22/06/2026
Il concetto di *riparazione* è fondamentale nella vita. La capacità di vivere relazioni che portano "deviazioni dal setting" (conflitti, incomprensioni, frustrazioni, momenti di solitudine) nella giusta misura, proporzionata all'età del bambino, educa l'essere umano a sapere che sì, ci possono essere deviazioni e sì, possono essere riparate.
La riparazione, l'atto in cui si fa qualcosa per ripristinare l'armonia, è un momento formativo ed educativo. Significa imparare a sentire che dentro di me c'è anche quella possibilità : entrare in conflitto e continuare a stare in relazione. Con me, innanzitutto. Significa imparare a sentire che la vita non finisce se litighiamo, se te ne vai e poi ritorni, se fai degli errori, se mi lasci da sola per qualche momento, se lasci che mi annoi.
Diversamente, il genitore che desidera essere amabile e ricerca costantemente l'approvazione del figlio perché a sua volta non sa tollerare la propria frustrazione (un figlio scontento risveglia ferite proprie, propri irrisolti) non sta insegnando al figlio a stare nelle variabili della vita. Non sta insegnando al figlio che una relazione può avere dei buchi, delle imperfezioni e che nonostante ciò la vita continua e anche la relazione. Questi figli inizieranno a camminare nel mondo zoppicando.
La madre perfetta non esiste. In nessuno mondo, in nessuna fantasia. Anche idealizzare un modello di madre perfetta porterà a dover fare i conti con la vita.
La madre deve essere sufficientemente buona, questo ci ha insegnato D.Winnicott: ci sono, resto, ti sostengo e sono in grado di tollerare la tua frustrazione, figlio mio. Frustrazione necessaria alla tua crescita e necessaria al mio essere madre. Imperfetta.
Idem dicasi per la terapeuta o il terapeuta.
Se nella stanza di terapia non impariamo a stare con la frustrazione, nostra e dei pazienti o clienti, non saremo mai dei terapeuti "sufficientemente buoni".