Andrea Nascimben

Andrea Nascimben OSTEOPATIA, EDUCAZIONE NUTRIZIONALE, DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Agire sulle cause e non sul sintomo SEDI DEL CENTRO:
Rho
Brescia
Verona
Vicenza

HA CONVISSUTO CON LA CEFALEA PER 50 ANNI.PENSAVA FOSSE UN FATTO INEVITABILE....Il caso della settimanaSimone ha 49 anni ...
01/06/2026

HA CONVISSUTO CON LA CEFALEA PER 50 ANNI.
PENSAVA FOSSE UN FATTO INEVITABILE....
Il caso della settimana
Simone ha 49 anni e ci incontriamo tramite VIDEOCONFERENZA per affrontare due problemi che lo accompagnano letteralmente da una vita:
il mal di testa quotidiano e un intestino che non è mai stato davvero regolare.

Mi dice subito: “Ho reflusso, un mal di testa quotidiano e mi sento sempre stanco"
Al controllo, a 6 settimane, invece dirà:
“Mi sento energico, senza mai cali di energia. Prima avevo spesso sonno e stanchezza”
È un cambio di prospettiva enorme.
Dal punto di vista della storia clinica non presenta patologie rilevanti. Riporta solo un iperomocisteinemia e la sindrome di Gilbert

In Anamnesi mi annoto:

L’INTESTINO è il primo capitolo.
L’alvo è alternato: evacua quasi ogni giorno, ma ci deve “mettere pazienza”, attendendo diversi minuti.
Le feci sono caprine o filiformi, con sensazione di mancato svuotamento, meteorismo, flatulenza e periodi in cui tutto si trasforma in feci poltacee per alcuni giorni. Raramente sangue.

Il sistema GASTROESOFAGEO è critico:
da alcuni mesi, il reflusso è tornato quotidiano. Eruttazioni già al risveglio, bocca amara, raucedine dopo colazione, necessità continua di schiarire la voce.
Nel 2009 aveva già eseguito una prima EGDS (gastroduodenoscopia)
Dal punto di vista CARDIOVASCOLARE riferisce extrasistole post prandiali frequenti ( almeno un paio di volte a settimana)

Il capitolo CEFALEA invece accompagna la sua vita fin da bambino.
Una sintomatologia presente già al risveglio, dovuta, verosimilmente, ad un’attività digestiva ancora in corso. Si risolve spontaneamente durante la mattina senza farmaci, ma rappresenta un limite costante.

Sul piano UROGENITALE riferisce bruciore alla minzione che associa ai giorni in cui beve poco.

I DOLORI articolari sono stati presenti durante l’estate, soprattutto alle articolazioni interfalangee. Oggi non sembrano non presentarsi .

La sua ALIMENTAZIONE non segue alcun metodo specifico. La colazione varia da pane con crema di carciofi a pane b***o e marmellata fino alle uova alla coque. I legumi sono rarissimi, la rotazione proteica è sbilanciata, soprattutto in favore di quella animale.
COME PREVISTO DAL PERCORSO MOTORIO-NUTRIZIONALE, DOPO TRE SETTIMANE RICEVO LA SUA MAIL DI AGGIORNAMENTO (mail integrale)

Scrive:

“L’intestino si è regolarizzato dopo alcuni giorni dall’inizio. I mal di testa al risveglio sono spariti quasi totalmente.
La colazione ora mi piace, ho capito le proporzioni e mi porta grande energia per tutta la giornata.
La fame non arriva prima delle 13.
La digestione è perfetta, la lingua non è più bianca.
La lucidità mentale che ho non è nemmeno paragonabile a prima: sparite le sonnolenze e gli sbadigli.
Aumentata la resistenza fisica, sparite le extrasistole.
Con i legumi è cambiato tutto:
prima mi davano mal di testa, ora li digerisco con facilità e gusto
sono cambiamenti incredibili che mi sorprendono
la ringrazio tanto
simone"
Una serie di segnali che ci suggeriscono (inequivocabilmente ) che la fisiologia si sta ripristinando
SEI SETTIMANE DOPO: IL PRIMO CONTROLLO

La trasformazione è sempre più evidente.
L’INTESTINO evacua ogni giorno con feci normoconformate.
La sensazione di incompleto svuotamento non più presente "l intestino va molto bene, non ho più quella sensazione di non aver evacuato bene e mi sento molto più libero" .

Il REFLUSSO è completamente assente, dice: "non ci sono più eruttazioni mattutine, né la bocca amara; è tutto sparito, non pensavo di poter ottenere tutti questi risultati"

Le EXTRASISTOLE non sono più accadute; “no, nemmeno una volta in queste ultime 4 settimane”

Le CEFALEE, presenti fin dall’infanzia, non compaiono più da quattro o cinque settimane:
“Anche da questo punto di vista è cambiato tutto”, dice con assoluta soddisfazione Simone.

Nessun EPISODIO UROGENITALE; “non ho più avuto bruciore”

I DOLORI ARTICOLARI sono assenti; “non li sento praticamente più, prima era un continuo che si spostavano da una parte all'altra”

Il SONNO è più profondo e ristoratore:
“Mi sento molto più riposato rispetto a prima”, “ e aggiunge; quando mi alzo ho molta più energia"

La sua alimentazione è, finalmente, ordinata e la rotazione proteica finalmente fisiologica; quelle vegetali sono preponderanti.
CONCLUSIONE
La storia di Simone dimostra che sintomi considerati “parte della propria identità”, come un mal di testa cronico presente fin da bambino, spesso non sono altro che la manifestazione di un sistema digestivo DISbiotico, DIS-funzionale ed infiammato, ovvero tre facce della stesso poligono ….

Quando il SISTEMA INTESTINALE ritrova la FISIOLOGIA, anche ciò che sembrava immutabile cambia:

Il mal di testa scompare
Il reflusso svanisce
Il sonno migliora
La mente si sveglia

E la frase che resta è la più importante: “Mi sento bene, energico, senza mai cali di energia”

Al prossimo caso..
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31/05/2026

IL SONNO: LA SVEGLIA TIPICA DELLE 2-3 DI NOTTE
Uno spunto di Riflessione Scientifica
Esiste effettivamente una base fisiologica molto interessante dietro a quella “finestra” tra le 2 e le 4 del mattino che osservo spesso quando scrivo l'anamnesi di un paziente.

Durante la notte il sonno non è lineare, ma organizzato in cicli di circa 90 minuti.

Facciamo solo una brevissima l definizione del sonno; fasi REM e non-REM:

Il sonno viene suddiviso in due grandi categorie: sonno non-REM (NREM), sonno REM, che si alternano ciclicamente durante la notte, in cicli di circa 90 minuti.

Nella prima parte della notte prevale il sonno profondo (N3), mentre nella seconda parte aumenta progressivamente la quota di sonno leggero e REM. Proprio tra le 2 e le 4 del mattino si ha una fase di maggiore “instabilità” nervosa (neurovegetativa): il cervello tende più facilmente a “emergere” verso micro-risvegli e per taluni diventano risvegli completi.

Nella prima parte della notte domina maggiormente il parasimpatico “stabile”; nella seconda parte il sistema autonomico diventa più oscillante.

Questo rende il cervello molto più sensibile agli stimoli viscerali provenienti dall’apparato digerente; sta qui la differenza, nel sonno, tra chi ha problematiche del tratto digerente e chi no.

Se il soggetto ha una digestione ancora attiva, una possibile distensione gastrica, reflusso, abbiamo una potente attività vagale disordinata e con esso una iper attivazione immunitaria ( citochinica).

Questi stimoli viscerali arrivano più facilmente al tronco encefalico attraverso le afferenze vagali e spinali, proprio in una fase in cui il sonno è più superficiale e vulnerabile.

Molti studi sul sonno mostrano che i micro-risvegli notturni sono fisiologici, pertanto l’essere umano normalmente si “accorge” brevemente dell’ambiente intorno a sè più volte durante la notte, ma non lo ricorda perché si addormenta immediatamente. In alcuni soggetti però il cervello non riesce più a “ridiscendere” nel sonno.

Ed è qui che probabilmente entrano:
attivazione limbica,
cortisolo,
segnali enterici persistenti,
aumento dell’interocezione corporea (percezione del proprio corpo)
In pratica il cervello riceve troppi segnali interni proprio nel momento in cui il sonno diventa fisiologicamente più fragile.

Un altro dato che osservo spesso è che se il paziente si addormenta più tardi, il risveglio, tendenzialmente, si sposta in avanti.

Questo suggerisce che il nostro organismo qualunque sia la situazione ci impone comunque di riposare per un numero minimo di ore . Vi è senz’altro una cronobiologia ma che può subire “spostamenti” sulla base di un numero minimo di ore effettuate.

Un interessante dato che emerge in gran parte dei casi osservati, è che parallelamente al miglioramento del quadro gastro-intestinale vi si accompagna, in molti casi, un progressivo guadagno di minuti di riposo consecutivo.

Un “rubacchiare” manciate di minuti ogni tot. settimane, un evento compatibile con una riduzione graduale del carico neurovegetativo e digestivo notturno.

Clinicamente non si osserva un miglioramento rapido dormendo 8 ore filate, ma un lento spostamento in avanti del momento della sveglia.

Quello del sonno distrubato rappresenta un motivo ulteriore per ricercare un fisiologico processo digestivo, ma come mi piace ricordare, se vogliamo “riesumare” la nostra Fisiologia gastrointestinale, dobbiamo recuperare cibi che hanno accompagnato l’uomo in tutto il suo lungo percorso evoluzionistico; cibi grezzi, ricchi di fibre e micro composti nutrizionali, carne saltuaria rigorosamente di qualità (non certo la carne intensiva…) e regolare attività motoria, qualunque essa sia.

La “ricetta” è la stessa per tutti gli appartenenti alla specie; nutrizione Ancestrale e Attività Motoria, ovvero i due più importanti ed impattanti fattori EPIgenetici.

Buona Riflessione a tutti

REFLUSSO ESOFAGEO come guarire IL LEGAME IGNORATO TRA REFLUSSO, ARITMIE E NUTRIZIONE Reflusso Acido (Gastroesofageo) e Disturbi Digestivi

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Agire sulle cause e non sul sintomo

STITICHEZZA CRONICA, REFRATTARIA AI NOTI FARMACILa mail del SabatoOgni Sabato condividiamo una testimonianza arrivata da...
30/05/2026

STITICHEZZA CRONICA, REFRATTARIA AI NOTI FARMACI
La mail del Sabato

Ogni Sabato condividiamo una testimonianza arrivata dalle persone che seguono il Percorso Motorio Nutrizionale o che decidono di scriverci dopo aver attraversato il consueto labirinto di esami, visite specialistiche plurime, prescrizioni e tentativi a vuoto.
Quella sotto è il copia/incolla della mail di feedback ricevuta da una persona che seguiva il percorso Motorio Nutrizionale da 3 mesi
“Buon giorno gentile dottore,
ho iniziato il percorso mercoledì …….

Devo dire che sono contenta, il piano alimentare mi piace, pensavo peggio. La colazione mi piace più di tutto ……….Il pranzo mi trovo bene con i legumi, anche se ho ancora aria nella pancia …………..

Posso dire di aver sconfitto la stitichezza ormai da 1 settimana (dopo circa 10 mesi) , non ho più preso Movicol né laevolac. Avevo paura a non prenderlo, invece è andata bene.

Devo ringraziarla tanto, mi scarico subito dopo o prima di colazione, poi ancora dopo pranzo, la consistenza giusta.
L'umore sembra migliorato, anche l'attenzione, anche se mi sento ancora un pò "spenta", …

Anche la patina verdastra sulla lingua sembra diminuita, sembra dimezzata.

Da 59 kg, alta cm 170, sono diminuita di peso a 57,5 kg, poi ho aumentato le dosi per arrivare a 58 kg, non voglio essere troppo magra non mi fa bene alla testa.
Ora aspetto che mi accada come alla signora Michelina, sua paziente, che non ha più sentito il dolore in fossa iliaca sinistra, dopo 6/7 settimane. Ci spero tanto.

Grazie ancora grazie per il primo step andato a buon fine, è un bel sollievo, ora aspetto il secondo.
Grazie
Cordiali saluti
Clara”

Questa testimonianza evidenzia un aspetto molto importante: quando una condizione cronica come la stitichezza refrattaria si trascina per mesi, spesso non viene compromessa soltanto la funzione intestinale, ma anche la fiducia della persona nella possibilità stessa di migliorare senza dipendere costantemente da supporti esterni.

Nel caso di Clara, il dato più significativo non è solo la ripresa dell’evacuazione quotidiana dopo circa dieci mesi, ma il fatto che questo cambiamento sia stato accompagnato da una progressiva riduzione della paura legata alla sospensione dei farmaci, elemento spesso centrale in chi vive da tempo una sintomatologia persistente.

Anche qui, come accade frequentemente, il miglioramento intestinale sembra accompagnarsi a variazioni più ampie: umore, attenzione, percezione generale di alleggerimento.

Naturalmente, un primo step positivo non significa che il percorso sia concluso, né che ogni sintomo si risolva immediatamente o che possa accadere ciò che è accaduto a qualcun altro ….

Alcuni disturbi richiedono tempo, consolidamento e adattamenti successivi, talvolta, il primo vero successo non è guarire da tutto, ma interrompere finalmente un circolo vizioso che sembrava diventato “normalità”.

Alla prossima mail
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CHISSA' SE UN GIORNO QUESTO SUCCEDERA' ....Uno spunto di Riflessione in 60 secondi Buona visione
27/05/2026

CHISSA' SE UN GIORNO QUESTO SUCCEDERA' ....
Uno spunto di Riflessione in 60 secondi

Buona visione

Per ora è solo un sogno... ma chissà, se saremo in molti a pretenderlo, forse qualcosa cambierà ....

PERCHE' LA MEDICINA FARMACO-PRESCRITTIVA, NONOSTANTE I SISTEMATICI FALLIMENTI, GODE DI COSI' TANTA CONSIDERAZIONE DA PAR...
27/05/2026

PERCHE' LA MEDICINA FARMACO-PRESCRITTIVA, NONOSTANTE I SISTEMATICI FALLIMENTI, GODE DI COSI' TANTA CONSIDERAZIONE DA PARTE DELLE PERSONE

Oggi voglio lasciarvi questo spunto di riflessione

In questa occasione usciremo un attimo dallo specifico caso clinico e proveremo a sviluppare un ragionamento un pò più esteso.

Una mia paziente, mi scrive una mail di feedback dopo 85 giorni dall'inizio del percorso Motorio-Nutrizionale.
In tale occasione dopo aver confermato una lunga serie di risultati, in meno di 3 mesi, ovvero pressoché risolto il Reflusso cronico, la stitichezza pluridecennale, le aritmie con episodi tachicardici più volte al giorno, ed un’Emicrania con Aura presente da TRENTASEI ANNI, mi scrive:

"Due punti sono ancora invariati: la flatulenza e il dolore alle ginocchia" .

Esattamente un minuto prima avevo ricevuto, quest'altra mail, da parte di una persona che chiedeva il mio intervento:

"Buon giorno dott nascimben, mi chiamo Paolo, ho 47 anni, vivo in provincia di Verona e soffro di disturbi allo stomaco dall'adolescenza. . ...
Nel 2008 mi è stata diagnosticata l' Esofagite Eosinofila. Dal 2001 assumo quotidianamente inibitori di p***a protonica e da circa 7 anni assumo cortisonici orali a basso dosaggio.

Da 7 anni sono seguito dal Professor S..... ..dell' Università di Padova.
Soffro anche di dolore cervicale, feci molli, difficoltà nel sonno, formicolio agli arti superiori etc.... Ho sempre avuto il colesterolo a valori elevati (oltre 200) e ultimamente pressione sanguigna ai limiti..."
Qual è la sensazione che avreste avuto nel ricevere due tipologie di mail come queste una in seguito all’altra ?

Ciò che emerge è il contrasto tra chi ha seguito un percorso non farmacologico raggiungendo risultati più che significativi,
e chi dopo decenni, non ha ottenuto nulla se non l'aggravamento delle condizioni di salute.
Un'osservazione che oramai riscontro quotidianamente

Per comprendere le dinamiche che sottendono a questi eventi, la chiave non è clinica, ma psicologica e percettiva.

La paziente non sta realmente dicendo:
“non è cambiato niente”, perché oggettivamente è cambiato quasi tutto:

emicrania cronica da 36 anni praticamente risolta,
sospensione dei farmaci,
intestino normalizzato,
scomparsa del reflusso e relativo corredo sintomatologico
riduzione enorme del carico sintomatologico.

Quello che succede è che il cervello umano tende a spostare continuamente il focus sul sintomo residuo.
È un meccanismo quasi automatico.

Finché c’era emicrania devastante, intestino ingestibile, reflusso e farmaci continui, il ginocchio era solo un “rumore di fondo”,

quando il quadro generale migliora drasticamente, il cervello “libera spazio attentivo” e il piccolo sintomo rimasto diventa improvvisamente visibile.

Paradossalmente, è proprio perché sta molto meglio che ora nota quel 10% residuale.
Poi vi è un secondo punto, sul quale vorrei che ci soffermassimo un attimo, ovvero quello relativo alla frequentissima (io direi inevitabile) inefficacia del modello farmaco-prescritto.

Quest’uomo soffre di reflusso da 25 anni ed è sottoposto, da un quarto di secolo a farmaci antisecretivi , probabilmente antiacidi etc…
ai quali vi si aggiunge una cronica integrazione cortisonica da ben SETTE ANNI (verosimilmente è il “valore aggiunto" che ha saputo fornire il professore universitario…..).

La filosofia della medicina prescrittiva
( e del professore) è sempre la stessa:
Se non bastano i tradizionali farmaci, AGGIUNGIAMO un ulteriore principio attivo ….

Ciò che la medicina farmaco-prescrittiva ripudia è la ricerca delle cause, poiché, secondo loro dire, sarebbe tutto
“troppo" multifattoriale, quindi meglio liquidare la questione sbrigativamente come “IDIOPATICO”

ed una volta applicata la rituale etichetta della “genesi incerta”, non resta altro che; AGGIUNGERE ….

Questo è il modello della medicina "moderna" che si è imposto da almeno 40 anni .

Purtroppo abbiamo imparato a considerare “scientifico” solo ciò che agisce sul sintomo attraverso una molecola.

Tutto ciò che richiede tempo,
ragionamento sistemico, comprensione fisiologica, interazione tra apparati e ricerca delle cause profonde viene percepito come secondario, poco misurabile o addirittura “non scientifico”.

Eppure la realtà biologica non funziona per compartimenti stagni.

Molte persone associano inconsciamente durata della presa in carico, struttura ospedaliera, il centro di ricerca che spesso ospita, la farmacologia moderna e il nome universitario, all’idea di “vera medicina”.
Anche se il risultato concreto è scarso.
PERCHE’?

Perché il cervello umano tollera meglio;
“sto male ma sono nelle mani dell’autorità”, ovvero mi sono affidato all’autorevolezza della scienza e il professore ne è la massima espressione ….

Dire : “sto meglio grazie a qualcosa che mette in discussione il modello farmaco-prescrittivo” , ovvero ciò che ho sempre considerato la massima espressione di scienza è un pensiero arduo da realizzare.

Cambiare paradigma è psicologicamente molto difficile.

Siamo sottoposti a continue informazioni che vanno tutte nella stessa direzione: la ricerca si identifica con la potenza dell’industria, e i professori ne sono la massima espressione.

Poco conta se hanno sviluppato tutta la loro carriera sulla base della rigorosa ricerca della molecola, omettendo, puntualmente, il mondo biologico che ruota intorno a quel pool molecolare , ovvero dimenticando che oltre alla farmacodinamica e alla sua cinetica vi è un mondo biologico intricato, sinergico, antagonistico di reciproca influenza e che ha un forte imprinting proveniente dal Sistema Intestinale.

Ma è tutto troppo complicato da "dimostrare", meglio far passare il modello meccanicistico del “causa-effetto” , quello del principio attivo, che seppur terapeuticamente poco efficace resta potentissimo per far consumare alla gente farmaci ad oltranza ….

Forse dovremmo iniziare a giudicare i modelli terapeutici non in base al prestigio della struttura, alla fama del professionista o alla tipologia di farmaci utilizzati, ma sulla base di un criterio molto più concreto:

quanto migliora realmente la vita delle persone nel tempo.

Perché alla fine, al di là delle etichette, delle linee guida e delle scuole di pensiero, ciò che conta davvero è questo.

Al prossimo spunto di Riflessione
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REFLUSSO ESOFAGEO come guarire Reflusso Acido (Gastroesofageo) e Disturbi Digestivi IL LEGAME IGNORATO TRA REFLUSSO, ARITMIE E NUTRIZIONE
REFLUSSO ESOFAGEO come guarire

La presente esposizione ha finalità esclusivamente divulgative; non descrive diagnosi né terapie mediche, non sostituisce il parere del medico. Si basa esclusivamente su dati riferiti dalla persona.

“MI SVEGLIAVO TUTTE LE NOTTI ALLE 2.AVEVO VAMPATE DOPO CENA, PRURITO ALLE BRACCIA, REFLUSSO E INTESTINO IMPAZZITO.PENSAV...
25/05/2026

“MI SVEGLIAVO TUTTE LE NOTTI ALLE 2.
AVEVO VAMPATE DOPO CENA, PRURITO ALLE BRACCIA, REFLUSSO E INTESTINO IMPAZZITO.
PENSAVO FOSSE LA MENOPAUSA!"

Il caso di Elena, 52 anni.
Elena, 52 anni, madre di due figli, giunge a valutazione tramite Videoconsulenza riferendo un periodo di importante stress familiare che hanno complicato ulteriormente i disturbi gastrointestinali; alterazioni dell’alvo e manifestazioni cutanee pruriginose, vampate post-prandiali, reflusso.

In anamnesi remota emerge una recente terapia prolungata con antibiotici e cortisone per polmonite durata circa un mese, oltre a pregressa colecistectomia e intervento per gravidanza extrauterina. La paziente si trova inoltre in fase di pre-menopausa con amenorrea da circa sei mesi.
In Anamnesi mi annoto:

INTESTINO
La donna riferisce di un in un alvo apparentemente regolare ma con frequente alternanza tra feci normali e poltacee, gonfiore addominale intermittente e congestione emorroidaria lieve. Episodi ricorrenti di gastroenterite stagionale completano il quadro di fragilità intestinale.

Dopo l’introduzione del piano nutrizionale, si osserva una progressiva normalizzazione della funzione intestinale, in cui nelle prime 4 settimane la paziente riferisce evacuazioni regolari, talvolta anche due volte al giorno, completa assenza di gonfiore e ottima tolleranza ai legumi precedentemente limitati.

Al controllo a sei settimane l’alvo risulta stabilmente normoconformato; le alterazioni, riferisce Elena,;
“mi compaiono disturbi a livello gastrico e intestinale esclusivamente quando introduco alimenti non previsti dal programma alimentare”.

SISTEMA GASTRO-ESOFAGEO
Il quadro iniziale era caratterizzato da dolore retrosternale comparso da alcuni mesi, inoltre riferiva tosse secca, necessità continua di schiarire la voce, eruttazioni e abbassamento del tono vocale. La lingua appariva patinata con sapore amarognolo-metallico, segno compatibile con sofferenza digestiva superiore.

Dopo 21 giorni di percorso nutrizionale, al feedback ricevuto tramite Mail dice:
“Il peso allo stomaco dopo i pasti è passato del tutto. Le vampate dopo pranzo e soprattutto cena sono nettamente diminuite. L’alvo è regolare e mi sento sazia e mai appesantita. Direi che finalmente intravedo la luce”.

Al controllo successivo (a 6 settimane), l’intera sintomatologia gastro-esofagea risulta sostanzialmente scomparsa, con presenza di bruciore esclusivamente in caso di “deviazioni alimentari”.Mi riferisce; "non ho più sintomi di reflusso come prima, assolutamente"

AREA DERMATOLOGICA
Era presente prurito diffuso al cuoio capelluto e alle braccia. Al controllo a 6 settimane, permane soltanto una minima sintomatologia residua localizzata al cuoio capelluto, indicativa di netto miglioramento sistemico; “si ho ancora qualcosa ma molto meno rispetto a prima”

SISTEMA MUSCOLO-SCHELETRICO
Elena riferiva cervicalgia e dolenzia lombare bilaterale non severa. Nel corso delle settimane la cervicalgia si risolve completamente con semplici applicazioni locali di calore, senza ulteriori interventi, iniziative che aveva intentato anche in passato senza esito.
Non si può, anche qui, ignorare il verosimile ruolo esercitato dalla riduzione dello stato infiammatorio generale ad eziologia intestinale.

RIPOSO NOTTURNO
Il sonno inizialmente risultava frammentato con risveglio notturno costante intorno alle 2-2.30; “Si, l'orario della prima sveglia è più o meno questo”, dice la paziente.
Al controllo, a 6 settimane, ciò che riferisce è qualcosa di diverso: “dormo meglio, e mi sveglio molto meno", riferisce un riposo più profondo e continuo, associato a migliore percezione di recupero energetico.
STATO NEUROVEGETATIVO ED EMOTIVO
Elemento particolarmente significativo del percorso è il cambiamento che riporta Elena al controllo a 6 settimane ; “Mi sento molto più tranquilla, non ho più attacchi d’ansia, per me è davvero un grande risultato….”
Parallelamente scompaiono le vampate di calore, che tendono a ricomparire solo quando vengono introdotti alimenti non congrui rispetto al piano nutrizionale.

ALIMENTAZIONE
Il piano nutrizionale suggeriva eliminazione del glutine ed una più bilanciato equilibrio della distribuzione proteica con la progressiva reintroduzione delle fonti vegetali
La paziente descrive la risposta intestinale ai legumi come “effetto fantastico, nessun gonfiore”, associata a sazietà stabile e assenza di pesantezza digestiva post-prandiale.
Questo caso evidenzia come, in presenza di stress sistemico, terapia antibiotico-cortisonica e transizione ormonale, l’intestino possa rappresentare un nodo centrale capace di influenzare contemporaneamente funzione digestiva, assetto neurovegetativo, manifestazioni cutanee, qualità del sonno e sintomi vasomotori.

Il dato più interessante non è soltanto la riduzione dei singoli sintomi, ma la loro sincronica regressione di tutto il quadro riferito quando viene ristabilito un equilibrio metabolico-intestinale, ovvero quando si inizia a rimodulare l'intero patrimonio microbico verso una condizione di EUbiosi

Al prossimo caso.
Sono proprio testimonianze come questa che ci ricordano il motivo per cui, ogni settimana, continuiamo a pubblicare Articoli, Video e La Mail della Settimana: perché dietro ogni storia c’è una persona che sta tornando a recuperare la propria Salute.

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REFLUSSO ESOFAGEO come guarire Reflusso Acido (Gastroesofageo) e Disturbi Digestivi

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.DOPO QUALCHE TITUBANZA INIZIALE, COMINCIA AD INGRANARE RISULTATI DI SALUTE …                                           ...
23/05/2026

.
DOPO QUALCHE TITUBANZA INIZIALE, COMINCIA AD INGRANARE RISULTATI DI SALUTE … La mail del Sabato

Ogni Sabato condividiamo una testimonianza arrivata dalle persone che seguono il Percorso Motorio Nutrizionale o che decidono di scriverci dopo aver attraversato il consueto labirinto di esami, visite specialistiche plurime, prescrizioni e tentativi a vuoto.
Quella sotto è il copia/incolla della mail di feedback ricevuta da una persona che seguiva il percorso Motorio Nutrizionale da 3 mesi.

Questa paziente all’inizio pone dubbi e perplessità su gran parte del piano Nutrizionale proposto, tutto pare un quadro difficilissimo da poter applicare; purtroppo luoghi comuni e disinformazione regnano sovrani e la gente che ne è sottoposta a volte pare davvero disorientata…

Buona lettura

“Gentile dottore,
Le scrivo per aggiornarla dopo TRE settimane.
Non sono riuscita ad applicare la dieta integralmente ma mi sono comunque sforzata molto. Il mio problema, come le avevo detto, è che ho difficoltà a mangiare ……….

Ho invece consumato legumi quasi ogni giorno, trovandomi benissimo…………

Detto questo, ho però riscontrato molti benefici:

Il gonfiore che avevo prima si è ridotto tantissimo e sono felice di aver potuto ricominciare a mangiare la frutta più liberamente. Anche le evacuazioni sono diventate più regolari, quotidiane, negli ultimi giorni anche le feci sono più formate. Ho ancora difficoltà a svuotarmi del tutto ma ho un prolasso rettale e, anzi, le volevo chiedere se ci sono esercizi che posso fare per evitare che si aggravi.

L'acidità e il reflusso mi sembrano stabili, non ancora migliorati ma di certo non peggiorati; direi che vanno molto a giornate (però va detto che prendo un caffè la mattina, so benissimo che non fa bene ma devo tenermi su in qualche modo). La raucedine invece purtroppo c'è sempre, ….. e continuo spesso ad avere la sensazione di un bolo faringeo. Il sonno è ancora molto disturbato ma non c'è mai stato un periodo della mia vita in cui non lo sia stato.

Vorrei ringraziarla perché - malgrado non abbia applicato il piano al 100% - sento che mi sta facendo bene e sta smuovendo davvero qualcosa. Le chiedo quindi di essere paziente e di aiutarmi ad arrivare per gradi al risultato.

Le auguro una buona giornata e spero di sentirla presto
Cristina”
Questa testimonianza ci ricorda che, molto spesso, i primi ostacoli non sono rappresentati soltanto dai sintomi, ma anche da anni di convinzioni, paure alimentari e difficoltà pratiche nel cambiare abitudini radicate.

Eppure, anche senza una perfezione immediata, quando il percorso viene applicato con impegno progressivo, il corpo può iniziare comunque a dare segnali incoraggianti:
meno gonfiore, alvo più regolare, maggiore tolleranza alimentare.

Non tutto migliora subito, ed è normale:
alcune persone richiedono più tempo, maggiore gradualità e aggiustamenti successivi.
Ma il punto centrale è proprio questo: non serve essere perfetti da subito per iniziare a stare meglio, serve solo INIZIARE

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