Osteofisiomed postura fisioterapia relax

Osteofisiomed postura fisioterapia relax Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Osteofisiomed postura fisioterapia relax, Via Pierino Testore 80/A _ 1°Piano (sopra Sushi Star), Canelli.

✅ Studio Professionale 👨🏻‍⚕️Posturale MassoFisioterapia - FKT - TECAR🚨 ONDE D’URTO💥 - Tecniche di Prevenzione manipolative Articolatorie Osteopatiche / Pediatriche 👶🏼 Dolori 😖 Infiammazioni - Ernie
🏋️‍♂️ PersonalFisioTrainer - FisioPiloga🧘🏼‍♀️ utilizza la Fisioterapia, il Massaggio terapeutico e la manipolazione manuale per la cura di diverse patologie muscolo-scheletriche quali: contratture, sti

ramenti, strappi muscolari, distorsioni, ernia del disco, scoliosi, ecc... si avvale di terapie fisiche come TECAR, magnetoterapia, ultra suoni.

🎬 FAVOLE FISIOTERAPICHE Fisiofavole Questa è una nuova  , ma parte da una storia vera e molto comune.🦾 DOLORE ALLA SPALL...
10/09/2026

🎬 FAVOLE FISIOTERAPICHE Fisiofavole

Questa è una nuova , ma parte da una storia vera e molto comune.

🦾 DOLORE ALLA SPALLA? NON È SEMPRE “SOLO UN PO’ DI INFIAMMAZIONE”.

🎨 Un uomo che per anni ha lavorato come imbianchino.
Braccia sollevate, movimenti ripetuti sopra la testa, rullo, pennello, carichi e tante ore di lavoro.

Prima comincia la spalla destra.
Poi, con il tempo, anche la sinistra.

Il dolore compare soprattutto quando lavora molto. Se si ferma per qualche settimana sta meglio. Quando riprende, il problema ritorna.

E la notte?
👉 La spalla destra arriva anche a svegliarlo.

Ma c’è un altro particolare interessante: a sinistra, occasionalmente, descrive una sensazione simile a una “scossa elettrica”, dalla zona cervicale/scapolare verso il braccio.

E qui la fisioterapia non può limitarsi a dire:

❌ «Hai la spalla infiammata.»
❌ «Facciamo un massaggio e vediamo.»
❌ «È solo una contrattura.»

Bisogna capire cosa sta succedendo e da dove arriva il dolore.

🔎 COSA DICEVANO GLI ESAMI?

La radiografia della spalla destra del 2023 mostrava rapporti osteoarticolari regolari e assenza di depositi calcifici a livello del sovraspinato.

Ma l’ecografia eseguita successivamente, nel 2024, documentava:

🔹 tendinosi del sovraspinato
🔹 tendinosi del sottospinato
🔹 tendinosi del sottoscapolare
🔹 nessun segno di slaminamento dei tendini descritti
🔹 capo lungo del bicipite in sede e senza discontinuità focali
🔹 ispessimento del manicotto capsulare dell’articolazione acromion-claveare

Ed è proprio questo uno dei messaggi della storia:

⚠️ NON SEMPRE IL PROBLEMA SI VEDE DA FUORI.

E soprattutto, una radiografia normale non significa necessariamente che tendini e altri tessuti molli siano privi di alterazioni.

Nel frattempo il lavoro continua.

Rullo in alto.
Lancia dell’autolavaggio.
Stracci.
Movimenti ripetuti.

Giorno dopo giorno la spalla deve continuare a tollerare carichi.

🧠 MA NON GUARDO SOLO LA SPALLA.

Il dolore descritto come “elettrico” che dalla regione cervicale/scapolare può scendere nel braccio sinistro merita infatti un ragionamento diverso.

Cervicale, scapola e spalla costituiscono un sistema funzionale strettamente collegato e, quando i sintomi hanno caratteristiche neurologiche, è importante valutare anche una possibile componente cervico-brachiale/neurogena.

🎯 E IL TRATTAMENTO?

Non significa semplicemente “spegnere l’infiammazione”.

L’obiettivo è costruire un percorso individualizzato per:

✔️ modulare il dolore
✔️ recuperare mobilità e funzione
✔️ migliorare progressivamente la capacità dei tendini di tollerare il carico
✔️ lavorare sul controllo della scapola e dell’arto superiore
✔️ recuperare forza attraverso esercizio terapeutico progressivo
✔️ gestire meglio i carichi lavorativi
✔️ ridurre il rischio che il problema continui a ripresentarsi

Quando clinicamente appropriato e su prescrizione medica, posso integrare il percorso fisioterapico con le terapie fisiche disponibili in studio.

Ma il punto rimane uno:

💙 TRATTO LA CAUSA, NON SOLO IL SINTOMO.

Perché l’obiettivo non è semplicemente farti stare meglio sul lettino.

È permetterti di tornare a muoverti, lavorare e utilizzare la tua spalla con maggiore capacità e meno dolore.

🔧 In un quadro di tendinopatia della cuffia dei rotatori associata a importante sovraccarico lavorativo, il trattamento non può essere una singola terapia: costruirei un percorso progressivo, adattato alla risposta del paziente.

🔹 TECAR — come supporto nella fase più dolorosa per modulare il dolore, infiammazione e lavorare sui tessuti periarticolari e muscolari, integrandola sempre con il recupero attivo.

🔹 ONDE D’URTO — nel percorso possono essere utilizzate sia con finalità antalgica sia sui tessuti muscolo-tendinei coinvolti. In questo caso le utilizzerei anche con un lavoro miorilassante/decontratturante sulla muscolatura peri-scapolare, in particolare trapezio, elevatore della scapola e muscolatura posteriore della spalla, modulando intensità e frequenza in base alla tolleranza. A livello della cuffia dei rotatori, servono a ossigenare i tessuti e possono rappresentare un supporto nelle tendinopatie persistenti, affiancandole sempre alla gestione del carico e all’esercizio terapeutico progressivo.

🔹 TERAPIA MANUALE / MASSOTERAPIA - TECNICHE OSTEOPATICHE in prevenzione — lavoro su cervicale, trapezio, elevatore della scapola, pettorali e muscolatura scapolo-omerale quando indicato, soprattutto per dolore, rigidità e limitazioni associate. Non per “sciogliere l’infiammazione”, ma come complemento per facilitare movimento ed esercizio.

🔹 MOBILITÀ — recupero progressivo e indolore della mobilità gleno-omerale, scapolo-toracica e, se coinvolta, cervicale.

🔹 ESERCIZIO TERAPEUTICO — inizialmente esercizi isometrici e carichi ben tollerati, quindi progressione della forza di cuffia dei rotatori, deltoide e stabilizzatori scapolari, fino a esercizi più impegnativi e specifici per il lavoro sopra la testa.

🔹 CONTROLLO SCAPOLARE — lavoro specifico su dentato anteriore, trapezio medio/inferiore e coordinazione scapolo-omerale, evitando però di inseguire una fantomatica “scapola fuori posto”.

🔹 GESTIONE DEL CARICO LAVORATIVO — fondamentale. Non necessariamente riposo assoluto: ridurre temporaneamente durata, frequenza e intensità dei movimenti che provocano dolore, per poi reintrodurli progressivamente aumentando la capacità della spalla di sopportarli.

🔹 COMPONENTE CERVICALE/NEURALE — esercizio cervicale, mobilizzazioni e/o neurodinamica.

🎯 L’obiettivo non è soltanto far diminuire il dolore: è riportare progressivamente la spalla a sopportare ciò che quella persona deve fare ogni giorno.

Meno dolore → più movimento → più forza → maggiore tolleranza al carico → ritorno completo al lavoro.

📍 OsteoFisioMed – Dottor Matteo Zangirolami
Canelli (AT)



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Zangirolami Dottor Matteo
Matteo Zangirolami

📖 FISIOFAVOLE – QUANDO UN ABBRACCIO TI FA CADERE… MA NON TI FERMA ❤️Ci sono cadute che iniziano nel modo più assurdo.Que...
08/09/2026

📖 FISIOFAVOLE – QUANDO UN ABBRACCIO TI FA CADERE… MA NON TI FERMA ❤️

Ci sono cadute che iniziano nel modo più assurdo.

Questa, addirittura, è iniziata con un gesto d’affetto.

Una nonna non vede la nipotina da una settimana.
Finalmente si incontrano.

La bambina la vede, si illumina e le corre incontro con tutta l’energia che solo i bambini sanno avere.

Un salto.
Un abbraccio.
Una spinta involontaria.

E la nonna perde l’equilibrio.

Cade all’indietro.

Non batte la testa, fortunatamente.
Ma la schiena prende il colpo.

E il dolore arriva subito.

Quello che doveva essere semplicemente un momento bellissimo tra una nonna e la sua nipotina diventa l’inizio di una storia completamente diversa.

Due giorni dopo arriva il Pronto Soccorso.
Poi gli accertamenti.
Le visite.
Le radiografie.

E quelle immagini, ancora oggi, raccontano qualcosa.

🩻 D12. L3. L4.

Nel successivo controllo radiografico vengono descritti:

cedimento della limitante superiore di D12 e L4,
lieve avvallamento della limitante superiore di L3,
oltre a una riduzione dello spazio intersomatico L5-S1.

Al controllo del 2024 i cedimenti risultano già noti e invariati rispetto all’esame precedente.

Il trauma è passato.

Ma lei oggi mi racconta che il suo corpo continua a ricordarselo.

«Mi sembra che qualcuno mi tiri la schiena con un elastico.»

Poi prova a spiegarmi meglio:

«A volte è come se mi piantassero un coltello.»

Il dolore non è confinato a un singolo punto.

Mi racconta di un collo pesante, trapezi e spalle rigidi e affaticati.
Una tensione che sente sotto le scapole e lungo la muscolatura paravertebrale.

La schiena tira.

I glutei fanno male.

Le gambe sono coinvolte nella sua percezione dolorosa fino ai piedi.

E durante la notte arrivano anche crampi alle gambe, a volte bilateralmente, capaci persino di svegliarla.

E qui c’è una parte fondamentale della fisioterapia.

🧠 Una radiografia NON è una persona.

Le immagini sono importantissime.

Ci mostrano la struttura.
Ci raccontano una parte della storia.

Ma non possiamo guardare D12, L3 e L4 e attribuire automaticamente ogni dolore che questa persona avverte oggi a quelle tre vertebre.

Perché davanti a me non ci sono tre vertebre.

C’è una persona.

E quella persona va ascoltata, valutata e trattata nel suo insieme.

Bisogna capire quanto del dolore attuale provenga dal rachide, quanto dalla componente muscolare e miofasciale, quanto dalla perdita di mobilità e di forza e quanto dagli adattamenti sviluppati nel tempo.

Ed è proprio da qui che può iniziare il percorso fisioterapico.

🔵 COSA POSSIAMO FARE?

Il programma viene costruito individualmente e su prescrizione medica, in funzione della valutazione clinica e della risposta della paziente.

⚡ TECARTERAPIA
Può essere inserita nel trattamento della componente dolorosa e delle tensioni muscolari, soprattutto a livello cervico-trapeziale, dorsale, lombare e dei tessuti periarticolari interessati.

🧲 MAGNETOTERAPIA
Può trovare indicazione all’interno del programma prescritto, in particolare quando l’obiettivo terapeutico riguarda anche il tessuto osseo e i processi biologici correlati.

〰️ ONDE D’URTO
Non significa “sparare” onde direttamente sui vecchi cedimenti vertebrali. Possono invece essere valutate, quando indicate, per determinate problematiche dei tessuti muscolo-tendinei e miofasciali associate al quadro clinico.

🤲 TECNICHE OSTEOPATICHE IN PREVENZIONE
Un lavoro non aggressivo e adattato alla persona, rivolto alle restrizioni funzionali e alla qualità del movimento.

🏃‍♀️ GINNASTICA TERAPEUTICA E POSTURALE
Probabilmente una delle parti più importanti del percorso.

Mobilità controllata.
Controllo del tronco.
Rinforzo progressivo.
Muscolatura stabilizzatrice del rachide.
Glutei e arti inferiori.
Equilibrio.
Coordinazione.

L’obiettivo non è soltanto “far passare il male”.

È restituire progressivamente al corpo capacità di movimento, forza, sicurezza e autonomia.

E soprattutto evitare che la paura del dolore trasformi una vecchia caduta in una limitazione permanente.



E forse questa FisioFavola ci lascia proprio questo.

Una bambina corre verso sua nonna perché non vede l’ora di abbracciarla.

La nonna cade.

La schiena si fa male.

Passano gli anni.

Rimangono delle immagini radiografiche e rimangono alcuni sintomi.

Ma una radiografia racconta ciò che è successo.
Non decide necessariamente ciò che succederà domani.

❤️ Perché dopo un trauma non lavoriamo soltanto su una vertebra, un muscolo o un’articolazione.

Lavoriamo perché quella persona possa tornare a fidarsi del proprio corpo.

A muoversi.

A sentirsi più forte.

A vivere con maggiore autonomia.

E magari, la prossima volta che quella nipotina le correrà incontro…

potrà semplicemente aprire le braccia. ❤️

OsteoFisioMed – Dottor Matteo Zangirolami
Fisioterapia • FKT • Postura
Tecarterapia • Magnetoterapia • Onde d’urto • Ginnastica terapeutica
Tecniche osteopatiche in prevenzione



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Zangirolami Dottor Matteo
Matteo Zangirolami

☀️⛱️☀️… QUEST’ESTATE, IN SPIAGGIA, MI SONO ACCORTO DI UNA COSA.Mi sono guardato intorno.Non intorno a me su Instagram.No...
07/09/2026

☀️⛱️☀️… QUEST’ESTATE, IN SPIAGGIA, MI SONO ACCORTO DI UNA COSA.

Mi sono guardato intorno.

Non intorno a me su Instagram.
Non nelle fotografie perfette, filtrate, ritoccate e scelte tra cinquanta scatti.

Mi sono guardato intorno davvero.

E ho visto corpi normalissimi.

Corpi magri e corpi più robusti.
Pelle liscia, Lipedema, Linfedema e cellulite.
Smagliature. Peli. Cicatrici. Segni lasciati dal tempo, dalla vita, da un intervento, da una gravidanza, da un cambiamento.

E sapete cosa stavano facendo tutte quelle persone?

Si stavano semplicemente godendo l’estate.☀️

Facevano il bagno.
Mangiavano un gelato.
Ridevano. Giocavano con i propri figli.
Camminavano sulla spiaggia.⛱️

Vivevano.

E mentre ero lì, mi è venuto spontaneo pensare a quanto tempo possiamo perdere confrontando il nostro corpo con quello degli altri.

Forse, tante volte, il problema non è mai stato il nostro corpo.
È stato il confronto con gli altri.

E questo pensiero si collega profondamente anche al mio lavoro.

Perché quando parlo di FISIOTERAPIA DERMATOFUNZIONALE, non sto parlando semplicemente di “estetica”.

La fisioterapia dermatofunzionale si occupa della salute e della funzione dei tessuti.

Può inserirsi, secondo indicazione e quadro clinico, nella gestione di problematiche come edema, alterazioni cicatriziali, fibrosi e aderenze, dolore e alterazioni funzionali dei tessuti, oltre agli aspetti cutanei e sottocutanei che possono accompagnarle.

Ed è proprio qui che, secondo me, cambia completamente il significato del trattamento.

Non trattare un corpo perché deve assomigliare a un altro.
Trattarlo perché possa stare meglio.

Nel mio lavoro l’obiettivo non è creare “corpi perfetti”.

È valutare la persona, capire il problema e, quando indicato, utilizzare fisioterapia, esercizio terapeutico e tecnologie fisiche ( elettromedicali ) all’interno di un percorso coerente con la condizione clinica, su prescrizione medica.

Perché una cicatrice non è soltanto qualcosa che si vede.
Un edema non è soltanto una questione estetica.
Un tessuto alterato non è soltanto un’imperfezione.

Il corpo ha una funzione.
Il corpo ha una storia.
E merita di essere curato senza essere giudicato.

Questa estate me lo ha ricordato ancora una volta.

Corpi diversi. Stessa estate.
Vivi la tua vita.

E quando scegli di prenderti cura del tuo corpo, fallo per una ragione molto più importante della perfezione:

fallo per stare meglio.

Dottor Matteo Zangirolami
OsteoFisioMed – Canelli
Fisioterapia • FKT • Postura • Tecarterapia • Onde d’urto • Pressoterapia fisioterapica • Ultrasuoni • Magnetoterapia • Esercizio terapeutico



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Zangirolami Dottor Matteo
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SETTEMBRE. NON LIMITARTI A RICOMINCIARE.COMINCIA DA TE. 🔥Ci sono momenti dell’anno in cui si riparte.E poi ci sono momen...
06/09/2026

SETTEMBRE. NON LIMITARTI A RICOMINCIARE.

COMINCIA DA TE. 🔥

Ci sono momenti dell’anno in cui si riparte.
E poi ci sono momenti in cui puoi decidere di partire davvero.

Non tornare semplicemente alla solita routine.

Inizia qualcosa di nuovo.

Inizia a dedicare tempo al tuo corpo.
Inizia ad ascoltare quel dolore che continui a rimandare.
Inizia a muoverti meglio.
Inizia a sentirti meglio.
Inizia a prenderti cura di te.

Perché stare bene non dovrebbe essere qualcosa a cui pensare solo quando stai male.

Settembre può diventare il tuo punto di partenza.

Un nuovo percorso.
Nuove abitudini.
Nuovi obiettivi.
Una versione di te che finalmente mette il proprio benessere al primo posto.

Non serve aspettare di avere più tempo.
Non serve aspettare che quel fastidio passi da solo.
Non serve continuare a dire “prima o poi comincio”.

Quel “prima o poi” può essere ADESSO.

Le vacanze finiscono.
Si torna al lavoro, allo sport, agli impegni di tutti i giorni.

Ma soprattutto si torna — o magari si comincia finalmente — a prendersi cura di sé.

Quel dolore alla cervicale che continui a ignorare.
La schiena che si fa sentire ogni volta che ti muovi.
La spalla che non recupera.
Il ginocchio che ti limita.
Un problema muscolare o tendineo che continua a tornare.

Oppure quella sensazione di gambe pesanti e gonfie, edema, ritenzione, cellulite o altri inestetismi sui quali vuoi finalmente intervenire con un approccio di fisioterapia dermatofunzionale.

Settembre può essere il momento giusto per ricominciare dal tuo corpo.

Nel mio studio il trattamento non significa semplicemente “fare una macchina”.

Significa capire il problema e costruire, quando indicato, un percorso che può integrare:

🔹 Fisioterapia
🔹 Tecniche osteopatiche in prevenzione
🔹 Esercizio terapeutico e recupero funzionale
🔹 Tecarterapia
🔹 Onde d’urto
🔹 Ultrasuoni
🔹 Magnetoterapia
🔹 Pressoterapia fisioterapica
🔹 Fisioterapia dermatofunzionale

Tecniche ed elettromedicali vengono scelti in funzione della problematica su prescrizione medica. Non esiste un trattamento uguale per tutti.

L’obiettivo è uno solo: tornare a muoversi meglio, stare meglio e recuperare ciò che il dolore o un problema funzionale ti stanno togliendo.

E per chi vuole lavorare sul proprio corpo anche dal punto di vista dermatofunzionale, l’obiettivo rimane lo stesso: un approccio fisioterapico, individualizzato e basato sulla problematica da trattare.



SETTEMBRE. SI RIPARTE.

Ma questa volta non limitarti a tornare dove eri.

PARTI DA TE.
Dal tuo corpo.
Dal tuo movimento.
Dal tuo benessere.

Non aspettare di stare male per decidere di stare meglio.

Il momento giusto per iniziare?
Potrebbe essere proprio adesso.

📍 OsteoFisioMed – Dottor Matteo Zangirolami
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🔥 LIPEDEMA E LINFEDEMA: COSA CI DICONO LE NUOVE EVIDENZE SCIENTIFICHE?Quando si parla di lipedema e linfedema, è facile ...
26/08/2026

🔥 LIPEDEMA E LINFEDEMA: COSA CI DICONO LE NUOVE EVIDENZE SCIENTIFICHE?

Quando si parla di lipedema e linfedema, è facile imbattersi in promesse, trattamenti “miracolosi” e informazioni poco chiare.

Io preferisco partire da un’altra domanda:

👉 Cosa dice realmente la ricerca scientifica?

Le pubblicazioni più recenti stanno rafforzando un concetto fondamentale: nella gestione conservativa di queste condizioni non esiste la singola macchina o il singolo trattamento capace di fare tutto.

Il percorso deve essere ragionato, personalizzato e costruito combinando gli strumenti appropriati al quadro della persona.

E negli ultimi mesi sono arrivate alcune evidenze particolarmente interessanti.

🔵 PRESSOTERAPIA FISIOTERAPICA E LINFEDEMA DEGLI ARTI INFERIORI

Nel 2026 il Journal of Vascular Surgery: Venous and Lymphatic Disorders ha pubblicato una revisione sistematica degli studi clinici randomizzati sull’utilizzo della compressione pneumatica intermittente (IPC) nel linfedema cronico degli arti inferiori.

Sono stati inclusi 7 studi randomizzati controllati.

Un dato interessante?

In tutti e 7 gli studi si è osservata una riduzione significativa del volume dell’arto rispetto ai valori iniziali e, in 5 studi su 7, è emersa anche una differenza favorevole rispetto al gruppo di controllo.

La valutazione attraverso il sistema GRADE ha classificato come moderata la certezza dell’evidenza secondo cui l’IPC può contribuire alla riduzione di edema, volume o circonferenza dell’arto inferiore.

⚠️ Questo NON significa che la PRESSOTERAPIA FISIOTERAPICA sostituisca tutto il resto.

Gli stessi ricercatori sottolineano infatti l’eterogeneità dei protocolli e il fatto che, in alcuni studi, la compressione pneumatica fosse inserita all’interno di trattamenti combinati.

Il messaggio corretto è quindi:

👉 la PRESSOTERAPIA FISIOTERAPICA può rappresentare uno degli strumenti del percorso terapeutico, quando correttamente indicata e inserita nel giusto contesto clinico.

🔵 ESERCIZIO E LINFEDEMA: IL PARADIGMA STA CAMBIANDO

Per anni molte persone con linfedema hanno avuto paura del movimento e soprattutto dell’esercizio contro resistenza.

Oggi il quadro scientifico è molto diverso.

Nel 2026 Disability and Rehabilitation ha pubblicato un importante lavoro internazionale dedicato proprio all’esercizio nel linfedema degli arti inferiori.

Ben 54 esperti provenienti da 10 Paesi hanno partecipato alla costruzione di un framework attraverso metodologia Delphi.

Il risultato comprende 26 raccomandazioni sull’esercizio, suddivise tra:

🏋️ esercizio contro resistenza
🚶 attività aerobica
🤸 flessibilità

oltre a specifiche indicazioni riguardanti l’utilizzo della compressione durante l’attività fisica.

È importante però essere scientificamente precisi: si tratta di un consensus internazionale di esperti, non di una serie di grandi trial clinici che abbia già stabilito il protocollo perfetto.

Ed è proprio questo il bello della ricerca: sapere anche quanto possiamo essere sicuri di ciò che affermiamo.

🔵 E NEL LIPEDEMA?

Qui arriva un’altra pubblicazione particolarmente interessante.

Una recente revisione sistematica dedicata specificamente all’esercizio nelle donne con lipedema ha analizzato 523 lavori inizialmente individuati, includendo alla fine 6 studi per un totale di 115 donne.

I risultati suggeriscono possibili miglioramenti di:

✔️ dolore e altri sintomi
✔️ qualità della vita
✔️ volume e/o circonferenza degli arti
✔️ capacità funzionale.

E c’è un particolare ancora più interessante:

👉 gli effetti sembrano essere maggiori quando l’esercizio viene associato alla terapia compressiva.

Ma attenzione alle parole.

Gli autori stessi sottolineano che gli studi disponibili sono ancora pochi, con campioni ridotti e protocolli molto diversi tra loro.

Quindi oggi possiamo parlare di un approccio promettente e supportato da evidenze crescenti, ma non dobbiamo trasformare risultati preliminari in certezze assolute.

🔬 ANCHE IL CONSENSUS INTERNAZIONALE SUL LIPEDEMA STA EVOLVENDO

Nel gennaio 2026 Nature Communications ha pubblicato il Lipedema World Alliance Delphi Consensus-Based Position Paper, nato dal lavoro internazionale sviluppato dopo il World Congress sul lipedema.

È un altro segnale importante: il lipedema viene sempre più affrontato attraverso un inquadramento multidisciplinare e basato sulle evidenze, superando progressivamente l’idea che si tratti semplicemente di un problema estetico.

⚠️ QUINDI QUAL È IL MESSAGGIO?

Lipedema e linfedema sono condizioni complesse.

Non basta “accendere una macchina”.

Non basta fare esercizio a caso.

Non basta comprimere un arto senza comprendere il quadro clinico.

E soprattutto non esiste un protocollo identico per tutti.

La fisioterapia moderna deve saper integrare, quando indicato, esercizio terapeutico, compressione, pressoterapia fisioterapica e altre terapie fisiche, scegliendo strumenti e parametri in funzione della persona e degli obiettivi terapeutici.

🎯 L’obiettivo non è inseguire il trattamento di moda.

È ridurre i sintomi, migliorare funzione e movimento, favorire la gestione dell’edema e migliorare la qualità della vita attraverso un percorso costruito sulla persona.

📚 Questa è la fisioterapia che mi interessa: quella che continua a studiare.

Perché ciò che facevamo dieci anni fa non deve necessariamente essere ciò che faremo fra dieci anni.

La ricerca evolve.

Le evidenze cambiano.

E anche la Fisioterapia deve continuare ad aggiornarsi.

OsteoFisioMed – Dottor Matteo Zangirolami
📞 3337744632

Contenuto divulgativo basato sulla letteratura scientifica disponibile. Il trattamento deve essere individualizzato sulla base del quadro clinico e delle indicazioni mediche quando necessarie.

📚 Principali riferimenti scientifici:
• O’Donnell TF Jr, Tedesco A, Fish J. A systematic review of contemporary randomized controlled trials for treatment of lower extremity lymphedema by intermittent pneumatic compression devices. Journal of Vascular Surgery: Venous and Lymphatic Disorders, 2026.
• Davies LM et al. Reaching consensus on exercise recommendations for individuals living with lower limb lymphoedema: a Delphi study. Disability and Rehabilitation, 2026.
• Exercise training in women with lipedema – A systematic review. Vasa, 2025/2026.
• Kruppa P et al. Lipedema World Alliance Delphi Consensus-Based Position Paper on the Definition and Management of Lipedema. Nature Communications, 2026.



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🔥 LIPEDEMA: NON È SOLO UNA QUESTIONE ESTETICA. Vuoi Riconoscerlo ? 👇👇👇 Gambe pesanti, gonfiore persistente, dolore o sen...
23/08/2026

🔥 LIPEDEMA: NON È SOLO UNA QUESTIONE ESTETICA. Vuoi Riconoscerlo ? 👇👇👇

Gambe pesanti, gonfiore persistente, dolore o sensibilità al tatto, facilità ai lividi, nodularità e modificazioni progressive dei tessuti possono essere segnali di qualcosa che va oltre ciò che vediamo allo specchio.

Il lipedema è una patologia cronica del tessuto adiposo e richiede innanzitutto un corretto inquadramento medico.

Una volta definito il quadro, la Fisioterapia Dermatofunzionale può inserirsi nel percorso conservativo con un approccio mirato e personalizzato.

Ma c’è una differenza fondamentale che spesso viene sottovalutata:

⚠️ NON TUTTE LE “MACCHINE” SONO LA STESSA COSA. E NON TUTTE NASCONO PER FARE TERAPIA.

Un’apparecchiatura destinata all’estetica e un dispositivo medico utilizzato in fisioterapia possono sembrare simili, magari avere persino nomi simili, ma finalità, caratteristiche tecniche e possibilità di utilizzo possono essere profondamente differenti.

L’apparecchiatura estetica nasce per una finalità estetica, non terapeutica, e opera secondo i limiti e i parametri previsti per quella destinazione d’uso.

In fisioterapia, invece, vengono utilizzati dispositivi medici con specifica destinazione d’uso terapeutica, che possono disporre — a seconda della tecnologia — di differenti livelli di potenza, energia, frequenza, intensità e modalità di erogazione.

👉 Ed è proprio la gestione di questi parametri che permette, quando la tecnologia lo prevede, di modulare l’azione dai tessuti più superficiali fino a quelli più profondi, in funzione dell’obiettivo terapeutico.

Quindi no: una macchina non vale l’altra.

E soprattutto non basta che due apparecchiature riportino la stessa parola — “Tecar”, “Radiofrequenza”, “ultrasuoni”, “pressoterapia” — perché abbiano automaticamente le stesse caratteristiche o possano essere utilizzate con gli stessi obiettivi.

💥 ESTETICA E TERAPIA HANNO FINALITÀ DIFFERENTI.

In estetica l’obiettivo è intervenire sull’inestetismo.

In fisioterapia l’obiettivo può essere terapeutico e funzionale: lavorare, secondo indicazione, su dolore, edema, pesantezza, mobilità, funzione e caratteristiche dei tessuti, utilizzando strumenti e parametri appropriati al quadro della persona.

Ed è questa la filosofia con cui affronto anche il lipedema.

Nel mio studio posso integrare, quando indicati:

⚡ Tecarterapia
💥 Onde d’Urto
🦵 Pressoterapia fisioterapica
〰️ Ultrasuoni
🧲 Magnetoterapia
🏃 Esercizio terapeutico

Non significa semplicemente accendere una macchina.

Significa sapere quale tecnologia scegliere, con quale obiettivo, con quali parametri, quando utilizzarla e soprattutto quando NON utilizzarla.

🎯 Non cerco semplicemente un cambiamento estetico superficiale.

L’obiettivo è costruire un percorso fisioterapico che possa produrre risultati concreti e clinicamente significativi sulla sintomatologia e sulla funzione, rispettando sempre diagnosi, indicazioni e caratteristiche individuali.

Perché quando davanti abbiamo una patologia diagnosticata, non stiamo semplicemente parlando di estetica.

Stiamo parlando di salute.

🔬 Protocollo fisioterapico su prescrizione medica.

PIÙ CHE ESTETICA. TERAPIA.
Tratto la causa, non solo il sintomo.

📍 OsteoFisioMed – Dottor Matteo Zangirolami
📞 333 774 4632



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🔥 LIPEDEMA: NON È SOLO UNA QUESTIONE ESTETICA.Gambe pesanti, dolore o sensibilità al tatto, gonfiore, tessuti irregolari...
21/08/2026

🔥 LIPEDEMA: NON È SOLO UNA QUESTIONE ESTETICA.

Gambe pesanti, dolore o sensibilità al tatto, gonfiore, tessuti irregolari, fibrosi, difficoltà nel movimento e una sensazione di disagio che può accompagnarti ogni giorno: il lipedema è una condizione cronica e progressiva che merita un approccio specifico e personalizzato.

La fisioterapia può avere un ruolo importante nella gestione conservativa del lipedema, con l’obiettivo di ridurre i sintomi e migliorare mobilità, funzione e qualità di vita.

Nel mio studio utilizzo un percorso di Fisioterapia Dermatofunzionale personalizzato, costruito in base alle caratteristiche e alle necessità della singola persona. ( su prescrizione medica)

🔹 Pressoterapia fisioterapica – per favorire il ritorno venoso e linfatico e contrastare edema e sensazione di pesantezza.
🔹 Onde d’urto dermatofunzionali – utilizzate con l’obiettivo di intervenire sulla fibrosi e sulle caratteristiche meccaniche dei tessuti.
🔹 Tecarterapia – inserita nel programma terapeutico per lavorare sul dolore e sul tessuto.
🔹 Ultrasuoni – utilizzati, quando indicati, come trattamento complementare sui tessuti.
🔹 Magnetoterapia – può essere integrata nel percorso in base alle indicazioni cliniche.
🔹 Esercizio terapeutico – fondamentale per mantenere e migliorare mobilità, forza e capacità funzionale.

⚠️ Non esiste un protocollo identico per tutti.
Il lipedema può presentarsi in maniera differente da persona a persona: per questo il trattamento deve essere personalizzato, progressivo e costruito su obiettivi realistici, facendo riferimento alle migliori evidenze scientifiche disponibili.

L’obiettivo non è promettere miracoli. È lavorare concretamente sui sintomi, sulla funzione e sulla qualità di vita, cercando di ottenere il massimo beneficio possibile nel tempo.

💙 Se riconosci alcuni di questi sintomi nelle tue gambe o hai già ricevuto una diagnosi di lipedema, puoi contattarmi per capire quale percorso fisioterapico può essere più adatto alla tua situazione.

Dottor Matteo Zangirolami
OsteoFisioMed – Canelli (AT)
📞 3337744632

Competenza, ascolto e passione: il tuo benessere è la mia missione.



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