10/09/2026
🎬 FAVOLE FISIOTERAPICHE Fisiofavole
Questa è una nuova , ma parte da una storia vera e molto comune.
🦾 DOLORE ALLA SPALLA? NON È SEMPRE “SOLO UN PO’ DI INFIAMMAZIONE”.
🎨 Un uomo che per anni ha lavorato come imbianchino.
Braccia sollevate, movimenti ripetuti sopra la testa, rullo, pennello, carichi e tante ore di lavoro.
Prima comincia la spalla destra.
Poi, con il tempo, anche la sinistra.
Il dolore compare soprattutto quando lavora molto. Se si ferma per qualche settimana sta meglio. Quando riprende, il problema ritorna.
E la notte?
👉 La spalla destra arriva anche a svegliarlo.
Ma c’è un altro particolare interessante: a sinistra, occasionalmente, descrive una sensazione simile a una “scossa elettrica”, dalla zona cervicale/scapolare verso il braccio.
E qui la fisioterapia non può limitarsi a dire:
❌ «Hai la spalla infiammata.»
❌ «Facciamo un massaggio e vediamo.»
❌ «È solo una contrattura.»
Bisogna capire cosa sta succedendo e da dove arriva il dolore.
🔎 COSA DICEVANO GLI ESAMI?
La radiografia della spalla destra del 2023 mostrava rapporti osteoarticolari regolari e assenza di depositi calcifici a livello del sovraspinato.
Ma l’ecografia eseguita successivamente, nel 2024, documentava:
🔹 tendinosi del sovraspinato
🔹 tendinosi del sottospinato
🔹 tendinosi del sottoscapolare
🔹 nessun segno di slaminamento dei tendini descritti
🔹 capo lungo del bicipite in sede e senza discontinuità focali
🔹 ispessimento del manicotto capsulare dell’articolazione acromion-claveare
Ed è proprio questo uno dei messaggi della storia:
⚠️ NON SEMPRE IL PROBLEMA SI VEDE DA FUORI.
E soprattutto, una radiografia normale non significa necessariamente che tendini e altri tessuti molli siano privi di alterazioni.
Nel frattempo il lavoro continua.
Rullo in alto.
Lancia dell’autolavaggio.
Stracci.
Movimenti ripetuti.
Giorno dopo giorno la spalla deve continuare a tollerare carichi.
🧠 MA NON GUARDO SOLO LA SPALLA.
Il dolore descritto come “elettrico” che dalla regione cervicale/scapolare può scendere nel braccio sinistro merita infatti un ragionamento diverso.
Cervicale, scapola e spalla costituiscono un sistema funzionale strettamente collegato e, quando i sintomi hanno caratteristiche neurologiche, è importante valutare anche una possibile componente cervico-brachiale/neurogena.
🎯 E IL TRATTAMENTO?
Non significa semplicemente “spegnere l’infiammazione”.
L’obiettivo è costruire un percorso individualizzato per:
✔️ modulare il dolore
✔️ recuperare mobilità e funzione
✔️ migliorare progressivamente la capacità dei tendini di tollerare il carico
✔️ lavorare sul controllo della scapola e dell’arto superiore
✔️ recuperare forza attraverso esercizio terapeutico progressivo
✔️ gestire meglio i carichi lavorativi
✔️ ridurre il rischio che il problema continui a ripresentarsi
Quando clinicamente appropriato e su prescrizione medica, posso integrare il percorso fisioterapico con le terapie fisiche disponibili in studio.
Ma il punto rimane uno:
💙 TRATTO LA CAUSA, NON SOLO IL SINTOMO.
Perché l’obiettivo non è semplicemente farti stare meglio sul lettino.
È permetterti di tornare a muoverti, lavorare e utilizzare la tua spalla con maggiore capacità e meno dolore.
🔧 In un quadro di tendinopatia della cuffia dei rotatori associata a importante sovraccarico lavorativo, il trattamento non può essere una singola terapia: costruirei un percorso progressivo, adattato alla risposta del paziente.
🔹 TECAR — come supporto nella fase più dolorosa per modulare il dolore, infiammazione e lavorare sui tessuti periarticolari e muscolari, integrandola sempre con il recupero attivo.
🔹 ONDE D’URTO — nel percorso possono essere utilizzate sia con finalità antalgica sia sui tessuti muscolo-tendinei coinvolti. In questo caso le utilizzerei anche con un lavoro miorilassante/decontratturante sulla muscolatura peri-scapolare, in particolare trapezio, elevatore della scapola e muscolatura posteriore della spalla, modulando intensità e frequenza in base alla tolleranza. A livello della cuffia dei rotatori, servono a ossigenare i tessuti e possono rappresentare un supporto nelle tendinopatie persistenti, affiancandole sempre alla gestione del carico e all’esercizio terapeutico progressivo.
🔹 TERAPIA MANUALE / MASSOTERAPIA - TECNICHE OSTEOPATICHE in prevenzione — lavoro su cervicale, trapezio, elevatore della scapola, pettorali e muscolatura scapolo-omerale quando indicato, soprattutto per dolore, rigidità e limitazioni associate. Non per “sciogliere l’infiammazione”, ma come complemento per facilitare movimento ed esercizio.
🔹 MOBILITÀ — recupero progressivo e indolore della mobilità gleno-omerale, scapolo-toracica e, se coinvolta, cervicale.
🔹 ESERCIZIO TERAPEUTICO — inizialmente esercizi isometrici e carichi ben tollerati, quindi progressione della forza di cuffia dei rotatori, deltoide e stabilizzatori scapolari, fino a esercizi più impegnativi e specifici per il lavoro sopra la testa.
🔹 CONTROLLO SCAPOLARE — lavoro specifico su dentato anteriore, trapezio medio/inferiore e coordinazione scapolo-omerale, evitando però di inseguire una fantomatica “scapola fuori posto”.
🔹 GESTIONE DEL CARICO LAVORATIVO — fondamentale. Non necessariamente riposo assoluto: ridurre temporaneamente durata, frequenza e intensità dei movimenti che provocano dolore, per poi reintrodurli progressivamente aumentando la capacità della spalla di sopportarli.
🔹 COMPONENTE CERVICALE/NEURALE — esercizio cervicale, mobilizzazioni e/o neurodinamica.
🎯 L’obiettivo non è soltanto far diminuire il dolore: è riportare progressivamente la spalla a sopportare ciò che quella persona deve fare ogni giorno.
Meno dolore → più movimento → più forza → maggiore tolleranza al carico → ritorno completo al lavoro.
📍 OsteoFisioMed – Dottor Matteo Zangirolami
Canelli (AT)
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Zangirolami Dottor Matteo
Matteo Zangirolami