Non Solo Cistite

Non Solo Cistite Dott.ssa Debora Marchiori • Medico Chirurgo specializzato in Urologia e Andrologia. Ciò che faccio mi appassiona, da sempre. Ma il sapere da solo non basta.

Mi chiamo Debora Marchiori e sono un Medico Chirurgo specializzato in urologia. Nel corso della mia attività ho affrontato le tematiche uro-oncologiche, diventando anche promotrice e fondatrice del gruppo giovani di SIUrO (Società Italiana di Uro-Oncologia). Inoltre, ho sempre riposto molto interesse verso i disturbi urinari maschili e femminili, focalizzandomi in particolare sul dolore pelvico cr

onico, sull’incontinenza urinaria e sul prolasso genitale. A partire dall’attività di ricerca, che mi ha permesso di approfondire l’ambito della biopsia prostatica e della disfunzione erettile nei pazienti con patologie cardiovascolari. Accanto alla ricerca, ho anche pubblicato abstract e articoli su diverse riviste scientifiche. Comunicare e divulgare sono due componenti importanti della figura medica oggi, a mio parere. In questa direzione si inserisce il mio incarico di docenza presso i corsi di formazione Specifica in Medicina Generale presso l’Università degli Studi di Bologna e il corso di “Medicine and Surgery” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma insieme a tutto il mio impegno profuso nel coordinare eventi di aggiornamento per i medici, coinvolgendo diverse specialità. Bologna è la mia città, dove sono nata e cresciuta e dove attualmente esercito la mia professione, ma amo viaggiare e conciliare il piacere del conoscere nuovi luoghi, culture e persone con la mia attività di formazione e aggiornamento. Proprio all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, dove mi reco spessissimo e dove ho vissuto per anni, ho ottenuto qualifiche utili alla mia attività di diagnostica andrologica e vascolare, al trattamento della vescica neurologica e alla riabilitazione del pavimento pelvico. I pazienti per me sono prima di tutto persone, e da sempre cerco di considerare tutti gli aspetti che riguardano la loro salute, non solo quelli strettamente clinici ma anche quelli emozionali e psicologici.

17/06/2026

Carbossiterapia e laser sono la stessa cosa?

No. Anche se vengono utilizzati per trattare l’atrofia delle mucose urogenitali, hanno meccanismi d’azione completamente diversi e spesso sono complementari.

Il laser agisce attraverso il calore: il raggio laser stimola la rigenerazione del tessuto e favorisce l’ispessimento della mucosa. Per questo è particolarmente utile quando l’atrofia è marcata e si vuole ottenere un effetto rigenerativo diretto.

La carbossiterapia, invece, utilizza microiniezioni di anidride carbonica nel tessuto vaginale, vulvare o periuretrale. L’anidride carbonica richiama ossigeno, aumenta la microcircolazione e favorisce la ricostruzione della rete vascolare, rendendo il tessuto più vitale e reattivo.

Proprio per questo la carbossiterapia può essere utilizzata prima del laser, per preparare un tessuto molto atrofico, oppure dopo il laser per mantenerne i benefici nel tempo. In alcuni casi può essere efficace anche da sola, quando il principale problema è la scarsa vascolarizzazione del tessuto.

Non esiste quindi una terapia migliore in assoluto: esiste il trattamento più adatto in base alle caratteristiche della paziente e allo stato della mucosa.

15/06/2026

Un farmaco è sempre più efficace di un integratore?

La risposta è no.

Molti pazienti sono convinti che un farmaco “chimico” sia automaticamente superiore a un fitofarmaco o a un integratore. In realtà, soprattutto in urologia, le cose sono molto più complesse.

Esistono condizioni in cui gli estratti vegetali e i fitofarmaci possono offrire benefici significativi, talvolta proprio dove la farmacoterapia tradizionale mostra dei limiti. È il caso, ad esempio, di alcune forme di congestione prostatica o di disturbi funzionali della vescica, dove l’obiettivo non è solo spegnere un sintomo, ma modulare un processo infiammatorio o migliorare il benessere del tessuto nel tempo.

Questo non significa che gli integratori siano sempre migliori dei farmaci, né che possano sostituirli. Significa che ogni terapia ha il suo ruolo, le sue indicazioni, i suoi vantaggi e i suoi limiti.

In molti casi il fitofarmaco può rappresentare il primo approccio terapeutico, soprattutto quando i sintomi sono iniziali e non tali da giustificare una terapia farmacologica con possibili effetti collaterali.

La vera domanda non è: “farmaco o integratore?” ma “qual è il trattamento più adatto a questo paziente, in questo momento della sua storia clinica?”

12/06/2026

Urgenza minzionale senza un motivo apparente?

In realtà un motivo c’è quasi sempre. Il problema è che spesso non viene ricercato abbastanza a fondo.

Quando una paziente lamenta aumento della frequenza minzionale, risvegli notturni e urgenza improvvisa, non bisogna fermarsi solo alle infezioni urinarie o alle patologie più conosciute. Certo, diabete, malattie neurologiche, vascolari o autoimmuni possono essere coinvolte, ma esistono anche altre cause molto frequenti.

Una delle più sottovalutate è l’assottigliamento della mucosa vescicale. Quando la mucosa perde spessore, le fibre nervose diventano più superficiali e sensibili, percependo lo stimolo urinario in modo precoce e intenso. Il risultato? Più frequenza urinaria, più urgenza e più alzate notturne.

Questo accade spesso nelle donne in menopausa, ma anche nelle donne in età fertile che presentano squilibri ormonali.

Per questo, davanti a un’urgenza minzionale, non basta chiedersi “cosa ha la vescica?”. Bisogna chiedersi anche “come stanno gli ormoni?”.

Capire il contesto clinico e il momento della vita della donna è spesso la chiave per trovare la vera causa del problema e la terapia più efficace.

10/06/2026

Perché prostatite e deficit erettile spesso compaiono insieme?

Molti uomini che arrivano in visita per sintomi di prostatite raccontano anche un altro problema: da qualche tempo l’erezione non è più quella di prima.

Non è una coincidenza.

L’infiammazione prostatica può influenzare la funzione erettile attraverso diversi meccanismi. La congestione della prostata altera il normale afflusso di sangue ai tessuti genitali, può comprimere le strutture nervose che partecipano al meccanismo dell’erezione e creare una condizione di ridotta ossigenazione del tessuto cavernoso.

A questo si aggiunge l’azione delle citochine infiammatorie, sostanze prodotte durante il processo infiammatorio che possono interferire con i mediatori biologici coinvolti nell’erezione.

Per questo motivo, quando si affronta una prostatite, è importante valutare anche la salute sessuale del paziente. E viceversa: un deficit erettile improvviso in un uomo giovane può talvolta essere il segnale di una condizione infiammatoria prostatica sottostante.

Curare la prostatite significa anche proteggere la funzione erettile ed evitare che l’infiammazione lasci conseguenze sul tessuto cavernoso nel tempo.

08/06/2026

L’esame urodinamico è davvero necessario? E perché richiede un’urinocoltura negativa?

L’esame urodinamico è uno strumento fondamentale per studiare in modo oggettivo il funzionamento delle basse vie urinarie. Ci permette di capire come si comportano vescica e uretra e di individuare l’origine di sintomi come urgenza minzionale, incontinenza urinaria, difficoltà a urinare o aumento della frequenza minzionale.

Si tratta di un esame invasivo perché prevede l’inserimento di un piccolo catetere in vescica e di una sottile sonda nel retto. Grazie a queste sonde possiamo misurare le pressioni e valutare con precisione il rapporto tra vescica, uretra e addome durante il riempimento e lo svuotamento vescicale.

Per questo motivo è importante arrivare all’esame con un’urinocoltura negativa. La presenza di flora batterica mista o di un’infezione urinaria può alterare l’interpretazione del tracciato e, soprattutto, aumentare il rischio di sviluppare un’infezione dopo la cateterizzazione.

L’urodinamica non serve solo a fare una diagnosi: serve a scegliere la terapia più corretta e personalizzata per il disturbo urinario che sta compromettendo la qualità di vita del paziente.

05/06/2026

Quanto conta il ciclo mestruale nelle cistiti ricorrenti?

Molto più di quanto si pensi.

Un ciclo regolare di circa 28 giorni, con ovulazione intorno al 14° giorno, generalmente garantisce un equilibrio ormonale che aiuta a mantenere sana anche la mucosa delle vie urinarie. Quando invece il ciclo è molto corto, molto lungo, irregolare o presenta periodi di amenorrea, il rischio di cistiti ricorrenti può aumentare.

Perché succede?

La mucosa della vescica è un tessuto ormonosensibile. Quando estrogeni e progesterone non sono in equilibrio, questa mucosa può assottigliarsi e diventare più vulnerabile all’infiammazione e alle infezioni ricorrenti.

Ecco perché, nelle donne che soffrono di cistiti frequenti, non basta guardare l’urinocoltura: è importante valutare anche la regolarità del ciclo, l’ovulazione e il profilo ormonale.

A volte la chiave per capire una cistite ricorrente non è nella vescica, ma negli ormoni.

01/06/2026

Come facciamo davvero ad aumentare il testosterone?

Prima di tutto bisogna capire una cosa fondamentale: non tutti i pazienti con sintomi hanno bisogno di testosterone.

Esistono condizioni di vero ipogonadismo, dove il testosterone è basso agli esami del sangue e il paziente presenta sintomi chiari come calo della libido, disfunzione erettile, aumento della massa grassa, stanchezza e difficoltà di concentrazione. In questi casi la terapia sostitutiva con testosterone può essere indicata.

Ma esistono anche uomini con sintomi importanti e testosterone “normale”. E qui nasce il problema più interessante: il testosterone c’è, ma non funziona bene.

Perché succede? In alcuni casi aumenta la SHBG, la proteina che lega il testosterone e lo rende meno biodisponibile. In altri casi il testosterone viene trasformato in estrogeni attraverso un processo chiamato aromatizzazione.

È come avere un autobus pieno di passeggeri: il testosterone parte, ma se le porte non si aprono o i passeggeri scendono alle fermate sbagliate, non arriveranno mai dove servono davvero.

Ecco perché aumentare il testosterone senza capire il vero problema può essere inutile o addirittura dannoso. Se il problema è la biodisponibilità o l’aromatizzazione, aggiungere altro testosterone rischia solo di alimentare il meccanismo sbagliato.

La terapia corretta nasce sempre da una valutazione completa: sintomi, esami ormonali, SHBG, metabolismo e quadro clinico generale.

29/05/2026

Il PSA non è un semplice “test per il tumore alla prostata”.

Anzi, il PSA non è un vero marcatore tumorale. Per questo motivo un singolo valore, preso da solo, non basta per dire se la prostata sta bene oppure no.

Il PSA va sempre interpretato nel contesto giusto: età del paziente, familiarità, sintomi, dimensioni della prostata, presenza di infiammazione, altre patologie e soprattutto andamento del PSA nel tempo.

È proprio la variazione nel tempo che spesso ci dà le informazioni più importanti.

Solo mettendo insieme tutti questi elementi possiamo capire se un paziente è a basso, medio o alto rischio e decidere se servono ulteriori accertamenti, come una risonanza o una biopsia prostatica, oppure se è sufficiente continuare il monitoraggio.

Per questo non bisogna allarmarsi per un singolo numero e nemmeno ignorarlo: il PSA va sempre interpretato da uno specialista.

25/05/2026

Modifica
La trigonite è diversa dalla cistite?

La trigonite è un’infiammazione del trigono vescicale, una zona triangolare della vescica compresa tra gli sbocchi degli ureteri e il collo della vescica. Per diagnosticarla davvero serve una cistoscopia, cioè un esame che permette di vedere direttamente l’interno della vescica e identificare il tessuto infiammato.

Ma il punto più importante è un altro: la terapia della trigonite e quella della cistite sono spesso sovrapponibili. E senza cistoscopia è praticamente impossibile distinguere con certezza una trigonite da una cistite “classica”.

Quello che conta davvero è capire se l’infiammazione è batterica o non batterica e, soprattutto, quale causa la mantiene nel tempo.

Ed è qui che il trigono diventa interessante: questa zona ha un tessuto molto simile a quello vaginale, quindi ormonosensibile. Quando il tessuto si assottiglia, soprattutto nelle donne con deficit ormonale o infiammazione cronica, diventa più vulnerabile e facilmente infiammabile. Ed è proprio lì che spesso nascono molte cistiti ricorrenti.

Per questo oggi non basta dire “hai la cistite”. Bisogna capire perché quella mucosa continua a infiammarsi e intervenire per rigenerarla e proteggerla nel tempo.

Indirizzo

Via Dell’Arcoveggio, 50
Bologna
40129

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Non Solo Cistite pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi