Giulio Marchetti - Fisioterapia e Osteopatia

Giulio Marchetti - Fisioterapia e Osteopatia Fisioterapia e Osteopatia
Dolore, postura e movimento. Un approccio integrato tra terapia manuale, biomeccanica e rieducazione del corpo.

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Molti dolori alla schiena non nascono nella colonna.Nascono nel modo in cui utilizziamo braccia e gambe.Nella fisiologia...
05/03/2026

Molti dolori alla schiena non nascono nella colonna.
Nascono nel modo in cui utilizziamo braccia e gambe.

Nella fisiologia del movimento umano esiste un principio molto semplice:
gli arti sono al servizio della colonna, non il contrario.
La colonna vertebrale è l’asse centrale del corpo.

Non serve solo a sostenere il peso, ma soprattutto a organizzare il movimento e trasmettere le forze tra parte superiore e inferiore del corpo.
Anche e spalle hanno grande libertà articolare.
Mani e piedi sono sistemi estremamente raffinati per interagire con l’ambiente.

Ma tutto questo funziona davvero bene solo se il movimento nasce dall’asse centrale.
Nel mondo di oggi però succede spesso il contrario.

Pensate a quante ore passiamo seduti, guidando o davanti al computer.
In queste condizioni il corpo smette di muoversi dal centro e comincia a compensare con braccia e gambe, costringendo la colonna a lavorare troppo.

Ed è qui che iniziano molti problemi:

lombalgie
rigidità cervicale
tensioni delle spalle
anche che perdono mobilità

Una struttura semplice come quella del triangolo (mani – piedi – bacino) permette al corpo di riorganizzarsi.
Quando gli arti sostengono correttamente il corpo, la colonna può ritrovare spazio, mobilità e funzione.

👉 Vi capita di sentire la schiena più rigida dopo una giornata passata seduti o davanti al computer?

Movimenti automatici degli arti superiori durante il cammino, approfondiamo insieme l'argomento... Nel cammino naturale,...
06/12/2025

Movimenti automatici degli arti superiori durante il cammino, approfondiamo insieme l'argomento...

Nel cammino naturale, le braccia oscillano in modo automatico per bilanciare il passo, stabilizzare il baricentro e ridurre il carico sulla colonna vertebrale. Questo movimento spontaneo non è casuale: nasce dalla coordinazione tra bacino, colonna toracica e cingolo scapolare, guidata da circuiti neurofisiologici profondi che regolano la locomozione.

L’oscillazione delle braccia, infatti, è generata da pattern automatici prodotti dai Central Pattern Generators (CPG) del midollo spinale e modulata dai gangli della base, strutture fondamentali per la fluidità e la simmetria del movimento. Anche se sembra un gesto “inconsapevole”, contribuisce in modo determinante all’equilibrio e all’efficienza del passo.

Quando questo meccanismo viene meno — come accade frequentemente nel morbo di Parkinson, dove il braccio perde la naturale oscillazione — l’intera dinamica della stazione eretta e del cammino cambia: aumenta il dispendio energetico, diminuisce la stabilità e diventano più complessi anche i passaggi posturali, come alzarsi dalla sedia, girarsi o iniziare la marcia.

Comprendere e recuperare, quando possibile, l’oscillazione naturale delle braccia significa migliorare equilibrio, sicurezza e qualità del movimento nella vita quotidiana.




















Attivare le scapole: la base per spalle stabili e un collo liberoNella pratica quotidiana — che sia allenamento in pales...
16/11/2025

Attivare le scapole: la base per spalle stabili e un collo libero

Nella pratica quotidiana — che sia allenamento in palestra o semplicemente postura al lavoro — la stabilità delle spalle parte da un punto spesso trascurato: le scapole.

Le scapole non sono ossa “fisse”: scorrono sul dorso come due ali.
Quando sono attive e connesse alla gabbia toracica, creano un appoggio stabile per il braccio, proteggono il collo e permettono al movimento di distribuirsi in modo armonioso su tutta la colonna.

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🔹 Perché sono così importanti?

✔ Spalle più stabili
✔ Meno tensioni cervicali
✔ Testa più centrata e leggera
✔ Postura più aperta e respiro migliore
✔ Movimenti più potenti e fluidi

Stabilizzare non vuol dire irrigidire: la scapola deve essere attiva, ma mobile.
È una stabilità dinamica, che dà forza senza creare tensione.

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🔹 Come iniziare ad attivarle

1. Percepisci
In piedi, senti le scapole che scivolano leggermente verso il basso e verso l’interno.

2. Stabilizza
Nota come il torace si apre e la cervicale si allunga verso l’alto senza sforzo.

3. Integra
Muovi le braccia mantenendo questa connessione: la forza nasce dal centro e non dal collo.

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🔹 In conclusione

Attivare le scapole non è un dettaglio tecnico:
è il punto di partenza per una postura migliore, spalle più sane e movimenti più efficaci, sia nelle arti marziali che nella vita di tutti i giorni.

Raggiungere la stabilità e l'espressione di forza, tramite la giusta biomeccanica e attivazione muscolare, del tratto lo...
16/09/2025

Raggiungere la stabilità e l'espressione di forza, tramite la giusta biomeccanica e attivazione muscolare, del tratto lombare..

Nella foto vediamo una posizione di allungamento che, se eseguita con consapevolezza biomeccanica, diventa anche un lavoro profondo di integrazione posturale e di attivazione energetica.

La nutazione del sacro – cioè il leggero movimento di inclinazione anteriore del sacro rispetto alle ossa iliache – crea un asse stabile e funzionale alla base della colonna.
Attraverso la nutazione del sacro, il tratto lombare si attiva dolcemente: il coccige spinge verso il basso mentre la regione lombare si apre e si allunga, favorendo un stabilità biomeccanica al rachide lombare.
Nel frattempo, la gamba di terra (quella estesa sul pavimento) non è passiva: spinge con il tallone verso il suolo, creando una forza di radicamento che stabilizza il bacino. Questa spinta verso il basso genera una reazione opposta nella gamba di cielo (quella sollevata), che viene sostenuta e allungata verso l'alto.

Il risultato è una catena di forze contrapposte e complementari:

dal basso, la spinta del tallone radica e sostiene;
dall’alto, la gamba si allunga verso il cielo creando decompressione e spazio lungo la colonna.

Architettura e Anatomia: la natura come modelloL’architettura, nei suoi momenti più ispirati, non è altro che un dialogo...
17/08/2025

Architettura e Anatomia: la natura come modello

L’architettura, nei suoi momenti più ispirati, non è altro che un dialogo con la natura e con le sue forme. Due esempi emblematici lo dimostrano, Casa Batlló di Antoni Gaudí e la Torre Eiffel di Gustave Eiffel.

Nella Casa Batlló, gli archi parabolici che scandiscono gli spazi interni ricordano la gabbia toracica di una balena. Entrare in quelle stanze significa percepire la protezione di una struttura organica, quasi fosse il respiro di un essere vivente trasformato in spazio abitabile.

La Torre Eiffel, invece, è l’opposto solo in apparenza. La sua struttura metallica, reticolare e leggera, sembra pura ingegneria. Eppure, osservandola da vicino, le travi intrecciate richiamano la trama delle trabecole ossee che sostengono le ossa lunghe del corpo umano. Lo stesso principio che la natura utilizza per garantire resistenza con il minimo materiale viene applicato alla struttura di essa.

In entrambi i casi, l’architettura rivela la sua essenza più profonda: imitare i principi costruttivi della natura. La balena e l’osso umano diventano metafore di equilibrio e di efficienza.

Lo sapevate che...Josep Maria Subirachs, lo scultore che, a partire dal 1987, ha realizzato molte delle statue della Fac...
11/08/2025

Lo sapevate che...

Josep Maria Subirachs, lo scultore che, a partire dal 1987, ha realizzato molte delle statue della Facciata della Passione.

Nell’anatomia umana, l’astragalo (talus):
È l’osso che trasmette tutto il peso del corpo dalla tibia all’arco del piede.
Funziona come punto di passaggio e snodo tra il corpo e il suolo.
Ha una forma complessa, studiata per distribuire le forze in modo equilibrato.

Nella scultura della Sagrada Família, l’astragalo-oggetto da gioco:
È il fulcro attorno a cui si svolge la scena — i tre legionari sono letteralmente “appoggiati” e concentrati su di esso.
Simbolicamente, diventa il punto in cui “si scarica” il peso della vicenda: l’umanità decide cosa fare della veste di Cristo, come se il destino fosse affidato a un lancio di dadi.
Il gesto dei soldati sposta l’attenzione dal sacrificio immenso (la croce) a un gioco insignificante, ma proprio questo gioco diventa un punto di snodo narrativo, come l’astragalo lo è per il corpo.

Durante questo corso abbiamo apprezzato  la differenza tra il virtuale e il reale.
19/02/2025

Durante questo corso abbiamo apprezzato la differenza tra il virtuale e il reale.

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Corso Italia 1
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18033

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