07/06/2026
IL CORAGGIO DI SENTIRE
Prima ancora di capire e pensare, l'essere umano è capace di sentire.
La sensibilità, infatti, è quella possibilità originaria di percepire il mondo nei suoi aspetti fondamentali e di capire come posizionarci in esso.
Ad esempio, a livello biologico, il sentire è ciò che ci permette di riconoscere una situazione di pericolo, orientandoci verso omeostasi di sicurezza e sopravvivenza.
La pancia, le viscere e il cuore, oltre che il corpo nel suo insieme, ci allertano laddove percepiscono una minaccia o una risorsa alla nostra vita.
Poi l'essere umano, è stato capace di affinare la sensibilità attraverso il linguaggio.
Allora egli è stato in grado di nominare ciò che sente, di renderlo condivisibile all'altro da sé, creando la cultura.
Così si è cercato di dare un nome alle cose sentite.
Ma se la lettura del sentire ha portato con sé enormi risorse e possibilità, ha anche generato enormi fraintendimenti e fallace.
E, nel tempo, lo sviluppo della cultura in favore dell'intelletto, della scienza e della tecnologia, ha finito per allontanarci drasticamente dalla sensibilità, fino a occultarla. Dimenticando la sensibilità e pensandola come un ingombro, è diventata così qualcosa da tacitare il più possibile.
In questo processo, il predominio della ragione, della mente e della tecnica, ci ha allontanati dall'immediatezza del sentire, che, così tanto censurato e tenuto a freno, ci viene a visitare solo in situazioni estreme e con modi spesso violenti e incontrollati.
Ma ancora una volta, in questi casi, è la scienza a rispondere: prendiamo un farmaco, usiamo un mezzo di distrazione di massa, semplicemente continuiamo ad occultare il sentire grazie ai mezzi che la cultura e la tecnica odierna ci offrono.
Ma che ne è dell'essenza più profonda del sentire, quella che ci rende umani...?
Che ne è di quel senso di integrità che ci dà la possibilità di sentirci tutt'uno con noi stessi.
Autentici, centrati, consapevoli, orientati con fiducia nel mondo.
Il problema è che senza essere in contatto con il sentire, perdiamo il contatto con noi stessi.
Ci sentiamo persi e in balia.
Siamo letteralmente "fuori di noi" e spesso trascorriamo le nostre vite in questa condizione.
Fortunatamente le vie orientali ci hanno insegnato come "tornare a noi stessi", tornare a sentire il corpo e dal corpo accedere alla sensibilità più profonda, per riappropriarci della nostra essenza più profonda.
Forse una vita più autentica inizia qui: dal coraggio di sentire.
Approfondiremo questi temi nel seminario estivo dell'11 luglio a Sasso Marconi (BO) e nei prossimi appuntamenti. A breve il calendario degli incontri.
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