Studio pediatrico Dott.ssa Carelli

Studio pediatrico Dott.ssa Carelli Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio pediatrico Dott.ssa Carelli, Medicina e salute, Via Porta Romana 22 (BOLSENA), Via Verentana 55 (MONTEFIASCONE), Bolsena.

31/08/2026

‼️AVVISO‼️
DAL 31 AGOSTO AL 4 SETTEMBRE SARÒ SOSTITUITA DALLA DOTTORESSA Martina Peresso CHE RICEVERÀ NEI MIEI AMBULATORI NEI SEGUENTI ORARI:
LUNEDÌ (BOLSENA) 15,30-18,30
MARTEDI (MONTEFIASCONE) 9-12
MERCOLEDI (MONTEFIASCONE) 14,30-17,30
GIOVEDI (BOLSENA) 9-12
VENERDI (MONTEFIASCONE) 9-12
LA DOTTORESSA SARÀ REPERIBILE AL CELL 3890642529 O TRAMITE TRASFERIMENTO DI CHIAMATA DAL MIO CELL.

20/07/2026

‼️AVVISO‼️
Dal 20 al 24 luglio sarò sostituita dalla dottoressa Martina Peresso che riceverà nei miei ambulatori su appuntamento nei seguenti orari:
- lunedì 20 : Bolsena, 14.00-17.00
- martedì 21: Montefiascone 15,30-18,30
- mercoledì 22: Bolsena 9.00-12.00
-giovedi 23: Montefiascone 9.00-12.00
- venerdì 24: Montefiascone 9.00-12.00
La dottoressa sarà raggiungibile dal mio Cell con trasferimento di chiamata o al numero 389 064 2529.

18/06/2026

‼️AVVISO‼️
Dal 18 al 26 giugno sarò sostituita dalla Dott.ssa Belli che riceverà nel mio ambulatorio di Montefiascone (via verentana 55) nei seguenti orari:
- giovedì 18 : 15-18
- venerdí 19: 9,30-12,30
- lunedì 22: 9,30-12,30
- martedì 23: 15-18
- mercoledì 24: 9,30-12,30
- giovedì 25: 15-18
- venerdì 26: 9,30-12,30
La dottoressa riceve per appuntamento chiamando al numero 331 149 4441 o mediante trasferimento di chiamata dal mio Cell.

30/05/2026

‼️AVVISO‼️
Lunedì 1 giugno e martedì 2 giugno, gli ambulatori rimarranno chiusi; sarà attivo il servizio Ambufest presso la cittadella della Salute.

19/05/2026

RIFORMA SCHILLACI

La domanda non dovrebbe essere: “Come portiamo i pediatri dentro le Case della Comunità?”.

La domanda corretta dovrebbe essere: “Come mettiamo le Case della Comunità al servizio della Pediatria di Famiglia e dei bisogni reali dei bambini?”.

La cosiddetta “riforma Schillaci” della medicina territoriale nasce con un obiettivo apparentemente condivisibile: rendere realmente operative le Case della Comunità e rafforzare l’assistenza primaria.

Tuttavia, quando si entra nel merito della Pediatria di Libera Scelta, emerge una domanda centrale: è davvero necessario modificare radicalmente il nostro modello di lavoro, quando l’attività dei pediatri nelle Case della Comunità è già prevista, disciplinata e regolamentata dall’Accordo Collettivo Nazionale?

L’articolo 47 dell’ACN, infatti, non lascia un vuoto normativo.

Al contrario, stabilisce con chiarezza che il pediatra di libera scelta opera anche all’interno delle Case della Comunità, nel rispetto del D.M. 77/2022, della programmazione regionale e della propria autonomia professionale e organizzativa.

Non si tratta quindi di una categoria estranea alla riorganizzazione territoriale, né di professionisti che rifiutano l’integrazione.

L’ACN già colloca il pediatra dentro la rete delle Cure Primarie, prevedendo la partecipazione a percorsi condivisi di educazione sanitaria, prevenzione, gestione della cronicità e integrazione multiprofessionale.

Il punto critico, quindi, non è se il pediatra debba contribuire alla Casa della Comunità.

Questo è già previsto.

Il punto è come debba farlo.

L’ACN costruisce un equilibrio delicato: da un lato riconosce la necessità di integrare il pediatra nei nuovi modelli territoriali; dall’altro tutela la specificità della Pediatria di Famiglia, che si fonda su prossimità, continuità assistenziale, rapporto fiduciario con le famiglie, autonomia organizzativa e presenza capillare negli studi.

Stravolgere questo equilibrio rischia di produrre un effetto paradossale: nel tentativo di “riempire” le Case della Comunità, si potrebbe svuotare il presidio più vicino ai bambini e alle famiglie, cioè lo studio del pediatra.

La bozza di riforma Schillaci, secondo quanto riportato dalla stampa di settore, punterebbe a un riordino dell’assistenza primaria con convenzione riformata, possibile doppio canale convenzione/dipendenza e maggiore presenza nelle Case della Comunità.

Le organizzazioni dei pediatri hanno espresso preoccupazione proprio perché tale impostazione potrebbe trasformare la presenza nelle Case della Comunità in un obbligo strutturale più rigido, aumentando il carico organizzativo e riducendo il tempo dedicato all’attività clinica quotidiana.

Questa è la vera criticità: non l’integrazione, ma l’eventuale burocratizzazione dell’integrazione.

Il pediatra di libera scelta non è un professionista “da ricollocare” fisicamente dentro una struttura per essere utile al sistema. È già un nodo della rete territoriale.

Ogni giorno svolge attività di prevenzione, educazione sanitaria, sorveglianza dello sviluppo, promozione vaccinale, intercettazione precoce del disagio, gestione delle cronicità pediatriche, accompagnamento delle famiglie e filtro rispetto all’accesso improprio ai servizi ospedalieri. Tutto questo avviene in un luogo riconoscibile e accessibile: lo studio pediatrico.

Per questo motivo, una riforma efficace dovrebbe partire dal rafforzamento di ciò che già funziona, non dalla sua sostituzione. Le Case della Comunità possono e devono diventare luoghi di integrazione, coordinamento e presa in carico multiprofessionale, ma non possono essere pensate come contenitori da riempire sottraendo ore e risorse agli ambulatori territoriali.

L’articolo 47 dell’ACN va proprio in questa direzione: prevede la partecipazione del pediatra, ma chiarisce che tali attività non devono incidere sulle fasce minime di apertura dello studio.

Questo passaggio è fondamentale, perché riconosce che l’assistenza pediatrica ordinaria non può essere sacrificata sull’altare della riorganizzazione.

Inoltre, l’ACN già prevede un monte ore, criteri di assegnazione, compatibilità con il funzionamento dello studio e possibilità di partecipazione anche per i pediatri già titolari di incarico.

Dunque, più che introdurre nuovi obblighi generalizzati, sarebbe necessario applicare bene ciò che è già scritto: definire modelli regionali sostenibili, garantire personale di supporto, assicurare strumenti informatici interoperabili, evitare duplicazioni burocratiche, valorizzare il lavoro in équipe senza trasformarlo in mera presenza fisica.

La presenza del pediatra nella Casa della Comunità ha senso se produce valore aggiunto: percorsi vaccinali, counselling nutrizionale, prevenzione dell’obesità infantile, presa in carico dei bambini fragili, raccordo con neuropsichiatria infantile, consultori, servizi sociali e scuola.

Ha molto meno senso se diventa un adempimento orario, sganciato dai bisogni reali della popolazione pediatrica e imposto in modo uniforme a territori profondamente diversi.

Il rischio della riforma, se non ben calibrata, è quello di confondere l’integrazione professionale con la presenza fisica obbligatoria.

Ma l’efficacia della Pediatria di Famiglia non dipende dal luogo in cui il pediatra timbra la propria presenza; dipende dalla qualità della relazione, dalla continuità assistenziale, dalla conoscenza del bambino e del suo contesto familiare, dalla capacità di prevenire e intercettare precocemente i bisogni di salute.

In conclusione, una riforma della medicina territoriale è certamente necessaria se serve a rafforzare l’assistenza, integrare i professionisti e ridurre le disuguaglianze.

Ma diventa discutibile se pretende di stravolgere un modello già regolamentato dall’ACN, già orientato alla prevenzione e già inserito nella rete territoriale. Per la Pediatria di Libera Scelta non serve una rivoluzione calata dall’alto: serve una piena attuazione dell’ACN, con risorse adeguate, organizzazione concreta e rispetto dell’autonomia professionale.

La Casa della Comunità deve essere uno strumento, non un fine. E il pediatra deve restare ciò che è: il primo riferimento territoriale per il bambino e la sua famiglia.

05/03/2026

‼️AVVISO‼️
Da oggi 5 marzo al 9 marzo sarò sostituita dalla Dott.ssa Belli che riceverà nel mio studio di Montefiascone nei seguenti orari:
- giovedì 5 marzo: 15-18
- venerdì 6 marzo: 9,30-12,30
- lunedì 9 marzo: 9,30-12,30
La dottoressa riceverà per appuntamento al Cell.331 149 4441 o mediante deviazione di chiamata dal mio Cell.

04/02/2026

‼️AVVISO‼️
Venerdì 6 febbraio l' orario dell' ambulatorio di Montefiascone sarà anticipato dalle 9 alle 11,30.

Indirizzo

Via Porta Romana 22 (BOLSENA), Via Verentana 55 (MONTEFIASCONE)
Bolsena
01023

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 10:30
11:00 - 13:00
Mercoledì 10:30 - 12:30
Giovedì 10:30 - 12:30
15:00 - 17:00
Venerdì 09:30 - 12:30

Sito Web

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