02/04/2026
Come malattia dell'utero (hystera, in greco), l'isteria poteva manifestarsi solamente nelle donne: «...la cosiddetta matrice o utero,» spiega Platone «creatura viva desiderosa di fare figli, allorché non produce frutto per molto tempo dopo la stagione, si affligge e si duole, ed errando qua e là per tutto il corpo e chiudendo i passaggi dell'aria e non lasciando respirare, getta il corpo nelle più grandi angosce e genera altre malattie di ogni specie...» (Timeo).
L'utero viene concepito come semovente, forse autonomo, e perciò una «creatura vivente» (Cornford)
- O «animale» Jowett e T. Taylor). L'isteria è l'effetto dell'animale bramoso nella donna.
La prima opera sull’isteria la dobbiamo a Jorden , studioso della stregoneria. Isteria e stregoneria andavano a braccetto e l’isteria era un problema di fede religiosa.
Jorden innalza l'area dell'afflizione dall'utero al cervello. Non solo: sposta la questione stessa dall'àmbito religioso e irrazionale all'àmbito laico, facendone un problema passibile di spiegazione. Ma così facendo, divenendo un problema laico e scientifico, si arriva all’inferiorità femminile e agli “studi” che dimostravano ciò…