Dott.ssa Giorgia D'Angelo - Biologa Nutrizionista

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Secondo i dati del grande studio di popolazione "Moli-sani", quanto maggiore è il consumo di alimenti ultra-processati, ...
27/02/2021

Secondo i dati del grande studio di popolazione "Moli-sani", quanto maggiore è il consumo di alimenti ultra-processati, tanto maggiori sono i rischi per la salute.
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Un elevato consumo di alimenti ultra-processati si associa a un maggior rischio di morte per diverse cause: è quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Neuromed di Pozzilli (IS), dell’Università dell’Insubria di Varese, dell’Università di Firenze e del Mediterrane...

01/01/2021
03/04/2020

Vitamina D e Coronavirus: tra i falsi miti e la realtà

Cari amici e colleghi oggi facciamo il punto della situazione sul tema particolarmente discusso la momento Vitamina d e Coronavirus;

Siamo in piena emergenza da coronavirus, e come purtroppo troppo spesso accade di fronte alle emergenze non fanno che aumentare le “fake news” e le bufale anche nel settore nutraceutico.

Oggi perciò, voglio parlarvi e chiarire definitivamente il ruolo della Vitamina D nel COVID19.

Pochi giorni fa, due testate giornalistiche nazionali di estrema rilevanza hanno pubblicato i seguenti articoli: il primo di Repubblica dal titolo «Coronavirus, studio dell’Università di Torino: assumere più vitamina D per ridurre il rischio di contagio», ed il secondo di La Stampa dal titolo «Coronavirus, lo studio dell’Università di Torino: la vitamina D può ridurre il rischio contagio».

Ecco un esempio di fake news. La vitamina D non riduce il rischio di contagio, non perché non sia efficace o perché non funzioni, bensì perché non ci sono studi d’intervento a testimoniarlo.

Attenzione però, leggendo bene il contenuto degli articoli (che a loro volta si rifacevano a documenti di consensus elaborati da medici dell’Università di Torino) si comprende che si tratta di una raccomandazione, non di uno studio sottoposto a peer-review e pubblicato in una rivista scientifica.

Utilizzare nei titoli o scrivere in un articolo di giornale che si tratta di uno studio risulta errato, si potrebbe parlare piuttosto di un preprint, ma c’è un altro problema: il documento dei due medici di Torino non parla di prevenzione per evitare il contagio, ma di «considerazioni epidemiologiche»: sembra infatti che quasi tutti i pazienti finiti in terapia intensiva per coronavirus abbiano bassi livelli plasmatici di vitamina D.

Ma cosa serve la vitamina D?
Quando si parla di vitamina D, ci si riferisce generalmente ad un insieme di steroidi lipofili denominati ergocalciferolo (vitamina D2) e colecalciferolo (vitamina D3).

La sintesi endogena di vitamina D insieme alla dieta rappresentano le due vie di reperimento negli umani. In particolare, la sola alimentazione apporta all’incirca il 10-20% dell’introito totale di vitamina D.

Il colecalciferolo viene prodotto dal suo precursore 7-deidrocolesterolo, nella pelle, dopo l'esposizione ai raggi UV B della luce solare.

Nel suo stato originale, la vitamina D3 è inattiva e richiede due reazioni di idrossilazione per diventare biologicamente attiva. La prima si verifica nel fegato, mentre la seconda avviene nel rene, in cui viene prodotta la forma attiva di vitamina D, il calcitriolo.

Il calcitriolo esercita i suoi effetti biologici sul recettore della vitamina D (VDR), un recettore intracellulare che una volta attivato regola la trascrizione genica e la sintesi proteica.

L'azione principale del calcitriolo è il mantenimento dell'equilibrio del calcio scheletrico attraverso l'assorbimento del calcio nel tratto intestinale, promuovendo la produzione e la funzione degli osteoclasti e regolando la secrezione dell'ormone paratiroideo, che è anch’esso un importante regolatore dell'omeostasi del calcio. Tuttavia, negli ultimi anni, l'influenza biologica della vitamina D è stata significativamente ampliata oltre la semplice regolazione del calcio. Il VDR è stato isolato in diversi tessuti non tradizionalmente coinvolti nell'omeostasi del calcio, come il miocardio e i fibroblasti.

Studi d’intervento in aggiunta a studi epidemiologici hanno evidenziato come i soggetti con ipovitaminosi D abbiano un maggior rischio di sviluppare malattie autoimmuni, declino cognitivo precoce, infortuni muscolari, infezioni del tratto respiratorio superiore e patologie oncologiche;

Questo a testimonianza del fatto che la vitamina D non interviene esclusivamente nell’omeostasi del calcio, ma anche in quella immunitaria e soprattutto infiammatoria.

N.B. La vitamina D può essere sia nutraceutico (a dosaggi fino a 2000 UI/die pari a 50 mcg), sia farmaco (>2000 UI/die)

La carenza di vitamina D è stata infatti collegata all'aumento della produzione e del rilascio di citochine infiammatorie, che possono avere un effetto negativo sulla funzionalità del miocardio, dei polmoni o influenzare indirettamente altri organi vitali.

Studi in vitro suggeriscono che la vitamina D sopprime le citochine proinfiammatorie come il TNF-alfa e l’IL-6, mentre aumenta i livelli delle citochine antiinfiammatorie.

Il peggioramento dei risultati clinici in pazienti con insufficienza di vitamina D nello scompenso cronico può essere quindi in parte correlato ad uno stato proinfiammatorio, che può influenzare direttamente la funzione cardiaca o indirettamente altri organi.

Non a caso, studi condotti su pazienti con artrite reumatoide hanno evidenziato come il trattamento con Tocilizumab sia maggiormente efficace nello spegnimento dell’infiammazione in pazienti con livelli di vitamina D a target. Da qui, il potenziale razionale che possa contribuire allo spegnimento dell’infiammazione anche nei pazienti con infezioni virali (sono in corso studi di Tocilizumab in pazienti affetti da coronavirus.

Quindi, in conclusione, la vitamina D non riduce il rischio di contagio da coronavirus, ma svolge un ruolo chiave nell’omeostasi del calcio, immunitaria ed infiammatoria. Potrebbe inoltre contribuire a migliorare l’efficacia di alcuni trattamenti terapeutici antinfiammatori.

Ricordiamoci però che:

La vitamina D va assunta a stomaco pieno, preferibilmente con un veicolo grasso;
La terapia giornaliera da 1000 UI/2000 UI è migliore rispetto alla terapia ad alto dosaggio mensile specie in soggetti che non presentano gravi carenze;;

L’integrazione è consigliabile in tutti i pazienti con livelli di vitamina D

ENDOMETRIOSI E ALIMENTAZIONEL’endometriosi è una patologia che colpisce il 10% delle donne europee in età fertile. Con i...
28/03/2020

ENDOMETRIOSI E ALIMENTAZIONE

L’endometriosi è una patologia che colpisce il 10% delle donne europee in età fertile. Con il termine endometriosi si indica la presenza di tessuto endometriale al di fuori del contesto uterino. A questo si correla anche un’aumentata concentrazione di estrogeni circolanti. Non è stata ancora compresa l’esatta dinamica che può causare l'endometriosi, ma si conoscono ormai molto bene le conseguenze di questa patologia: lesioni e irritazione tissutale, infiammazione, formazione di cicatrici e sterilità (il 30-40% delle donne sterili soffre di endometriosi).
I sintomi possono variare sia come intensità sia come tipologia: una minoranza di donne è addirittura asintomatica, ma la maggior parte di loro lamenta forti dolori pelvici e rettali che iniziano qualche giorno prima delle mestruazioni e si protraggono sino alla fine del ciclo. Il tessuto endometriale eccedente si comporta infatti come quello normale localizzato nell’utero: aumenta di dimensioni per poi sfaldarsi, causando dolori anche invalidanti.

Da un punto di vista ALIMENTARE si può fare tanto. La dieta per endometriosi ha essenzialmente tre scopi:
📌Ribilanciare gli ormoni attraverso una dieta a basso carico glicemico.
📌 Migliorare i sintomi intestinali attraverso il ripristino della flora batterica del colon.
📌Diminuire la risposta infiammatoria, limitando i dolori correlati.

Si consiglia, pertanto, a chi soffre di endometriosi di:

-Aumentare il consumo di alimenti ricchi di omega-3 a fronte di una riduzione degli omega-6 da cui derivano prostaglandine pro-infiammatorie

-Ridurre il consumo di prodotti a base di farina, come pane e pasta: le donne che soffrono di endometriosi sembrano avere una sensibilità maggiore al glutine.

-Evitare l’utilizzo di zuccheri, provenienti da qualsiasi fonte: zucchero bianco, zucchero di canna ecc… in quanto promotori dell’infiammazione.

-Evitare la caffeina che peggiora i crampi e sembra avere un effetto sulla produzione estroginica.

-Evitare la carne rossa e i latticini, poiché aumentano la risposta pro-infiammatoria modulata dalle prostaglandine.

-Evitare cibi fritti, oli vegetali, margarine e alimenti che ne contengono: promuovono le prostaglandine pro-infiammatorie.

-Aumentare il consumo di alimenti ricchi di magnesio, che contribuisce a ridurre i crampi.

-Mantenere un peso corporeo adeguato: la perdita di peso è di grande aiuto nel miglioramento dei sintomi, in quanto l’endometriosi è caratterizzata da un eccesso di estrogeni che vengono prodotti dal grasso peggiornado la sintomatologia.

L'Ordine Nazionale dei Biologi, durante questo periodo critico, consente in via eccezionale ai propri iscritti, di conti...
21/03/2020

L'Ordine Nazionale dei Biologi, durante questo periodo critico, consente in via eccezionale ai propri iscritti, di continuare a svolgere il proprio lavoro tramite consulenze online.

Per tutti coloro che ne avessero bisogno, sono a disposizione per appuntamenti tramite videochiamata WhatsApp/ Messenger/ Skype o telefono.

QUARANTENA: FARE UNA SPESA PER 15 GIORNI SI PUÒ🛒In questo momento, dovendo uscire il meno possibile, ottimizziamo le rid...
14/03/2020

QUARANTENA: FARE UNA SPESA PER 15 GIORNI SI PUÒ🛒
In questo momento, dovendo uscire il meno possibile, ottimizziamo le ridotte possibilità di fare la spesa nei supermercati seguendo queste indicazioni.

✍️FACCIAMO UNA LISTA DI CIÒ CHE SERVE: prima di uscire facciamo un check della dispensa e del frigorifero. Limiteremo così il più possibile la permanenza all'interno del supermercato e la necessità di doverci tornare.

📌USIAMO IL CONGELATORE: acquistiamo prodotti freschi in quantità, così da consumarli di lì a poco e congelarne la restante parte. Possiamo anche comprare alcuni alimenti già congelati come pesce, verdure, minestroni ecc…

📌PRODOTTI FRESCHI: acquistiamo frutta e verdura fresca. Una parte della verdura possiamo cuocerla per poi congelarla. Anche la frutta può essere congelata e poi frullata per farne dei gelati gustosi e salutari (la base è sempre la banana perché è ricca di pectina, un addensante naturale, che riesce a dare la cremosità al gelato). Inoltre, molta frutta ha una durata piuttosto lunga (mele, banane, ananas). Carne e pesce sempre da consumare entro pochi giorni o eventualmente da mettere nel freezer.

📌PRODOTTI A MEDIA e LUNGA CONSERVAZIONE: nell'ottica di ridurre le uscite è importante non limitarsi all'acquisto dei soli prodotti freschi. Pensiamo quindi ad acquistare FORMAGGI semi-stagionati o stagionati: scamorze, parmigiano, asiago, provolone. CEREALI: pasta, riso, farro, orzo ecc... LEGUMI: preferibilmente secchi, approfittando del tempo in più che abbiamo per l’ammollo e la cottura. UOVA: hanno una scadenza lunga, possiamo pertanto acquistarne anche in quantità. FRUTTA SECCA (mandorle, nocciole, noci...): ideale per gli spuntini, da aggiungere alle insalate o magari per preparare dei dolci fatti in casa. LATTE UHT o BEVANDE VEGETALI a seconda delle esigenze. YOGURT che ha lunga scadenza, ideale per la merenda. VERDURE CONGELATE: se avete spazio nel congelatore acquistatele per non dover rinunciare alla vostra dose di fibra giornaliera, utile per la regolarità intestinale ma anche per il senso di sazietà. CONSERVE: alimenti conservati come la passata di pomodoro per preparare pasta, carne alla pizzaiola, pesce, verdure; tonno/sgombro/salmone in scatola o vetro. FARINA: approfittiamo per preparare pane e pasta fatti in casa, e perché no, qualche dolcetto per la colazione. Inoltre, se finiamo il pane fresco (che può essere anche porzionato e congelato) possiamo realizzare delle semplici piadine con acqua e farina, delle focacce, la pizza!

🚫NO CIBO SPAZZATURA: In questi giorni in cui la sedentarietà fa da padrona, evitiamo di acquistare junk food come patatine, stuzzichini o dolciumi vari.

❌NO CIBI FOBICI: se siamo consapevoli che alcuni cibi difficilmente ci fanno avvertire il segnale di STOP, evitiamo di acquistarli.

Il Prof. Canio Buonavoglia, docente di Malattie Infettive al Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Bar...
13/03/2020

Il Prof. Canio Buonavoglia, docente di Malattie Infettive al Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Bari, afferma che già con l’epidemia di SARS, che però non ha toccato l’Occidente, il Corona virus responsabile aveva fatto il salto di specie proprio dai pipistrelli. Ma, evidentemente, quella lezione non ha sortito alcun insegnamento.
I pipistrelli sono “naturalmente” un coacervo di virus, ed in particolare di Corona virus che se ne starebbero lì fermi se qualche sciagurato esemplare della nostra specie umana non ne facesse alimento evidentemente immondo.

Le cause della pandemica diffusione del Corona virus Covid-19 risiedono in abitudini alimentari folli e nella contiguità ormai irrefrenabile dei centri urbani ai residui lembi di territori aperti. Non illudiamoci, a sentire la medicina veterinaria, che il futuro vaccino possa essere la panacea. Co...

Come diceva Ippocrate, fa che il cibo sia la tua medicina... Con gli alimenti giusti possiamo fare MOLTISSIMO per preven...
11/03/2020

Come diceva Ippocrate, fa che il cibo sia la tua medicina...
Con gli alimenti giusti possiamo fare MOLTISSIMO per prevenire (e talvolta anche curare) malattie cronico-degenerative ma anche infettive!

👉La dieta ANTINFIAMMATORIA

Fondamentalmente basata sui seguenti ingredienti:

🌾Cereali integrali (con crusca e germe dunque), con fibra prevalentemente insolubile che contrasta il rischio di stitichezza e il tempo di permanenza (e quindi a contatto con la parete cellulare) delle sostanze cancerogene.

🍞 Pane di grani antichi lievitato con pasta madre.

🌿 Legumi (ricchi di fibra solubile che crea un gel protettivo che si va ad interfacciare tra il bolo alimentare e la parete dell’intestino; va inoltre a modulare l’assorbimento di glucosio e colesterolo, riducendo anche l’assorbimento di alcuni cancerogeni).

Olio di oliva extra vergine (antiossidante e antinfiammatorio).

🥗Verdure (non amidacee, quindi non le patate) e 🍓 frutta locale e di stagione (ricche di vitamine, fibra e polifenoli, con proprietà benefiche per la nostra salute).

🥜frutta oleosa (noci, mandorle ecc. rallentano l’assorbimento del glucosio). In particolare, le noci e i semi di lino sono ricchi di acidi grassi Omega 3.

🐟Pesce (i suoi grassi Omega 3 hanno proprietà antinfiammatorie e riducono i livelli di trigliceridi nel sangue). Meglio il pesce azzurro. Non fritto.
Il consumo di pesce è stato associato a livelli più bassi di marker infiammatori, tra gli adulti sani.

ELIMINIAMO LO ZUCCHERO ED I PRODOTTI RAFFINATI.
❌ Lo zucchero può sopprimere il sistema immunitario e mettere in pericolo le difese contro le malattie infettive. [1] [2]

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/4748178
[2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1069679

👉⛔️ BUFALA CEBION E CORONAVIRUSSta circolando su Whatsapp una bufala sull'integratore da farmacia Cebion, un integratore...
11/03/2020

👉⛔️ BUFALA CEBION E CORONAVIRUS

Sta circolando su Whatsapp una bufala sull'integratore da farmacia Cebion, un integratore di vitamina C, e il coronavirus.

In questi giorni circola su Whatsapp un audio di una presunta operatrice sanitaria che invita le persone a proteggersi dal coronavirus assumendo delle compresse di un integratore di vitamina C disponibile in Farmacia, chiamato Cebion, che sarebbe in grado di potenziare il sistema immunitario. Faccia...

Non fare colazione al mattino influisce negativamente sul rendimento scolastico. Quello che viene solitamente definito i...
07/12/2019

Non fare colazione al mattino influisce negativamente sul rendimento scolastico. Quello che viene solitamente definito il pasto più importante della giornata è stato al centro di una ricerca dell’Università di Leeds, che ha individuato il legame tra il primo pasto e una serie di esami sostenuti dagli studenti della scuola secondaria di II grado.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers in Public Health. Gli studenti che hanno affermato di avere fatto raramente colazione hanno ottenuto un punteggio complessivo medio di quasi due punti inferiore rispetto a quelli che mangiavano regolarmente al mattino.

Roma, 7 dicembre 2019 (Agonb) – Non fare colazione al mattino influisce anche sul rendimento scolastico, e in negativo. Quello che viene solitamente definito il pasto più importante della giornata è stato al centro di una ricerca dell’Università di Leeds, che ha individuato il legame tra il p...

Essere in sovrappeso dopo i 60 anni significa invecchiare precocemente a livello cerebrale e, di conseguenza, aumentare ...
02/12/2019

Essere in sovrappeso dopo i 60 anni significa invecchiare precocemente a livello cerebrale e, di conseguenza, aumentare il rschio di sviluppare malattie come l’Alzheimer.
Lo studio, intitolato “Measures of obesity are associated with MRI markers of brain aging The Northern Manhattan Study”, è stato pubblicato su Neurology.

Il nostro giro vita e l’indice di massa corporea influenzano lo spessore della corteccia cerebrale: negli over 60, essere sovrappeso o obesi può...

🗣 Oggi è la Giornata Mondiale del Diabete, una patologia che interessa nel mondo quasi 1 persona su 10 (nella fascia di ...
14/11/2019

🗣 Oggi è la Giornata Mondiale del Diabete, una patologia che interessa nel mondo quasi 1 persona su 10 (nella fascia di età 20-79 anni) e la cui prevalenza globale aumenterà del 51% entro il 2045.

👨‍👩‍👧 La Giornata 2019 è dedicata alla “famiglia”, primo e più importante fulcro sia per imparare un corretto stile di vita fondamentale alla prevenzione, nel caso specifico del diabete di tipo 2, sia per migliorare la gestione della malattia.

👩‍⚕️ Il diabete di tipo 2 rappresenta circa il 90% di tutti i casi di diabete ed è PREVENIBILE con un sano stile di vita. Sempre maggiori evidenze suggeriscono inoltre che anche la remissione potrebbe essere possibile per alcuni soggetti.



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