Dott. Andrea Deledda Biologo Nutrizionista

Dott. Andrea Deledda Biologo Nutrizionista Dott.

Andrea Deledda, Biologo Nutrizionista, Specialista in Scienza dell'Alimentazione, Dottore di Ricerca in Bioenergetica del Movimento Umano

I servizi offerti sono: prescrizione di schemi alimentari e diete personalizzate, educazione alimentare, valutazione della composizione corporea, dell'apporto di energia e nutrienti.

Sappiamo bene quanto sia importante l'alimentazione della donna che vuole concepire un figlio, quindi per prassi di cons...
08/09/2026

Sappiamo bene quanto sia importante l'alimentazione della donna che vuole concepire un figlio, quindi per prassi di consiglia l'integrazione di folati già quando si pianifica la . Da uno studio però emerge che un ottimale stato nutrizionale, in particolare per quanto riguarda e , è importante anche per il futuro papà.
La loro carenza infatti è legata a spermatozoi difettosi e maggior rischio di problematiche del nascituro, soprattutto cardiache e neurali.
Queste carenze sono evidenziabili da un emocromo ma ancora meglio andare a dosare le molecole nel sangue.

https://www.medscape.com/viewarticle/low-b12-folate-fathers-linked-birth-defects-2026a1000w5r

Immagino che questo sia uno degli ultimi scritti pubblicati da Andrea Ghiselli (insieme ad altri), compianto medico espe...
07/09/2026

Immagino che questo sia uno degli ultimi scritti pubblicati da Andrea Ghiselli (insieme ad altri), compianto medico esperto di nutrizione, in cui spiega come il e non raffinato moduli , barriera intestinale e in modo da ridurre lo stato infiammatorio e preservarci dalle malattie. Al contrario una dieta ricca in favorisce , , e , l'ingresso nel circolo sanguigno di molecole infiammatorie provenienti dall'intestino. La matrice alimentare fa la differenza tra salute e malattia: il cibo industriale impoverito favorisce la seconda. Vi sembrerà strano, ma molti sono concetti ancora negati da alcuni suoi adepti.

https://www.intechopen.com/chapters/81091

La sindrome dell'intestino irritabile ( ) si ritiene dovuta ad alterazione della comunicazione tra intestino e cervello,...
03/09/2026

La sindrome dell'intestino irritabile ( ) si ritiene dovuta ad alterazione della comunicazione tra intestino e cervello, con coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, del sistema nervoso enterico e dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene ( , quello attivato dallo ).

La comunicazione intestino-cervello può essere modificata da diversi fattori, tra cui "aspetti ambientali – come la dieta, specifici componenti alimentari, farmaci o lo stress – e aspetti biologici, quali la genetica e il gastrointestinale". Il più comune "attivatore" sono comunque probabilmente le , sia virali che batteriche. La patologia deriva da una concomitanza di questi fattori. I meccanismi che determinano il dolore sono sia centrali che periferici.

Le condizioni del microbiota non sono facilmente descrivibili, ma in generale si riscontra aumento di Proteobacteria, Lactobacillaceae e Bacteroides, e diminuzione di Clostridiales, Faecalibacterium e Bifidobacterium. La presenza di eccessi di Klebsiella e E. coli sembra un fattore importante, anche per la formazione di .

La e la produzione di e derivati del triptofano giocano un ruolo importante.

"Gli studi clinici evidenziano l'influenza del microbioma sulle e sulle risposte a interventi come una dieta a basso contenuto di oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili ( ). Viceversa, le modifiche dietetiche possono alterare il microbioma intestinale. Attualmente, la traduzione delle conoscenze sul microbioma in strumenti diagnostici e terapeutici per la sindrome dell' rimane nelle fasi iniziali".

Le persone con IBS hanno inoltre ipersensibilità viscerale e iperalgesia, ossia hanno maggiore dolore per stimoli relativamente blandi. I recettori TRPV1 vengono infatti stimolati da "prodotti microbici, nutrienti, fattori di crescita, neurotrasmettitori (come le amine bioattive, l'istamina e la ) e mediatori pro-infiammatori, tra cui proteasi, chemochine e citochine, che determinano un aumento dell'eccitabilità dei nocicettori (recettori del dolore)", col risultato di stimolare l' e aumentare la dolorabilità.

Nella patogenesi dell'IBS un ruolo importante è rappresentato dalla funzione di barriera intestinale, composta da "strato di muco contenente peptidi antimicrobici e IgA secretorie, cellule epiteliali intestinali e complessi giunzionali, comprendenti sia giunzioni serrate che giunzioni aderenti tra le cellule epiteliali." La compromissione di questa struttura spalanca le porte (letteralmente) all'ipersensibilità viscerale, "con traslocazione di prodotti luminali – quali e componenti microbiche – che porta all'attivazione immunitaria della mucosa e alla stimolazione dei nocicettori".
In alcuni casi quindi la reazione immunitaria e infiammatoria è legata a percorsi simili a quelli delle classiche (che hanno una reazione immediata e violenta). Le cellule della lamina propria vengono infiltrate dai mastociti e contribuiscono all'ipersensibilità viscerale, rilasciando metaboliti (proteasi, istamina, prostaglandine) che si ritrovano belle feci proporzionalmente alla gravità dei sintomi.

Altri ruoli sono legati alla serotonina, ai suoi trasportatori e alla motilità intestinale. Invece il metabolismo degli acidi biliari ha un ruolo legato anche al microbiota che li metabolizza. In questo modo i sali biliari influenzano l'espressione genica, la motilità, la permeabilità intestinale e il richiamo di acqua, in accordo con la funzione di "detergenza" che classicamente hanno.

Alcuni carboidrati possono essere non assorbiti e tendono a fermentare, e questo viene spesso legato ai sintomi e le persone con IBS tendono a dare la colpa agli alimenti ricchi in cereali. In realtà il problema possono essere i FODMAP, zuccheri fermentabili, e una dieta che li riduce può essere quella più indicata, con una reintroduzione seguita da un nutrizionista possibilmente.

Eventi traumatici infantili, depressione e altre turbe psicologiche alterano l'asse surrenalico (risposta allo stress) modulando permeabilità e motilità. Inoltre aumenta la sensibilità dei recettori e l'attivazione dell'amigdala, il centro di gestione delle paure.

In alcuni studi si è mostrato che iniettando (soia, glutine, latte ecc.) nell'intestino di persone con IBS si ha un'attivazione dei mastociti e edema del tessuto intestinale. Si rilasciano IgE (le immunoglobuline dell'allergia) e queste attivano la sensibilità viscerale. Nei topi questa condizione peggiora sotto stress, evidenziando la presenza di 2 vie differenti.

Attualmente non esistono biomarker affidabili per la IBS. I test commerciali per il microbiota non appaiono aiutare in maniera riproducibile. I probiotici e il trapianto di microbiota necessitano di ulteriori studi. Gli antistaminici sembrano avere effetti promettenti.

https://www.thelancet.com/journals/langas/article/PIIS2468-1253(26)00148-2/fulltext

Il   è un pilastro della salute ed è importante per favorire la   e quindi una buona  .Essendo la crescita muscolare il ...
02/09/2026

Il è un pilastro della salute ed è importante per favorire la e quindi una buona .
Essendo la crescita muscolare il risultato di un bilancio tra costruzione di ( ) e loro distruzione ( ), il sonno facilita il bilancio positivo, senza di per sé però aumentare il muscolo.
"Il sonno non causa direttamente la crescita muscolare; piuttosto, può modificare l'ambiente fisiologico in cui si verificano gli adattamenti all'allenamento contro resistenza. I meccanismi più plausibili coinvolgono la regolazione endocrina, il turnover delle proteine ​​muscolari e la capacità di generare e tollerare uno stimolo allenante di alta qualità".
Una notte di sonno di scarsa qualità riduce il e aumenta il , quindi meccanicisticamente ci si può aspettare una riduzione della crescita muscolare.
L'allineamento dei ritmi circadiani è un altro fattore importante, influenzando il rilascio dell' (GH), importante per il mantenimento del muscolo.

Studi più precisi sono necessari per capire meglio i meccanismi, al momento quel che si può dire è che "Un sonno adeguato è una componente ragionevole del recupero e può preservare la qualità dell'allenamento, ma non è ancora possibile prescrivere una quantità di sonno specifica per l' ."

In conclusione, tra le 7 e le 9 ore di sonno appaiono importanti, soprattutto di qualità e nei momenti di maggior impegno (competizioni, viaggi ecc.). Fare attenzione al mancato sonno, russamento o problemi di respirazione, sonnolenza diurna. Rivolgersi a un esperto per correggerli.
"Considerare la nutrizione come un elemento complementare, non come un sostituto. L'assunzione di proteine ​​prima di dormire può aumentare la disponibilità di aminoacidi durante la notte e favorire la muscolare in risposta all'esercizio fisico, ma non compensa un sonno inadeguato."

In un altro documento si dimostra l'importanza del sonno per il recupero dagli , in particolare muscolari. Il miglioramento della secrezione di (in risposta al GH) e il controllo dell' appaiono fondamentali per favorire la guarigione. IGF1 modula i macrofagi in modo da potenziare la rigenerazione dei tessuti muscolari danneggiati.

https://www.ovid.com/jnls/nsca-scj/fulltext/10.1519/ssc.0000000000001000~sleep-the-overlooked-pillar-of-muscle-hypertrophya-critical

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34074604/

In uno studio durato 2 anni,   e   attenuano la   della placca aterosclerotica. Tuttavia, "poiché la progressione del CA...
01/09/2026

In uno studio durato 2 anni, e attenuano la della placca aterosclerotica. Tuttavia, "poiché la progressione del CAC è un biomarcatore di imaging e non un surrogato validato degli esiti cardiovascolari, i risultati non stabiliscono un ruolo per l'integrazione routinaria di vitamina K2 e D3 nella prevenzione primaria o secondaria delle ." In pratica non si sa se questa riduzione della progressione determina poi riduzione della mortalità.
Spesso si dice che, nonostante la sua carenza sia associata a rischio cardiovascolare e calcificazione della placca, la vitamina D non è efficace nel ridurre la mortalità cardiovascolare, ma non si specifica che agisce correttamente solo se sono presenti altre sostanze (appunto la ma anche il magnesio è molto importante).

La vitamina K2 agisce attivando MGP e osteocalcina, proteine che impediscono la calcificazione dei tessuti, mentre la vitamina D aumenta la loro espressione. Appare quindi un lavoro di squadra.

I risultati giustificano nuovi studi per approfondire gli esiti.

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.126.082363

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.126.082640

La psoriasi è notoriamente legata a fattori ambientali e nutrizionali, nonostante ancora qualcuno non l'abbia capito. Tr...
31/08/2026

La psoriasi è notoriamente legata a fattori ambientali e nutrizionali, nonostante ancora qualcuno non l'abbia capito. Tra gli attivatori ambientali della malattia troviamo insulti ambientali che compromettono l'integrità della barriera dermica e favorisce il rilascio di peptidi antimicrobici che attivano la risposta immunitaria mediante autoantigeni. Si causa allora un'alterazione delle citochine infiammatorie e una iperproliferazione dei cheratinociti, con un' che si autosostiene.

Cosa attiva la malattia?

"Traumi fisici a carico della cute – inclusi incisioni chirurgiche, tatuaggi e iniezioni – e traumi chimici (ad es. ustioni) possono indurre lesioni psoriasiche in corrispondenza della sede del danno attraverso il fenomeno di Koebner. Le infezioni rappresentano importanti fattori scatenanti, in particolare per la guttata, che tipicamente insorge a seguito di una faringite streptococcica in adolescenti e giovani adulti (di età inferiore ai 30 anni). Anche la colonizzazione da *Staphylococcus aureus* e la disbiosi cutanea che coinvolge specie di * * e * * sono state associate all'esacerbazione della malattia." Ricordate che se uno vi dice che la Candida è una innocente abitante dell'intestino non si aggiorna da qualche decennio.

Fumo, alcol, raggi UV, alcuni farmaci, sono tutti fattori potenzialmente scatenanti. Inoltre " le occidentali ricche di grassi favoriscono l' e l'alterazione delle barriere intestinale e cutanea, condizioni associate al rischio di psoriasi. Lo psicologico e le fluttuazioni ormonali durante la menopausa o la gravidanza incidono ulteriormente sulle risposte infiammatorie croniche".
La patologia stessa è fonte di stress e le persone con psoriasi hanno maggiore rischio di turbe psicologiche (depressione, ansia ecc.).

Scrive Lancet:
"Modifiche alla , controllo del peso, attività fisica, cessazione del fumo e supporto comportamentale rappresentano complementi essenziali alla terapia farmacologica nella gestione della psoriasi. Tali misure sono attivamente raccomandate dalle linee guida delle società dermatologiche al fine di ridurre il e metabolico e migliorare gli esiti di salute complessivi."

Perdere peso migliora l'attività della malattia e riduce il rischio di , la manifestazione articolare della malattia.
Quale dieta usare?

"Studi osservazionali hanno associato il modello dietetico mediterraneo a una psoriasi meno grave e a profili cardiometabolici migliori. Le diete prive di possono apportare benefici ai pazienti affetti da o celiachia. L'integrazione con acidi grassi e ha dato risultati contrastanti."

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)00349-1/fulltext

La chemioterapia può indurre nelle cellule cancerose uno stato di senescenza in cui non riescono più a riprodursi.In un ...
28/08/2026

La chemioterapia può indurre nelle cellule cancerose uno stato di senescenza in cui non riescono più a riprodursi.
In un modello animale di tumore ovarico, che viene trattato solitamente con la chemio a base di cisplatino, il fruttosio in alte dosi può risvegliare queste cellule e favorire le metastasi. Per le persone in terapia sarebbe utile (come per tutti) evitare fonti grandi quantità di fruttosio come quelle delle bibite zuccherate o di dolci.
La via metabolica coinvolge i mitocondri e la sintesi di colesterolo, che si riduce. Con poco colesterolo nelle membrane, la cellula cambia le sue proprietà adesive con le cellule vicine, tende a "scappare" e a diffondere le metastasi. Infatti le statine nelle persone con tumore sono note per un effetto sia inibitore che promotore, sollevando dubbi sulla loro utilità in questi casi. Ulteriori studi sono necessari per capire il rapporto rischi/benefici.
Anche la supplementazione di NAD+ appare potenzialmente deleteria. I senolitici potrebbero invece essere d'aiuto, eliminando le cellule senescenti.

https://medicalxpress.com/news/2026-07-scientists-fructose-driver-cancer.html

I trialometani presenti nell'  di rubinetto si formano in seguito a clorazione dell'acqua. In uno studio condotto in Cal...
27/08/2026

I trialometani presenti nell' di rubinetto si formano in seguito a clorazione dell'acqua. In uno studio condotto in California sono associati a maggiore rischio di . Il rischio cresce al crescere dei livelli ma si manifesta già a livelli ritenuti sicuri dall'EPA.

https://www.facebook.com/photo?fbid=1989472661690819&set=a.1223460611625365

Women with relatively greater exposure to common disinfection byproducts in drinking water — even at levels below federal limits — may be at an increased risk for uterine cancer, a large prospective study suggests.

Among over 53,000 California women followed for two decades, those exposed to the highest levels of disinfection byproducts called trihalomethanes (THMs) had an 18% higher risk for uterine cancer vs women with the lowest exposure levels. They also had a 23% higher risk for endometrioid tumors, specifically.

The researchers were quick to point out that the findings, published in JAMA Network Open, do not prove causation. https://mdsc.pe/4wjLFBk

La madre è la principale fonte di batteri per il   del neonato. Sia il   che l'  favoriscono la colonizzazione delle spe...
26/08/2026

La madre è la principale fonte di batteri per il del neonato. Sia il che l' favoriscono la colonizzazione delle specie corrette (sempre che la mamma abbia un buon microbiota). Viceversa e latte in formula favoriscono un microbiota alterato. In particolare in questo studio si è scoperto che è possibile prevedere la ( ) nel bambino esaminando il microbiota della mamma.

https://www.nature.com/articles/s41586-026-10922-9

Indirizzo

Via Nuoro 10 Cagliari, Via Aramu 11 Elmas (CA)
Cagliari
09125

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