27 • Hair Salon by Valentina

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Perché non l’hai fatto? Non lo so, l’ho sempre sognato. Poi ho fatto altro. Non che mi sia pentita, le scelte a volte so...
14/04/2021

Perché non l’hai fatto?

Non lo so, l’ho sempre sognato. Poi ho fatto altro. Non che mi sia pentita, le scelte a volte sono improvvise. Non me ne sono accorta e come un lampo mi sono trovata nonna. Tre bellissimi nipoti, te ne ho mai parlato?

Si... il piccolo ha 4 anni giusto?

Da poco. Ti ho detto del compleanno? Una videochiamata.

Però dai, almeno vi siete visti no?

Lasciamo stare altrimenti facciamo come quelli che parlano solo di quello. Non mi ricordo più, dicevo? Ah il sogno si! L’ho sempre sognato, un lavoro come questo che fai tu. Conoscere tante persone, tutte diverse, vederle cambiare nel tempo. Noi da quanto ci conosciamo? Dieci anni? Quindici? Nel frattempo io sono cambiata, e anche tu. Il mondo è cambiato, intorno a noi.

A dirla tutta, il mondo intorno a noi non è poi cambiato così tanto. Non come mi aspettavo. A parte l’ultimo anno, ma abbiamo detto che non ne parliamo.

Vero. Ma le scelte, quelle sono improvvise. Trascorri tanto tempo a cercare di capire quali scelte fare, poi scegli all’improvviso. E capisci che tutto quel tempo speso, perso, consumato a decidere cosa scegliere, insomma le scelte arrivano improvvise.
Sembro pazza quando parlo così?

Dici che le decisioni arrivano da sole? Come se non fossi tu a scegliere?

Forse sì.

Anche per le decisioni importanti?

Sì, di più. Lì ti butti proprio o non decidi mai. Bisogna imparare a essere responsabili delle proprie scelte e ad essere pronti a cambiare idea. È così che si viaggia leggeri. Senza il peso insopportabile delle decisioni. Altrimenti è chiaro che sei bloccata. E chi si muove. Se ogni scelta è definitiva come la morte, uno la rimanda, e ci pensa su. Poi scelgono gli altri per te. Oppure come gli ignavi, dietro uno straccio. Sembro una pazza vero?

No assolutamente. Ma quindi perché non l’hai fatto?

Non lo so, l’ho sempre sognato. Poi ho fatto altro, te l’ho detto, un lampo, come te Vale.

Infatti finito. La prossima volta però mi racconti meglio perché...

Perché cosa Vale?

Perché non l’hai fatto.

E chi lo sa Vale, ci vediamo più avanti.
..

Gli antichi Romani non lo apprezzavano perché veniva associato ai barbari. Ora è il colore preferito dalla metà della po...
10/06/2020

Gli antichi Romani non lo apprezzavano perché veniva associato ai barbari. Ora è il colore preferito dalla metà della popolazione mondiale. Il blu del mare, il blu del cielo, il blu degli occhi dipinti di blu. Il blu evoca sogno, lontananza, infinito.

Negli Stati Uniti, l’uscita dagli uffici viene detta “ora blu”. È anche il simbolo di pace tant’è che è il colore dell’ONU, dell’UNESCO e di altre grandi istituzioni. È il colore del fresco e dell’acqua.
È il colore degli orizzonti lontani, delle spiagge paradisiache, del relax.

Benvenuti nel mondo blu di 27.

vi aspetta
a Cagliari in Via Mameli 126/C

T. 347 86 83 536

Eh, già!Lontana dalle solite mete turistiche.Remota, incontaminata e molto, molto esotica.Ma non è ancora il momento di ...
17/05/2020

Eh, già!
Lontana dalle solite mete turistiche.
Remota, incontaminata e molto, molto esotica.
Ma non è ancora il momento di aprire un chiringuito a Rarotonga.

Almeno non lo è per me.

Però, un cambiamento radicale, quello sì.
Lo meritavo. L’ho guadagnato col tempo. L’ho immaginato
negli anni, taglio dopo taglio, colore dopo colore, lunedì
dopo lunedì.

Non vado via, rimango; non mi fermo, riparto.

27 Cambia Look e cambia sede,
da oggi è in Via Mameli 126/c

Serve l’appuntamento, bisogna indossare guanti e mascherina, essere certi di non avere sintomi da Covid-19, usare tutte le precauzioni che dicono in TV ed essere puntali.
Al resto penso io.

Vi aspetto!

27
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Cagliari, via Mameli 126/c
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L’emergenza Coronavirus è una cosa molto seria, in tutta Italia.Rispettiamo quattro comportamenti indispensabili:1 Tenia...
11/03/2020

L’emergenza Coronavirus è una cosa molto seria, in tutta Italia.
Rispettiamo quattro comportamenti indispensabili:
1 Teniamoci a distanza di sicurezza gli uni dagli altri
2 Evitiamo i contatti fisici anche nei saluti
3 Non frequentiamo aree affollate
4 Laviamoci spesso le mani

Facciamolo tutti. Per la nostra salute.
Anche i parrucchieri.

All’origine dell’umanità stanno miti dove si mangia senza lavorare. A meno che non appartenga al popolo dei Lotofagi, sa...
02/08/2019

All’origine dell’umanità stanno miti dove si mangia senza lavorare. A meno che non appartenga al popolo dei Lotofagi, sai che devi lavorare per poter mangiare. Hyakujo era un maestro cinese di Zen. A ottant’anni suonati lavorava ancora regolarmente, occupandosi del suo grande giardino e curando il suo orto. I suoi discepoli, che erano preoccupati che si stancasse troppo, vista la sua età, decisero di nascondergli gli attrezzi da lavoro. Il maestro non trovando più le sue forbici e le sue zappe, smise di mangiare. I discepoli, per qualche giorno, pensarono che fosse arrabbiato con loro, perché gli avevano nascosto gli attrezzi, dunque li rimisero al loro posto e il maestro ricominciò subito a lavorare e a mangiare. Aveva smesso di mangiare non perché fosse arrabbiato con i suoi discepoli ma perchè “Chi non lavora non mangia” e su questa verità pratica fece lezione ai discepoli la sera stessa.

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Il traffico urlante tra la Diciassettesima e Broadway, un agguerrito esercito di Taxi, le insegne di Gucci, Prada, Hugo ...
13/07/2019

Il traffico urlante tra la Diciassettesima e Broadway, un agguerrito esercito di Taxi, le insegne di Gucci, Prada, Hugo Boss, le facce stravolte dei riders, giraffe ubriache sugli stivali Jimmy Choo nuovi di zecca, Porsche colore verde pino. Questa è Manhattan. Questo è il mondo di Miranda Priestly. Ma è anche il mondo in cui cerca il suo spazio Andy Sachs, l'incarnazione della perfetta ragazza di provincia, una ragazza "normale" che non ha interesse per la moda e le tendenze del momento, ma che si trova catapultata per caso nel mondo di tutto ciò che è en vogue.

Le due si incontrano nei corridoi in cui i prestigiosi accessori di Prada, Armani, Versace s'imbattono nello stilista che li ha creati e la manutenzione delle mèches costa in media seimila dollari all'anno. Così la ragazza che indossa un maglione "qualunque" si sentirà dire da Miranda:

“Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso. Ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo. E sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent, se non sbaglio, a proporre delle giacche militari color ceruleo. E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l'hai pescato nel cesto delle occasioni. Tuttavia quell'azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori delle proposte della moda quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti... in mezzo a una pila di roba”.

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10/07/2019

Sembrava una domenica come tutte, il 16 maggio 2004. E lo è stata per i tanti che non sapevano che quel giorno sarebbe s...
27/06/2019

Sembrava una domenica come tutte, il 16 maggio 2004. E lo è stata per i tanti che non sapevano che quel giorno sarebbe stata l'ultima partita di Roberto Baggio. Per gli altri, quel Milan - Brescia del 16 maggio 2004, è stato invece il giorno in cui hanno visto uscire dal campo uno dei giocatori più amati di tutti i tempi, una delle carriere più belle del calcio Italiano. Esce dal campo dopo sedici anni di sorrisi, ma anche di dolori e di ginocchia sfasciate, con una sola frase: "Ho dato tutto".

Il fantasista di Caldogno.

Eh già, perché 27 parla di Baggio? Lo spunto è il suo codino, ammesso. Si perché Baggio è chiamato "il divin codino", quindi...
Magari si può ironizzare sul fatto che Silvio B., in qualità di Presidente del Milan, nel fine partita proprio di quel Milan - Brescia in cui Roby ha dato l'addio ai campi di gioco, gli criticò pubblicamente il codino, mentre Roby già non lo portava più.
Oppure si puo’ ricordare quando si è presentato in campo al Bologna Calcio, con i capelli cortissimi, quasi rasato. In quel momento il suo cambio look radicale era anche la metafora della sua reazione, della sua rinascita, del suo cambiamento.
Poi ti ricordi dei disastri che combinava in panchina Renzo Ulivieri, l'allenatore del Bologna, che non lo faceva giocare proprio contro le sue grandi ex squadre, Milan e Juve, e proprio quando lui si stava giocando il tutto per tutto per conquistarsi un posto nella nazionale di Maldini.

Poi ti ricordi di lui con Ronaldo.

Puoi anche fermare un attimo l'immagine a quei rigori del 17 luglio del 1994 a Pasadena, nella finale col Brasile, quando Roby tira il rigore della speranza. Lo sbaglia, perché tira alto, e le telecamere si soffermano per qualche istante sulle sue spalle curve che reggono una testa china con il peso di tutta la delusione d'Italia. Il codino appoggiato sulla scritta R. Baggio, sulla maglia azzurra della Nazionale Italiana appena sconfitta nella finale dei Mondiali. A legare definitivamente il codino, il numero 10, l'azzurro, Baggio, la sconfitta.

Poi ci prendi gusto e ti rivedi il suo primo goal in serie A, il 10 maggio 1987 (Napoli-Fiorentina 1-1). Poi il primo goal in Nazionale, il 22 aprile 1989 nell'amichevole tra Italia e Uruguay (1-1).

Poi ritrovi le sue magie negli articoli di Gianni Brera che lo descrive "Un esempio, un grande giocatore, Baggio è un "asso rococò": mette il dribbling anche nel caffellatte". E capisci la sua semplicità dalle sue parole "Avevo solo un pensiero, prendere la palla e andare in porta. Il resto non mi interessava". Poi riascolti le sue interviste e capisci un po' di più l'uomo, "Non c'è tempo, devi diventare grande velocemente, devi sempre dimostrare, devi sempre cercare di dare il meglio di te stesso. Quando le cose vanno bene non hai il tempo di gustartele, perché ci sono subito altri eventi. Gli errori rimangono, i successi passano un po' più velocemente, a lasciare il segno più profondo sono le sconfitte, le sofferenze, i patimenti. Quando ho giocato l'ultima partita a Milano, quel giorno, mi sono liberato di una grande sofferenza che purtroppo mi ha accompagnato per tutta la mia carriera".
Sorridi se trovi le parole di Carletto Mazzone, ”Questo era uno che ogni giorno faceva una giocata nuova, e io gli dicevo ndo'le tieni !? Ando' c'èllehai !?”

"Baggio è una nevicata scesa da una porta aperta nel cielo". Ecco, appunto.
Lucio Dalla.

Puoi interrogarti sul perché uno come lui ti manca. La fantasia, l'invenzione, il gesto, l'eleganza ma soprattutto la semplicità, l'immediatezza la spontaneità; tutte cose che Roberto aveva. Le cose banali le fanno tutti. È fare qualcosa che non sanno fare gli altri che fa la differenza, il gol lo può fare chiunque, in qualunque maniera, però c'è differenza su come viene fatto, come viene costruito, come viene sviluppato. Il fantasista deve avere una soluzione in più degli altri, quella è dettata dalla velocità del ragionamento, dal capire in anticipo cosa può succedere in quell'azione, quando veramente uno riesce a fare quello che nessuno si aspetta. Questo è.

Alla fine ti dimentichi del suo look e sul tuo schermo parte un video, forse qualcuno si ricorderà il telecronista e pure la partita...
..Baggio, Baggio che converge, Baggio, Baggio, finta di Baggio... Grandissimo gol di Baggio! Grandissima impresa di Baggio, veramente bravo! Ha fatto una cosa che veramente fa esplodere e giustamente l'Olimpico; è un pezzo da antologia calcistica... finta sull'ultimo difensore e poi la battuta in controtempo sull'accenno di uscita del portiere, una prodezza eccellente!

Ci sono calciatori che sono bandiere...
e campioni che non hanno colori.

Passami il mantello neroLa mia spada da toreroOggi salvo il mondo interoCon un gioco di magia"Il costume da torero" di B...
08/06/2019

Passami il mantello nero
La mia spada da torero
Oggi salvo il mondo intero
Con un gioco di magia

"Il costume da torero"
di Brunori Sas

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Avere più di cinquant'anni e non dimostrarlo.O meglio: dimostrare di averli, di essere cambiate nel tempo, ma riuscendo ...
04/06/2019

Avere più di cinquant'anni e non dimostrarlo.
O meglio: dimostrare di averli, di essere cambiate nel tempo, ma riuscendo a conservare personalità e femminilità.
Questo secondo caso, è sicuramente quello che più si adatta a Demi Moore.
Iniziò la sua carriera ancora molto giovane, e poco più che ventenne, si fece notare in ruoli cinematografici via via più significativi come in ‘St.Elmo’s fire’ o ‘A proposito della notte scorsa’.
Ebbe la consacrazione del grande pubblico per il ruolo di eroina romantica nel film ‘Ghost’.
Questa interpretazione, per una volta, mise d’accordo spettatori e critica.
Quella stessa critica che più volte era stata severa nei suoi confronti, e che aveva giocato con il suo nome, coniando soprannomi quali Gimme Moore (gioco di parole su "gimme more" - "dammi di più") ad indicare le alte cifre che chiedeva per gli ingaggi.
Quando cominciò ad accettare anche ruoli più sexy, quali ‘Proposta indecente’ o ‘Striptease’, il soprannome venne cambiato in "Demi goddess" ("semi-dea").
Passano gli anni, cambiano i ruoli, ma la sua bellezza rimane un punto fermo.
Demi Moore è una donna che ha compreso i propri punti di forza e ha capito che non serve necessariamente stravolgere il proprio look.
I suoi cambiamenti sono moderati, sempre accorti.
Ed al centro di questi cambiamenti ci sono sempre stati i capelli.
Passata presto da un’acconciatura corta, più sbarazzina, degli inizi, ai capelli lunghi, ha più volte modificato il suo aspetto, semplicemente portandoli lisci, piuttosto che con un accenno di permanente; tenendoli sciolti o raccolti.
Negli anni è riuscita a cambiare rimanendo sempre se stessa.
Lo shock degli appassionati fu quindi grande, quando per le riprese del film ‘Soldato Jane’, la Moore si presentò al mondo con i capelli rasati.
Quello è stato probabilmente l’unico vero momento di rottura nello stile dei piccoli cambiamenti che l’avevano sempre contraddistinta.
Eppure, anche in quella situazione così estrema, a nessuno è mai venuto in mente di mettere in discussione la sua innegabile bellezza e femminilità.

* * *
Demi Moore è un’attrice e produttrice cinematografica Statunitense.
Tra le sue interpretazioni più importanti, si possono ricordare ‘Ghost’, ‘Codice d’onore’, ‘Rivelazioni’ e ‘Soldato Jane’.
E’ stata a lungo sposata con Bruce Willis, con cui ha avuto tre figlie.

Stai pensando a un cambio look?

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Indirizzo

Via Goffredo Mameli 120
Cagliari
09123

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

+390708875000

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