03/01/2023
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Il Centro nacional de investigaciones oncológicas (Cnoi) di Madrid ha dato appuntamento, la scorsa fine di ottobre, ad alcuni dei più autorevoli scienziati internazionali per discute di cancro e alimentazione. Tra le sfide della ricerca di questi ultimi anni, infatti, c’è non soltanto l’individuazione di interventi nutrizionali a scopo preventivo, ma anche il comprendere se l’alimentazione possa rappresentare un utile supporto terapeutico.
“Non si tratta di curare il cancro attraverso la dieta, ma di integrare la cura con precise strategie nutrizionali”, sottolineano Marcos Malumes e Nabil Djouder, ricercatori presso il Cnio e organizzatori del congresso. "È molto probabile, infatti, che nel prossimo futuro nuove terapie basate sulla nutrizione vengano incorporate nei trattamenti standard contro il cancro".
Una degli approcci in corso di studio sfrutta il cosiddetto il digiuno intermittente, argomento trattato a Madrid da Valter Longo, direttore del Longevity institute presso la Usc di Los Angeles.
“Sono anni che studiamo strategie che mimano il digiuno per combattere il cancro, con buoni risultati”, afferma Longo. “Ora stiamo passando alla fase clinica, con gli oncologi che iniziano a considerarne l'impiego in combinazione con le terapie standard. La cosa interessante è che sembra funzionare con tumori molto diversi tra loro e in combinazione con terapie differenti”.
La ricerca sta chiarendo cosa succede metabolicamente durante il digiuno: “Le cellule tumorali sono in continua attività e non riescono a fermare il loro ciclo vitale”, prosegue Longo. “Le cellule sane, invece, se si interrompe l’apporto energetico, bloccano automaticamente tutti i processi di divisione. Se somministriamo la chemioterapia quando il paziente è a digiuno, la sua tossicità interesserà, dunque, principalmente le cellule tumorali, consentendoci anche di aumentare le dosi”.