NON SEI SOLA Uscire dal silenzio Contro la violenza

NON SEI SOLA Uscire dal silenzio Contro la violenza Il Centro di Ascolto fornisce strumenti ed informazioni circa i diritti, le risorse e le strategie per intraprendere un percorso di uscita dalla violenza..

L`associazione si dedica all'organizzazione di eventi culturali sul tema della violenza sulle donne e delle pari opportunità e collabora con il Centro Antiviolenza di Biella nell`attività legata allo spazio di Ascolto (N° TEL. 800 266233 punto di ascolto) Le volontarie dell'Associazione NON SEI SOLA, collaborano dal novembre 2008 con il Centro di Ascolto Antiviolenza di Biella nell'attività legata

allo sportello di ascolto e organizzano attività, eventi culturali e progetti finalizzati a prevenire e a contrastare la violenza di genere. E' su queste premesse che ci siamo proposte di produrre cambiamenti dalla parte delle donne partendo dalla valorizzazione della loro soggettività: per questo motivo la relazione fra donne è fondante della nostra azione politica e sociale, così come del nostro operare quotidiano con le donne che a noi si rivolgono.

16/06/2026

Femminicidio: che cos'è e perché si chiama così

Quando si discute se il femminicidio "esista", si rischia di trasformare in opinione un fenomeno che la ricerca studia da cinquant'anni. Come psicologhe e psicologi sentiamo la responsabilità di riportare il discorso su quello che gli studi, i dati e l’esperienza clinica hanno già documentato, perché comprendere questo fenomeno fa parte del nostro lavoro di ogni giorno.

La parola ha una storia precisa. La criminologa Diana Russell usa il termine femicide nel 1976, parlando al Tribunale internazionale sui crimini contro le donne, e ne mette a fuoco il significato nel volume del 1992, quando lo definisce come l'uccisione di una donna in quanto donna, cioè per ragioni che hanno a che fare con il genere. Negli stessi anni l'antropologa messicana Marcela Lagarde conia in spagnolo feminicidio, poi reso in italiano con femminicidio, allargando il concetto fino a comprendere le forme di sopraffazione e di violenza che spesso preparano il terreno all'omicidio. Serviva una parola nuova proprio perché "omicidio", termine neutro, finiva per cancellare l'informazione che più conta, e cioè il movente.

Prima ancora delle teorie, sono i numeri a raccontarlo. Nel 2025, secondo il report del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno, in Italia sono state uccise 97 donne, di cui 85 in ambito familiare o affettivo e 62 per mano del partner o dell'ex. C'è un dato che colpisce più di tutti: mentre gli omicidi complessivi calano fino al minimo degli ultimi dieci anni, gli omicidi di donne dentro la coppia restano fermi, con le stesse 62 vittime sia nel 2024 sia nel 2025, tanto che le donne arrivano a rappresentare la quota più alta mai registrata sul totale delle persone uccise. Gli uomini vengono uccisi in contesti molto diversi e quasi mai da chi dicono di amare, e questa asimmetria si ripete identica anno dopo anno, segno di un fenomeno strutturale che ha una sua grammatica riconoscibile.

Quella grammatica la conosciamo bene, perché è materia clinica prima ancora che statistica. Il femminicidio arriva raramente all'improvviso, dal momento che di solito è l'ultimo gradino di una lunga escalation. Già nel 1979 la psicologa Lenore Walker, nel suo studio sulle donne maltrattate, descriveva il ciclo della violenza, in cui si alternano una fase di accumulo della tensione, l'esplosione vera e propria e una fase di riconciliazione che illude e trattiene la vittima, mentre la spirale a ogni giro si stringe un po' di più. Anni dopo il sociologo Evan Stark ha aggiunto un tassello che ai clinici dice molto, quello del controllo coercitivo, una forma di dominio fatta di svalutazione, isolamento, sorveglianza, controllo del denaro e delle relazioni, capace di non lasciare lividi e di restare per questo invisibile a chi osserva da fuori. È dentro dinamiche come queste, segnate dal possesso e dall'incapacità di accettare un rifiuto o una separazione, che si misura la distanza tra il femminicidio e gli altri omicidi.

Riconoscere questa specificità produce conseguenze molto concrete. Permette di prevenire, perché aiuta a valutare il rischio nei passaggi più pericolosi, a cominciare dalla fine di una relazione. Permette di proteggere chi è in pericolo e di prendere in carico, nei programmi dedicati, gli uomini che usano violenza, con l'obiettivo di interrompere le aggressioni e ridurre il rischio che si ripetano, tenendo sempre al primo posto la sicurezza delle donne. Permette, a chi resta, di dare un nome al proprio dolore e di sentirsi finalmente creduta. Una parola precisa diventa così uno strumento di lavoro, perché dove manca il nome si fatica perfino a vedere il problema.

Su questo terreno la legge 181 del 2025, che ha introdotto nel Codice penale il reato di femminicidio all'articolo 577-bis, ha recepito quanto la comunità scientifica andava dicendo da tempo. Nella stessa direzione si muove l'Unione europea, visto che la direttiva 2024/1385 nomina espressamente sia il femminicidio sia il controllo coercitivo tra le forme della violenza contro le donne. Quelle norme riconoscono un movente specifico, fatto di odio, dominio e possesso esercitati sulla donna in quanto donna e radicati in una cultura precisa, e gli danno un nome perché senza nome non lo si può contrastare. La dignità di ogni vittima resta identica davanti alla legge, e proprio per questo distinguere il movente aiuta a capire e a prevenire.

Come psicologhe e psicologi mettiamo a disposizione le nostre competenze, dai centri antiviolenza alla valutazione del rischio, dal lavoro con le vittime a quello con gli autori, fino alla formazione di chi accoglie le donne nei servizi. La parola femminicidio è il primo di questi strumenti, e rinunciarvi vorrebbe dire tornare a non vedere, come società intera, ciò che con fatica abbiamo imparato a riconoscere.

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑎 𝑆𝑐ℎ𝑖𝑟 𝑆𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑃𝑎𝑟𝑖 𝑂𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒

Per approfondire 👇
https://www.psy.it/femminicidio-che-cos-e-perche-si-chiama-cosi/

📍 Oggi, 6 giugno, la rete antiviolenza di Biella è presente fino alle 20:30 sotto i portici del Municipio, in Via Italia...
06/06/2026

📍 Oggi, 6 giugno, la rete antiviolenza di Biella è presente fino alle 20:30 sotto i portici del Municipio, in Via Italia, per promuovere la campagna “Se te lo dice, è violenza”.

Per combattere la violenza bisogna saperla riconoscere.
È da qui che parte il cambiamento: dall’informazione, dalla consapevolezza e dalla capacità di ascoltare e riconoscere i segnali.

Operatrici e volontarie sono a disposizione per fornire informazioni utili e materiali della campagna.
Chiunque può dare il proprio contributo: scatta una foto, condividila sui social e aiutaci a diffondere messaggi che possono fare la differenza. 📸

Una rete attiva è fondamentale perché le informazioni giuste arrivino al maggior numero possibile di persone. Anche oggi, tanti locali pubblici partecipano all’iniziativa indossando una maglietta informativa.

👉 Il primo passo per combattere la violenza è saperla riconoscere. 👈

La rete antiviolenza di Biella, di cui fa parte anche l'associazione Non Sei Sola, sarà presente sabato 6 giugno, dalle ...
28/05/2026

La rete antiviolenza di Biella, di cui fa parte anche l'associazione Non Sei Sola, sarà presente sabato 6 giugno, dalle 14:30 alle 20:30, sotto i portici del Municipio in Via Italia a Biella, per promuovere la campagna “se te lo dice, è violenza”.

Si tratta di un progetto dedicato alla sensibilizzazione e al riconoscimento della violenza.

👉 Sabato 6 giugno saremo presenti insieme ad altre operatrici e volontarie della rete per fornire informazioni utili. Vi chiederemo di scattare una foto con i materiali della campagna e pubblicarla sui social con .

Una campagna diffusa in cui ognuno può mettere a disposizione i propri canali social per far circolare le informazioni utili e portarle a conoscenza del maggior numero possibile di persone!

Nella stessa giornata, chi lavora nei locali pubblici indosserà una maglietta informativa.

👉 Il primo passo per combattere la violenza è saperla riconoscere. 👈

🤔 Lo sai che si può donare il 5xmille alla nostra associazione?➡️ Quando fai la dichiarazione dei redditi ricordati di i...
30/04/2026

🤔 Lo sai che si può donare il 5xmille alla nostra associazione?

➡️ Quando fai la dichiarazione dei redditi ricordati di inserire il codice fiscale
👉 90057680028 👈
dell'associazione per donare il 5xmille dell'IRPEF a progetti a sostegno delle donne vittime di violenza e ai loro figli.

Memorizza il nostro codice fiscale
👉 90057680028
e aiutaci a diffondere l'informazione!

Con la presente nota si esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per ladiffusione, attraverso diversi canali soc...
12/12/2025

Con la presente nota si esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per la
diffusione, attraverso diversi canali social, del video che ritrae una donna in evidente stato di sofferenza psicologica durante un episodio accaduto recentemente nel territorio biellese. La diffusione non autorizzata di tali immagini rappresenta una grave violazione della dignità e dei diritti fondamentali della persona.

La condivisione di contenuti che mostrano una donna in una condizione di vulnerabilità
estrema non è solo moralmente inaccettabile: è anche potenzialmente rilevante su più piani giuridici.

La spettacolarizzazione del dolore e delle fragilità psicologiche contribuisce ad alimentare stigma, discriminazione e violenza culturale, trasformando una situazione di sofferenza in un prodotto virale consumato senza alcuna responsabilità.

Chiediamo a tutte e tutti di interrompere immediatamente la condivisione del video, di segnalarne la rimozione alle piattaforme digitali e alla polizia postale e di riflettere sulle conseguenze sociali e legali della diffusione non consensuale di immagini sensibili.

Ricordiamo che la tutela della dignità e dell’incolumità delle persone, in ogni loro condizione, è un dovere civile e collettivo.

Con la sottoscrizione della presente nota ribadiamo il nostro impegno a promuovere una comunicazione rispettosa e a contrastare ogni forma di violenza.

La sofferenza non si spettacolarizza e la vulnerabilità non può essere resa contenuto virale.

Associazione Non Sei Sola
Associazione Underground
Associazione Paviol
Associazione Voci di Donne
Associazione Donne Nuove
Consigliera di Parità provinciale
Le Parole Fucsia
CST UIL Biella-Vercelli
CGIL Biella
CISL Piemonte Orientale

Un successo lo spettacolo "Seniloquio" di Virginia Risso questa sera al Teatro di Cossato. Speriamo che l’irresistibile ...
28/11/2025

Un successo lo spettacolo "Seniloquio" di Virginia Risso questa sera al Teatro di Cossato.

Speriamo che l’irresistibile capacità e il grande talento di Virginia Risso e Matteo Bianco vi abbiano fatto divertire e riflettere.

Siamo salite sopra l'Alpetto, abbiamo srotolato e fissato il lungo telo rosso che riporta i nomi di tutte le donne uccis...
23/11/2025

Siamo salite sopra l'Alpetto, abbiamo srotolato e fissato il lungo telo rosso che riporta i nomi di tutte le donne uccise per mano di un uomo a partire dal 2024 ad oggi.
Rendiamo onore a loro sulle nostre montagne.

25 novembre
Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

23/11/2025

Alcune delle volontarie del centro antiviolenza di Biella oggi hanno steso il telo rosso sotto alla montagna che rappresenta Biella, il Mucrone.

Un telo di 150 metri con tutti i nomi delle donne uccise negli ultimi due anni.

Una scelta per dare un segno forte al territorio, un segno che si veda anche da lontano. 🌹


14/11/2025

SENILOQUIO di Virginia Risso vi aspetta al Teatro comunale di Cossato!

📇Venerdì 28 novembre 2025
🕥Ore 21:00
📍Teatro comunale di Cossato

Per prenotare il biglietto gratuito:
https://www.eventbrite.it/e/spettacolo-teatrale-seniloquio-tickets-1797917442469?aff=oddtdtcreator

Che cos'è?
Un excursus “socio-scientifico” per portare al giusto e reale valore una delle parti del corpo femminile più idealizzata: il seno.
Attraverso il potente mezzo dell’ironia, da sempre caratteristica peculiare di Teatro al femminile, lo spettacolo intende estirpare l’inibizione e piantare il seme della consapevolezza. Un ulteriore tassello nel lavoro del collettivo da sempre impegnato a portare avanti, attraverso il linguaggio del teatro, una personale lotta contro ogni forma di discriminazione e prevaricazione.

Durante la serata sarà effettuata una raccolta fondi per progetti di affrancamento dalla violenza.

📇Venerdì 28 novembre 2025🕥Ore 21:00📍Teatro comunale di Cossato"Seniloquio" è il nuovo testo dissacrante ed esilarante di...
03/11/2025

📇Venerdì 28 novembre 2025
🕥Ore 21:00
📍Teatro comunale di Cossato

"Seniloquio" è il nuovo testo dissacrante ed esilarante di Virginia Risso. Un excursus "socio-scientifico" per portare al giusto e reale valore una delle parti del corpo femminile più idealizzata: il seno.

Durata spettacolo 60 minuti.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Durante la serata sarà effettuata una raccolta fondi per progetti di affrancamento dalla violenza.

Per prenotazioni:
https://www.eventbrite.it/e/spettacolo-teatrale-seniloquio-tickets-1797917442469?aff=oddtdtcreator

Teatro al Femminile

Indirizzo

Via CARACCIO 4 (palazzina Ex Ambulatori Paganti Ospedale Di Biella)
Biella
13900

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