09/06/2026
ACIDO FOLICO IN GRAVIDANZA:
QUANDO INIZIARE A PRENDERLO?
La vitamina B9, comunemente nota come acido folico, riveste un ruolo cruciale per le donne in
età fertile, poiché favorisce e protegge lo sviluppo dell’embrione, contribuisce alla sintesi delle
proteine e del DNA, e partecipa alla formazione dell’emoglobina.
Poiché l’acido folico non può essere immagazzinato nell’organismo e deve
essere assunto tramite l’alimentazione, è di vitale importanza che, al momento del concepimento, l’embrione abbia a disposizione la quantità necessaria di acido folico per il suo sviluppo. È infatti durante le prime 6 settimane di vita embrionale che quest’ultimo utilizza l’acido folico presente nell’ambiente materno per lo sviluppo del suo sistema nervoso, anche quando la donna potrebbe non essere ancora consapevole della gravidanza. Di conseguenza, una carenza di acido folico in questo periodo cruciale potrebbe compromettere lo sviluppo corretto del sistema nervoso del feto. Quando iniziare ad assumerlo?
QUANDO PRENDERE L’ACIDO FOLICO Per prevenire difetti del sistema nervoso associati alla carenza di vitamina B9 (acido folico), come la spina bifida, l’anencefalia, cardiopatie congenite e difetti del labbro e del palato, le donne in età fertile dovrebbero iniziare a prendere 0,4 milligrammi di acido folico al giorno tre mesi prima del concepimento e durante il primo trimestre di gravidanza, raddoppiando così il normale fabbisogno giornaliero di circa 0,2 mg. Durante la gravidanza, la dose raccomandata è raddoppiata, poiché il feto utilizza le riserve di acido folico della madre. Studi hanno diimostrato che questo può ridurre fino al 40% la probabilità di difetti del tubo neurale come la spina bifida e l’anencefalia. È essenziale anche considerare la possibilità di una riduzione dell’assorbimento di acido folico nel periodo preconcezionale, aumentando quindi ulteriormente il fabbisogno. Le carenze di
acido folico possono essere causate da farmaci come barbiturici ed estrogeni-progestinici, eccessivo consumo di alcol, diabete insulino-dipendente, celiachia e malassorbimento intestinale.
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