Farmacia di Cologna

Farmacia di Cologna Il primo dovere è la salute (O. Wilde)

03/09/2026

Gli alberi modellano il vento. La posizione giusta è la differenza tra casa fresca e casa afosa.

Spesso la differenza tra una casa che respira e una che soffoca sta in un punto solo: dove è stato piantato l'albero. Non serve solo l'ombra: serve far entrare la brezza. Usa gli alberi come modellatori del vento, non come muri.

Quattro schemi possibili.

1. Guidare la brezza. Alberi disposti ad angolo sui lati funzionano da imbuto e spingono l'aria verso le aperture della casa.

2. Blocco totale. Alberi tutt'intorno bloccano il vento del tutto. L'ombra aiuta, ma senza ricambio d'aria il calore si accumula dentro. È l'errore più comune.

3. Cortile protetto. Lo schema del cortile interno e del porticato: alberi e muri proteggono lo spazio mentre la brezza passa sopra e scende filtrata.

4. Flusso equilibrato. Alberi in punti scelti moderano e conducono la brezza senza fermarla. Va bene per la maggior parte dei terreni.

La prima cosa da capire: da dove viene il vento fresco da te. In Italia il maestrale, da nord-ovest, è fresco e secco, e domina sul Tirreno, in Sardegna e Corsica. Il ponente, da ovest, rinfresca le sere d'estate sulle coste occidentali. E su tutte le coste, la brezza di mare entra dal mare di giorno. Attenzione allo scirocco, da sud-est: è caldo e umido, non rinfresca. Guarda la rosa dei venti della tua zona, o semplicemente osserva da che parte si piegano le chiome degli alberi vicini.

La buona notizia dell'emisfero nord. Il sole pesante del pomeriggio d'estate arriva da sud e sud-ovest. La brezza fresca arriva spesso da nord-ovest e da ovest, o dal mare. I due obiettivi non litigano: chioma densa a sud e sud-ovest per fermare il sole, lato aperto verso la brezza per far entrare l'aria.

Chiome che filtrano (lasciano passare la brezza): frassino, gleditsia, bagolaro, tamerice, pino. Chiome che fanno da muro (ottime per l'ombra, pessime davanti alla brezza): leccio, magnolia, cipresso in filare, alloro in siepe. Un muro verde denso a nord è invece utile: ferma la tramontana e la bora d'inverno.

E ricorda: ombra e ventilazione sono complementari, non alternative. L'aria non risolve un muro preso dal sole diretto tutto il giorno. 🌳💨🧭

03/09/2026

Alle volte bastano anche solo tre respiri
silenziosi per sperimentare che è sempre possibile accedere allo spazio della quiete. Il silenzio non è qualcosa che dobbiamo costruire e la nostra pratica consiste proprio nell’imparare a ricorrere fiduciosamente alla pace

Neva Papachristou e Corrado Pensa- Il profumo del bene

01/09/2026
28/08/2026

Quattro tecnologie antiche che non consumano corrente, costano poco e funzionano esattamente come secoli fa 🌿

Ariete idraulico — p***a acqua in salita sfruttando solo la forza della corrente di un ruscello o una sorgente. Zero elettricita. Serve un dislivello di almeno un metro ma dopo l'installazione lavora da solo giorno e notte

Cisterna per l'acqua piovana — raccogliere l'acqua dal tetto e conservarla in una cisterna interrata o fuori terra. In Italia la tradizione è millenaria: dai sistemi romani alle cisterne pugliesi. Ogni metro cubo raccolto è un metro cubo in meno dalla bolletta

Olla di terracotta interrata — una giara di coccio non smaltata sepolta accanto alle piante rilascia acqua lentamente attraverso i pori. Irrigazione profonda e costante con zero spreco, ideale durante la siccita estiva

Stenditoio al sole — il sole e il vento fanno il lavoro dell'asciugatrice, gratis. I panni durano di piu e profumano meglio ☀️

Tecnologia semplice che non si è mai scaricata e non è mai passata di moda 💧

28/08/2026

Una siepe non toglie campo. Lo protegge.

Un filare di alberi e arbusti al bordo dell'appezzamento non è ornamento. È un'infrastruttura che protegge le colture, risparmia acqua e ripara gli animali.

La cosa che quasi nessuno sa

Un muro pieno protegge peggio di una siepe viva. Il vento che colpisce un ostacolo impermeabile si comprime, accelera ai lati e ricade in vortici subito dietro: la zona riparata è corta e turbolenta.

Una siepe semipermeabile non ferma il vento, lo pettina. Una parte lo scavalca, una parte lo attraversa, e la fascia protetta si allunga molto più lontano.

E c'è un numero preciso: l'apertura ideale della chioma è del trenta-quaranta per cento. Una siepe troppo f***a torna a comportarsi come un muro.

Quanto lontano arriva

La deviazione comincia già prima della siepe, a tre-cinque volte la sua altezza sopravvento. Sottovento la riduzione di velocità si estende fino a quindici volte l'altezza, e fino a venti con siepi sempreverdi. Per una siepe di dieci metri sono cento-duecento metri.

Attenzione però a non leggerlo male. La zona di massima protezione, dove il vento e il freddo mordono davvero meno, è molto più stretta: sta entro una-due volte l'altezza. È lì che vanno le colture più sensibili.

Cosa si guadagna

Nei climi caldi l'azione frangivento riduce l'evapotraspirazione fino al venticinque per cento, con meno stress idrico e meno acqua irrigua. Nei climi freddi alza la temperatura di uno-due gradi, fino a quattro-cinque se il vento dominante è particolarmente freddo.

Poi c'è la protezione meccanica delle foglie dall'abrasione di sabbia e polvere, e sulla costa il filtraggio del sale. E un effetto che pochi conoscono: una barriera vegetale nella fascia di rispetto abbatte la deriva dei trattamenti fitosanitari anche del cinquanta per cento a pochi metri, e oltre il novanta con barriere ottimali.

Il costo

Una lieve perdita di resa proprio ai piedi della siepe, per ombra e competizione radicale. Si attenua con la gestione dell'irrigazione, e resta ampiamente compensata dal guadagno su tutta la fascia protetta.

Le siepi non sono mai state arredo. Sono uno strumento di produzione.

28/08/2026

Lo chiamano sviluppo.

Quando si apre un cantiere su un terreno che era bosco, siepe o incolto, gli animali che ci vivevano non si spostano semplicemente altrove. Perdono il rifugio, il cibo, i siti di nidificazione, l'acqua. Molti non trovano un altro posto, perché intorno il posto è già occupato.

Poi quegli stessi animali compaiono nei giardini, ai bordi delle strade, nei cassonetti dei quartieri nuovi. E a quel punto si chiama conflitto.

Un capriolo che attraversa una circonvallazione all'alba non si è avvicinato: è rimasto dov'era, ed è la strada ad essere arrivata. Una volpe che rovista in periferia non ha cambiato abitudini: ha perso il margine di campagna in cui cacciava. Un riccio che si trova su un piazzale asfaltato non sta esplorando: sta cercando la siepe che c'era.

Il punto non è fermare tutto. È che si può costruire lasciando dei passaggi.

Le siepi di confine si possono mantenere invece di estirparle. Le recinzioni si possono lasciare permeabili in basso, con un varco di dieci centimetri che per un riccio o un tasso è la differenza tra un territorio e una gabbia. Un vecchio albero con cavità si può conservare dentro un lotto edificato invece di abbatterlo per comodità di cantiere. Un fosso si può lasciare vegetato.

Sono scelte che non fermano niente e non costano quasi nulla, e che decidono se dopo i lavori quel pezzo di territorio resta attraversabile o diventa un blocco chiuso.

Chi progetta lo sa. Il punto è che va chiesto prima, non dopo.

Quando un habitat sparisce, gli animali che ne uscivano non stanno invadendo. Stanno cercando quello che c'era.

28/08/2026

L'immagine satellitare di oggi mostra un denso velo tra il lattiginoso e il giallo che avvolge l'Italia. La NASA acquisisce questi scatti a "veri colori" grazie ai sensori ottici (come MODIS e VIIRS) installati a bordo dei satelliti in orbita polare, che sfrecciano a 700 km d'altezza registrando la luce visibile riflessa dall'atmosfera.

L'origine del fenomeno è una profonda saccatura atlantica che sta spingendo intense correnti meridionali dal Nord Africa, trasportando tonnellate di sabbia dal deserto del Sahara fin sul Mediterraneo.

Questo accumulo di pulviscolo sta provocando un netto aumento del caldo e dell'afa. Le micro-particelle in sospensione agiscono infatti come una vera e propria "coperta" termica: trattenendo il calore nei bassi strati ed impedendo al suolo di raffreddarsi durante la notte, spingono in alto le temperature minime e intensificano la percezione del calore. L'evento raggiungerà il picco nel fine settimana, per poi attenuarsi gradualmente da domenica 30 agosto grazie a un favorevole cambio dei venti.

Fonte: NASA Earth Observatory / NASA Worldview / Dati satellitari Copernicus

28/08/2026

La cura interiore non è ripiegamento su di sé. È creare le condizioni perché la mente e il cuore possano diventare più liberi, pazienti e disponibili alla vita.

Corrado Pensa – Neva Papachristou, Dare il cuore a ciò che conta.

20/08/2026

Non serve rifare la città per cominciare: bastano un cortile, un tetto, una grondaia. Alla scala di una casa si può decidere da soli che fine fa ogni pioggia che cade sul proprio tetto. Ecco gli strumenti. 🌿

SCOLLEGARE LA GRONDAIA
È il gesto fondamentale. Invece di mandare l'acqua del tetto dritta in fognatura, si stacca il pluviale e lo si dirige verso il giardino, un'aiuola, una piccola depressione piantumata. La pioggia smette di essere un rifiuto da evacuare e torna a essere una risorsa da trattenere.

IL GIARDINO DELLA PIOGGIA
Un giardino della pioggia, o un canale inerbito di infiltrazione, è semplicemente una conca poco profonda e piantumata, collocata dove l'acqua arriva. Raccoglie lo scolo del tetto o del vialetto, lo trattiene un momento e poi lo lascia infiltrare con calma nel terreno. Il tubo serve solo come ultima risorsa, per l'eccedenza dei temporali più violenti.

SUOLI CHE BEVONO
Ovunque sia possibile, si sostituisce il minerale impermeabile con il permeabile: ghiaia stabilizzata, grigliati inerbiti, masselli drenanti a giunti aperti, o semplicemente piena terra piantumata al posto di una gettata di cemento. Ogni metro quadro restituito alla permeabilità è un metro quadro che infiltra invece di scaricare.

RECUPERARE PER RIUSARE
Infine, una cisterna o un recuperatore collegato alla grondaia immagazzina una parte della pioggia per l'irrigazione estiva, alleggerendo la rete e risparmiando acqua potabile. Verifica il regolamento del tuo Comune: in molti casi il recupero dell'acqua piovana è incentivato, e va comunque tenuto separato dalla rete potabile.

Una grondaia deviata, un'aiuola in conca, qualche metro quadro di cemento in meno: è così che una sola casa cambia, pioggia dopo pioggia, il destino della sua acqua. 💧

20/08/2026

Ridurre le superfici asfaltate in alcune aree urbane può creare spazio per alberi, aiuole, prati e pavimentazioni permeabili.

L’asfalto e altre superfici impermeabili assorbono calore durante le giornate soleggiate e impediscono a gran parte dell’acqua piovana di infiltrarsi direttamente nel terreno. Questo può contribuire al surriscaldamento locale e aumentare il deflusso superficiale durante le precipitazioni intense.

La sostituzione mirata dell’asfalto con terreno vegetato e superfici permeabili può aiutare a gestire meglio questi fenomeni. Alberi e altre piante forniscono ombra e, attraverso l’evapotraspirazione, contribuiscono a moderare le temperature nelle immediate vicinanze.

Le aree permeabili permettono inoltre a una parte della pioggia di infiltrarsi nel suolo, mentre aiuole progettate per raccogliere temporaneamente l’acqua possono rallentarne il deflusso verso la rete di drenaggio.

Più vegetazione significa anche maggiori opportunità di habitat e risorse per insetti, uccelli e altri organismi presenti in città. Panchine, percorsi pedonali e zone ombreggiate possono allo stesso tempo rendere gli spazi pubblici più piacevoli da utilizzare.

La rimozione dell’asfalto non è una soluzione universale e deve essere pianificata considerando traffico, accessibilità, drenaggio e caratteristiche del luogo. Dove è possibile intervenire, combinare infrastrutture urbane e vegetazione può contribuire a creare quartieri più freschi, permeabili e verdi. 🌳

Indirizzo

Piazza Libertà 70, Cologna
Berra
44033

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:30

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