Centro Clinico e Mindfulness Emiliano

Centro Clinico e Mindfulness Emiliano Il Centro Clinico e Mindfulness Emiliano pone al centro la persona in tutte le sue fasi evolutive in Docente e formatore clinico.

Attraverso un approccio multidisciplinare che coniuga le più moderne tecniche cliniche, sopratutto riguardanti la psicoterapia e la logopedia con empatia e professionalità. L’obiettivo principale per noi è far raggiungere una buona qualità di vita. Al primo incontro viene eseguita l’accoglienza per valutare il quadro di salute della persona e la presa in carico. Lo staff:

Dott.ssa STEFANIA ROTO

NDO: Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Coordinatrice clinica e supervisore del Centro. Presidente ISIMIND-Istituto Italiano per la Mindfulness. Nel Centro opera anche un pool moltidisciplinare e complementare di psichiatri, neurologi, psicoterapeuti famigliari e mediatori, medici tossicologi, neuropsicologi e dietologi.

10/09/2026
31/08/2026

Quali danni può fare davvero l’uso eccessivo del cellulare?

Ecco cosa succede al suo funzionamento quando lo usa così tanto e, soprattutto, cosa continua a succedere anche quando lo posa, perché lo schermo si spegne, il cervello no.

Un utilizzo eccessivo iperstimola per via di come sono strutturati gli algoritmi e può incidere sul sonno, sull’attenzione, sulla concentrazione, sui livelli di attivazione e di stress, e questi effetti non finiscono automaticamente nel momento in cui il cellulare viene messo sul tavolo. Un sonno alterato si porta dietro maggiore stanchezza e minore capacità attentiva il giorno dopo, una continua ricerca di stimoli rende più faticoso restare su attività lente e meno gratificanti, un sistema continuamente sollecitato fa più fatica a tornare a una condizione di regolazione.

C’è poi una parte che si vede meno finché non inizia a farsi sentire: il corpo. Tante ore con la testa proiettata in avanti, le spalle chiuse e il corpo fermo nelle stesse posizioni modificano tensioni, appoggi e organizzazione del movimento, con conseguenze anche sul sistema muscolo-scheletrico.

Questo è il pezzo che spesso perdiamo quando riduciamo tutto alla domanda «Quanto tempo può stare al telefono?».

Conta il tempo, certo, ma conta anche e soprattutto come lo usa, cosa guarda, con quale intensità viene stimolato e che cosa quel tipo di utilizzo continua a produrre nel suo funzionamento durante il resto della giornata (tutto questo non vale magicamente solo fino ai 18 anni. Anche il nostro cervello adulto non riceve l’immunità diplomatica davanti allo smartphone).

Capire cosa succede nella loro testa cambia il modo in cui leggi i loro comportamenti e sapere COME fare ti permette di intervenire in modo più efficace e nel momento più giusto.

Nella nostra newsletter, entriamo nella testa e nel funzionamento degli adolescenti nell’era digitale, per capire cosa succede, perché succede e soprattutto COME fare.

Lunedì alle 19 uscirà l'approfondimento completo nella newsletter di AdoleScienza, iscriviti dal link in bio oppure scrivi NEWSLETTER nei commenti e te la mandiamo noi.

11/07/2026

Julio Velasco ha sempre ricordato l’importanza della cultura e dell’identità: “Chi sa solo di pallavolo, non sa nulla di pallavolo”. Insegniamo allora ai nostri figli ad amare il volley non solo come sport, ma come espressione della fierezza di un intero Paese.Educare all’amore per l’Italia e per l’Azzurro significa crescere i cittadini e i tifosi di domani. ❤️🤍💚

22/06/2026
11/04/2026

Dal Piccolo Mondo Antico ad un piccolo gioiello sul Lago…🙏🏻Fantastica 🥰
.lanterna

10/04/2026

Wonderful….mindful

08/04/2026

La neuropatia non è “solo” un dolore fisico. 🧠⚡️
Si parla spesso di formicolio, bruciore o scosse elettriche. Ma cosa succede alla mente quando il sistema nervoso invia segnali d’allarme continui e indecifrabili?

Vivere con una neuropatia significa affrontare sfide psicologiche che gli altri spesso non vedono:

L’ipervigilanza: Il cervello è sempre “allerta”, in attesa della prossima f***a.

L’invisibilità: Poiché non ci sono ferite esterne, spiegare il proprio malessere diventa estenuante.

La “Brain Fog”: Il dolore cronico assorbe talmente tante energie cognitive da rendere difficile concentrarsi sulle piccole cose.

Riconoscere che il tuo affaticamento mentale è reale è il primo passo per prenderti cura di te a 360 gradi. Non sei tu a essere “esagerato”, è il tuo sistema nervoso che sta chiedendo aiuto.

👇 Qual è l’aspetto che trovi più difficile da spiegare a chi non soffre di neuropatia?

fibromialgia neuropatiaperiferica

Indirizzo

Carpi
41012

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