17/03/2024
MIELOPATIA SPONDILOGENA CERVICALE
Per mielopatia si intende una sofferenza del midollo spinale con conseguente sviluppo progressivo di deficit neurologici, caratterizzati da disturbi sia di tipo sensitivo che motorio che possono interessare sia le braccia che le gambe. Nel caso della mielopatia spondilogena questo malfunzionamento del midollo spinale è causato dalla compressione da parte di speroni ossei che si formano sui margini delle vertebre cervicali per fenomeni legati al l’artrosi, che altro non sono se non le manifestazioni di invecchiamento della colonna. La mielopatia è una malattia che può arrivare ad essere grave ed invalidante se lasciata agire indisturbata nel tempo, causando una paralisi progressiva si 4 arti che solitamente si manifesta da principio con difficoltà nei movimenti fini e di precisione delle dita delle mani, sensazione di rigidità e legnosità degli arti inferiori con compromissione sempre più evidente della deambulazione, ed alterazioni della sensibilità ai 4 arti. La diagnosi si affida principalmente alla risonanza magnetica, che mette in evidenza il quadro di artrosi, la compressione del midollo spinale e l’eventuale presenza di alterazione di segnale al suo interno, espressione di un danno ischemico. La Tac può essere utile ad integrare i dati di risonanza per meglio evidenziare gli osteofiti, cioè gli speroni ossei che provocano la compressione del midollo. Per esplorare la funzione sensitiva e motoria del midollo e valutarne il grado di compromissione vengono effettuati i potenziali evocati sensitivi e motori, la cui alterazione è espressione di malfunzionamento.
La terapia della mielopatia non prevede alternative sicuramente efficaci alla chirurgia. Si può curare l’aspetto riabilitativo per migliorare le performances motorie dei pazienti ed aiutarli a mantenere l’autonomia nel camminare e nelle attività quotidiane. Talvolta si applicano protocolli farmacologici a base di cortisone e antinfiammatori, ma solitamente con risultati parziali e temporanei. Quando la malattia inizia a manifestarsi con disturbi neurologici viene posta l’indicazione chirurgica, che consiste nella decompressione del midollo spinale con un approccio anteriore in cui si rimuovono le fonti di compressione.
Questa decompressione può essere ottenuta tramite lo svuotamento di singoli dischi frapposti fra una vertebra e l’altra o rimuovendo uno o più corpi vertebrali (corpectomia). Lo scopo principale dell’intervento è quello di arrestare la progressione ed il peggioramento della malattia, mentre una percentuale significativa di pazienti sperimenta un miglioramento dei disturbi accusati prima dell’intervento.
Le immagini si riferiscono ad una radiografia di controllo di un paziente sottoposto a corpectomia cervicale e ricostruzione con sostituto di corpo in titanio e placca anteriore