15/01/2013
E’ opinione comune che i microbi siano la causa delle malattie; purtroppo tutto ci porta a pensare in questi termini. Se uno mangia qualcosa di contaminato, sicuramente curerà il disturbo, con una bella lavanda gastrica e con degli antibiotici, dopo l’assunzione di questi ultimi starà bene, dunque questo porterà a pensare che erano i microbi la causa dei suoi mali.
Purtroppo, questo modo di ragionare semplicistico, ha portato nel diciannovesimo secolo a concludere che, i germi fossero la causa delle malattie. Qualcuno adesso penserà, che colui che sta scrivendo è impazzito, visto che, è esperienza comune, che, se ci si becca qualche infezione, solo gli antibiotici possano risolverla
Analizziamo però la natura, questa è un grande ecosistema, composto da tanti microsistemi in equilibrio tra loro. Dunque esiste un certo ordine delle cose. Un predatore raramente riesce ad attaccare animali più forti di lui, infatti spesso deve ripiegare con il più debole se vuole mangiare e sopravvivere. Nessuna tigre attaccherebbe un gorilla, perché sa bene che, sarebbe un suicidio, ne tantomeno un antilope grande se ha un antilope più piccola e facile da puntare e attaccareMa scendiamo di calibro, arriviamo ai batteri, che come molte specie animali, si nutrono sovente di cadaveri, dato che, sono grandi decompositori, distruggendo tutto quello che è morto. La natura li ha posti per disintegrare tutto quello che gli animali superiori di fatto considerano “scarti”, in modo che gli elementi chimici che li costituiscono possano tornare utili sotto forma di molecole organiche.
Sapete bene che i batteri sono vitali per la nostra esistenza, anzi per l’esistenza dell’intero ecosistema, poiché senza di essi, ma in generale senza i microbi (non voglio fare un torto alle muffe, lieviti, ecc…) la vita si sarebbe estinta da un pezzo, anzi probabilmente non sarebbe mai iniziata sulla Terra. Ora in natura un batterio, un lievito o una muffa, un microorganismo, non attacca mai i vivi, perché i vivi sono dotati di sistemi di difesa atti a respingerli, o meglio atti a far si che il grande ecosistema della Terra, sia in equilibrio anche negli organismi, dove spessissimo i batteri sono ospitati e contribuiscono ad aiutare l’organismo che li ospita. Ma allora da cosa deriva l’errata credenza che i microbi siano così pericolosi?
Nel lontano diciannovesimo secolo, furono avanzate due importanti teorie per spiegare l’origine delle patologie: la teoria gei germi patogeni di Lous Pasteur e la teoria del polimorfismo di Antoine Béchamp.Pasteur sosteneva che i germi fossero la causa delle malattie e dunque andassero combattuti, senza soluzione di continuità, fino alla guarigione dell’organismo colpito.Siccome Pasteur seppe abilmente, da chimico quale era, manipolare i propri esperimenti, e siccome la teoria di Béchamp era molto complessa da comprendere, diciamo quasi inverosimile, si riuscì a far passare vere inoppugnabile una teoria che di fatto fa acqua da tutte le parti.
Infatti già all’epoca non si capiva come mai il bacillo della tubercolosi, non attaccasse con elevata frequenza gli infermieri che ne risultavano esposti più di altri soggetti che magari si ammalavano con una facilità enorme. Se un microbo è la causa della malattia e ne vengo a contatto devo ammalarmi, almeno devo aspettarmi che la frequenza della malattia sia uguale a quella di chi aveva poco a che fare con questo bacillo.
Inoltre anni dopo, anzi diciamo un secolo dopo, Le tesi di Béchamp sono state poi confermate da molti altri ricercatori e, nel 1980 alcuni batteriologi (Sorin, Sonea, Panisset, Naessens) hanno confermato che il polimorfismo batterico era un fatto scientifico inconfutabile: “se si sconvolge il mondo dei batteri con il nostro intervento, le conseguenze possono arrivare a compromettere la vita sulla terra”, essi affermano. Alcuni studi hanno egualmente dimostrato che i batteri possono trasformarsi in virus in funzione di ciò che gli viene dato come substrato nutritivo (cfr. S. Sonea e M. Panisset in Introduzione alla nuova batteriologia, stampa dell’università di Montréal, 1980).
Lo stesso Pasteur pare che avesse affermato sul letto di morte che:”Claude aveva ragione, il microbo non era niente, ed il terreno era tutto”. Claude Bernard un fisiologo francese aveva, ben capito, che è impossibile che un microbo possa uccidere una forma di vita organizzata come l’essere umano, se quest’ultimo è perfettamente in salute, non a caso fu definito dal professor I. Bernard Cohen dell’Università Harvard “uno dei più grandi fra tutti gli uomini di scienza”, nella prefazione all’edizione di Dover (1957) del classico di Bernard sul metodo scientifico, Un’introduzione allo studio della medicina sperimentale (pubblicato per la prima volta nel 1865).In questo articolo non voglio entrare nella discussione vaccini si o vaccini no, imposti dopo il lavoro di Pasteur a tutta l’umanità, creando gravi squilibri immunitari, visto che un organismo in perfetta salute non ha bisogno di essere vaccinato, ne era classico esempio che il vaiolo sui figli delle persone cresciute al’aria aperta e in ambienti salubri aveva un frequenza bassissima, mentre era devastante nelle superaffollate città, dove dilagava prostituzione, promiscuità, alcol, condizioni di sopraffazione, e la sporcizia era ammassata a cielo aperto e nonostante le classi agiate cercassero di tenersi lontane da questi fattori, purtroppo lo squilibrio dell’ecosistema colpiva anche loro, questi microbi come il vaiolo o la peste, attaccavo anche loro.
Recentemente sono rimasti di sasso, quando ho letto che nei consumatori abituali di stupefacenti, perfino i batteri che compongono la normale flora batteria risultano più patogeni del normale, tanto da provocare infezioni. Questo per dare un quadro di massima di come mai oggi siano dilaganti infezioni (avere una candidosi cronica non vuol dire che non vi sono più infezioni, vuol dire solo che essendo le condizioni di vita migliorate, i microbi non riescono a uccidere la persona che si ammala), e con le infezioni vi è l’infiammazione e con essa alla lunga i danni infiammatori, che spesso la medicina moderna attribuisce al colesterolo, che è incolpevole delle placche, la sua unica colpa è solo di farsi ossidare dai radicali liberi che il sistema immunitario, in una disperata difesa di un sistema organico, oramai allo sbando, rilasciano a tappeto, danneggiando i tessuti.
Ora se un tessuto è danneggiato, occorre ripararlo, ma in genere un organismo sano che per una serie di eventi si è ammalato, lo ripara lontano da uno stato infiammatorio, quindi prende il colesterolo LDL, che è quello che è portato dal fegato che ne produce in grandi quantità in casi di emergenza, e lo usa come materiale per creare nuovi mattoni, ovvero nuove cellule.
Ma cosa accade se mentre i mattoni arrivano vengono danneggiati? Il tessuto risultante sarà come un muro che ha dei mattoni rotti all’interno, ovvero basta un niente per farlo franare e farlo depositare su un altro muro che magari è dietro. Orbene con il colesterolo accade la stessa cosa, mentre il corpo si autoripara, questo viene ossidato e incorporato nelle cellule che saranno dei pessimi mattoni, inoltre quello ossidato tende ad avere proprietà diverse da quello normale e ad accumularsi sulle arterie; dunque il tessuto risulterà sempre più scadente, specialmente da un punto di vista elastico e con dei depositi di colesterolo LDL ossidato.
Non a caso, vi sono studi che collegano alcune infezioni da Clamidia con l’elevata incidenza di eventi mortali a livello cardiovascolare, tant’è che sembra che gli antibiotici curino meglio delle statine.
Ma adesso qualcuno penserebbe che l’antibiotico quindi è la scelta perfetta. Sbagliato! I microbi compaiono se l’organismo ha qualche problema e finché non si cura i microbi compariranno e se non lo faranno non vi dimenticate che ogni giorno voi respirate miliardi di germi, basta che qualcosa vi indebolisca più del dovuto e loro subito si faranno vivi per approfittarne, in fondo se non compaiono a livello endogeno lo potranno sempre fare a livello esogeno.
Vi invito a una riflessione, tempo fa in periodi di carestia comparivano le pestilenze e le malattie infettive, ora uccidevano in maniera molto frequente per via polmonare e per via intestinale. Orbene quali sono i due tumori più aggressivi? Il tumore al polmone e all’intestino. Dunque i microbi non ci hanno mai abbandonato e semplicemente che le migliori condizioni di vita, ci consentono di tenerli a bada meglio; ma lo stato infiammatorio generato sulle mucose, perché per il sistema immunitario è intollerabile che entrino nel corpo e cerca di bloccarli sulle mucose (un esercito si dispone sulla frontiera per difendere una nazione), dunque dopo anni di stato infiammatorio, generato dai continui radicali che il sistema immunitario scarica sui tessuti, una mutazione, anzi più mutazioni, sono possibili anche probabili.
Ecco che la teoria di Béchamp e di Bernard assume tutta la sua potenza, alla fine i microbi in natura devono solo decomporre i morti se possono attaccare un vivo, vuol dire che questo in un certo qual modo è nello stato tra vivi e morti, ovvero è malato! La natura raramente uccide un animale con una infezione, a meno che non si verifichino determinati fattori che determinano un suo indebolimento generale, a quel punto l’animale si batte per la sua sopravvivenza, quindi come si vede meglio prevenire, rafforzando il terreno, che curare.
Come avete potuto vedere nel caso delle malattie cardiovascolari e dei tumori, i microbi possono non uccidere subito, ma comunque generare deterioramenti in un arco di tempo lungo, purtroppo alla fine il danno è fatto, quindi meglio far si che si mettano a nostra disposizione aiutandoci a digerire (alla fine anche in quel caso ci aiutano a decomporre il cibo) che, cercare di decomporci.
Nessun antibiotico o antimicotico curerà la candidosi, perchè la candida non si estirpa, si fa solo si che, il corpo possa aumentare le proprie difese e quindi possa riporsi in equilibrio con questo fungo saprofita, il quale, aiuta il corpo a digerire gli amidi e in generale le sostanze indigerite. Anche se il beneficio immediato si avverte, assumendo antimicotici, alla lunga la natura trionfa sempre, e il lievito si riadatta per non farsi più uccidere, così come i batteri si adattano agli antibiotici; purtroppo specialmente questi secondi, stanno ricominciando a mietere vittime, dato che, molti batteri oramai sono immuni dagli antibiotici e quando attaccano diventano dei veri e propri killer
Ma nessun batterio o lievito e dico nessuno, può attaccare il proprio ospite se questo non si è indebolito, dato che è una legge della natura che i microbi, devono continuamente demolire i morti, ma non devono riuscire nemmeno a toccarli i vivi; una sorta di equilibrio dinamico che spinge i micorbi a demolire tutto ciò che non oppone resistenza, ovvero tutto ciò che è morto, non a caso chi è indebolito ma è vivo, si oppone con l’infiammazione, che purtroppo se dura troppo, diventa un killer silenzioso, che alla lunga crea comunque problemi.
Dunque, in conclusione, Non sono i microbi che provocano la comparsa della malattia; ma è la malattia che provoca la comparsa dei microbi.
Pasteur contro Bechamp, una delle più grandi sconfitte dell’umanità. (Da Omeostatica)