Concetta Lo Bartolo Psicologa

Concetta Lo Bartolo Psicologa Credo nella forza di volontà delle Persone
Ti aiuto a comprendere quanto sei immensə e speciale 🌟🌱

https://concetta-lo-bartolo-psicologa.lovable.app/

16/06/2026
📚 Mio figlio si blocca davanti ai libri: e se non fosse pigrizia?Vedere un figlio immobile davanti alla scrivania, con l...
16/06/2026

📚 Mio figlio si blocca davanti ai libri: e se non fosse pigrizia?

Vedere un figlio immobile davanti alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto e i libri aperti da ore sempre sulla stessa pagina, è un’immagine che fa male. La reazione immediata di noi genitori oscilla spesso tra la frustrazione e il rimprovero: pensiamo sia svogliatezza, disimpegno o mancanza di volontà.

🧠 Ma la psicologia e le neuroscienze ci svelano una realtà molto più profonda: la mente di quel ragazzo, in quel preciso istante, si è spenta per autodifesa. Non è pigrizia, è un vero e proprio "congelamento" emotivo dovuto all’ansia.

Ognuno di noi possiede uno spazio di sicurezza interiore che la scienza chiama Finestra di Tolleranza. L'ansia dei ragazzi di oggi, alimentata dalla paura costante del giudizio e da richieste performative altissime, agisce restringendo le pareti di questa stanza sicura. Quando la pressione diventa eccessiva, il sistema nervoso va in blocco per evitare un sovraccarico totale e stacca la spina. Si entra così in una f***a nebbia cognitiva fatta di apatia e rifiuto.

🌩️ Se nella mente di un adolescente si è incistata l'idea che «io valgo solo se non sbaglio mai», lo studio si trasforma in una minaccia. Il blocco davanti ai libri è il sintomo visibile di un allarme invisibile.

Cosa possiamo fare allora come genitori?

La strada non è mai lo scontro o la punizione.

Aumentare la pressione su una mente già congelata significa solo costringerla a chiudersi ancora di più nel suo guscio.

La chiave risiede nella co-regolazione emotiva: prestare la nostra calma al sistema nervoso di nostro figlio affinché possa rassicurarsi.

🌱 Far passare il messaggio che il suo valore come persona è totalmente slegato dai voti sul registro spegne l'allarme interiore.

È in questo spazio accogliente che la finestra di tolleranza torna ad allargarsi e quella molla vitale che sembrava schiacciata può finalmente liberarsi, permettendo ai ragazzi di riprendere il cammino con fiducia e con la libertà di esistere, finalmente, per scelta.✨

👉🏻 Prenota una call gratuita nel mio sito. La trovi in bio

🔥  Vi è mai capitato, nell’ultimo periodo, di scattare con una rabbia improvvisa, quasi feroce, per un contrattempo bana...
14/06/2026

🔥 Vi è mai capitato, nell’ultimo periodo, di scattare con una rabbia improvvisa, quasi feroce, per un contrattempo banale? Una mail arrivata cinque minuti prima di staccare, una domanda ripetuta due volte, una fotocopiatrice inceppata... e dentro si scatena un incendio che sembra del tutto sproporzionato rispetto all'accaduto.

👁️ Oppure, vi è successo di accorgervi, quasi con spavento, di guardare un collega con un astio profondo? Un collega che magari sta solo facendo il suo lavoro, ma le cui richieste, i cui passi nei corridoi o persino il tono di voce cominciano a essere percepiti come un attacco personale, quasi come se fosse un persecutore venuto lì appositamente per mettervi in difficoltà.

Spesso, di fronte a tutto questo, si tende a darsi un'unica, rassicurante spiegazione: «È solo stanchezza.
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze, mi bastano due settimane di stop per rimettermi in sesto e risolverò tutto».
Si proietta così nei giorni di ferie l'attesa di un miracolo.

👉🏻 Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Se vi riconoscete in queste sensazioni, l'ultima cosa che dovreste fare è colpevolizzarvi o pensare che si tratti solo di un calo di energie stagionale.

In ambito clinico, questi scoppi d'ira apparentemente ingiustificati, così come questo senso di minaccia costante verso chi ci circonda e l'illusione che basti "staccare la spina" per guarire sono i segnali stradali di un territorio ben preciso: il burnout.

Quando per mesi, o forse per anni, si è indossata la corazza della persona forte — quella che soddisfa i bisogni di tutti, che dice sempre di sì, che risolve ogni problema senza mai disturbare — accade che le riserve biologiche ed emotive semplicemente finiscano.

La rabbia per un piccolo contrattempo non è legata a quel singolo episodio, ma è l'ultima goccia che fa traboccare un vaso colmo da troppo tempo.

L'astio verso il collega non è cattiveria, ma il tentativo di una mente prosciugata dal difendersi da ogni minima richiesta esterna.
E le vacanze, purtroppo, possono essere solo un anestetico temporaneo se, una volta rientrati, si ricomincia a correre con lo stesso identico copione, rimettendo sui binari la stessa vecchia fatica.

Se vi sentite così, provate a fare un piccolo passo indietro.
Questa stanchezza non vi definisce, racconta solo che avete camminato troppo a lungo portando pesi non vostri.

🌱 Forse, questo momento può diventare lo spazio per iniziare a fare l'unica cosa davvero rivoluzionaria:
concedersi il permesso di fermarsi, respirare e comprendere che non sono le ferie a dovervi salvare, ma un nuovo modo, più gentile, di stare al mondo e sul lavoro.





Convegno organizzato da Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna :"Invecchiamento, Intimità e Relazioni: Prospettive C...
09/06/2026

Convegno organizzato da Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna :

"Invecchiamento, Intimità e Relazioni: Prospettive Cliniche, Sociali e Culturali"

Il cambiamento è parte del processo di invecchiamento la sfida è: Adattamento e Compensazione

07/06/2026

🌄 La domenica sera porta con sé un ritmo strano:

da un lato il desiderio di trattenere ancora un po' il riposo,
dall'altro i pensieri che inevitabilmente iniziano a correre verso gli impegni della nuova settimana.

Se in questo momento senti che la mente si sta appesantendo,
ti invito a fare una piccola pausa.

In questi mesi ho curato un angolo speciale sul mio nuovo sito web.

Si chiama "Il Barattolo dei Pensieri di Luce": uno spazio gratuito e senza pretese, pensato solo per offrirti un istante di sosta.

Se ti va, puoi fare un salto e "pescare" un pensiero profondo da portare con te nei prossimi giorni.

Trovi il link per fare la tua pesca direttamente nella mia Bio

Buona serata e buon inizio cammino, un passo alla volta 🌱

➡️ Ci sei cascata di nuovo, vero?Ti sei affidata completamente ad una persona che ti sembrava solida, stabile, dotata di...
30/05/2026

➡️ Ci sei cascata di nuovo, vero?

Ti sei affidata completamente ad una persona che ti sembrava solida, stabile, dotata di un'autorevolezza indiscutibile.
Eppure, oggi ti ritrovi a fare i conti con lo stesso vuoto sotto i piedi, con quella vertigine dolorosa nel cuore.

In questi momenti di crollo è quasi inevitabile pensare di essere quella "sbagliata", di avere un difetto d’origine che attira sempre lo stesso doloroso copione.
Ma la realtà clinica è molto diversa da come te la racconti.

Quando ci leghiamo a personalità manipolatorie o narcisistiche, l'inganno più profondo non nasce dalla fine della storia, ma dall'inizio: da una sintonizzazione affettiva inizialmente impeccabile, ma simulata.
Il manipolatore non colpisce le tue fragilità, ma risponde con un attacco predatorio verso le tue risorse di vitalità emotiva.
Brama la tua autenticità perché è una luce che non sa produrre da solo.

Per mantenere il controllo, l'altro mette in atto una sistematica invalidazione della tua realtà, un attacco profondo a quella che chiamiamo Fiducia Epistemica — la tua naturale capacità di fidarti di ciò che vedi e senti. Attraverso la nebbia cognitiva del gaslighting, i tuoi vecchi Modelli Operativi Interni (MOI), abituati a colpevolizzarsi fin dall'infanzia, si riattivano, portandoti a dubitare di te stessa.

Guarire da questo trauma relazionale non significa "chiudersi" per sempre, ma fare un atto di giustizia riparativa con se stesse.
Significa comprendere che la tua spontaneità violata non è mai stata un errore o una patologia, bensì la prova biologica di una intatta attitudine all'amore.

La guarigione comincia quando impariamo ad aggiornare quelle antiche mappe interiori, non per spegnere la nostra sensibilità, ma per iniziare a tracciare confini forti e protettivi.
Per tornare ad abitare il mondo per scelta, e non per approvazione.

👉🏻 Ho approfondito questo tema nel mio ultimo articolo, analizzando i meccanismi neurobiologici e relazionali che sostengono la ripetizione di questo copione e offrendo alcune pratiche concrete di mindsight per ritrovare l'ancoraggio nel corpo.

Se hai vissuto questa "nebbia" o se ti va di condividere la tua esperienza, ti aspetto nei commenti.
Il tuo vissuto ha un valore immenso.

🌸 Lettera a una mamma che stasera si sente invisibileMentre tutto intorno si prepara per la festa di domani, io vorrei f...
09/05/2026

🌸 Lettera a una mamma che stasera si sente invisibile

Mentre tutto intorno si prepara per la festa di domani, io vorrei fermarmi qui, accanto a te. Vorrei parlare alla donna che abita dietro il ruolo di "mamma", quella che stasera, forse, sente solo il peso di una stanchezza che non ha parole.

C’è una dedizione che somiglia molto all’annullamento. Accade quando diventi così brava a sintonizzarti sui bisogni di tutti — a capire un pianto, a prevedere una richiesta, a rimediare a un oblio — da finire per diventare trasparente. Sei diventata il porto sicuro di tutti, ma chi è il porto sicuro per te?

Lo vedo spesso nel mio studio: domani riceverai dei doni.
Ma a volte quei regali fanno male, perché non ti somigliano.
Ti regalano ciò che serve alla casa, o ciò che piace a loro, perché forse, a forza di ricevere, si sono dimenticati di chiedersi chi sei tu veramente.

O forse perché tu stessa, per sfinimento, hai smesso di raccontare i tuoi gusti, i tuoi desideri, la tua luce unica.

🌱 Il mio augurio per te è quasi un atto di ribellione dolce.

Non aver paura di dire che sei stanca. Non aver paura di riprenderti un pezzetto di te che non appartenga a nessuno se non ai tuoi desideri. Insegna a chi ami che la tua cura non è un atto dovuto, ma un dono che ha bisogno di essere alimentato dal rispetto per la donna che sei, oltre ogni dovere.

🥰 Buona festa a chi, da domani, sceglierà di tornare a esistere anche per se stessa. ✨



👁️ A volte, alzare lo sguardo dallo schermo per ritrovare quello di un figlio sembra quasi difficile, come se un filo in...
04/05/2026

👁️ A volte, alzare lo sguardo dallo schermo per ritrovare quello di un figlio sembra quasi difficile, come se un filo invisibile ci tenesse legati altrove.

Capita a noi, proprio come capita a loro: siamo tutti cercatori di sintonizzazione in un mondo che corre veloce.

Se ti senti smarrito, se senti che lo smartphone ha rubato un po' del silenzio che servirebbe per parlarvi, vorrei solo dirti di respirare.

🫂 Non sei in ritardo e non sei un genitore "sbagliato". Sei una persona che ama e che sta imparando — insieme a suo figlio —
a navigare questo nuovo mare.

➡️ Non dimenticare mai che, nonostante le onde del digitale, tu resti la sua guida.

🗺️ Sei il porto sicuro dove tuo figlio sa di poter sempre approdare, il faro che con la sua luce costante orienta le scelte e indica la strada, anche quando lui sembra guardare altrove.

📍L'educazione digitale non è una battaglia di divieti, ma un cammino che fate insieme.

👉🏻 Se non sai come riagganciare il suo sguardo, prova a trasformare il cellulare da muro a ponte.

💡 Un piccolo suggerimento pratico per oggi:

Invece di ordinare "spegni tutto", prova a entrare nel suo mondo con curiosità. Chiedigli: "Mi mostri quel video che ti ha fatto ridere?" oppure "Mi spieghi come funziona questa app?".

🌱 Usare lo smartphone insieme per scoprire o creare qualcosa toglie il potere d'isolamento allo strumento e lo restituisce alla relazione.

Partire da noi significa avere il coraggio di dire:

"Mi sono lasciato assorbire dal telefono, ma ora sono qui: sei tu la mia priorità".

È in questa autenticità che la tua luce torna a guidare il cammino.

Trovate l'approfondimento completo nel mio ultimo articolo su Psicologi Italia

👉🏻 Link nel primo commento ⬇️

⚡SOLI NELLA TEMPESTA: quando l'ansia non ci permette di vedere la riva➡️A volte l'ansia assomiglia esattamente a questo:...
30/04/2026

⚡SOLI NELLA TEMPESTA: quando l'ansia non ci permette di vedere la riva

➡️A volte l'ansia assomiglia esattamente a questo: un cielo che brucia, fulmini che squarciano i pensieri e onde che sembrano troppo alte per essere affrontate. È quel senso di allerta costante, dove ogni respiro è una lotta per non affondare.

🌱 Ma la domanda più profonda che ci poniamo in terapia è: cosa succede quando la tempesta esterna finisce, ma la nostra "sentinella interna" continua a segnalare pericolo?

🌀In questo articolo, pubblicato su Psicologi Italia, esploriamo il pensiero di Nancy McWilliams per capire come lo "scudo" dell'ansia — nato un tempo per proteggerci — possa trasformarsi in una prigione proprio quando avremmo più bisogno di calma.

Imparare a ricalibrare questo faro interno è il primo passo per tornare a sentire la terra ferma sotto i piedi e RIPRENDERSI IL PROPRIO SPAZIO VITALE. 🌱

👇 Se senti che il mare è ancora troppo mosso, leggi l'approfondimento qui:
https://www.psicologi-italia.it/psicologo/concetta-lo-bartolo/web/articolo-4282.html

➡️SOLI IN DUE: dare un nome al vuoto dell'assenza nella presenzaSi può sentire la mancanza di qualcuno che abbiamo ancor...
26/04/2026

➡️SOLI IN DUE: dare un nome al vuoto dell'assenza nella presenza

Si può sentire la mancanza di qualcuno che abbiamo ancora vicino?

A volte il dolore più difficile da spiegare è quello che proviamo verso chi è fisicamente presente, ma psicologicamente "altrove". È quella sensazione straziante di abitare una solitudine condivisa, dove il legame che un tempo era nutrimento si è trasformato in un labirinto di silenzi.

Accade quando la persona che amiamo è diventata un’estranea, prigioniera di meccanismi che non riusciamo più a raggiungere, o quando ci rendiamo conto che quella reciprocità tanto attesa non troverà mai cittadinanza nella realtà.

In psicologia lo chiamiamo LUTTO BIANCO: è la perdita di una speranza, di un’idea di futuro, di un’immagine di noi insieme all'altro. È un dolore invisibile perché fuori tutto sembra uguale, ma dentro il vuoto toglie il respiro.

Se senti questa stanchezza, se provi un senso di colpa che ti logora, sappi che la tua sofferenza è legittima. Non sei tu a essere "sbagliatæ": è il tuo cuore che sta cercando di elaborare una scomparsa silenziosa.

Dare un nome a questo vuoto è il primo passo per smettere di "resistere" a una perdita invisibile e iniziare, finalmente, a

RIPRENDERSI IL PROPRIO SPAZIO VITALE. 🌱

Nel mio ultimo articolo esploro questo limbo emotivo, per aiutarti a ritrovare la tua rotta.

👇 Leggi l'articolo completo qui:
https://mental-wellness-nook.lovable.app

Indirizzo

Online
Bologna

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Concetta Lo Bartolo Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Concetta Lo Bartolo Psicologa:

Condividi