24/05/2026
IL NERVO VAGO, IL GRASSO E IL CORPO CHE SI DIFENDE
E mentre guardo il corpo umano attraverso gli occhi dell’osteopatia, della neurofisiologia e dell’esperienza clinica, capisco sempre di più una cosa:
molte persone stanno combattendo contro il proprio corpo senza sapere che il proprio corpo sta tentando disperatamente di proteggerle.
Perché il grasso non è soltanto una questione estetica.
Il tessuto adiposo è un organo endocrino metabolicamente attivo.
Produce ormoni, citochine infiammatorie, segnali chimici.
Parla continuamente con cervello, intestino, sistema immunitario e sistema nervoso autonomo.
E dentro questo dialogo invisibile esiste uno dei protagonisti più affascinanti del corpo umano: il nervo vago.
Il nervo vago è il decimo nervo cranico.
Nasce dal tronco encefalico, precisamente dal bulbo, e attraversa collo, torace e addome, innervando:
cuore, polmoni, diaframma, esofago, stomaco, fegato, pancreas, intestino.
Fa parte del sistema nervoso parasimpatico, cioè quella componente del sistema nervoso autonomo che permette al corpo di:
rallentare, digerire, recuperare, rigenerarsi, ridurre l’infiammazione.
Quando il tono vagale è efficiente:
la frequenza cardiaca si regolarizza, la digestione migliora, la variabilità cardiaca aumenta, l’infiammazione tende a ridursi, il sonno diventa più profondo, la gestione emotiva migliora.
Quando invece il sistema nervoso vive per mesi o anni in modalità allerta, il nervo vago può perdere efficienza funzionale.
E il corpo cambia completamente linguaggio.
Lo stress cronico non è un concetto astratto.
È biochimica reale.
Quando il cervello percepisce minaccia continua, reale o emotiva, si attiva l’asse ipotalamo ipofisi surrene.
Aumenta la produzione di:
cortisolo, adrenalina, noradrenalina.
Nel breve periodo questi ormoni aiutano la sopravvivenza.
Nel lungo periodo possono alterare:
sensibilità insulinica, qualità del sonno, regolazione dell’appetito, accumulo di grasso viscerale, infiammazione sistemica.
Il cortisolo elevato cronicamente può favorire:
maggiore deposito adiposo addominale, fame emotiva, ricerca compulsiva di zuccheri e alimenti ipercalorici,
riduzione della massa muscolare.
Non è “mancanza di volontà”.
Molte volte è neurochimica alterata.
L’intestino comunica continuamente con il cervello attraverso il nervo vago.
Questo asse intestino cervello coinvolge:
microbiota, serotonina, dopamina, ormoni della sazietà come leptina e grelina,
infiammazione intestinale.
Alcuni studi mostrano che alterazioni del microbiota possono influenzare:
fame, metabolismo, stato infiammatorio,
umore, comportamento alimentare.
La serotonina, fondamentale per il benessere emotivo, viene prodotta in larga parte nell’intestino.
Questo non significa che “l’intestino pensa”, ma che intestino e cervello dialogano continuamente attraverso vie neurologiche, immunitarie e ormonali.
Quando il nervo vago perde efficienza:
la motilità gastrica può rallentare, la digestione può diventare più difficoltosa, il gonfiore aumenta, la percezione della sazietà può alterarsi.
Il nervo vago attraversa strutture profondamente collegate al respiro.
Un diaframma rigido, stressato o poco mobile può influenzare:
respirazione, pressioni addominali, ritmo cardiaco, gestione dello stress.
La respirazione lenta diaframmatica è una delle strategie più studiate per aumentare il tono parasimpatico.
Respirare lentamente, soprattutto con espirazioni più lunghe dell’inspirazione, può favorire:
riduzione della frequenza cardiaca,
rilassamento, migliore regolazione emotiva.
grazie a Dott Giuseppe Totaro Osteopata