10/10/2026
La parola אַיֶּכָּה (Ayekà) significa letteralmente:“Dove sei?”
La troviamo in Genesi3,9, dopo che Adamo ed Eva hanno mangiato il frutto dell'Albero della Conoscenza.
Dio chiama l'uomo e gli chiede: «Dove sei?»
Prima di mangiare il frutto, Adamo ed Eva erano nudi e non provavano vergogna. Dopo aver mangiato, invece, scoprono la paura, la vergogna e il bisogno di nascondersi.
Qualcosa è cambiato non soltanto nel loro comportamento, ma nella loro coscienza.
Aiekà è una domanda rivolta a ciascuno di noi. Non significa semplicemente: «Dove ti trovi?»
Ma:
• Dove sei nella tua vita?
• Quanto sei vicino a ciò che sei veramente?
La domanda divina diventa quindi un invito alla consapevolezza e alla responsabilità.
Adamo risponde:
«Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono n**o, e mi sono nascosto.» (Genesi 3,10)
Adamo non ha soltanto paura di Dio. Ha paura di essere visto nella propria vulnerabilità.
Il segreto spirituale di Aiekà ci dice che forse la cosa più importante non è che Adamo abbia perso il Paradiso, ma che anche fuori dall'innocenza originaria, possa ancora ascoltare la voce di Dio.
L'essere umano può smarrirsi, ma non per questo è fuori dalla portata della chiamata divina. E allora Aiekà può diventare la domanda che accompagna tutta la nostra esistenza:
«Dove sei, rispetto alla persona che sei chiamato a diventare?» . Aiekà diventa così la domanda che risveglia l'essere umano dal suo nascondimento.
Nell'incontro del 15 ottobre inizieremo da qui. Ci porremo la domanda Aiekà
"dove sei?" come hanno fatto Adamo ed Eva dopo la caduta dal Paradiso terrestre.
Vi aspetto🩷
Lavinia 388 568 5171