02/05/2026
LA LUNA PIENA IN SCORPIONE
Buongiorno Anime Belle,
il primo maggio, verso le 19:23 (ora italiana), si forma la Luna Piena nel segno dello Scorpione.
Come ogni lunazione che ha lo Scorpione come attore principale, queste sono sempre molto intense e percepite a livello emotivo e nervoso.
È, di certo, un plenilunio che scava, che fa emergere dinamiche e aspetti di noi che teniamo ben nascosti nel profondo.
Quando si forma la Luna Piena, ciò che è “dentro”, nascosto, segreto o non integrato nella coscienza tende a farsi vedere, per essere trasformato.
Potrei descrivere questa lunazione come molto personale e intima, ma anche molto illuminante.
Se ci mettiamo Urano al grado 0 dei Gemelli — segno della dualità — la Luna Piena tende ora a illuminare quella parte di noi che fino a ieri era, appunto, “nascosta” o non vissuta, oscura.
Questo potrebbe rendere il periodo molto interessante, perché alcuni di noi potrebbero iniziare ad accorgersi che le cose non sono come ce le stiamo raccontando.
Con questo plenilunio attraversiamo un periodo di forte cambiamento: dal 26 aprile Urano in Gemelli è l’ultimo pianeta tra i transpersonali a entrare nel suo nuovo segno. Nei mesi precedenti Plutone, Nettuno e anche Saturno hanno già compiuto il passo nella loro nuova casa, che — a parte Saturno — li ospiterà dai sette anni di Urano in Gemelli, ai vent’anni di Plutone in Acquario, passando per i quindici anni di Nettuno in Ariete (con Saturno compagno per tre anni).
Ora tutti sono e saranno stabili nei nuovi segni, portando una nuova forma celeste stabile, positiva e duratura.
Nel concreto, questo cielo spinge molti di noi alla trasformazione: a cambiare strada, a terminare o trasformare situazioni di ogni tipo (dipende dal tema natale personale).
Lo Scorpione ci ricorda che ogni cosa deve morire, deve concludersi, che ogni situazione ha già in sé la sua fine e che la morte fa parte del processo della vita.
Ma lo Scorpione, con il suo Ade-Plutone governatore, non ci lascia morire e basta.
Per questo segno è importante comprendere che la Morte, la fine, non è fine a sé stessa, ma un passaggio necessario per rinascere.
È un principio originario di trasformazione e questo principio lo possiamo applicare non solo alla morte fisica, ma anche quando affrontiamo un momento difficile, un forte dolore, o una decisione importante che ci chiede di cambiare o di lasciar andare qualcosa: un amore, un lavoro, un modo d’essere, ecc.
Ora è possibile invertire la rotta: con questo plenilunio siamo invitati a lasciare andare il vecchio e fare spazio a ciò che dovrà essere… senza rimorsi, senza ripensamenti e senza sensi di colpa.
Un nuovo individuo può nascere dalle ceneri del vecchio.
Caffè nero bollente e sambuca!