08/06/2026
La stipsi viene definita come un disturbo dei movimenti intestinali che sono rari e/o incompleti e/o è necessario uno sforzo frequente o un’assistenza manuale per defecare.
Devono essere presenti almeno due delle seguenti condizioni per almeno 12 settimane: difficoltà nelle defecazioni, feci dure, sensazione di evacuazione incompleta, sensazione di ostruzione/blocco, necessità di aiuto con manovre manuali, meno di 3 movimenti intestinali spontanei alla settimana.
Può essere causata da:
1) RALLENTATO TRANSITO INTESTINALE, legato a scarsa idratazione, scarso apporto di fibre, mancanza di attività fisica.
2) ALTERATA DEFECAZIONE, che può rientrare in un quadro di sindrome da defecazione ostruita. Si riconoscono cause organiche come prolassi, perineo discendente, neoplasie e cause funzionali, come dissinergia del pavimento pelvico e tono perineale aumentato. Nella dissinergia del pavimento pelvico il muscolo puborettale si contrae anziché rilassarsi ostacolando la fuoriuscita delle feci.
Per combattere questo disturbo è necessario intervenire su alcune abitudini quotidiane...
• Non bisogna sostare a lungo sul WC ed è necessario utilizzare un corretto angolo di seduta sul WC.
• E’ fondamentale assecondare lo stimolo defecatorio, perché posticiparlo innesca un circolo vizioso che può portare a stipsi cronica.
• E’ importante svolgere attività fisica regolare, avere una adeguata idratazione e alimentazione (adeguato apporto di fibre).
In alcuni casi è necessario iniziare un percorso di fisioterapia pelvica per intervenire sulle disfunzioni presenti. Il fisioterapista insegnerà esercizi specifici di coordinazione della spinta defecatoria, posture di stretching, esercizi di rinforzo muscolare, tecniche di massaggio colico. Inoltre potrà utilizzare tecniche manuali e potrà avvalersi di diversi strumenti sulla base del problema riscontrato durante la valutazione iniziale.
A cura della dottoressa Francesca Ghio.