14/06/2026
Non so se riuscite a leggere la scritta sulla mia maglia rosa, in foto, ma dice: "Da vicino nessuno è normale."
Non è solo uno slogan, è una visione (che abbraccio in pieno!) del mondo.
È il motto della Fattoria Sociale Fuori di Zucca , un luogo speciale dove bambini e ragazzi con e senza disabilità, neurotipici e neurodivergenti, condividono spazi, esperienze, giochi e relazioni in un ambiente che non chiede a nessuno di adeguarsi a un modello prestabilito, ma che prova ad accogliere ciascuno per quello che è.
Mi lego a questo raccontandovi che stamattina ho seguito con enorme interesse un corso di formazione sull'affettività e la sessualità nelle persone autistiche, segnalatomi da Angela Silletti presidente del Gruppo Asperger Campania e condotto dalla straordinaria dott.ssa Paola F. Di Franco .
Sono uscita dall'incontro con tante nuove conoscenze, ma soprattutto con la sensazione di aver acceso una luce su aspetti che troppo spesso vengono ignorati o affrontati con imbarazzo.
La dott.ssa Di Franco, un vero faro nel mondo delle neurodivergenze in adolescenza, ha parlato di come accompagnare bambini e ragazzi autistici nella conoscenza del proprio corpo, delle emozioni, delle relazioni, dei confini personali, del consenso, dell'intimità e dell'affettività. Di come spiegare loro concetti che spesso diamo per scontati. Di come aiutare a comprendere i comportamenti appropriati e quelli non appropriati nei diversi contesti. Di come costruire strumenti di protezione e consapevolezza per prevenire situazioni di abuso, che purtroppo possono colpire con particolare vulnerabilità le persone con disabilità cognitive.
E mentre la ascoltavo, continuavo a pensare che questi argomenti non riguardano solo l'autismo, riguardano tutti! Perché tutti i bambini e tutti gli adolescenti hanno diritto a ricevere un'educazione affettiva e sessuale sana, rispettosa, chiara e adeguata alla loro età. Hanno diritto a conoscere il proprio corpo, a riconoscere le emozioni, a comprendere i limiti, il consenso, il rispetto reciproco e il valore delle relazioni.
Per chi lavora con l'infanzia e l'adolescenza, per chi insegna, per chi educa e per chi è genitore, questi temi non sono un optional, sono strumenti di crescita, tutela e libertà.
Dopo 4 ore che sono letteralmente volate, ne esco arricchita come professionista, perché nel mio lavoro incontro spesso bambini e ragazzi neurodivergenti. Ma ne esco arricchita anche come mamma/zia/cugina di tre splendide persone neurodivergenti, che in questi anni mi hanno - e continuano a farlo - insegnato quanto sia importante osservare il mondo da prospettive diverse dalla propria.
Grazie ancora ad Angela Silletti per avermi segnalato questa opportunità formativa e grazie alla dott.ssa Paola Di Franco per aver condiviso competenze, esperienza e riflessioni preziose. Un ringraziamento va al Consorzio Cosariss di Salerno per l'organizzazione e l'opportunità.
Dopo una mattinata come questa, sono sempre più convinta che il problema non sia la diversità, ma chi la considera un problema, un ostacolo, una difficoltà in più. Il problema è piuttosto la nostra abitudine a guardarla da lontano. Perché da lontano vediamo etichette, diagnosi, comportamenti che non comprendiamo. Da vicino invece vediamo persone che si innamorano, che provano desiderio, che cercano relazioni, che hanno bisogno di essere ascoltate, comprese, accompagnate e rispettate. Esattamente come chiunque altro.
E il compito di noi adulti - genitori, insegnanti, educatori e professionisti - non è insegnare ai bambini e ai ragazzi a conformarsi a un'idea di normalità, né etichettare come "speciale" chi percorre la strada in modo diverso. È imparare noi stessi, ogni giorno, a guardare il mondo attraverso occhi diversi dai nostri.
L'inclusione (o accoglienza, che a me piace molto di più come termine) non nasce quando qualcuno riesce ad assomigliare alla maggioranza. Nasce quando smettiamo di pretendere che lo faccia.
❤️🧡💛💚🩵💙💜
"Da vicino nessuno è normale".
P.S. Ovviamente, parlando di educazione sessuo-affettiva, non potevamo non affrontare anche il tema del DDL Valditara, approvato appena pochi giorni fa e ormai legge. Una legge che esclude questo tipo di percorsi dalla scuola dell'infanzia e dalla primaria e che, nelle scuole secondarie, li subordina al consenso scritto preventivo delle famiglie. È stato proprio in questo contesto che la dott.ssa Paola Di Franco ha espresso una riflessione che condivido: ci siamo accorti dell'importanza dell'educazione affettiva e sessuale soltanto nel momento in cui qualcuno ha deciso di limitarla. Eppure bambini e ragazzi non hanno iniziato oggi ad avere emozioni, relazioni, curiosità, dubbi o bisogno di comprendere il proprio corpo e quello degli altri. Li hanno sempre avuti. Forse avremmo dovuto considerare questi temi una priorità educativa molto prima che diventassero oggetto di una legge e venissero vietati o limitati.