Dott.ssa Silvia Smajlovic

Dott.ssa Silvia Smajlovic DOTT.SSA NUTRISMILE
Biologa Nutrizionista- Esperta in Nutrizione Clinica, Sportiva 🏃‍♀️e Dieta LOW FODMAPS🤰 per IBS, patologie gastrointestinali

04/09/2026

🚽 Il momento migliore per andare in bagno potrebbe iniziare… a colazione.

Se poco dopo aver mangiato senti improvvisamente il bisogno di andare in bagno, non è necessariamente il caffè che “fa magie”. ☕️

Dietro può esserci un meccanismo fisiologico ben preciso: il riflesso gastrocolico.

Quando mangiamo e lo stomaco si distende, il nostro apparato digerente invia segnali che possono aumentare la motilità del colon. In pratica, l’arrivo di nuovo cibo può favorire quelle contrazioni che aiutano a spostare il contenuto intestinale verso il retto.

Ecco perché per molte persone lo stimolo compare proprio dopo un pasto, spesso al mattino dopo la colazione, quando l’attività del colon tende naturalmente ad aumentare.

E il famoso “caffè e poi bagno”? ☕️➡️🚽
Non è solo una battuta.

Per alcune persone il caffè può aumentare ulteriormente l’attività del colon e rendere lo stimolo più evidente. Anche una routine mattutina regolare può aiutare il corpo a trovare il proprio ritmo.

Ma c’è un dettaglio importante: quando lo stimolo arriva, imparare ad ascoltarlo conta.

Rimandare occasionalmente non significa diventare stitici. Ma ignorare frequentemente e volontariamente il bisogno di evacuare può contribuire, insieme ad altri fattori, a rendere più difficile mantenere una buona regolarità intestinale.

Quindi fibre e idratazione sono importanti, certo. 🥝💧
Ma non dimentichiamoci di un altro elemento spesso sottovalutato: rispettare i segnali del nostro corpo e concederci il tempo necessario.

La prossima volta che dopo colazione arriva quello stimolo, forse vale la pena non rispondergli con il solito:
“Lo faccio dopo.” 😅

💬 E tu? Ascolti subito lo stimolo oppure sei del team “non ho tempo, ci penso dopo”?

Raccontamelo in DM.

27/08/2026

La stitichezza non è sempre e solo una questione di fibre, acqua o “intestino pigro”. A volte, per comprenderla davvero, bisogna guardare un po’ più lontano. 👇

La tiroide è una piccola ghiandola, ma gli ormoni che produce partecipano alla regolazione del metabolismo e influenzano numerose funzioni dell’organismo, compresa la motilità gastrointestinale.

Quando è presente un ipotiroidismo, il rallentamento può riflettersi anche sull’intestino: il transito può diventare più lento, il contenuto intestinale può permanere più a lungo nel colon e le feci possono diventare più dure e difficili da evacuare.

Ecco perché, in alcune persone, stitichezza e alterazioni della funzione tiroidea possono presentarsi insieme.

Il punto importante è non osservare mai un singolo sintomo isolatamente.

Se alla difficoltà nell’evacuazione si associano anche stanchezza persistente, maggiore sensibilità al freddo, pelle secca o altri cambiamenti, può essere utile parlarne con il proprio medico e valutare il quadro nel suo insieme.

Questo non significa che chi soffre di stitichezza abbia necessariamente un problema alla tiroide. E nemmeno che dei valori “borderline” siano automaticamente la causa dei sintomi: la funzione tiroidea va interpretata da un professionista sulla base degli esami, della storia clinica e del quadro complessivo.

Allo stesso modo, aumentare continuamente fibre e acqua non è sempre la risposta a qualsiasi forma di stitichezza.

L’alimentazione conta moltissimo, ma il nostro organismo non funziona per compartimenti separati: intestino, ormoni, metabolismo, movimento, stress e abitudini quotidiane possono influenzarsi reciprocamente.

Per questo, quando un sintomo persiste nonostante tu stia già curando alimentazione, idratazione e stile di vita, vale la pena chiedersi se ci sia qualcosa in più da approfondire.

👉 Se ti riconosci in questa situazione, scrivimi in DM e parliamone.

Salva questo post: potrebbe esserti utile quando ti sembrerà che il tuo intestino sia semplicemente “pigro”, ma fibre e acqua non stanno facendo la differenza.

24/08/2026

Hai aumentato le fibre, bevi più acqua, hai provato probiotici… eppure la stitichezza continua a tornare? 🤔

Forse c’è un aspetto che stai sottovalutando: il tuo intestino non lavora separatamente dal tuo cervello.

Tra i due esiste una comunicazione continua, il cosiddetto asse intestino-cervello. E questo significa che ciò che accade a livello di stress e sistema nervoso può influenzare anche la funzionalità intestinale.

Quando vivi per molto tempo in uno stato di tensione, fretta o allerta, il corpo dà priorità a ciò che considera più importante nell’immediato. La digestione? Può passare in secondo piano.

Ecco perché occuparsi della regolarità intestinale non significa necessariamente concentrarsi SOLO su cosa mettere nel piatto. 🥝

Significa anche creare le condizioni affinché il corpo possa passare dalla modalità “devo fare, correre, risolvere” a quella di riposo e digestione.

Da dove iniziare?

🌿 Dedica qualche minuto alla respirazione lenta prima di mangiare, privilegiando un’espirazione più lunga dell’inspirazione.

🍽️ Siediti a tavola senza fretta. Mastica con calma e, quando puoi, lascia lo smartphone lontano dal piatto.

⏰ Cerca una certa regolarità nei pasti. Il nostro organismo ama i ritmi e la prevedibilità molto più di quanto immaginiamo.

Non si tratta di vivere senza stress — sarebbe poco realistico — ma di inserire nella giornata piccoli momenti in cui comunichi al corpo che può rallentare.

E soprattutto: la stitichezza può avere molte cause, quindi se è persistente, compare improvvisamente o è associata ad altri sintomi, è importante parlarne con un professionista sanitario.

A volte, per aiutare l’intestino, non dobbiamo chiederci soltanto:
“Cosa sto mangiando?”

Ma anche:
“In che stato sto vivendo le mie giornate?”

Salva questo post per ricordartelo e seguimi per altri contenuti su intestino, alimentazione e benessere. 🌱

19/08/2026

PORRIDGE A COLAZIONE E PANCIA GONFIA: sei sicura che il problema sia quello che hai mangiato a cena? 👀

Quando la sera ti ritrovi con la pancia gonfia, è facilissimo puntare il dito contro l’ultimo alimento che hai mangiato.

Due zucchine a cena?
“Ecco, sono state loro.” ❌

Ma spesso il ragionamento è molto più complesso.

Prendiamo una colazione considerata “fit” per eccellenza: porridge con avena, bevanda di soia o d’avena, frutta fresca e miele.

Ingredienti che, presi singolarmente e nelle giuste quantità, possono tranquillamente far parte di un’alimentazione equilibrata. Ma se soffri di gonfiore e hai una particolare sensibilità ai FODMAP, quantità e combinazioni possono fare una grande differenza.

Avena in porzioni abbondanti, alcuni tipi di bevande vegetali, miele e determinate varietà di frutta possono aumentare il carico complessivo di FODMAP e fibre fermentabili.

Il risultato? Una maggiore fermentazione intestinale che, sommata a ciò che mangerai durante il resto della giornata e ad altri fattori individuali, può contribuire alla sensazione di gonfiore.

Ecco perché non sempre ha senso cercare “il colpevole” nell’ultimo pasto.

👉 Il gonfiore che percepisci la sera può essere il risultato di più pasti, porzioni, combinazioni alimentari, stress e caratteristiche individuali, non necessariamente delle innocenti zucchine che hai appena mangiato.

Il punto, quindi, non è eliminare avena, frutta o altri alimenti a caso.

È imparare a capire quali quantità e combinazioni sono più adatte alla tua tolleranza, evitando restrizioni inutili e osservando l’alimentazione nell’insieme.

Perché “sano” non significa automaticamente “adatto a tutti, in qualsiasi quantità e combinazione”.

Vuoi qualche idea per comporre una colazione più semplice e potenzialmente meglio tollerata? 🥣

Scrivi COLAZIONE nei commenti e ti mando in DM le mie alternative preferite. 💌

10/08/2026

🥛 Hai eliminato il lattosio, scegli solo prodotti “senza lattosio”… ma continui ad avere gonfiore, dolori addominali, stitichezza o feci molli?

Il punto è che il lattosio potrebbe non essere l’unico elemento da considerare.

Nel latte vaccino sono presenti diverse proteine, tra cui la beta-caseina. Le due varianti più conosciute sono A1 e A2 e, durante la digestione, possono comportarsi in modo diverso.

🔬 Dalla digestione della beta-caseina A1 può essere liberato un peptide chiamato beta-casomorfina-7 (BCM-7), che ha attività oppioide. Proprio per questo è stato studiato per i suoi possibili effetti sulla motilità e sulla funzione gastrointestinale.

Alcuni studi hanno osservato differenze nei sintomi digestivi tra il consumo di latte contenente beta-caseina A1 e quello contenente esclusivamente beta-caseina A2. Tuttavia, è importante sottolinearlo: le evidenze disponibili non permettono di affermare che la caseina A1 sia la causa dei disturbi intestinali in tutte le persone che li sperimentano.

E soprattutto, avere fastidi dopo aver bevuto latte non significa automaticamente essere intolleranti al lattosio.

🐐 La beta-caseina A2 è presente nel latte di alcune razze bovine selezionate e il latte di capra e pecora presenta profili di caseine differenti rispetto al comune latte vaccino. Per alcune persone, prodotti diversi possono risultare soggettivamente più tollerabili.

Ma attenzione: “senza lattosio”, “A2” e “senza proteine del latte” sono tre cose completamente diverse. Un latte A2 contiene comunque lattosio (se non delattosato) e proteine del latte, quindi non è una soluzione universale né è adatto a chi ha un’allergia alle proteine del latte vaccino.

Se i sintomi sono frequenti, persistenti o importanti, la scelta migliore non è eliminare alimenti a tentativi, ma capire cosa li sta realmente provocando con l’aiuto di un professionista.

💬 E tu come reagisci al latte vaccino?
Gonfiore, dolore, stitichezza, diarrea… oppure nessun problema?

Scrivilo nei commenti 👇

27/07/2026

Molte persone scoprono di essere sensibili al nichel perché sviluppano dermatiti o reazioni cutanee. Ma quello che spesso non sanno è che, in alcuni casi, la sensibilità al nichel può essere associata anche a sintomi gastrointestinali persistenti.

Gonfiore, dolore addominale, alvo irregolare, reflusso, sensazione di pesantezza e perfino stanchezza possono avere cause diverse e non devono essere automaticamente attribuiti al nichel. Tuttavia, la ricerca scientifica suggerisce che, nelle persone sensibilizzate, l'ingestione di alimenti ricchi di nichel può contribuire ad attivare una risposta infiammatoria della mucosa intestinale e, in alcuni casi, essere associata a un'alterazione della funzione di barriera intestinale.

Questo non significa che il nichel sia responsabile di tutti i disturbi intestinali, né che chiunque soffra di sindrome dell'intestino irritabile debba seguire una dieta povera di nichel. Significa semplicemente che, quando la sensibilità è presente e il quadro clinico è compatibile, può rappresentare uno dei fattori da valutare insieme a un professionista.

Per questo motivo, eliminare alimenti "a caso", togliere il glutine senza una diagnosi, assumere probiotici o provare continuamente nuovi integratori spesso non risolve il problema. Prima di tutto è fondamentale capire l'origine dei sintomi e costruire un percorso nutrizionale personalizzato.

Le evidenze disponibili mostrano che, nei pazienti selezionati, una dieta a basso contenuto di nichel, impostata e monitorata correttamente, può contribuire a migliorare sia i sintomi intestinali sia quelli extraintestinali. In alcuni casi, anche un intervento mirato sul microbiota può rappresentare un valido supporto, ma sempre all'interno di un piano personalizzato.

✨ Non esistono soluzioni miracolose.
Esiste una diagnosi corretta, un'attenta valutazione clinica e una strategia costruita sulla persona.

💬 Se sei sensibile al nichel e continui a soffrire di gonfiore, reflusso o sintomi compatibili con l'intestino irritabile, scrivi "NICHEL" nei commenti o inviami un messaggio privato: valuteremo insieme se questo potrebbe essere uno dei tasselli del tuo quadro clinico.

17/07/2026

Ti capita di sentirti gonfio, appesantito o di avere fastidi intestinali dopo aver assunto proteine in polvere? 🤔

La prima reazione è spesso pensare: "Le proteine mi fanno stare male, devo eliminarle". Ma la realtà è molto più complessa.

Non tutte le proteine in polvere sono uguali. Le whey concentrate, ad esempio, contengono una quantità maggiore di lattosio e possono risultare più difficili da tollerare per alcune persone. Le whey isolate, invece, subiscono processi di filtrazione che riducono notevolmente il contenuto di lattosio, mentre le proteine idrolizzate sono già parzialmente "predigerite" e possono risultare ancora più digeribili in alcuni casi.

Ma attenzione: se continui ad avere sintomi anche con proteine isolate, il problema potrebbe non essere la fonte proteica.

Molto spesso i responsabili sono ingredienti aggiunti come polioli (sorbitolo, xilitolo), inulina, addensanti, aromi o altri componenti che, soprattutto nelle persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS), possono favorire gonfiore, gas, crampi e alterazioni intestinali.

Per questo motivo è fondamentale imparare a leggere l'etichetta e scegliere prodotti con formulazioni semplici, pochi ingredienti e adatti alle proprie esigenze digestive.

Ogni intestino è diverso e ciò che viene tollerato perfettamente da una persona può creare disagio in un'altra. Per questo non esistono regole universali: la scelta migliore è sempre quella personalizzata.

Se i sintomi persistono, confrontati con un professionista per valutare eventuali alternative, come proteine dell'albume o fonti vegetali selezionate in base alla tua tolleranza individuale.

📌 Ricorda: eliminare un alimento o un integratore senza aver individuato la vera causa del problema potrebbe non essere la soluzione.

💬 Ti è mai capitato di sentirti gonfio dopo aver assunto proteine in polvere?

Scrivi "WHEY" nei commenti e raccontami la tua esperienza. 👇

10/07/2026

“Dottoressa, mangio riso e banana tutti i giorni… ma continuo a essere stitica.”

Molte persone cercano il singolo alimento responsabile della stitichezza.

Ma la realtà è che l'intestino è molto più complesso.

Partiamo dal riso.

🍚 Il riso bianco è un alimento facilmente digeribile e povero di fibre.

Proprio per questo viene spesso consigliato in caso di diarrea, perché può contribuire a rendere le feci più consistenti.

Se però soffri già di stipsi e la tua alimentazione è generalmente povera di fibre, consumarlo tutti i giorni potrebbe non aiutarti a migliorare la situazione.

E la banana?

🍌 Anche qui la risposta è: dipende.

Una banana acerba contiene più amido resistente e tannini, sostanze che in alcune persone possono rallentare ulteriormente il transito intestinale.

Una banana più matura, invece, ha una composizione diversa ed è spesso meglio tollerata da chi soffre di stitichezza.

Ma attenzione.

❌ Non è il riso che causa la stipsi.
❌ Non è la banana che la risolve.

Il problema raramente dipende da un singolo alimento.

Spesso entrano in gioco fattori come:

💧 scarsa idratazione
🥦 basso apporto di fibre
🚶 poca attività fisica
😰 stress e routine irregolari
🍽️ alimentazione poco varia

Per questo motivo chiedersi "Quale alimento devo togliere?" spesso non è la domanda giusta.

La domanda più utile è:

👉 "Com'è il mio stile di vita nel suo insieme?"

Perché la salute intestinale non dipende da un singolo cibo.

Dipende dall'equilibrio di tante abitudini quotidiane.

💬 Tu soffri di stitichezza? Qual è il consiglio più strano che ti hanno dato per risolverla? Scrivilo nei commenti 👇

04/07/2026

“Ho le gambe gonfie, che integratore posso prendere?”

È una delle domande che ricevo più spesso, soprattutto durante l’estate. E la verità è che molte persone cercano una soluzione veloce senza fermarsi a guardare le basi.

Prima di acquistare l’ennesimo integratore drenante visto sui social, vale la pena chiedersi: sto davvero dando al mio corpo ciò di cui ha bisogno?

💧 Bevi abbastanza acqua durante la giornata?
🥗 Stai consumando una quantità adeguata di frutta e verdura?
🚶‍♀️ Ti muovi regolarmente o passi molte ore seduta o in piedi nella stessa posizione?
⚡ Assumi abbastanza minerali come magnesio e potassio attraverso l’alimentazione?

Spesso la sensazione di gambe gonfie e pesanti non dipende dalla mancanza di un integratore, ma da alcune abitudini quotidiane che possono fare una differenza enorme.

Una delle strategie più sottovalutate? Camminare.

Ogni passo attiva i muscoli del polpaccio, che funzionano come una vera e propria p***a naturale aiutando il ritorno venoso e il movimento dei liquidi verso il cuore. Per questo motivo restare ferme per molte ore può accentuare la sensazione di pesantezza e gonfiore.

A volte 20-30 minuti di camminata al giorno possono avere un impatto maggiore di molti prodotti acquistati senza una reale necessità.

Gli integratori possono avere un ruolo in alcune situazioni specifiche, ma dovrebbero essere considerati un supporto e non il punto di partenza.

Prima le fondamenta, poi il resto.

📩 Condividi questo post con quella persona che ogni estate combatte con la sensazione di gambe gonfie e cerca sempre il drenante “miracoloso”.

03/07/2026

☀️ Estate, pressione bassa e gambe gonfie: non è necessariamente l'età che avanza.

Con l'arrivo del caldo molte persone iniziano a sentirsi più stanche, accusano capogiri, pesantezza alle gambe e notano caviglie gonfie soprattutto a fine giornata. Spesso si pensa che sia normale o che sia semplicemente un segnale di invecchiamento, ma nella maggior parte dei casi c'è una spiegazione fisiologica molto più semplice.

Quando le temperature aumentano, il nostro organismo cerca di difendersi dal surriscaldamento dilatando i vasi sanguigni. Questo meccanismo aiuta a disperdere il calore corporeo, ma può anche favorire un maggiore ristagno del sangue negli arti inferiori e una riduzione della pressione arteriosa.

Il risultato? Sensazione di stanchezza, debolezza, gambe pesanti, gonfiore a caviglie e polpacci e, in alcuni casi, veri e propri episodi di pressione bassa.

Per questo motivo, in estate l'idratazione diventa ancora più importante. Non perdiamo liquidi soltanto attraverso il sudore: una quota significativa viene persa anche tramite la respirazione e la normale evaporazione dalla pelle. Ecco perché i classici 1,5-2 litri di acqua al giorno potrebbero non essere sufficienti per tutti.

Un altro errore molto comune è eliminare completamente il sale perché ci si sente più gonfi. In realtà, con la sudorazione perdiamo non solo acqua, ma anche elettroliti, soprattutto sodio. Se non ci sono particolari controindicazioni mediche, un adeguato apporto di sale può contribuire a sostenere l'idratazione e aiutare a mantenere una pressione più stabile.

Anche magnesio e potassio svolgono un ruolo importante nell'equilibrio dei liquidi e nella funzione muscolare, ma prima di cercare integratori "miracolosi" ricordiamoci sempre che le fondamenta restano una corretta alimentazione e una buona idratazione.

Frutta e verdura di stagione come albicocche, melone, zucchine, patate e ortaggi ricchi di acqua e minerali possono essere un valido aiuto durante i mesi più caldi.

Se ogni estate ti senti scarica, hai la pressione bassa e le tue caviglie a fine giornata sembrano raddoppiare di volume, scrivi "CALDO" nei commenti. 👇

Indirizzo

Via Stanislao Caboni, 14
Cagliari
09125

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