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07/04/2024

24/03/2024

CBD E LA MALATTIA DEGENERATIVA DEL DISCOLa Malattia degenerativa del disco (discopatia) comprende fattori fisici e psico...
24/03/2024

CBD E LA MALATTIA DEGENERATIVA DEL DISCO
La Malattia degenerativa del disco (discopatia) comprende fattori fisici e psicologici ed include diverse patologie alla spina dorsale, tra cui: la stenosi vertebrale e la sindrome delle faccette articolari. Dagli studi si è evidenziato come il CBD possa contrastare sia i danni fisici, che lo stress psichico causati da questa condizione.

IL MAL DI SCHIENA E IL RUOLO DEL CBD
Il mal di schiena, che è un disturbo presente in ogni parte del mondo, è una delle più importanti cause che creano disabilità e dolore cronico. Questo disturbo è causato da varie condizioni nervose e muscolo-scheletriche, tra cui la malattia degenerativa del disco(discopatia degenerativa).
Queste condizioni, secondo l’OMS, influiscono sul benessere generale della persona, sulla sua qualità di vita e anche sulle capacità lavorative.
Il mal di schiena viene gestito in diversi modi, tra cui alcuni convalidati scientificamente che offrono risultati effettivi. Mentre le ricerche continuano per trovare soluzioni alternative efficaci per il mal di schiena, tra esse la la cannabis potrebbe esserne anch’essa una valida alternativa.
Gli uomini hanno utilizzato la cannabis per migliaia di anni, per alleviare molti disturbi fisici e mentali. I fiori ricchi, prodotti da questa pianta, sono ricchi di composti fitochimici, tra cui oltre 100 cannabinoidi e 200 terpeni. Tra questi composti, il CBD è uno dei più conosciuti e più studiati.

Il CBD ha già dato risultati promettenti in molti ambiti clinici, ma la ricerca scientifica prosegue………. Gli studi sulla cannabis si evolvono e riguardano anche gli effetti del CBD sulla discopatia degenerativa del disco.

LA DISCOPATIA DEGENERTIVA DEL DISCO
Questa malattia comprende diverse condizioni, tra cui il deterioramento dei dischi intervertebrali. Questi dischi sono situati nelle aree principali della spina dorsale umana, tra la regione cervicale (superiore), toracica (centrale) e lombare (inferiore). Tra le vertebre mobili della spina dorsale sono presenti 23 dischi.

DESCRIZIONE ANATOMICA DEI DISCHI INTERVERTEBRALI
I dischi intervertebrali rivestono funzioni importanti nella colonna vertebrale umana: assicurano i movimenti tra ciascuna vertebra, senza compromettere la stabilità dell'intera spina dorsale. Aiutano anche ad assorbire gli urti creati dall'impatto sul terreno quando si cammina, si corre, si salta e si svolge qualsiasi attività.
Essi sono composti da tre parti:
NUCLEO POLPOSO: posizionato nel centro del disco, composto principalmente da acqua (consistenza gelatinosa, contiene collagene). Esso consente il movimento nelle diverse direzioni ed è la parte del disco intervertebrale resistente alla compressione.
ANELLO FIBROSO: è uno strato robusto costituito da fibre di collagene. Crea un anello di tessuto connettivo che avvolge il nucleo polposo e aiuta a ridurre i movimenti eccessivi in certe direzioni, opponendosi alla tensione.
CORPO VERTEBRALE: sono tessuti connettivi situati tra ciascun disco e sono il collegamento tra le due strutture. Essi distribuiscono le sostanze nutritive all'interno dei dischi, sani e solidi.

Condizioni abbinate alla malattia della discopatia degenerativa del disco
Nella discopatia degenerativa ci sono diverse patologie, che si contraddistinguono per specifici disturbi e sintomi. Esse hanno un elemento comune: : il deterioramento e la disgregazione dei dischi intervertebrali.
Tra esse:
Radicolopatia lombare
Osteoartrite
Spondilosi
Mielopatia
Stenosi lombare
Sindrome delle faccette articolari

I SINTOMI DELLA DISCOPATIA DEGENERATIVA
I sintomi, delle persone che ne soffrono, dipendono principalmente dai fattori scatenanti della patologia, che, spesso, si sovrappongono.
I più comuni sono:
Dolore quando si piega o ruota la spina dorsale
Instabilità spinale (‘cedimento’)
Tensione muscolare e spasmi
F***e o dolori lancinanti, lungo gli arti superiori o inferiori
Perdita di sensibilità, intorpidimento e formicolio

LE CAUSE DELLA DISCOPATIA DEGENERATIVA
Le cause di questa malattia possono essere:
i fattori genetici
i fattori ambientali
lo stile di vita.

Il patrimonio Genetico
Gli scienziati hanno individuato alcuni geni che creerebbero predisposizione a sviluppare, nelle persone, questa patologia degenerativa. Tra esse ricordiamo:
Il polimorfismo dell'allele 5A : crea maggior rischio di degenerazione accelerata dei dischi intervertebrali, in particolare quelli situati nella zona lombare.
Invecchiamento: riduce la capacità del nostro corpo di guarire e rigenerarsi. La concentrazione di cellule all'interno dell'anello fibroso diminuisce con l’invecchiamento e le cellule rimanenti perdono la capacità di dividersi e di proliferare.
Carico Meccanico: l’esercizio fisico aiuta a preservare l'integrità di muscoli, ossa e di altri tessuti. Gli sforzi eccessivi e ripetuti, invece, favoriscono il deterioramento. L'attività lavorativa, lo sport ed attività quotidiane possono esporre la colonna vertebrale a sollecitazioni estreme, aumentando il rischio di malattie degenerativa del disco.

Discopatia degenerativa: una condizione complessa
Con la risonanza magnetica si evidenzia che alcune persone, con grave degenerazione del disco, non avvertono dolore. In altri casi, alcune persone, anche con una degenerazione minima, percepiscono un dolore acuto.

Approccio biopsicosociale della scienza nel trattamento del mal di schiena.
I fattori psicologici, tra cui la catastrofizzazione e la paura di effettuare determinati movimenti, possono amplificare la sensazione di dolore e ridurre il successo degli interventi terapeutici.

Utilità del CBD per la discopatia degenerativa
Nella riabilitazione, è fondamentale che le persone affette da mal di schiena espongano il corpo a carichi graduali ed effettuino un'attività fisica sana e adeguata. Il CBD potrebbe rivelarsi utile per il trattamento del mal di schiena.

La capacità del CBD di ridurre i danni ai dischi intervertebrali
Dal 2014, gli studi su CBD e discopatia degenerativa sono aumentati, grazie a dei ricercatori della University of São Paulo, in Brasile, che hanno esaminato gli effetti del CBD sulla degenerazione del disco (iniziando da una analisi sui ratti, somministrando loro diverse dosi di CBD).
Dalla risonanza magnetica, i ricercatori hanno riscontrato come il CBD sia riuscito a ridurre notevolmente i danni ai dischi intervertebrali. Il CBD ha prodotto gli effetti più rilevanti all'interno dell'anello fibroso.

Interazione del CBD con il SEC e l’aumento del livello di Anandamide
La molecola del CBD influenza diversi meccanismi corporei, provocando variazioni a livello fisiologico. Il CBD, per esempio, interagisce con il sistema endocannabinoide (SEC). Il SEC è composto dai recettori CB1 e CB2, che sono posizionati in tutto l'organismo, e sono presenti in dosi molto elevate nel sistema nervoso e immunitario.
Grazie all’iterazione con questi recettori, il CBD potrebbe contribuire a ridurre i danni ai dischi intervertebrali. Il CBD limita, anche, la decomposizione dell'endocannabinoide anandamide e ne prolunga la permanenza nell'organismo. Questo endocannabinoide, denominato “molecola della beatitudine”, ha proprietà antinfiammatorie e analgesiche, utili in caso di discopatia degenerativa.

CBD e la potenziale capacità di ridurre l'Infiammazione
La malattia degenerativa del disco provoca il rilascio di molecole infiammatorie. Gli scienziati stanno così valutando se la cannabis può aiutare , grazie al potenziale antinfiammatorio del CBD.Il CBD potrebbe aiutare le persone che soffrono di questa patologia.

CBD aiuta a combattere i Sintomi Psicologici abbinati alla malattia degenerativa del disco
Il trattamento del mal di schiena richiede un approccio poliedrico:
La terapia manuale
L'attività fisica: migliora la resistenza con esercizi mirati.
Lo stato psicologico: influisce molto sulla percezione del dolore e sulla capacità della persona di affrontare e gestire la patologia.
L'impatto di questa patologia sulla psiche umana può condurre ad effetti mentali negativi, tra cui :
depressione,
ansia
aumento del dolore.

Il CBD potrebbe migliorare la condizione, alleviando i sintomi fisici. della condizione, riducendo anche il disagio a livello psicologico.

Il CBD interagisce, infatti, con il sistema serotoninergico e questo potrebbe modificare la reazione del cervello a questo neurotrasmettitore, ottenendo effetti molto positivi sullo stato mentale. Inoltre, il CBD mantiene l'anandamide, molecola abbinata al buonumore, nello spazio sinaptico in maniera prolungata.

Conseguentemente il CBD potrebbe attenuare i sintomi di stress eccessivo, modificando anche il modo in cui si percepisce il dolore, bloccando, quindi, lo stato psicologico in cui si percepisce la condizione di dolore cronico, riducendo la sofferenza, la percezione del dolore e il suo impatto.

Utilizzo del CBD nella malattia degenerativa del disco
L'impiego di CBD per gestire i sintomi della discopatia degenerativa è ancora in fase sperimentale, tuttavia il CBD è utile sotto vari aspetti. Si consiglia di assumere il CBD, dopo aver consultato il proprio medico di fiducia.

Scelta del prodotto di CBD da utilizzare
Se si decide di usare il CBD è indispensabile acquistare un prodotto controllato e certificato, in quanto la qualità presente sul mercato varia tantissimo. E
spesso si rischia di utilizzare prodotti inaffidabili e di qualità scadente.
Si consiglia di controllare tre specifiche caratteristiche:
L’olio deve essere a spettro completo: deve contenere, quindi, tutti i composti fitochimici benefici della cannabis e non soltanto il CBD. Deve contenere cannabinoidi, terpeni e flavonoidi della pianta che si combinano tra loro, creando una miscela sinergica (effetto entourage).
Il CBD deve essere estratto con estrazione con CO₂ supercritica.: con questo metodo sofisticato si isolano tutti i composti fitochimici utili e si separano dal resto del materiale vegetale. L'estrazione con CO₂ elimina il rischio di residui chimici dannosi.
Il CBD deve essere testato da laboratori indipendenti che offrono,. con esattezza, il contenuto di ogni flacone, garantendo che il prodotto finale sia privo di agenti contaminanti e contenga livelli di THC inferiori ai limiti prestabiliti.

CONCLUDENDO
Nella discopatia degenerativa, che è una malattia complessa, il dolore non è correlato all'estensione delle lesioni: una persona senza alcun danno fisico al disco potrebbe percepire dolore, mentre una persona senza dolore potrebbe avere dei dischi intervertebrali molto danneggiati. Chi soffre di dolore intenso può sviluppare stati mentali negativi, tra cui la paura di compiere determinati movimenti.
In questa situazione il CBD offre risultati promettenti nell'ambito sia che fisico che psicologico. Gli studi proseguono………

23/03/2024

Rimedi alternativi per l’artrite: il CBD In Europa, quasi 120 milioni di persone hanno disturbi articolari. Studi scient...
11/03/2024

Rimedi alternativi per l’artrite: il CBD
In Europa, quasi 120 milioni di persone hanno disturbi articolari. Studi scientifici hanno mostrato che con il cannabidiolo “CBD” e i cannabinoidi, in generale, vi è un’attenuazione dei disturbi articolari.
L’artrite
L’artrite descrive più di 200 disturbi articolari. Si tratta di una infiammazione che colpisce una o più articolazioni causando dolore, gonfiore, rigidità in varie parti del corpo, arrossamento e mobilità limitata. Una persona che ha questi sintomi, soffre di dolori quotidiani, che vanno anche ad inficiare sulla qualità della propria vita privata e sociale. Ci sono diversi tipi di artrite, da quelle alle articolazioni e ad altri organi del corpo. I sintomi compaiono improvvisamente o gradualmente.
Ci sono le malattie reumatiche o i reumatismi quando l’area colpita è quella delle articolazioni, dei tendini, dei muscoli, delle ossa e dei legamenti fibrosi. L’artrite è un disturbo presente soprattutto negli adulti, anche se può colpire anche i bambini. L’artrite viene divisa dagli scienziati a seconda delle sue caratteristiche: degenerativa, infiammatoria/immune o metabolica.
Disturbi più comuni
Osteoartrite
Artrite reumatoide
Gotta
Artrite psoriasica
Artrite post-traumatica
Artrite idiopatica giovanile
Artrite settica
Spondilite anchilosante

I sintomi variano a seconda del tipo di artrite. I più comuni sono: dolori articolari, tra cui: gonfiore, rigidità e mobilità limitata.
Una giusta diagnosi contribuisce a una terapia più efficace e un miglioramento della vita per l’individuo. Il tipo di trattamento può anche variare a seconda del tipo di artrite. Tra i diversi trattamenti, i più utilizzati sono: la fisioterapia, l’agopuntura, la chirurgia e una variazione delle abitudini quotidiane. Una dieta equilibrata, abbinata ad un esercizio fisico, contribuiscono a migliorare l’umore, ridurre i livelli di stress e allentare il dolore.
Secondo uno studio pubblicato nel 2004 (rivista scientifica Arthritis and Rheumatology), il 60% delle persone che hanno l’artrite, ha condotto uno stile di vita sedentario. E’ confermato, quindi, l’importanza del beneficio dell’esercizio fisico, soprattutto nelle persone che soffrono di artrite. Per le abitudini alimentari, le persone possono usare diverse erbe, tra cui le piante di cannabis che contribuiscono a diminuire i sintomi dell’artrite.

L’olio di CBD e i cannabinoidi, secondo ricerche recenti, contribuiscono a lenire i sintomi di diversi tipi di artrite, in quanto, in particolare il CBD, ha effetti antinfiammatori, analgesici e antiossidanti, senza avere effetti collaterali pericolosi come potrebbero, invece, avere i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o gli oppioidi.

Ricerche sull’uso del CBD
Secondo dei sondaggi recenti, circa il 30% degli americani utilizza prodotti a base di CBD per alleviare il dolore (olio/uso sublinguale o topico), mentre l’80% degli intervistati ha riferito di utilizzare prodotti a base di cannabidiolo, o di averli usati in passato o di iniziare a prendere in considerazione l’uso del CBD. Coloro che hanno affermato di utilizzare già il cannabidiolo hanno osservato un miglioramento delle condizioni fisiche e un miglioramento del sonno. La Arthritis Foundation ha riferito che il 94% delle persone affette da artrite usa il CBD per lenire il dolore erilevando un netto miglioramento dell’umore.
Uno studio pubblicato da Pubmed (2020) ha esaminato il cannabidiolo come cura per l’ artrite e dolori articolari. La ricerca ha confermato che esiste una connessione tra l’uso del CBD e il miglioramento dei sintomi nei pazienti, osservando anche la riduzione di altri farmaci prescritti. Le conferme continuano anche dall’evidenza dei nuovi dati clinici.
L’organizzazione Arthritis New South Wales, in Australia, ha confermato che il 54% dei pazienti ha ridotto o addirittura eliminato l’uso di oppioidi prescritti dopo otto settimane di utilizzo di estratto di canapa ad alta concentrazione di CBD. Gli effetti collaterali del cannabidiolo sono nettamente inferiori rispetto agli oppioidi o ad altri farmaci prescritti. Il CBD appare, quindi, un trattamento alternativo e sicuro grazie ai benefici terapeutici nel lenire il dolore da artrite.

Opinione della comunità globale sul CBD per combattere i dolori articolari
Secondo la comunità globale, i cannabinoidi hanno dimostrato di essere sicuri e molto preziosi per alleviare i dolori articolari. L’uso, in particolare, di olio di CBD a spettro completo, ha evidenziato di essere molto più efficace dell’uso di cannabinoidi isolati. Il motivo è l’effetto sinergico che si crea tra i fitocannabinoidi quando sono combinati con altri composti, come flavonoidi e terpenoidi. Per i dolori articolari, il risultato più efficace si ha quando i prodotti sono ricevuti per via sublinguale o dai prodotti ad uso topico.

Una ricerca sull’osteoartrosi (2022) ha evidenziato l’effetto terapeutico dell’olio di CBD e dell’olio di CBG, che riduce il dolore e l’infiammazione, migliorando la mobilità. Lo studio ha anche scoperto che il cannabigerolo CBG ha effetti condroprotettivi.

Modo in cui il CBD lenisce il dolore da artrite
Il CBD interagisce con il sistema endocannabinoide, rilevato in diverse parti del corpo (cervello, midollo spinale che sono i responsabili del senso di dolore). Il CBD presenta anche proprietà chimiche simili agli endocannabinoidi.
In egual misura è un composto 10 volte più attivo della morfina, a livello di effetto sulle cellule nervose responsabili della sensazione di dolore.
Dai dati scientifici è dimostrato che il CBD ha un intenso effetto antiossidante, maggiore rispetto alle vitamine C ed E. Risulta, quindi, il primo modulatore endocannabinoide per alleviare il dolore.
Il CBD è anche inibitore del TNF-a (fattore di necrosi tumorale-alfa): riduce il rischio di ulteriori problemi gastrointestinali e malattie vascolari, .riduce anche l’infiammazione e allevia il dolore.

I migliori prodotti da usare per alleviare il dolore da artrite
A seconda del prodotto che si utilizza, la durata dell’effetto è diversa. Quindi a seconda della rapidità con cui desideriamo un effetto, utilizzeremo un prodotto a base di CBD diverso. I vari prodotti di canapa che contengono il CBD hanno un effetto che inizia da circa 30 minuti a 1 ora. L’uso sublinguale con olio di CBD, è il modo più comune per utilizzare il CBD e ha effetto in 15-30 minuti. La vaporizzazione dei fiori di CBD richiede circa 2 minuti per fare effetto. I cosmetici alla CBD e le creme topiche iniziano a funzionare dopo circa 10 minuti.

L’artrite è un disturbo che causa molto dolore, a chi ne soffre: colpisce la condizione fisica, la psicologia e le relazioni sociali o lavorative. La prevenzione è
fondamentale per affrontare i sintomi. Se dovesse comparire la malattia , la comunicazione con il proprio medico di fiducia è essenziale, per avere un adeguato sollievo dai sintomi. Concludendo la cannabis terapeutica, lo confermano i dati, è un’alternativa promettente con offre già risultati impressionanti.

SE STUDI O LAVORISe stai affrontando gli esami  o sei stressato dal lavoro di tutti i giorni, potresti avere problemi di...
09/03/2024

SE STUDI O LAVORI

Se stai affrontando gli esami o sei stressato dal lavoro di tutti i giorni, potresti avere problemi di:

- ansia
- piccoli attacchi di panico
- problemi di insonnia
- emicrania
- difficoltà a concentrarsi

Questo può essere accompagnato da sensi di colpa di non fare abbastanza.
Questa negatività può essere combattuta con il CBD, un importante aiuto naturale.
Per ritrovare equilibrio e calma, per dormire meglio, migliorare memoria e concentrazione, il CBD è la soluzione.

Vieni a conoscerci in negozio o sul nostro sito on line www.cbweedbuccinasco.it
A presto…

CONOSCERE LA WHITE WIDOWLa White Widow è una varietà, leggenda. Le circostanze della sua nascita rimangano ancora avvolt...
03/03/2024

CONOSCERE LA WHITE WIDOW

La White Widow è una varietà, leggenda. Le circostanze della sua nascita rimangano ancora avvolte nel mistero. E’ un ibrido nato negli anni ’90 Viene considerata un punto di riferimento delle caffetterie di Amsterdam.

La storia di White Widow
E’ nata nel 1994 da uno dei breeder più famosi al mondo, Shantibab. La White Widow ha conquistato importanti premi e riconoscimenti.
Questa varietà è stata creata incrociando un' Indica dell’India meridionale, con una Sativa sudamericana. Il risultato ottenuto è una pianta che ha caratteristiche impressionanti: è famosa perché ha germogli ricoperti di resina cristallizzata.

Le caratteristiche
La struttura vegetativa è indica, ha un taglio medio-corto, è molto ramificata. Si notano i numerosi cristalli bianchi densi che la fanno sembrare immersa nello zucchero. La White Widow ha la tendenza a non colorarsi completamente quando è pronta per la raccolta e contiene una ghiandola di resina pesante. Da qui l’origine del suo nome.
Questa varietà ha un profumo floreale e dolce, dalle note speziate e citriche. Sono molto apprezzate anche le sfumature terrose e i sentori di pino e legno.
E’ un ibrido stabile di genetiche autoctone, quindi la White Widow è resistente alle oscillazioni climatiche: è una pianta facile da coltivare soprattutto nell’Europa Settentrionale.
Le varietà di White Widow possono essere di diversi tipi e contenere un incrocio di indica e sativa (la White Berry, combinata con il mirtillo, la White Russian, molto profumata e la White Satin con richiami esotici).

Le proprieta’ medicinali della White Widow
La White Widow è utilizzata sia per scopi medicinali che per sani scopi ricreativi. E’ quindi facile trovarla nei menù di molti coffee shop olandesi.
Dal punto di vista scientifico, i benefici della White Widow durano molto più a lungo di quelli di altre varietà di cannabis light. I suoi benefici sono soprattutto contro l’ansia e la depressione.
Questa varietà di cannabis light è nota per contribuire a mantenere la mente attiva pur rilassando il corpo, rendendo maggiormente percettivi e attenti.
Secondo la ricerca, questa infiorescenza è in grado di creare energia e concentrazione.
Anche se in alcuni paesi non è riconosciuta a scopi medici, in molti altri è utilizzata nel trattamento del disturbo da stress post-traumatico, epatite C ecc.. E’ utilizziata anche come sollievo contro il dolore cronico, depressione, convulsioni e trattamenti contro il cancro.
Approfitta subito dei benefici dati dal CBD e prova la nostra White Widow!
Grazie alla presenza di CBD, la White Widow è ideale per mantenere la mente attiva, migliorare la concentrazione e trattare diversi disturbi. I suoi effetti durano più a lungo delle altre varietà.

03/03/2024

Un cucchiaio di semi di canapa soddisfa il fabbisogno giornaliero di grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, grassi polinsaturi antiinfiammatori

01/03/2024

CBWEED garantisce la massima purezza dei suoi prodotti nel rispetto delle normative vigenti. Questo prodotto è destinato all'uso topico.

01/03/2024

La preparazione dell’olio di oliva, aromatizzato alla cannabis è simile a quella del b***o, ma i tempi di preparazione sono ridotti.

01/03/2024

l CBD è uno dei cannabinoidi che si trovano nella canapa. A differenza del THC, il CBD non ha effetti psicotropi.

Indirizzo

Via Emilia, 7 B
Buccinasco
20090

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