Coordinamento per la Sanità Pubblica

Coordinamento per la Sanità Pubblica Gruppo interessato alla salvaguardia, alla riqualificazione e al rilancio di una Sanità Pubblica vicina ai bisogni fisici e psicologici di cittadine/i

18/04/2026

RIFORMARE LA SANITA’ DEL TERRITORIO
PER
FRONTEGGIARE LA CRISI STRUTTURALE DEL SISTEMA SANITARIO
COORDINAMENTO PER LA SANITA’ PUBBLICA – BARI - RIUNIONE APERTA ALLe Associazioni e a tutti e tutte -20 APRILE ORE 18 presso la Casa delle Donne del Mediterraneo
Il Coordinamento per la sanità pubblica intende ribadire con forza la
necessità urgente di un profondo e reale cambio di paradigma dell’assistenza
socio-sanitaria territoriale, per far fronte alle sfide che i cambiamenti
demografici, sociali ed epidemiologici pongono.
Il Coordinamento sostiene la nascita delle Case della Comunità, ma esprime
preoccupazione per come tale evoluzione non sia accompagnata da una
riflessione concreta sul senso di questo cambiamento, sia tra i cittadini che
tra i professionisti, col rischio di veder nascere delle strutture che finiscono
col tradursi in una riedizione dei poliambulatori territoriali, anziché dei
dispositivi che permettano una reale presa in carico dei bisogni di salute
presenti nei territori e nelle comunità.
A tal fine il Coordinamento per la sanità pubblica fa proprie le proposte
contenute nel “ Libro Azzurro per la riforma delle Cure Primarie in Italia” ,
promosse dalla Campagna Primary Health Care Now or Never e sostenuta
dall’ Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie in Italia , e nel progetto
“CASA DELLA COMUNITÀ” proposto dall’associazione Prima la Comunità.
Le Case della Comunità delineate dal DM 77 sono insufficienti a guidare il
cambiamento necessario, pur con alcuni aspetti positivi.
Il Coordinamento intende quindi sollecitare la Politica a porre attenzione sul
ruolo che le Case della Comunità dovranno svolgere e non tanto ai servizi
che dovranno contenere.
Le Case della Comunità dovrebbero diventare i principali dispositivi volti a
favorire un’attenta comprensione dei processi salute-malattia che
agiscono nelle comunità all’interno dei diversi territori, nel generare
risposte contestuali , si eviterebbe la standardizzando degli interventi,
favorendo il processo di integrazione territoriale delle cure.
Per far ciò le Case della Comunità dovranno essere capaci di:
● fornire ai professionisti gli strumenti epidemiologici, sociologici, statistici ed
etnografici, per comprendere le caratteristiche dei diversi territori,
promuovendo un’epidemiologia di prossimità che colmi il gap tra gli
approcci classici di Cure Primarie e quelli di Salute Pubblica
● promuovere il confronto tra i professionisti che agiscono su uno stesso
territorio, superando il lavoro settoriale (a silos) e favorendo la nascita di una
Comunità di pratica in cui sia possibile lavorare in equipe multiprofessionali
in un contesto intersoggettivo
● favorire la costruzione e il mantenimento delle relazione tra la comunità
degli operatori, i territori e i cittadini in esso presenti.
Questo potrà essere perseguito, da una parte attraverso la comprensione, di
volta in volta, degli attori comunitari rilevanti, anche mediante l’azione di
epidemiologia di prossimità sopra citata, dall’altra mediante la relazione di
cura frutto della presa in carico degli assistiti.
Tale relazione di cura crea un capitale sociale per il sistema sanitario già
oggi presente, ma poco valorizzato, come accade con la presa in carico
fornita dai medici di medicina generale.
La partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini e delle comunità è
fondamentale per una comprensione reale del bisogno di salute, perché va
oltre la dimensione riduzionistica biomedica e favorisce la pianificazione di
interventi efficaci e sostenibili per rispondere ai bisogni rilevati.
Purtroppo nel DM 77 la dimensione comunitaria dell’assistenza e il ruolo della
partecipazione della comunità è di fatto assente.
E’ indispensabile avviare una riflessione sulle pratiche assistenziali messe in
atto in un determinato contesto geografico e temporale.
La necessità di sviluppare risposte centrate su luoghi specifici, richiede la
produzione di saperi peculiari e unici. Occorre pertanto che le Case della
Comunità promuovano un apprendimento riconducibile alla cornice
dell’Educazione Permanente in Salute da parte dei professionisti.
A tal fine il Coordinamento per la sanità pubblica propone:
● Territorializzare la riforma dell’assistenza Socio-Sanitaria nella nostra
Regione, cercando di costruire l’equipe all’interno delle Case della Comunità
a partire dai territori da questi serviti. Non potendo contare su aree
geografiche di piccole dimensioni come auspicato nel Libro Azzurro (le
microaree) si ritiene tuttavia che questo potrebbe nel frattempo essere fatto a
livello dei territorio di riferimento delle AFT (Aggregazione Funzionale
Territoriale) dei medici generali.
Questo significherebbe legare anche i professionisti del livello specialistico,
dei servizi e del sociale all’area dell’AFT, attraverso una comunità che agisce
all’interno di uno specifico contesto, uno specialista quindi potrà servire, per
ragioni di epidemiologia di scala, più territori, ma quel territorio specifico
dovrà essere servito da uno o pochi specialisti tra quelli disponibili di quella
branca.
Stessa cosa varrà per i professionisti di altri settori. Questo permetterà di
costruire una rete di relazioni tra i professionisti, la cui azione non si deve
limitare a fornire prestazioni agli assistiti, ma deve agire con un meccanismo
di referenza e controreferenza capace di fare formazione di rete
● Promuovere attivamente una pratica di relazione tra i professionisti che
operano in uno stesso territorio, favorendo la creazione di una rete e il lavoro
di equipe, e predisporre dispositivi per fronteggiare possibili conflittualità
mediante un’azione di mediazione del conflitto.
● Creare nelle Case della Comunità delle integrazioni di dati epidemiologici,
sociali, demografici, economici che permettano di mappare il territorio
anche mediante azioni di studio sul campo provenienti da discipline non
sanitarie come le strategie di tipo etnografico.
● Promuovere la nascita di Case della Comunità diffuse nel territorio,
possibilmente una per territorio di AFT, massimo per due territori adiacenti
(coerentemente con quanto previsto nel DM 77 che prevede una Casa della
Comunità hub ogni 40.000-50000 abitanti).
● Organizzare gli infermieri di famiglia e comunità su base geografica,
con aree geografiche di attenzione con cui suddividere il territorio delle AFT.
Queste aree potrebbero di fatto svolgere un ruolo analogo a quello che nel
Libro Azzurro è attribuito alle Microaree.
● Prevedere in ogni territorio di AFT un laboratorio di partecipazione
comunitaria per l’organizzazione dei servizi presenti nel territorio per
favorire il coinvolgimento della comunità in tema di salute e di accesso ai
servizi. Promuovere la responsabilizzazione dei cittadini dovrebbe favorire la
lettura dei bisogni di salute presenti nel territorio e mediante la collaborazione
con i professionisti lo sviluppo delle risposte necessarie per affrontarli. A
questo proposito si renderebbe necessario riservare nella Casa della
Comunità o individuare nel territorio su cui questa insiste, degli spazi utili alle utili alle
attività legate alla partecipazione comunitaria.

26/03/2026

Ci incontriamo lunedì 30 marzo alle ore18, presso la Casa delle donne del Mediterraneo, piazzetta Sant' Antonio 18B

14/03/2026

Ci incontriamo giovedì 19 marzo, alle ore 17.
Aula Minervini,1° piano ex Palazzo delle Poste.
Valutazioni e proposte.

14/03/2026

Prossimo incontro
Giovedì 19 marzo ore 17
Aula Minervini PalazzoPalazzo delle Poste

21/02/2026

Importante
Giovedì 26 gennaio ore 17, ci incontriamo.
Aula Minervini, ex Palazzo delle Poste.
Tema: Valutazioni e Prospettive

14/02/2026

"I fatti accaduti il 12 febbraio 2026 presso l'Ospedale di Ravenna — con la perquisizione "prima dell'alba" del reparto di Malattie Infettive e l'indagine a carico di sei medici — segnano un punto di rottura inaccettabile tra l'esercizio della medicina e le logiche di pubblica sicurezza."

31/01/2026

A seguito della intensa e ricca giornata del 28 gennaio scorso, i lavori del Convegno “Cure Primarie e Casa della Comunità: il futuro possibile” promosso dal Coordinamento per la Sanità Pubblica di Bari, é stato creato un FORUM i cui elementi fondanti sono stati indicati in una DICHIARAZIONE che viene condivisa.

A chi fosse interessato a partecipare viene indicato anche il modulo di adesione.

FORUM DELL'AREA METROPOLITANA DI BARI PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SANITÀ PUBBLICA.
Articolo 1
Si costituisce un FORUM PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SANITÀ PUBBLICA, aperto alle Organizzazioni sociali, Associazioni civiche e del volontariato, alle cittadine e ai cittadini, che ha come finalità:
-la promozione di cultura e di iniziative pubbliche per la tutela della salute
-la sensibilizzazione di enti e istituzioni,
per concorrere alla difesa dei valori di sicurezza sociale, equità, universalismo e solidarismo, su cui è nata la Riforma sanitaria nel 1978, e per rilanciare il sistema sanitario pubblico.
Articolo 2
Il Forum opera nell'Area Metropolitana di Bari ed è aperto a tutti coloro i quali si riconoscono nel valore costituzionale, tutelato dallo Stato, che definisce la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività come sancito dall'articolo 32 della Costituzione della Repubblica.
Articolo 3
Il Forum s'ispira alla definizione di salute globale proposta dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità e, di conseguenza, considera le questioni della tutela e promozione della salute in tutte le politiche, della prevenzione, dell'umanizzazione, della partecipazione civica e della sussidiarietà quali obiettivi principali della propria attività.
In particolare, il Forum individua, nel settore dell'assistenza primaria, l'ambito naturale e privilegiato per il perseguimento delle sue finalità.
Articolo 4
Si costituisce, in fase transitoria, un riferimento presso il Coordinamento per la
Sanità Pubblica, promotore dell'iniziativa.
Le adesioni possono essere inviate compilando il modulo allegato al seguente indirizzo:
mail [email protected]

Il Coordinamento per la Sanità Pubblica fisserà un incontro di quanti aderiranno per la costituzione del Forum, al fine di individuare strumenti e programma per lo sviluppo delle iniziative necessarie.

https://eu.docworkspace.com/d/sbOakrNAEaorqzjN_8hy78xqf4xu7opez4t?lg=it&sa=601.1074&ps=1&fn=FORUM_MODULO%20DI%20ADESIONE.docx

Apri nell'APP:
https://go.wps.com/eiwaYWrEiCEb

Convegno 28 gennaio 2026“Casa della Comunità: il futuro possibile”.É stata una giornata ricca ed intensa di interventi c...
28/01/2026

Convegno 28 gennaio 2026
“Casa della Comunità: il futuro possibile”.
É stata una giornata ricca ed intensa di interventi che, da un lato, ha richiamato competenze esperte e fondamentali accademiche, istituzionali e professionali e, dall’altra, ha fatto emergere le emozioni vissute direttamente o indirettamente nei momenti di richiesta di cura delle relatrici e dei relatori, in un alternarsi di bellezza umana e tecnica. Per il Coordinamento è stato un altro mattone importante per la costruzione della Casa della Comunità. Si sono create connessi tra le parti della comunità territoriale attiva e vitale presenti al convegno e che, praticando la partecipazione democratica, vogliono esercitare il diritto all’ascolto. A conclusione della Tavola rotonda del pomeriggio è stata formulata l’idea della realizzazione di un Forum che dovrà accogliere idee e proposte per non disperdere il patrimonio di relazioni appassionate che in questo incontro è emerso. Il forum si trasforma, quindi, in uno strumento prezioso che non è non solo un luogo di scambio tecnico, ma diventa uno spazio di supporto decisione per la definizione e pianificazione della futura Casa della Comunità.
BUON LAVORO, BUONA PRATICA della condivisione e connessione Coordinamento per la Sanità Pubblica 💪🏻🌷insieme alle associazioni, ai volontari, ai cittadine e cittadine!

Eccoci! Per chi volesse seguire:aqp.webex.com/meet/salamuseo
28/01/2026

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aqp.webex.com/meet/salamuseo

Indirizzo

Via Cognetti, 36
Bari
70121

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