20/08/2026
Le macchie non sono tutte uguali, e la differenza la fa capire quale avete davanti.
La melanina viene prodotta dai melanociti in risposta al raggi UV. Ma il problema non è la melanina in sé, che è un meccanismo di difesa al sole, ma la sua distribuzione: con l’esposizione cronica alcuni melanociti restano iperattivi e continuano a produrre pigmento sempre nello stesso punto, che si deposita nell’epidermide e in alcuni casi anche più giù, nel derma formando le macchie.
Le lentigo solari sono le macchie del fotoinvecchiamento vero, pigmento epidermico, e rispondono benissimo alla luce pulsata. Le efelidi sono geneticamente determinate e si accendono con il sole. Il melasma è un’altra storia ancora: ormono-dipendente, spesso a componente dermica, spessissimo recidivante, e va gestito con estrema cautela perché una fonte di calore mal calibrata lo può addirittura peggiorare.
Poi ci sono le iperpigmentazioni post-infiammatorie, che nascono da un’infiammazione pregressa e richiedono un ragionamento ancora diverso.
Ecco perché il primo passo non è il macchinario, è la diagnosi. Una lesione pigmentata va sempre valutata prima di essere trattata, e se ha caratteristiche dubbie il percorso giusto è sempre e solo la consulenza dermatologica senza eccezioni.
Sulle creme: un ruolo ce l’hanno, ed è modulare la produzione di melanina e mantenere il risultato. Ma rimuovere il pigmento già depositato è un’altra cosa. Chi vi promette il contrario vi sta vendendo un’illusione.
Lumecca lavora con luce pulsata ad alto picco energetico: il pigmento assorbe l’energia, si frammenta, e la macchia va via. In genere servono 2 o 3 sedute a distanza di un mese circa, e si esegue a pelle non abbronzata.
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Dott.ssa Giulia Niro - Chirurgia Estetica e Rigenerativa
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