Nutrizione Clinica e Dietetica Dr.ssa Angela Dicorato

Nutrizione Clinica e Dietetica Dr.ssa Angela Dicorato Ordine dei Biologi della Puglia e Basilicata N° Iscrizione PuB_A3855

PUBBLICAZONI:

�2021 DIETOTERAPIA NELLA RITENZIONE IDRICA: TRATTIAMO LA CAUSA E NON IL SINTOMO
Autori: Angela Dicorato
Editore: Enesag Research
Ruolo: articolista
https://www.enesagresearch.it/2021/08/27/dietoterapia-nella-ritenzione-idrica-trattiamo-la-causa-e-non-il-sintomo/?fbclid=IwAR039VaGIYPSnXFJQcAxzGT3fR_4PQoH6ipwqI-v7iVziRpC3neOXNH3

�2021 NUTRIZIONE IN ALLATTAMENTO: PERDERE PESO NUTRENDO


A cura Dr.ssa Angela Dicorato
Enesag Research n. 33 p. 4-8

https://www.enesagresearch.it/la-rivista-specialisti-della-gastronomia-ristorazione-e-alimentazione/


� 2020 L'IMMUNONUTRIZIONE: IL NOSTRO GRANDE ALLEATO NELLA
BATTAGLIA AL COVID-19
Autori: Angela Dicorato
Editore: Enesag Research
Ruolo: articolista
https://www.enesagresearch.it/2020/03/13/limmunonutrizione-il-nostro-grande-alleato-nella-battaglia-al-covid-19/

�2020 LA SINDROME DELL'OVAIO POLICISTICO: COME LA NUTRIZIONE
DIVENTA CURA
Autori: Angela Dicorato
Editore: Enesag Research
https://www.enesagresearch.it/wp-content/uploads/2019/09/rivista-ENESAG-19-tot.pdf

�2019 DIETA CHETOGENICA: ISTRUZIONI PERL'USO Benefici, rischi ed
effetti terapeutici. Autori: Angela Dicorato
Editore: Enesag Research
Ruolo: articolista

�2019 IL SAPORE AMARO DELLO ZUCCHERO: ECCO PERCHÈ LA
RIEDUCAZIONE AL GUSTO MIGLIORERA'LA NOSTRA SALUTE
Autori: Angela Dicorato
Editore: Enesag Research

FORMAZIONE

� 2018 Biologo Nutrizionista Politecnico di BARI Esame di Stato

� 2017 CORSO DI PERFEZIONAMENTO BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE
Università degli Studi di BARI

�2015 LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE UMANA
Università degli Studi di FOGGIA

Titolo della tesi: LA PROPENSIONE DELLE IMPRESE ALIMENTARI
ALL'HEALTH INNOVATION: L'ACTIVE E INTELLIGENT PACKAGING |
Materia: LEGISLAZIONE, POLITICA ED ECONOMIA ALIMENTARE |
Votazione finale: 110/110
Data di conseguimento: 17/12/2015

� 2007 LAUREA IN SCIENZE E TECNOLOGIE ALIMENTARI
Università degli Studi di FOGGIA
Facoltà di Agraria

Titolo della tesi: Pre-adattamento a ph acidi ed analisi della
tolleranza ad anidride solforosa in Lactobacillus Plantarum. |
Materia: MICROBIOLOGIA DEGLI ALIMENTI |
Votazione finale: 106/110
Data di conseguimento: 24/04/2007

Nella mia pratica di nutrizionista clinico osservo costantemente la prescrizione indiscriminata delle statine anche oltr...
27/05/2026

Nella mia pratica di nutrizionista clinico osservo costantemente la prescrizione indiscriminata delle statine anche oltre la reale necessita. Ritengo sia necessaria la divulgazione di sistemi operativi e decisionali più ampi della semplice visione limitante e dicotomica del 'statina sì o statina no'. L'approccio clinico moderno esige di andare oltre l'uso spesso indiscriminato del farmaco — basato quasi esclusivamente sulla lettura superficiale del colesterolo LDL — per abbracciare una valutazione globale del paziente.

Abbassare farmacologicamente l'LDL risulta infatti un intervento parziale, e talvolta inutile, se parametri cruciali come i trigliceridi e il colesterolo non-HDL restano inalterati, mantenendo alto il rischio cardiovascolare residuo. Attraverso un'analisi lipidica avanzata e l'applicazione di un albero decisionale completo, è possibile indagare la reale aterogenicità del colesterolo, evitando ai pazienti i noti effetti collaterali delle statine (che spesso inficiano pesantemente la qualità della vita) e restituendo assoluta centralità alla Nutrizione Clinica.

La dietoterapia personalizzata, guidata da rigorosi protocolli, rappresenta infatti l'intervento di elezione per modulare l'intero assetto metabolico, spegnere l'infiammazione silente e correggere il rischio alla radice, in modo sicuro, fisiologico e duraturo."*

Base nutrizionale della remissione del diabete di tipo 2Il diabete mellito di tipo 2 era considerato irreversibile e pro...
28/04/2026

Base nutrizionale della remissione del diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 era considerato irreversibile e progressivo, ma una serie di studi clinici negli ultimi 12 anni ha chiarito i meccanismi che causano la malattia. Ora sappiamo che i processi che causano il diabete di tipo 2 possono essere riportati al normale funzionamento tramite la restrizione dell'energia alimentare per ottenere una perdita di peso di circa 15 kg. 1 Circa la metà delle persone che sono nei primi 10 anni dalla diagnosi e riescono a seguire la restrizione alimentare energetica può interrompere tutti i farmaci per il diabete e tornare al controllo della glicemia non diabetico.

Taylor R, Ramachandran A, Yancy WS Jr, Forouhi NG. Base nutrizionale della remissione del diabete di tipo 2. BMJ. 7 luglio 2021; 374:n1449. doi: 10.1136/BMJ.N1449. Errata in: BMJ. 9 luglio 2021; 374:n1752. doi: 10.1136/bmj.n1752. PMID: 34233884; PMCID: PMC8261662.

20/04/2026

La Personalità Ozempic: quando la cura silenzia la gioia

Poche volte nella storia recente della medicina un farmaco ha suscitato tanto entusiasmo in così poco tempo. I GLP-1, la classe di molecole a cui appartengono semaglutide e tirzepatide, noti al grande pubblico con i nomi commerciali di Ozempic, Wegovy, Mounjaro, hanno trasformato radicalmente l'approccio terapeutico all'obesità e al diabete di tipo 2. Dopo decenni in cui la perdita di peso significava diete estenuanti, chirurgia bariatrica o risultati modesti e temporanei, questi farmaci hanno offerto qualcosa di inedito: una via metabolica concreta, efficace, accessibile a milioni di persone.
I risultati clinici parlano chiaro. Studi su decine di migliaia di pazienti documentano non solo una perdita di peso significativa e sostenuta, ma una riduzione del rischio cardiovascolare, un miglioramento del controllo glicemico, benefici sulle apnee del sonno, sull'ipertensione, sulla mobilità. E, inaspettatamente, anche sulla salute mentale: ricerche recenti mostrano associazioni con una minore incidenza di depressione, ansia e dipendenze da sostanze. I timori iniziali riguardo a possibili pensieri suicidari non hanno trovato conferma nelle indagini successive. Per molte persone che convivevano da anni con il peso dell'obesità, fisico e psicologico insieme, questi farmaci hanno restituito qualcosa che sembrava perduto: la possibilità di stare bene.
Eppure, proprio mentre questo quadro positivo si consolida, qualcosa di più sottile comincia ad affiorare. Non nei dati ufficiali, non nei foglietti illustrativi, non nelle dichiarazioni delle case farmaceutiche. Ma nelle stanze dei medici, nelle loro conversazioni con i pazienti che cercano le parole per descrivere un'esperienza difficile da nominare.
Si chiama anedonia, incapacità o riduzione della capacità di provare piacere, e ha preso il nome colloquiale di "personalità Ozempic". Chi la descrive non parla di depressione nel senso classico del termine. Parla di qualcosa di più sfumato e per certi versi più sconcertante: un appiattimento emotivo che va oltre la perdita dell'appetito e si estende progressivamente a tutto ciò che normalmente scalda la vita. La musica che non emoziona più come prima. La lettura che non assorbe. Il movimento fisico che perde la sua carica. Le relazioni affettive che sembrano raggiungibili ma non del tutto sentite. Una sorta di grigio diffuso, una distanza sottile tra sé e l'esperienza.
Per capire cosa potrebbe accadere, bisogna guardare al meccanismo d'azione di questi farmaci nel cervello. I GLP-1 mimano ormoni naturalmente coinvolti nella regolazione dell'appetito, e uno dei loro effetti più celebrati è la capacità di silenziare il cosiddetto "rumore del cibo": quella spinta ossessiva verso il mangiare che molte persone con obesità descrivono come estenuante e costante. Questo silenzio si ottiene intervenendo sulle aree cerebrali legate alla ricompensa e al desiderio, in particolare sul sistema dopaminergico.
Ed è qui che risiede l'ambiguità. La dopamina non è semplicemente il neurotrasmettitore del piacere: è il segnale con cui il cervello misura il valore di una ricompensa, valuta quanto valga desiderarla, quanto valga la pena muoversi verso di essa. Se un farmaco interviene su questo sistema per attenuare l'impulso verso il cibo, potrebbe, in alcune persone e a certi dosaggi, attenuare anche la spinta verso tutto il resto. La ricerca su questo meccanismo è ancora preliminare e i risultati non sono unanimi: alcuni studi suggeriscono un segnale dopaminergico cronicamente ridotto, altri un segnale che si satura più rapidamente. Percorsi diversi che sembrano però condurre allo stesso paesaggio interiore: meno risonanza, meno desiderio, meno slancio verso l'esperienza.
Ciò che rende questo effetto collaterale particolarmente difficile da gestire è la sua invisibilità. Non ha la concretezza di una nausea o di un disturbo fisico misurabile. Arriva lentamente, si mimetizza con la stanchezza, con il cambio di stagione, con lo stress, con l'età. Chi lo vive spesso non lo collega al farmaco: lo interpreta come un cambiamento del proprio carattere, una perdita di motivazione personale, una pigrizia inspiegabile. Questo ritardo nel riconoscimento è importante, perché in molti casi il semplice aggiustamento del dosaggio sembra sufficiente a invertire l'effetto, talvolta nel giro di poche settimane.
C'è però una dimensione più profonda che vale la pena considerare. Il piacere non è un accessorio dell'esistenza: è una bussola. Sono le cose che ci emozionano a dirci chi siamo, cosa vogliamo, verso cosa vale la pena muoversi. Un farmaco che, anche solo in alcuni pazienti, attenua questa capacità di risonanza non sta semplicemente modificando un parametro metabolico: sta toccando qualcosa che riguarda il modo in cui una persona abita la propria vita.
Sollevare questa riflessione non significa mettere in discussione il valore di queste terapie, né scoraggiare chi potrebbe trarne beneficio. Significa, piuttosto, pretendere che la medicina abbia la stessa cura per il corpo e per la vita interiore. Significa chiedere alle aziende farmaceutiche di investire nella ricerca su questi effetti invece di dichiarare semplicemente di non avere dati. Significa chiedere ai medici di esplorare attivamente questa possibilità con i propri pazienti, senza aspettare che siano loro a sollevarla, spesso perché non hanno ancora le parole per farlo. Significa, infine, che il successo di una terapia non si misura solo sulla bilancia o negli esami del sangue, ma anche nella capacità di chi la assume di emozionarsi ancora, di desiderare, di sentirsi vivo.
L'obiettivo di questi farmaci è migliorare la vita. Vale la pena assicurarsi che quella vita, una volta alleggerita del peso in eccesso, riesca ancora a emozionarsi per un tramonto.

20/04/2026

Roma, 17 aprile 2026 (Agenbio) – Basta poco, anche solo pochi minuti al giorno di allenamento, per vivere più a lungo. Questo è quello che hanno scoperto alcuni scienziati della Xiangya School of Public Health – Central South University dello Hunan, Cina – che hanno realizzato uno studio det...

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Roma, 31 marzo 2026 (Agenbio) – Fino al 40% dei tumori potrebbe essere evitato con stili di vita più sani. È un dato importante, ma soprattutto concreto: significa che molte malattie si possono prevenire partendo da scelte quotidiane. È questo il senso della Settimana Nazionale per la Prevenzio...

27/03/2026

Indirizzo

Via GIRONDI, 30
Barletta
76121

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