29/05/2026
Omeopatia: singoli rimedi o complessi?
Una breve premessa sui termini usati. Nell'uso comune siamo abituati a chiamarli rimedi omeopatici, ma nella farmacopea sono denominati medicinali omeopatici. In questo articolo ci poniamo la domanda: è meglio usare singoli rimedi o rimedi complessi, cioè un insieme di rimedi mescolati in un unico preparato? L'omeopatia nasce come metodo terapeutico fondato sulla conoscenza delle proprietà curative dei medicinali omeopatici ottenuta mediante la sperimentazione sull'individuo sano. Per il malato, che presenta un certo insieme di sintomi e segni, utilizziamo il medicinale che nel sano ha prodotto il maggior numero di sintomi e segni simili a quelli che presenta il malato (cura con il simile) Questo procedimento si fonda su basi sperimentali e razionali. Se ci collochiamo nel periodo storico in cui il metodo omeopatico viene proposto dal medico tedesco Samuel Hahnemann, la prima metà dell'Ottocento, possiamo comprendere come tale metodo, rispetto all'uso empirico non validato sperimentalmente di sostanze ponderali a volte tossiche, abbia rappresentato un grande progresso verso il metodo scientifico e sperimentale della medicina moderna. La differenza sostanziale dell'omeopatia rispetto alla medicina moderna è che la sperimentazione in quest'ultima è sul malato, per valutare le proprietà curative della sostanza, mentre in omeopatia si valutano sul sano le proprietà patogenetiche, che nel malato attiveranno la reazione di guarigione, per "similitudine". Date queste premesse si comprende come l'utilizzo del singolo medicinale omeopatico sia la conseguenza razionale del metodo sperimentale adottato in omeopatia. Mescolare più rimedi, con caratteristiche simili, ma pure con differenze, in un unica somministrazione non è un modo razionale e metodologicamente corretto di applicare il metodo omeopatico della similitudine. Facciamo un esempio: molti sono i rimedi utili per il mal di testa, ma ogni rimedio è utile per un particolare mal di testa, con caratteristiche peculiari. Un rimedio potrebbe essere utile per il mal di testa con dolore trafittivo che migliora con il movimento, un altro per mal di testa con dolore pulsante e che peggiora con il movimento. Come vediamo, in omeopatia non è sufficiente curare la malattia individuata in modo generico con il suo nome (diagnosi nosografia), mal di testa o cefalea o emicrania, ma dobbiamo osservare quali sono le caratteristiche di quel male, le sue modalità, cioè come migliora o peggiora e quali altri sintomi sono concomitanti o associati. Inoltre teniamo in considerazione lo stato generale del malato e il suo stato psichico ed emozionale. Se la storia clinica è stata raccolta in modo preciso si può individuare un rimedio che ha le caratteristiche del sintomo che dobbiamo curare, nel contesto specifico della persona che lo presenta. Se combiniamo più rimedi in una una somministrazione stiamo dando rimedi per mal di testa con caratteristiche e modalità diverse, ma se siamo "fortunati" solo uno dei rimedi presenti sarà quello più simile e quindi più efficace. Se non siamo "fortunati", nessuno dei rimedi presenti sarà quello utile. Perché parliamo di fortuna? Perché nella prescrizione del complesso omeopatico ci siamo basati solo sulla diagnosi generica di mal di testa, senza approfondire le caratteristiche specifiche di quel mal di testa, in quel paziente. Quindi usiamo rimedi preconfezionati in un complesso, per il mal di testa e, incrociando le dita, speriamo che li dentro ci sia anche quello che è il più simile al mal di testa da curare in quello specifico caso di malattia. Al contempo, non possiamo prevedere come i diversi rimedi contenuti agiranno nell'interazione tra di loro e come stimoleranno l'organismo. Per agire in modo razionale, dovremmo trattare il complesso omeopatico come un singolo rimedio e sperimentarlo come tale. In assenza di una sperimentazione, che ci mostri le caratteristiche specifiche di quel preparato, lo utilizzeremo sul sintomo generico, sperando che sia utile. E in effetti a volte accade che è utile, altre volte non è presente nel complesso il rimedio necessario per quel mal di testa specifico e quindi non è efficace. Ma così la terapia è lasciata ad una individuazione generica del problema. Più siamo precisi nell'individuare il disturbo nelle sue caratteristiche e nelle sue cause, più siamo precisi nella scelta del rimedio adatto e migliore sarà il risultato del percorso terapeutico. Nell'uso dei rimedi complessi spesso si osserva che sono magari utili per migliorare o superare il disturbo specifico, ma non permettono di portare il paziente a compiere un percorso terapeutico stabile e i sintomi tenderanno a recidivare, pur migliorando nell'immediato. La scelta del singolo rimedio, anche se può apparire più difficile, in realtà è più facile, se si fa una buona visita, ed è più gratificante in termini di efficacia terapeutica e percorso terapeutico, che è diretto alla guarigione stabile e non solo alla rimozione di un sintomo.
Una breve premessa sui termini usati. Nell'uso comune siamo abituati a chiamarli rimedi omeopatici, ma nella farmacopea sono denominati medicinali omeopatici. In questo articolo ci poniamo la domanda: è meglio usare singoli rimedi o rimedi complessi, cioè un insieme di rimedi mescolati in un unico...