora immatura e particolarmente vulnerabile ai raggi ultravioletti.

🕶️ Per i bambini più grandi, vi ricordo - e mi ricordo - le regole d’oro della fotoprotezione, in vista dell’imminente stagione estiva:

✅ Evitiamo l’esposizione nelle ore più calde della giornata (indicativamente tra le 11 e le 17).

✅ Cerchiamo sempre l’ombra, ricordando che sabbia, acqua e superfici chiare riflettono i raggi solari.

✅ Facciamo indossare cappellino a tesa larga, occhiali da sole con filtro UV certificato indumenti/costumi con UPF quando possibile.

✅ Utilizziamo una crema solare ad ampio spettro (UVA e UVB) con SPF 50+, applicandola 20-30 minuti prima dell’esposizione e riapplicandola ogni 2 ore e dopo ogni bagno. Chiedete al vostro pediatra la migliore crema in base al tipo di pelle del vostro bambino. Le creme NON sono tutte uguali.

✅ Non dimentichiamo le zone spesso trascurate: orecchie, collo, dorso dei piedi, mani e labbra.

💧 Acqua e sole
Con il caldo i bambini si disidratano più facilmente. Offriamo acqua frequentemente, anche se non la richiedono.

🌊 Attenzione alle nuvole
Anche nelle giornate apparentemente coperte fino all’80% dei raggi UV può raggiungere la pelle.

⚠️ Una scottatura nell’infanzia non è mai banale
Le scottature, soprattutto se ripetute, aumentano il rischio di danni cutanei nel corso della vita. Proteggere oggi la pelle dei nostri bambini significa prendersi cura della loro salute futura.

L’obiettivo non è evitare il sole, ma imparare a viverlo in modo intelligente e sicuro.

Buona estate a tutti! ☀️🏖️


I febbroni del momento…febbre alta e improvvisa, associata a • Mal di gola e tonsille arrossate• Raffreddore e tosse• Oc...
29/05/2026

I febbroni del momento…febbre alta e improvvisa, associata a
• Mal di gola e tonsille arrossate
• Raffreddore e tosse
• Occhi rossi/congiuntivite
• Linfonodi ingrossati
• A volte diarrea, vomito o mal di pancia

Tutta colpa dell’adenovirus 🦠

L’adenovirus è uno dei virus più diffusi nei bambini (ma può colpire anche gli adulti) e spesso provoca febbre alta e prolungata, anche per 4-6 giorni.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di un’infezione virale che guarisce spontaneamente.

Spesso viene confusa con Faringotonsillite streptococcica.

Si trasmette facilmente tramite saliva e goccioline respiratorie (tosse, starnuti), con mani contaminate e superfici condivise, ovviamente negli ambienti frequentati dai bambini (nido, scuola, ludoteca)

Il contagio può avvenire anche prima della comparsa dei sintomi. Quindi non iniziate a fare la caccia alle streghe nelle chat di classe.

Non esiste una terapia specifica contro l’adenovirus. L’antibiotico non serve, salvo in caso di sovrainfezioni.

🚫 Se febbre persiste per 5 giorni è utile sentire il pediatra.

⚠️ Nella maggior parte dei casi: antipiretici, pazienza, liquidi e coccole e riposo.

L’adolescenza sarà sempre più una terra del pediatra.E proprio per questo c’è bisogno di sempre maggiore formazione, att...
27/05/2026

L’adolescenza sarà sempre più una terra del pediatra.

E proprio per questo c’è bisogno di sempre maggiore formazione, attenzione e consapevolezza.

Oggi ho partecipato ad un corso sulle vaccinazioni in età adolescenziale.

In adolescenza non ci sono solo “nuovi vaccini”, ma anche richiami importanti e tante occasioni preziose per recuperare eventuali dosi mancanti.

Le vaccinazioni da controllare ed effettuare sono:
• dTpa-IPV: richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite
• HPV: vaccinazione contro il Papillomavirus, per ragazze e ragazzi
• Meningococco ACWY: richiamo/offerta in adolescenza
• Meningococco B: richiamo/offerta in adolescenza
• MPRV: morbillo, parotite, rosolia e varicella, se non completato

Un check del calendario vaccinale ad ogni accesso in studio è la strategia vincente: per una patologia acuta, per il certificato sportivo, per un bilancio di salute, prima di un viaggio studio o di un viaggio con la famiglia.
Ogni incontro può diventare un’occasione per verificare il libretto vaccinale, recuperare ciò che manca e costruire una protezione più completa.

L’abusoTutti i miei pazienti hanno il mio numero di cellulare privato. L’ho sempre dato perché penso possa offrire una s...
26/05/2026

L’abuso

Tutti i miei pazienti hanno il mio numero di cellulare privato. L’ho sempre dato perché penso possa offrire una sicurezza in più: a loro e, in parte, anche a me. In caso di reale necessità clinica, sanno chi chiamare.

Per tutto il resto, però, esistono strumenti dedicati: una segretaria, un’app attiva h24 per richieste e appuntamenti, uno studio disponibile ben oltre gli orari previsti.

Eppure non basta.

Per due giorni la mia segretaria è andata — giustamente — in ferie. Si è disconnessa. Ha lasciato il cellulare.

Nel frattempo, tramite app ogni genitore poteva prenotare in autonomia e ricevere anche impegnative urgenti. Tutto il resto era semplicemente rimandato al rientro della segreteria: 48 ore di attesa.

Indovinate cosa è successo?

Centinaia di telefonate sul mio numero privato. Fuori orario. Non per urgenze cliniche. Per richieste amministrative rinviabili, prenotazioni, certificati, pratiche varie. Tutte cose che potevano aspettare o essere gestite autonomamente.

Ma evidentemente è più semplice chiamare me. Sul mio cellulare personale. Nel mio poco tempo libero. Mentre magari sono con mia figlia, al supermercato o a tavola.

La disponibilità non è reperibilità continua.

E il rispetto dei confini non dovrebbe essere un optional.

Oggi sono furioso.

Sarà perché in questo weekend sono stato a due matrimoni di amici e colleghi pediatri, ma sono rimasto piacevolmente col...
25/05/2026

Sarà perché in questo weekend sono stato a due matrimoni di amici e colleghi pediatri, ma sono rimasto piacevolmente colpito da una cosa…

Durante entrambe le feste, tra le tante portate e i lunghi momenti a tavola (in Puglia i matrimoni durano davvero tanto), non ho visto bambini intrattenuti con cellulari o altri schermi.

Le famiglie hanno saputo ingegnarsi: puzzle, colori, disegni, piccoli strumenti musicali… ho visto davvero di tutto. E l’ho apprezzato molto.

Forse il lavoro quotidiano che facciamo su questo tema comincia a dare i suoi frutti. La consapevolezza sull’uso del digitale nei bambini sta crescendo.

Ed è una bella notizia.

Indirizzo

Via Francesco De Angelis 10
Bari
70131

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