Il Castello di Luce - Studio Olistico ed Esoterico

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Nodo della Strega
06/09/2026

Nodo della Strega

*NODO DELLA STREGA*
Simbolo della tradizione celtica, usato per lo più come protezione, veniva anche associato agli incantesimi utilizzando il contorno del simbolo che legava i nodi di corde e nastri, riferendosi alla magia del legare e allo sciogliere i nodi nella nostra vita. I quattro bracci della croce sono legati agli elementi principali della Magia Naturale: i quattro elementi (Acqua, Fuoco, Terra, Aria) e le quattro direzioni cardinali (Nord, Sud, Est e Ovest), 4 stagioni, tutte interconnesse e infinite, come nella rappresentazione grafica puoi tracciare la linea senza staccare all'infinito la matita dal foglio. Il cerchio che attraversa i quattro punti della croce del Nodo della Strega riflette il ciclo degli elementi e la connessione energetica tra tutte le forme di vita, formando l'energia del cerchio magico di protezione. Le braccia che si uniscono nel diamante al centro portano l'energia di un terzo occhio e rappresentano il risveglio della coscienza e della saggezza.

Appendilo nelle stanze, lascia sul tuo altare magico o usalo come base per i tuoi incantesimi.

04/09/2026

LA MAGIA DELL'INTUIZIONE

L'intuizione è il linguaggio dell'Anima, è il radar che ci aiuta ad anticipare l'esito di una decisione; il sesto senso del nostro corpo; quella specie di scintilla nella coscienza che porta la soluzione senza sapere come né perché.

È la capacità di conoscere, comprendere o percepire qualcosa in modo chiaro e immediato, senza l'intervento della ragione.

Essere intuitivi significa essere connessi ai nostri sensi e ai desideri profondi. La mente viene utilizzata dall'intuizione come strumento di apertura per organizzare, classificare e connettere le unità di informazione che stiamo percependo, ma non guida le azioni, né trae conclusioni, poiché sarebbero giudizi razionali che racchiudono il mondo delle possibilità.

Per essere intuitivi bisogna credere nel mondo invisibile, quello che non possiamo vedere né toccare ma che possiamo sentire se prestiamo attenzione.
L'INTUIZIONE È IL LINGUAGGIO DELL'ANIMA.

𝗦𝗨𝗟 𝗥𝗘𝗜𝗞𝗜Il Reiki è un sistema di equilibrio energetico che ci permette di canalizzare la Forza o Energia Universale, Re...
27/08/2026

𝗦𝗨𝗟 𝗥𝗘𝗜𝗞𝗜
Il Reiki è un sistema di equilibrio energetico che ci permette di canalizzare la Forza o Energia Universale, Rei+Ki, attraverso le nostre mani.
Il modo più efficace per impararlo è attraverso iniziazioni e attivazioni, in cui l'apprendista si "sintonizza" o si “collega" all’energia universale, diventando un CANALE consapevole ed efficace, attraverso gli insegnamenti e con il supporto attivo di un Maestro di Reiki (Master Teacher Reiki).
Come indica la stessa parola "canale", il praticante non utilizza la propria energia, ma è un semplice ponte, un connettore di questa Energia che non ha limiti.
Nella misura in cui il praticante funge da ponte energetico, riceve anche i benefici del trattamento per se stesso. L'unica cosa che viene incanalata in questo processo è energia pura, Reiki. Ecco perché è un sistema molto sicuro.
Siamo tutti fonti di energia e possibili mezzi di veicolo; e le nostre mani sono il mezzo che ci permette di trasferirla o di concentrarla in un determinato punto del corpo, nostro o altrui.





Da operatrice che usa come strumento di riequilibrio energetico anche la 𝓻𝓪𝓭𝓲𝓮𝓼𝓽𝓮𝓼𝓲𝓪, vi lascio oggi in dono questo graf...
26/08/2026

Da operatrice che usa come strumento di riequilibrio energetico anche la 𝓻𝓪𝓭𝓲𝓮𝓼𝓽𝓮𝓼𝓲𝓪, vi lascio oggi in dono questo grafico radionico, che rappresenta un nodo quaternario celtico o, conosciuto in ambito radiestesico come il grafico della Croce di San Mauro.
A livello simbolico, conforme alla tradizione dei nodi celtici, le linee continue e ininterrotte rappresentano l'eternità, l'interconnessione e l'equilibrio del mondo materiale e spirituale. Quindi nel suo utilizzo, questo simbolo grafico viene spesso adoperato come motivo decorativo, amuleto protettivo. In radiestesia e radionica viene usato per scopi di riequilibrio energetico, postando il testimone al centro, per il tempo indicato dall’orologio radiestesico.

Se la radiestesia e la radionica ti incuriosiscono, così come l’uso del pendolo in ambito della radiestesia olistica applicata, ricordo che è sempre disponibile il mio corso, fruibile sia online (a distanza), sia di presenza (presso il mio studio), 𝓘𝓵 𝓹𝓮𝓷𝓭𝓸𝓵𝓸 𝓮 𝓲 𝓼𝓾𝓸𝓲 𝓾𝓼𝓲 - 𝓬𝓸𝓷 𝓷𝓸𝔃𝓲𝓸𝓷𝓲 𝓭𝓲 𝓻𝓪𝓭𝓲𝓮𝓼𝓽𝓮𝓼𝓲𝓪 𝓸𝓵𝓲𝓼𝓽𝓲𝓬𝓪.

OLIO DI ALLORO, il rimedio tradizionale per il benessere di muscoli e articolazioniL’alloro è una pianta che appartiene ...
24/08/2026

OLIO DI ALLORO, il rimedio tradizionale per il benessere di muscoli e articolazioni
L’alloro è una pianta che appartiene da secoli alla tradizione erboristica e popolare mediterranea. Le sue foglie, aromatiche e ricche di sostanze volatili, sono state utilizzate non soltanto in cucina, ma anche per preparare decotti, impacchi e oli destinati al massaggio del corpo. Tra gli impieghi tradizionali più conosciuti troviamo proprio l’olio di alloro, utilizzato esternamente per massaggiare zone caratterizzate da tensione muscolare, rigidità e fastidio articolare.
È però importante fare una distinzione: l’olio di alloro non dovrebbe essere presentato come un rimedio capace di “far sparire rapidamente” un dolore articolare o muscolare. Le evidenze scientifiche disponibili non permettono di attribuirgli un’efficacia analgesica certa o di considerarlo un trattamento per patologie articolari. Per i rimedi vegetali applicati localmente, le prove sull’efficacia variano molto a seconda della pianta e della preparazione.
Questo non significa che un massaggio con un olio aromatico non possa essere piacevole o contribuire alla sensazione di rilassamento e benessere della zona trattata. Significa semplicemente che è più corretto considerarlo un rimedio tradizionale e complementare e non un sostituto delle cure mediche!!!
Che cos’è l’olio di alloro?
Con il termine “olio di alloro” si possono indicare preparazioni molto diverse. Il primo è un olio oleolito ottenuto lasciando macerare le foglie di Laurus nobilis in un olio vegetale, come quello di oliva, mandorle o girasole. È una preparazione semplice, adatta soprattutto al massaggio.
Il secondo è l'olio essenziale di alloro, una sostanza molto più concentrata ottenuta attraverso distillazione. Non va confuso con l’oleolito e non dovrebbe essere applicato puro sulla pelle!
Questa distinzione è fondamentale perché un olio essenziale è molto più concentrato e può provocare irritazioni o sensibilizzazioni se utilizzato in modo scorretto. In generale, gli oli essenziali destinati all’uso cutaneo vengono impiegati diluiti in un olio vettore.
Perché viene utilizzato per muscoli e articolazioni?
Nella tradizione popolare l’olio di alloro viene impiegato soprattutto attraverso il massaggio locale.
Il calore prodotto dal massaggio, l’azione meccanica delle mani e la componente aromatica della pianta possono contribuire a creare una piacevole sensazione di rilassamento, soprattutto quando il fastidio è associato a tensione o affaticamento muscolare. È quindi più corretto parlare di benessere muscolare e articolare piuttosto che di cura dell’infiammazione.
La ricetta tradizionale dell’oleolito di alloro
Preparare un oleolito di alloro è relativamente semplice.
Ingredienti

* 20-30 g di foglie di alloro essiccate
* 250 ml circa di olio extravergine di oliva oppure di un altro olio vegetale
* un barattolo di vetro perfettamente pulito e asciutto
* un colino a maglia fine o una garza
* una bottiglia di vetro scuro con tappo

È preferibile utilizzare foglie ben asciutte, perché l’acqua residua può favorire il deterioramento della preparazione.

Preparazione
Sbriciolate grossolanamente le foglie di alloro con le mani oppure spezzettatele. Mettetele nel barattolo di vetro e coprite completamente con l’olio, assicurandovi che tutta la materia vegetale rimanga immersa. Chiudete il recipiente e lasciatelo riposare in un luogo fresco e al riparo dalla luce diretta. Per una preparazione tradizionale si può lasciare macerare per circa 3-4 settimane, agitando delicatamente il barattolo ogni giorno o ogni due giorni. Trascorso questo periodo, filtrate accuratamente l’olio attraverso una garza o un filtro molto fine. Strizzate delicatamente il materiale vegetale e trasferite l’olio filtrato in una bottiglia di vetro scuro. Conservatelo in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Se compaiono odori anomali, torbidità insolita, muffe o altri segni di alterazione, è meglio buttarlo.

Come utilizzarlo per il massaggio
L'uso più semplice consiste nell'applicare una piccola quantità di oleolito sulla zona interessata e massaggiare delicatamente. Per esempio, può essere utilizzato su: spalle e collo, quando sono contratti dopo una giornata sedentaria; sulla schiena, per un massaggio rilassante; sulle gambe, dopo attività fisica o quando la muscolatura appare affaticata; sulle ginocchia, gomiti o altre articolazioni, esclusivamente sulla pelle integra e con un massaggio delicato. Il massaggio non deve essere energico né doloroso. È sufficiente distribuire una piccola quantità di olio e lavorare la zona con movimenti circolari e progressivi per alcuni minuti. L’obiettivo non è “sciogliere” un’infiammazione con la forza, ma favorire una sensazione di comfort e rilassamento.
Per dolori e contratture, è utile anche un impacco caldo con olio di alloro, poichè un'altra modalità tradizionale consiste nell'associare l'olio al calore. Si può applicare una piccola quantità di oleolito sulla zona interessata, massaggiare delicatamente e successivamente appoggiare per alcuni minuti un asciugamano tiepido. Il calore può risultare particolarmente piacevole in caso di rigidità e tensione muscolare.
Bisogna però evitare temperature elevate e non applicare calore su una zona già molto arrossata, gonfia o calda.

E l'olio essenziale di alloro???
Qui occorre maggiore prudenza. L'olio essenziale non deve essere utilizzato come se fosse un normale olio da massaggio. Gli oli essenziali sono sostanze concentrate e l'applicazione diretta può provocare irritazione o sensibilizzazione cutanea. Se si decide di utilizzare un olio essenziale, è quindi opportuno diluirlo adeguatamente in un olio vettore e seguire le indicazioni specifiche del prodotto. Non va applicato su ferite, mucose, occhi o pelle irritata e, prima dell'utilizzo, è prudente effettuare una piccola prova su una zona limitata della pelle.
Le autorità sanitarie sottolineano infatti che gli oli essenziali utilizzati per via cutanea possono provocare reazioni cutanee e che la sicurezza dipende dalla sostanza, dalla concentrazione e dalle condizioni della persona.

Quando è meglio non utilizzarlo, dato che un rimedio naturale non è automaticamente innocuo?
L'olio di alloro non dovrebbe essere applicato su:
* ferite o abrasioni;
* dermatiti o pelle irritata;
* zone con infezioni cutanee;
* mucose;
* contorno degli occhi.
È inoltre consigliabile interrompere immediatamente l'utilizzo in caso di bruciore intenso, arrossamento, prurito o altra reazione cutanea. Chi assume farmaci, ha patologie croniche, è in gravidanza o allatta dovrebbe chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di utilizzare preparazioni erboristiche, soprattutto quando si tratta di oli essenziali concentrati. Per i prodotti vegetali destinati al dolore è infatti importante considerare anche possibili effetti indesiderati e interazioni.

ATTENZIONE:
Un dolore muscolare occasionale dopo uno sforzo può essere diverso da un dolore articolare persistente. Se un'articolazione è gonfia, molto arrossata, calda, se il dolore compare improvvisamente o è accompagnato da febbre, trauma importante o limitazione marcata dei movimenti, non è opportuno affidarsi esclusivamente a un rimedio casalingo. Anche un dolore che persiste o peggiora dovrebbe essere valutato da un professionista sanitario. Il massaggio con un olio vegetale può eventualmente essere utilizzato come pratica complementare di benessere, ma non deve ritardare la diagnosi di una possibile patologia.

GIFT: un piccolo rituale di benessere
L'utilizzo dell'olio di alloro può diventare anche un momento di cura personale. Dopo una doccia calda, quando la muscolatura è rilassata, si può applicare una piccola quantità di oleolito sulle zone maggiormente affaticate. Il massaggio può essere lento e accompagnato da una respirazione profonda.Non è necessario cercare un effetto “forte”. In questo caso, la semplicità è parte del rituale: calore, profumo, contatto e movimento consapevole possono trasformare un gesto quotidiano in un momento dedicato al proprio corpo.







𝗖𝗢𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗙𝗔𝗠𝗜𝗟𝗜𝗔𝗥𝗜 - Il 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗠𝗜𝗖𝗢Ti è mai capitato di vivere una situazione che si ripete nella tua vita, anc...
23/08/2026

𝗖𝗢𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗙𝗔𝗠𝗜𝗟𝗜𝗔𝗥𝗜 - Il 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗠𝗜𝗖𝗢
Ti è mai capitato di vivere una situazione che si ripete nella tua vita, anche se razionalmente vorresti fare qualcosa di diverso? Oppure di vivere una relazione che sembra avere sempre lo stesso copione, una difficoltà nel sentirti libera/o di scegliere, un senso di colpa che non sai spiegare, sentirti addosso la sensazione di dover essere sempre forte, di dover prenderti cura degli altri o, al contrario, di non riuscire mai a trovare il tuo posto?
Secondo l’approccio sistemico, a volte, ciò che viviamo non riguarda soltanto la nostra storia personale. Ognuno di noi, infatti, nasce all’interno di un sistema: una famiglia, una cultura, una comunità, una rete di relazioni. E all’interno di questi sistemi riceviamo molto più dei geni e del cognome. Riceviamo anche storie, valori, convinzioni, modelli relazionali e, talvolta, ferite che possono attraversare più generazioni. È questo che, in ambito olistico, viene spesso chiamato 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗠𝗜𝗖𝗢.

Che cos'è il campo sistemico?

Possiamo immaginarlo come una sorta di rete invisibile di relazioni e informazioni che collega le persone appartenenti a un sistema. Il sistema più importante per ciascuno di noi è, naturalmente, quello familiare. Ne fanno parte i genitori, i nonni, i fratelli e le sorelle, ma anche persone e avvenimenti che hanno avuto un peso significativo nella storia della famiglia. Nel linguaggio delle Costellazioni Familiari si parla di campo sistemico per indicare questo spazio relazionale nel quale possono emergere dinamiche, appartenenze e ripetizioni che non sempre sono immediatamente consapevoli. Non significa che esista necessariamente un “campo” fisico o energetico dimostrato dalla scienza. È da intendere soprattutto come un “modello di osservazione” che può aiutare a guardare la propria esperienza da una prospettiva più ampia.

Perché alcune dinamiche sembrano ripetersi?

In una famiglia possono esistere eventi dolorosi di cui non si parla più: separazioni, lutti, esclusioni, fallimenti, migrazioni, conflitti, perdite, segreti o grandi sacrifici. Anche quando non conosciamo tutti i dettagli della nostra storia familiare, possiamo aver assimilato determinati modi di vivere le relazioni e di interpretare il mondo. Un figlio, per esempio, può crescere con l'idea che “bisogna sempre sacrificarsi per gli altri”, oppure che “non ci si può fidare di nessuno”, oppure ancora che “nella nostra famiglia nessuno riesce mai a essere veramente felice”. Queste convinzioni possono diventare così familiari da sembrarci semplicemente “la realtà”.

Il lavoro sistemico invita a fermarsi e chiedersi:
Questa è davvero una mia scelta o sto ripetendo qualcosa che appartiene alla mia storia?
È proprio attraverso le Costellazioni Familiari che il concetto di campo sistemico viene utilizzato in modo particolarmente conosciuto.
Durante una costellazione, una situazione personale viene osservata cercando di comprendere le relazioni che la compongono e le possibili dinamiche sistemiche sottostanti.
L'obiettivo non è trovare un colpevole. Al contrario, uno dei principi fondamentali dell'approccio sistemico è cercare di guardare la storia familiare con maggiore consapevolezza, riconoscendo che ogni persona ha avuto il proprio percorso, le proprie difficoltà e le proprie risorse. A volte, vedere ciò che prima rimaneva sullo sfondo permette semplicemente di cambiare prospettiva.
Uno degli aspetti più interessanti del lavoro sistemico riguarda il rapporto tra appartenenza e individuazione.
Abbiamo bisogno di appartenere alla nostra famiglia, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di diventare noi stessi. Può accadere, però, di confondere l'amore con il sacrificio, la fedeltà con la ripetizione o l'appartenenza con il dover vivere la stessa vita di chi ci ha preceduto. Il lavoro su di sé può allora diventare un processo di differenziazione:
Riconosco ciò che viene dalla mia storia, ma posso scegliere cosa portare con me e cosa lasciare andare.
Non si tratta di rinnegare la propria famiglia, ma di poterla guardare con occhi nuovi, riconoscendo ciò che ci ha dato e distinguendolo da ciò che non abbiamo più bisogno di ripetere.

Quando può essere utile esplorare il proprio sistema?

Un percorso sistemico può essere interessante quando ci troviamo davanti a situazioni che sembrano ripetersi, conflitti familiari ricorrenti, difficoltà nelle relazioni, sensazioni di non appartenenza oppure blocchi personali che facciamo fatica a comprendere. Può essere anche semplicemente uno strumento di conoscenza di sé. Non sempre dobbiamo cercare una causa nascosta a ciò che viviamo. A volte, invece, osservare la nostra storia attraverso una prospettiva sistemica può offrirci una domanda nuova, e una domanda nuova può aprire una possibilità che prima non riuscivamo a vedere.
Le costellazioni, infatti, ci permettono di guardare la propria storia con occhi diversi. Il campo sistemico ci invita, in definitiva, a ricordare una cosa molto semplice: non siamo individui isolati. Siamo il risultato di una storia personale, ma anche di relazioni, incontri, esperienze e contesti che hanno contribuito a costruire il nostro modo di essere. Conoscere queste connessioni non significa essere condannati a ripetere il passato. Al contrario, può diventare un modo per riconoscere ciò che ci appartiene davvero e iniziare a scegliere con maggiore consapevolezza il nostro cammino. Perché conoscere le proprie radici non significa necessariamente rimanere ancorati ad esse. A volte significa proprio trovare la forza per crescere nella propria direzione.
Con Amore e Gratitudine ©️Loredana Preda

Loredanapreda Stanzani
Mondo Meraviglioso
La Regina dei Tre Regni
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Piante per la salute femminile e i loro benefici.✨✨✨✨✨✨
22/08/2026

Piante per la salute femminile e i loro benefici.


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Per trasformare qualcosa nella realtà concreta, non sempre è sufficiente agire soltanto sul livello concreto. Possiamo l...
18/08/2026

Per trasformare qualcosa nella realtà concreta, non sempre è sufficiente agire soltanto sul livello concreto. Possiamo lavorare su più livelli. Perché dal potenziale nasce l’idea. Dall’idea nasce la forma. Dalla forma nasce l’azione.

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I quattro mondi della Kabbalah, o dalla luce alla materia

Quando parliamo di Kabbalah, siamo abituati a pensare soprattutto all’Albero della Vita, alle dieci Sefirot e ai loro complessi rapporti. Ma la cosmologia cabalistica contiene un’altra mappa altrettanto affascinante, ovvero quella dei quattro mondi.
Nella Kabbalah ebraica, i “mondi” (Olamot) sono generalmente descritti come quattro livelli di manifestazione della realtà, disposti dalla dimensione più sottile e divina fino a quella materiale. Bisogna precisare che non si tratta esplicitaemente di quattro “luoghi” fisici; besni essi sono quattro modalità attraverso cui la realtà divina si manifesta. Questa concezione è particolarmente interessante, perché ci permette di osservare la realtà non come qualcosa di statico, ma come un processo di trasformazione che parte dall’essenza all’idea, poi dall’idea alla forma, e, in fine, dalla forma all’azione.
Alla sommità di questa concezione troviamo Ein Sof, letteralmente «Senza Fine» o «Infinito». Ein Sof non è uno dei quattro mondi. È ciò che trascende ogni definizione e ogni forma.
La Kabbalah parte quindi da una domanda vertiginosa: come può qualcosa di infinito e assoluto dare origine a una realtà molteplice e finita?
I quattro mondi rappresentano, in termini molto semplificati, proprio il progressivo dispiegarsi della manifestazione.
Possiamo immaginarli come una discesa:

Ein Sof → Atziluth → Beriah → Yetzirah → Assiah

Non una caduta nel senso morale del termine, ma una progressiva densificazione della manifestazione.

*seguiranno gli articoli in cui tratteremo uno alla volta l'Aziluth, o L'Emanazione (ciò che è), Beriah, La Creazione (il concepimento), Yetzirah (formazione, dove l'essenza diventata idea prende forma), Assiah (Azione, realtà ).
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Il volto della Vita è quello della Madre 🩷🌸Come ci relazioniamo con nostra Madre, così la Vita si relazionerà con noi.Ne...
02/05/2026

Il volto della Vita è quello della Madre 🩷🌸
Come ci relazioniamo con nostra Madre, così la Vita si relazionerà con noi.
Nel campo sistemico, la Madre è la Porta. È il primo grembo, il primo sguardo, il primo respiro. È colei che ci insegna a ricevere: amore, nutrimento, abbracci, presenza. Se il legame con lei è interrotto, anche il flusso della Vita si spezza.

🌷 Chi è in pace con la propria Madre, risplende.
La luce interiore si accende, il cuore si apre, la Vita risponde con abbondanza.

🌷 Chi esclude la Madre, spesso esclude anche l’amore.
Il partner, il piacere, la dolcezza — tutto resta distante, come dietro un velo.

🌷 Chi si sente superiore alla Madre, si auto-esclude dalla pienezza.
Il giudizio crea distanza. E la Vita, che è Madre, non può fluire dove non c’è umiltà.

🌷 Chi non onora la Madre, non potrà onorare il proprio compagno.
Il rispetto è un seme che nasce nel grembo. Se non germoglia lì, non fiorisce altrove.

🌷 Non si può guarire la coppia se il legame con la Madre è ferito.
Ogni relazione amorosa porta l’eco del primo legame. Finché non lo guardiamo, lo ripetiamo.

🌷 Se non ci permettiamo di ricevere dalla Madre, non ci permetteremo di ricevere dalla Vita.
Abbracci, carezze, intimità — tutto resta congelato, finché non sciogliamo il nodo originario.

🌷 Non possiamo vivere una Vita intera nel risentimento.
Anche se la Madre ha ferito, abbandonato, umiliato — il cammino di guarigione passa dal riconoscimento, non dalla negazione.

🌷 Ciò che le rimproveri, la Vita te lo mostrerà in te stessa.
Nei tuoi amori, nei tuoi figli, nei tuoi sogni. Finché non scegli di vedere, accogliere, trasformare.

E tu che rapporto hai con la Madre?

Felice Beltane, anime splendenti! Stanotte i nastri sono stati ritualizzati, ora non mi resta che intrecciare i vostri b...
01/05/2026

Felice Beltane, anime splendenti! Stanotte i nastri sono stati ritualizzati, ora non mi resta che intrecciare i vostri braccialetti. Il tempo è stato clemente, sotto il portico si sta meravigliosamente bene.
Stanotte, nella notte di Valpurga, ho te incontrato il mio 𝔡𝔲𝔢𝔫𝔡𝔢. Ma di questo ve ne parlerò un’altra volta.
Chi volesse avere il suo braccialetto, me lo faccia sapere!

Indirizzo

Via S. Apollinare 1272
Castello Di Serravalle
40053

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