23/06/2026
“Mi sentivo straniera nel mondo. Come se non appartenessi a nessun posto.”
Cristina, 51 anni
Consulente, indipendente da sempre — forse troppo
Focus: difficoltà nelle relazioni di coppia, senso di estraneità, bassa autostima relazionale, paura del giudizio
Cosa cercava: capire perché non riusciva ad amarsi — e a farsi amare
Cristina andava già da una psicologa da due anni. Capiva le cose, le analizzava, le nominava. Ma qualcosa non arrivava nel corpo: continuava a sentirsi estranea, un po’ diversa dagli altri, incapace di costruire una relazione di coppia che durasse. Come se ci fosse sempre un vetro sottile tra lei e il mondo. “Il problema sono io,” diceva. Non lo diceva con cinismo — lo credeva davvero.
PRIMA
“Uscivo dagli incontri con gli altri con la sensazione di aver recitato una parte. E poi arrivava a casa e mi chiedevo: ma chi sono, io, davvero?”
DURANTE LE SEDUTE
Le prime volte si è tenuta un po’ in guardia — anche nel corpo, anche sul lettino. Poi, gradualmente, qualcosa ha ceduto. Non la testa — il corpo. Come se i tessuti stessero finalmente lasciando andare qualcosa che tenevano da molto tempo. Sono emerse emozioni che non si aspettava. Momenti di tenerezza verso se stessa — insoliti, quasi spiazzanti. Poco a poco, ha iniziato a riconoscere una voce interna più chiara: cosa le piaceva davvero, cosa no. Cosa era disposta a tollerare — e cosa no.
OGGI
Cristina ha imparato a dire di no senza sentirsi in colpa. Ha smesso di inseguire relazioni dove si sentiva invisibile. Frequenta persone con cui si sente vista — e questo, racconta, ha richiesto coraggio. Ma anche un senso nuovo di sé, più solido, che prima non c’era. “Non è che ora è tutto facile. Ma so chi sono. E mi piaccio di più — anche quando non piaccio a qualcuno.”
“Ho imparato ad amarmi prima di tutto. Non come slogan — come esperienza reale nel corpo. Oggi mi appartengono: la mia vita, i miei confini, le mie scelte.”
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