19/02/2026
Copio dalla pagina FB di Catello Parmentola che ringrazio per la chiarezza e ... precisione dell'osservazione, capace di andare al di là del "suggestivo" caso specifico.
A 4 anni siamo piccoli piccoli, ci stiamo larghi e comodi nella danza esecutiva della maestra o del genitore.
A 20 anni, invece, ci stiamo stretti perché ci siamo istituiti come persone, si sono fatti troppo grandi corpo, anima, vita e Desiderio.
Se la pressione super-egoica ci impedisce la ribellione, la ribellione trova un modo traslato di dirsi: capita un incidente, un blocco, un fallimento imprevisto, un altro modo di sottrarsi alla danza obbediente e infelice dei 4 anni che non contiene più niente del punto a cui siamo e di quello che siamo diventati.
Capita spesso che, quelli co-stretti a prendere 30 e lode ad ogni esame, si blocchino poi, ‘inspiegabilmente’ proprio a due esami dalla laurea.
Non studiamo più, non danziamo più, ci amputiamo.
Ma la psicoterapia può farci vedere che c’è la possibilità di non gettare il nostro bambino assieme al loro pannolino: tra la danza esecutiva della maestra e il non danzare più, c’è anche la possibilità di una danza personale, di danzare la nostra danza.
Ci si può laureare anche con la media del 24 e intanto anche vivere, amare, accogliere le altre domande che intervengono, la complessità biologica ed esistenziale della soggettività adulta che si è andata ad istituire.
La danza esecutiva ad un certo punto ha una perfezione formale non più sostenibile; la danza personale è la danza di noi, della nostra vita e del nostro mondo, la danza del dubbio, la danza squieta, umanamente vulnerabile e imperfetta, ma è la danza più bella, intenza e vera, è finalmente la nostra danza.
E c’è la possibilità di ottenere comunque ottimi esiti anche senza che ce ne sia l’obbligo. Anzi, ci possono essere esiti ben più felici e senza più blocchi o 'cadute' dove non ci sono più esiti costretti.
Guardando la foto, vien da pensare alla carezza mancata del padre.
Fuori dalla foto, vien da sperare che ci sia il non avere più bisogno della carezza del padre perché si è appresa la propria personale capacità di carezza verso se stessi.