Dottoressa Federica Sacco

Dottoressa Federica Sacco Psicologa clinica e psicoterapeuta sistemico-relazionale.

Mi occupo di sostegno psicologico e percorsi di psicoterapia rivolti ad adulti, coppie e famiglie, in un ambiente accogliente e non giudicante dove la relazione diventa uno spazio di cambiamento Consulenza psicologia individuale o di coppia;
Promozione del benessere, riduzione dei fattori stressanti, angoscia, ansia;
Accrescimento dell'autostima.

Ti è mai capitato di ripensare più e più volte alla stessa situazione?A una frase detta male, a una scelta fatta, o a qu...
07/03/2026

Ti è mai capitato di ripensare più e più volte alla stessa situazione?
A una frase detta male, a una scelta fatta, o a qualcosa che forse potrebbe succedere?

Questo si chiama overthinking.

È come se la mente entrasse in un loop: analizziamo tutto, immaginiamo scenari, cerchiamo risposte… ma invece di trovare chiarezza, spesso troviamo solo più confusione e ansia.

L’overthinking nasce spesso dal bisogno di controllo. Pensiamo che riflettere ancora e ancora ci aiuterà a evitare errori o sofferenze. In realtà, molte volte ci tiene semplicemente bloccati.

Più pensiamo, meno agiamo.
E più rimandiamo, più i pensieri diventano rumorosi.

Un piccolo passo utile può essere questo: quando ti accorgi che stai pensando troppo, chiediti
“Questo pensiero mi sta aiutando o mi sta solo consumando?”

Se la risposta è la seconda, prova a riportare l’attenzione al presente: fai una pausa, respira, muoviti, scrivi ciò che senti.

Non tutti i pensieri meritano tutto il tuo tempo.
A volte la pace mentale nasce proprio dal lasciare andare.

Concludere la giornata significa anche scegliere cosa non portare con sé nel domani.Lascia andare ciò che non puoi contr...
22/02/2026

Concludere la giornata significa anche scegliere cosa non portare con sé nel domani.
Lascia andare ciò che non puoi controllare e conserva solo ciò che ti ha fatto crescere, anche poco.
Domani inizia una nuova settimana.
Non serve fare tutto, serve fare ciò che conta.
Con chiarezza, equilibrio e rispetto dei propri limiti.
Ogni settimana è un nuovo spazio di possibilità.
Costruiscila un passo alla volta.

Ripartire non è un passo indietro.È una scelta consapevole.Tutto ció significa ridefinire confini, intenzioni e valori.N...
22/02/2026

Ripartire non è un passo indietro.
È una scelta consapevole.

Tutto ció significa ridefinire confini, intenzioni e valori.
Non si torna a “come prima”: si torna con più chiarezza, più esperienza, più presenza.
Questo nuovo inizio nasce dall’ascolto:
di ciò che ha funzionato, di ciò che è stato lasciato andare, di ciò che oggi ha senso offrire.
Ogni percorso di crescita prevede pause, revisioni, cambi di rotta.
Ripartire è parte del processo, non un’eccezione!

Benvenuti in questo nuovo capitolo!

La storia del piccolo Domenico ci ricorda quanto la vita sia fragile e talvolta affidata alle mani di altri... ma quanto...
20/02/2026

La storia del piccolo Domenico ci ricorda quanto la vita sia fragile e talvolta affidata alle mani di altri... ma quanto poi l'amore di una mamma e di un papà possa essere grande.
Loro che sono riusciti a restare in piedi mentre il resto del mondo crollava proprio come le speranze che si aggrappavano a ciò che era diventato impossibile.
Abbiamo visto la dignità nel dolore!
Il mio pensiero però va a "quella mamma" che ha donato il cuoricino del suo piccolo, felice e orgogliosa di quel gesto tanto puro che avrebbe salvato la vita continuando a ba***re.
E invece proprio quel cuoricino non ha portato a termine la sua missione.
E così "quella mamma" oggi ha perso suo figlio due volte, lei che voleva fare di quell'addio un nuovo inizio per qualcun'altro.

La crescita personale non è diventare perfetti.È diventare più consapevoli.L’autostima dice: “Valgo anche se sbaglio.”Il...
20/02/2026

La crescita personale non è diventare perfetti.
È diventare più consapevoli.
L’autostima dice: “Valgo anche se sbaglio.”
Il narcisismo dice: “Valgo solo se sono migliore.”
La prima è stabile, il secondo spesso nasconde fragilità.
Crescere significa anche mettere confini: dire “no” non è egoismo, è rispetto per sé.
Se ogni limite ti fa sentire in colpa, forse non è colpa sana, ma paura di deludere.
E la sindrome dell’impostore?
Non è mancanza di capacità, ma difficoltà a riconoscere il proprio valore.
Come ricordava Carl Rogers, il cambiamento inizia quando smettiamo di negarci.
La vera crescita è trattarsi con rispetto!

Quando tra marito e moglie qualcosa si rompe, i figli lo sentono.... Sempre!Nelle relazioni disfunzionali non servono ur...
19/02/2026

Quando tra marito e moglie qualcosa si rompe, i figli lo sentono.... Sempre!
Nelle relazioni disfunzionali non servono urla per creare ferite: a volte basta il silenzio, l’indifferenza, la tensione che si respira a tavola.
I bambini non hanno bisogno di capire cosa sta succedendo, lo percepiscono nel corpo e lo capiscono quando mamma e papà si svalutano, comunicano con sarcasmo, si ignorano o si dicono la frase "restiamo insieme solo per i bambini”; e' in quel momento che stanno imparando qualcosa sull’amore e spesso è qualcosa che farà male.
Imparano che amare significa sopportare, che il conflitto è pericoloso, che i propri bisogni disturbano, che per essere amati bisogna adattarsi. Crescendo, quel bambino può diventare un adulto che evita il conflitto o che lo cerca continuamente, un partner iper-responsabile o emotivamente distante.
La relazione di coppia è il primo modello affettivo che i figli osservano ogni giorno.
Non serve essere perfetti, serve essere consapevoli. Se c’è tensione, lavorateci.
Se c’è dolore, chiedete aiuto.
Se c’è rabbia, imparate a gestirla.
Non per salvare l’immagine della famiglia, ma per proteggere la salute emotiva dei vostri figli.
Perché i bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, hanno bisogno di adulti emotivamente responsabili.

06/03/2020

Telegiornali, radio, al bar, nei negozi, per strada, tra amici, conoscenti o anche sconosciuti la parola chiave è "CORONAVIRUS"!
Siamo partiti dal primo caso a Wuhan in Cina, a macchia d'olio si è diffuso nei paesi asiatici, poi uno in America e un altro in Europa, in Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Grecia fino ad arrivare ad un nuovo focolaio...Milano! E così l'Italia, dopo la Cina e la Corea del sud, è diventato il terzo paese al mondo con più contagi.
Ogni giorno i centinaia di contagi aumentano a vista d'occhio, con un minimo di 500 conclamati ed altri in via di una diagnosi accertata e così stupore, angoscia e la paura che da un'epidemia si possa trasformare in pandemia, colpisce tutti.
C'è chi dice che il COVID-19 ha avuto il suo esordio già durante i primi giorni del nuovo anno, manifestatosi con una banale influenza, chi invece sostiene che quel "19" stia proprio a rappresentare l'anno in cui c'è stato il primo contagio e quindi nel 2019, sta di fatto che ormai in tutti i paesi del mondo è subentrata una vera e propria psicosi che è quasi più contagiosa del CORONAVIRUS stesso.
Ci troviamo dunque di fronte ad una grande emergenza, una situazione improvvisa e indubbiamente imprevista che ha messo in ginocchio il mondo intero. Per far fronte a situazioni fortemente stressanti che mettono a repentaglio il benessere del singolo individuo o della comunità si fa riferimento alla "psicologia dell'emergenza".
Lo psicologo dell'emergenza è colui che si occupa di prevenzione dei rischi, programmazione e gestione dei soccorsi; assessment delle caratteristiche dei gruppi sui quali è chiamato ad intervenire; valutazione delle risorse psicosociali, dei bisogni e delle aspettative delle vittime degli eventi, attraverso strumenti specifici della Psicologia, quali osservazione, colloqui, strumenti psicodiagnostici (test, questionari, interviste); progettazione ed attuazione degli interventi di sostegno psicologico volti all’elaborazione delle problematiche vissute; formazione psicosociale preventiva degli operatori dell’emergenza, relativamente alle tematiche psicologiche.
Al giorno d'oggi pensiamo a come accaparrarci l'ultima mascherina e tendiamo a sottovalutare i danni psicologici che tutta questa situazione sta recando in ognuno di noi, noi che proprio in questo momento non possiamo perderci di vista!

"I sogni son desideri..." è questa la frase di una storica canzone tratta dal cartone animato Cenerentola, ma ci siamo m...
05/03/2020

"I sogni son desideri..." è questa la frase di una storica canzone tratta dal cartone animato Cenerentola, ma ci siamo mai chiesti quanta importanza abbia sognare? In senso stretto, i sogni sono dominati da pensieri, esperienze o anche sensazioni soggettive che possono avere a che fare con luoghi già conosciuti, persone importanti della nostra vita o persone di cui non conosciamo neppure il nome.
Tra i pionieri che hanno affrontato questa tematica c'è, senza dubbio, Sigmund Freud. Egli riteneva che nei sogni venga catapultato il nostro inconscio, ovvero uno spazio in cui poter esprimere le proprie pulsioni e desideri e, volendo utilizzare le sue parole, potremmo dire che "I sogni sono l'appagamento camuffato di un desiderio rimosso".
Il sogno è inoltre di fondamentale importanza per il mantenimento dell'equilibrio biologico e mentale e, dal punto di vista psicologico, serve a liberare gli impulsi repressi nel corso della giornata. Si sogna e si spera che qualcosa facente parte del contenuto del sogno stesso si possa avverare, si sogna e si teme che quel sogno possa essere predittivo di qualcosa di brutto. Sebbene ci sia qualcuno che dica di non sognare, la nostra mente è continuamente attiva anche durante la notte e lo fa attraverso quei sogni che non ricordiamo.
Proviamo ad essere i migliori custodi dei nostri sogni perchè soprattutto fantasticare fa bene al cuore e all'anima!

Siamo sempre disposti ad ascoltare gli altri, siamo sempre pronti a mettere da parte le nostre preoccupazioni e, talvolt...
20/02/2020

Siamo sempre disposti ad ascoltare gli altri, siamo sempre pronti a mettere da parte le nostre preoccupazioni e, talvolta, anche le nostre sofferenze per alleviare quelle altrui, per essere sempre degli ottimi contenitori di angosce, ansie e momenti di sconforto.
Ci viene quasi naturale farlo, talvolta non ci costa alcun sacrificio, ma per "guardare" le difficoltà degli altri, le nostre passano in secondo piano e si corre il rischio di non vedere più noi stessi. Il non saper dire di "no" ci fa sentire impeccabili, buoni, giusti; ma le nostre sofferenze chi le accoglie? Chi sarà poi realmente in grado di capire il nostro malessere?
Aiutare gli altri e far sentire loro una presenza di cui ci si può fidare è un gesto nobile, ma se non impariamo ad aiutare prima noi stessi non staremo mai completamente bene!

Indirizzo

Castel Volturno
81030

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 09:30 - 12:00
Mercoledì 09:30 - 12:30
Giovedì 09:30 - 13:30
Venerdì 15:00 - 19:00

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