26/02/2020
COVID-19 E RIFLESSIONI...
Scrivo due righe di riflessione sulla situazione di allarme creatasi con la presenza del Coronavirus Covid-19 e delle conseguenze sul comportamento e sul vissuto delle persone.
La continua esposizione alle informazioni via Web, radio e TV, ufficiali e non, magari cariche di vissuti emozionali non sempre basati su dati oggettivi, o in versione fake news, portano tutte le persone, anche se in quantità e forme differenti, a caricarsi di uno stato di preoccupazione e di attività eccitatoria del proprio sistema di allerta e paura. Ed ecco allora gli assalti ai supermercati, i negozi e i ristoranti vuoti, le persone di origine cinese, anche bambini che vengono isolate o addirittura maltrattate.
Fermo restando che sia normale la preoccupazione in questa situazione, sarebbe bene non alimentarla aggiornandosi continuamente. Basterebbe infatti che ci si documentasse 1 o 2 volte al giorno, magari scegliendo siti ufficiali e affidabili. E’ importante sottolineare che dobbiamo attenerci a dati il più possibile oggettivi. L’alta contagiosità a volte può venir confusa con l’alta pericolosità/mortalità.
La inevitabile traumatizzazione legata all’evento si attiva grazie a due livelli psicologici:
- quello personale, legato alle esperienze di vita individuali, alla struttura di personalità, alla reattività emotiva, alla relisilienza di ciascuno di noi,
- quella indiretta che nasce dal rispecchiamento e dalle immagini che provengono dall'angoscia collettiva, dal comportamento della massa delle persone che, oltre che influenzarci, aumentando la nostra paura, può instaurarci dei dubbi sulla nostra eventuale personale reattività all’evento (siamo adeguati nel comportamento?, come mai altri si preoccupano di più o di meno rispetto a noi?).
Tenere conto di questi aspetti può aiutarci a domare la paura e a comprendere se ci troviamo in uno stato realisticamente obiettivo o se ci stiamo abbandonando a stati emotivi illusori.