Concetta Lo Bartolo Psicologa

Concetta Lo Bartolo Psicologa Credo nella forza di volontà delle Persone
Ti aiuto a comprendere quanto sei immensə e speciale 🌟🌱

https://concetta-lo-bartolo-psicologa.lovable.app/

🌆Il cielo del rientro: ritrovare se stesse dentro la routine della cittàC’è una malinconia sottile che accompagna questi...
05/09/2026

🌆Il cielo del rientro: ritrovare se stesse dentro la routine della città

C’è una malinconia sottile che accompagna questi primi giorni di settembre, una fatica silenziosa che si fa sentire nel corpo e nella mente mentre le luci dell'estate sfumano e la città si ripopola.

🌄Guardando questo tramonto che accende i palazzi e le strade, è facile avvertire il peso del carico che si riattiva: le scadenze che bussano alla porta, il ritorno ai vecchi incastri quotidiani e quel disorientamento tipico di chi deve abbandonare i ritmi dilatati delle vacanze per rivestire i vecchi ruoli di sempre.

👉 Per molte madri stanche e professionisti affaticati, questo passaggio può essere vissuto con un senso di asfissia, come un rientro forzato in una gabbia di doveri che stringe le pareti della nostra finestra di tolleranza.

Eppure, se impariamo a guardare questo momento oltre la superficie della stanchezza, scopriamo che la routine non è una prigione, ma può trasformarsi in una preziosa ancora biologica. Le neuroscienze e la teoria dell'attaccamento ci ricordano che il nostro sistema nervoso ha un bisogno innato di strutture stabili, di porti sicuri e di ritmi prevedibili per potersi sentire integrato.

Il vuoto e la vicinanza forzata dell'estate spesso scardinano le nostre mappe interne, lasciandoci in uno stato di costante allarme o di sottomissione alle richieste altrui.

Rientrare nel proprio spazio,
ritrovare i propri orari e ricostruire le micro-abitudini quotidiane non significa rinunciare alla libertà,
ma compiere un profondo atto di sintonizzazione e di giustizia riparativa verso se stesse.

È proprio dentro i confini di una routine protetta e scelta che possiamo recuperare la nostra agency,
ovvero la capacità di riprendere in mano il timone della nostra vita.

Domani mattina, quando sentirai l'ansia del rientro o il peso delle cose da fare premere sul petto,
fermati un istante prima di farti travolgere dal pilota automatico.

Posa lo sguardo su un dettaglio reale — che sia il calore della tazzina di caffè tra le mani o i portici della città avvolti dalla prima luce del mattino — respira profondamente e applica la sintonizzazione interna dando un nome esatto al tuo stato emotivo:

«In questo momento provo fatica e nostalgia, ma sono qui, al sicuro, e sto riprendendo il mio spazio».

Nominalo per domarlo.

Questo piccolo esercizio quotidiano di sintonizzazione sul momento presente ha l’obiettivo di disattivare l'allarme dell'amigdala e unisce l'emisfero logico a quello emotivo, restituendo una vista della mente pulita per affrontare la giornata.

La routine che ricomincia non serve a spegnere la tua natura, ma a proteggerla.
Usala come un guscio sicuro per tracciare un confine dolce intorno alle tue energie sfinite.

Questa sera, guardando il sole che scende dietro i tetti della città per poi risorgere domani, ricorda che non devi essere perfetta per essere solida.

Lascia che la linfa vitale delle tue radici torni a scorrere dentro i gesti di sempre. È in questa quotidianità imperfetta ma reale che la tua mente ritrova la sua stabilità, permettendoti di camminare a testa alta e di esistere, finalmente, per scelta. 🏮✨





19/08/2026

🌅 Lasciarsi accarezzare dal calore del mare e del sole

👉 L’importante è fare il pieno di energia indipendentemente dai modi in cui la troviamo per poi utilizzarla quando ne avremo più bisogno.

🙏 Nei periodi in cui il nostro cielo si incupisce faremo tesoro di questa energia conservata in noi.

Chiuderemo gli occhi e cercheremo quella immagine, quel calore, quel profumo che ci ha fatto stare bene.

💖 Anche questo è amarsi

Oggi piangiamo la scomparsa di Francesco GucciniMa un poeta non se ne va mai veramente: ci lascia le parole per decifrar...
06/08/2026

Oggi piangiamo la scomparsa di Francesco Guccini

Ma un poeta non se ne va mai veramente: ci lascia le parole per decifrare quel silenzio che spesso portiamo dentro:

«E a volte ci si sente soli, e a volte scuoti la testa e non capisci, e tutto il mondo ti sembra un'interrogazione...»


In queste sue parole c'è una sintonizzazione immensa con ciò che viviamo ogni giorno.

Nelle sue canzoni non c’era spazio per la finzione o per le maschere di un mondo che ci vuole sempre perfetti, efficienti e impeccabili.

Francesco cantava l’autenticità nuda.

Dava dignità al dubbio, validava la stanchezza e metteva in parole la malinconia di quelle domeniche sera in cui ci si sente disorientati davanti alla vita.

Ci ha mostrato che si può flettere sotto il vento senza spezzarsi, mantenendo immutata la propria stabilità interiore.

È stato il custode delle nostre mappe emotive più profonde, il cantautore delle "Radici".

Ci ha insegnato a guardare al passato non come a un carico pesante da subire, ma come a un terreno vivo da cui trarre la forza per abitare il momento presente.

Grazie, Francesco, per aver prestato la tua poesia alle nostre tempeste e per averci ricordato il valore immenso di camminare a testa alta.

Le tue parole continueranno a illuminare la nostra bussola, insegnandoci a esistere, finalmente, per scelta. ✨

31/07/2026
🟩 Sono stata assente dai social, è vero. Ma c'è un motivo bellissimo.In questo periodo dell'anno, mentre le mie energie ...
16/07/2026

🟩 Sono stata assente dai social, è vero. Ma c'è un motivo bellissimo.

In questo periodo dell'anno, mentre le mie energie fisiche iniziano fisiologicamente ad abbassarsi, l'attività in studio si fa incredibilmente intensa. Ma sappiate che la mia assenza qui non è mai mancanza: è solo il segno che sono totalmente immersa lì dove c'è più bisogno di me.

E oggi, tutta la fatica si è dissolta in un secondo.

Ho lavorato con la mamma di una bimba di 8 mesi. Abbiamo affrontato un passaggio delicatissimo, che ogni genitore conosce:

il momento di "lasciare andare" (la sua piccola all'asilo). Abbiamo lavorato sull'autostima di questa madre, sulla sua indipendenza e sulla capacità di elaborare quel piccolo, grande "lutto" che è il primo distacco.

L'ho aiutata a sollevarsi, a guardare la scena dall'alto, in prospettiva. A capire che allontanarsi un passo non significa perdere il legame, ma permettere a quel legame di respirare.

A un certo punto, in stanza è sceso il silenzio. Lei mi ha guardata. In quel solo sguardo c'era tutto: la comprensione profonda, il sollievo di chi si sente finalmente capita e una gratitudine immensa che non aveva bisogno di troppe parole.

💖 Ecco dove sono quando non mi leggete qui. Sono lì, a raccogliere questi sguardi che curano e che mi ricordano, ogni singolo giorno, perché amo così immensamente il mio lavoro.

🫂 Un abbraccio a tutte le mamme che stanno imparando a lasciare andare.



📚 Mio figlio si blocca davanti ai libri: e se non fosse pigrizia?Vedere un figlio immobile davanti alla scrivania, con l...
16/06/2026

📚 Mio figlio si blocca davanti ai libri: e se non fosse pigrizia?

Vedere un figlio immobile davanti alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto e i libri aperti da ore sempre sulla stessa pagina, è un’immagine che fa male. La reazione immediata di noi genitori oscilla spesso tra la frustrazione e il rimprovero: pensiamo sia svogliatezza, disimpegno o mancanza di volontà.

🧠 Ma la psicologia e le neuroscienze ci svelano una realtà molto più profonda: la mente di quel ragazzo, in quel preciso istante, si è spenta per autodifesa. Non è pigrizia, è un vero e proprio "congelamento" emotivo dovuto all’ansia.

Ognuno di noi possiede uno spazio di sicurezza interiore che la scienza chiama Finestra di Tolleranza. L'ansia dei ragazzi di oggi, alimentata dalla paura costante del giudizio e da richieste performative altissime, agisce restringendo le pareti di questa stanza sicura. Quando la pressione diventa eccessiva, il sistema nervoso va in blocco per evitare un sovraccarico totale e stacca la spina. Si entra così in una f***a nebbia cognitiva fatta di apatia e rifiuto.

🌩️ Se nella mente di un adolescente si è incistata l'idea che «io valgo solo se non sbaglio mai», lo studio si trasforma in una minaccia. Il blocco davanti ai libri è il sintomo visibile di un allarme invisibile.

Cosa possiamo fare allora come genitori?

La strada non è mai lo scontro o la punizione.

Aumentare la pressione su una mente già congelata significa solo costringerla a chiudersi ancora di più nel suo guscio.

La chiave risiede nella co-regolazione emotiva: prestare la nostra calma al sistema nervoso di nostro figlio affinché possa rassicurarsi.

🌱 Far passare il messaggio che il suo valore come persona è totalmente slegato dai voti sul registro spegne l'allarme interiore.

È in questo spazio accogliente che la finestra di tolleranza torna ad allargarsi e quella molla vitale che sembrava schiacciata può finalmente liberarsi, permettendo ai ragazzi di riprendere il cammino con fiducia e con la libertà di esistere, finalmente, per scelta.✨

👉🏻 Prenota una call gratuita nel mio sito. La trovi in bio

🔥  Vi è mai capitato, nell’ultimo periodo, di scattare con una rabbia improvvisa, quasi feroce, per un contrattempo bana...
14/06/2026

🔥 Vi è mai capitato, nell’ultimo periodo, di scattare con una rabbia improvvisa, quasi feroce, per un contrattempo banale? Una mail arrivata cinque minuti prima di staccare, una domanda ripetuta due volte, una fotocopiatrice inceppata... e dentro si scatena un incendio che sembra del tutto sproporzionato rispetto all'accaduto.

👁️ Oppure, vi è successo di accorgervi, quasi con spavento, di guardare un collega con un astio profondo? Un collega che magari sta solo facendo il suo lavoro, ma le cui richieste, i cui passi nei corridoi o persino il tono di voce cominciano a essere percepiti come un attacco personale, quasi come se fosse un persecutore venuto lì appositamente per mettervi in difficoltà.

Spesso, di fronte a tutto questo, si tende a darsi un'unica, rassicurante spiegazione: «È solo stanchezza.
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze, mi bastano due settimane di stop per rimettermi in sesto e risolverò tutto».
Si proietta così nei giorni di ferie l'attesa di un miracolo.

👉🏻 Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Se vi riconoscete in queste sensazioni, l'ultima cosa che dovreste fare è colpevolizzarvi o pensare che si tratti solo di un calo di energie stagionale.

In ambito clinico, questi scoppi d'ira apparentemente ingiustificati, così come questo senso di minaccia costante verso chi ci circonda e l'illusione che basti "staccare la spina" per guarire sono i segnali stradali di un territorio ben preciso: il burnout.

Quando per mesi, o forse per anni, si è indossata la corazza della persona forte — quella che soddisfa i bisogni di tutti, che dice sempre di sì, che risolve ogni problema senza mai disturbare — accade che le riserve biologiche ed emotive semplicemente finiscano.

La rabbia per un piccolo contrattempo non è legata a quel singolo episodio, ma è l'ultima goccia che fa traboccare un vaso colmo da troppo tempo.

L'astio verso il collega non è cattiveria, ma il tentativo di una mente prosciugata dal difendersi da ogni minima richiesta esterna.
E le vacanze, purtroppo, possono essere solo un anestetico temporaneo se, una volta rientrati, si ricomincia a correre con lo stesso identico copione, rimettendo sui binari la stessa vecchia fatica.

Se vi sentite così, provate a fare un piccolo passo indietro.
Questa stanchezza non vi definisce, racconta solo che avete camminato troppo a lungo portando pesi non vostri.

🌱 Forse, questo momento può diventare lo spazio per iniziare a fare l'unica cosa davvero rivoluzionaria:
concedersi il permesso di fermarsi, respirare e comprendere che non sono le ferie a dovervi salvare, ma un nuovo modo, più gentile, di stare al mondo e sul lavoro.





Convegno organizzato da Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna :"Invecchiamento, Intimità e Relazioni: Prospettive C...
09/06/2026

Convegno organizzato da Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna :

"Invecchiamento, Intimità e Relazioni: Prospettive Cliniche, Sociali e Culturali"

Il cambiamento è parte del processo di invecchiamento la sfida è: Adattamento e Compensazione

Indirizzo

Online
Bologna

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Concetta Lo Bartolo Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Concetta Lo Bartolo Psicologa:

Scelte rapide

Condividi