02/08/2026
Il trattamento della Scoliosi impone scelte tecniche e tattiche strategiche ben studiate per ottenere buoni esiti finali.
In base alla gravità, localizzazione ed estensione, la scoliosi può essere associata a gibbosità costale, iper-lordosi lombare e a varie alterazioni patologiche a carico delle vertebre e delle coste.
In poche parole, l’intera gabbia toracica e la postura generale vengono compromesse nel loro delicato equilibrio strutturale.
Il trattamento della scoliosi idiopatica va, strategicamente, studiato in rapporto al grado di deviazione della colonna vertebrale del soggetto; si misura in gradi di Cobb e la sua stima consente di stabilire come operare senza essere troppo invasivi.
La finalità del trattamento incruento è quella di evitare l’incremento della curva, ritardarne l’evoluzione e scongiurare il pericolo dell’intervento chirurgico.
La teoria dei 3 punti nella scoliosi idiopatica è il fondamento meccanico usato nella somministrazione di esercizi e dai corsetti ortopedici per correggere la curva paramorfica. Sfrutta una forza centrale (spinta) diretta verso l'interno e due forze opposte (controspinte) dirette alle estremità per raddrizzare la curva.
L’intensità, la posizione e la direzione delle forze applicate sulla colonna, costituiscono elementi fondamentali di valutazione. Esse sono in grado di correggere la postura del giovane soggetto esaminato.
L’intera struttura del tronco, poi, deve essere considerata nella progettazione degli esercizi di potenziamento delle fasce mio-legamentose deboli e di quei muscoli che necessitano di essere allungati e rilassati.
In pratica, nulla si lascia al caso.
Gli esercizi debbono essere impiegati sia senza corsetto che con il corsetto indossato. Il soggetto deve apprendere come sfruttare le spinte (shift), le camere di compressione e le fughe verso le camere di espansione.
La teoria dei 3 punti è il fondamento meccanico usato nel trattamento della scoliosi idiopatica, sia negli esercizi che nei corsetti.