28/08/2026
Con la diagnosi di Parkinson arriva spesso un consiglio generico: restare attivi. Ma quanto conta, davvero, il tipo di movimento scelto?
Uno studio pubblicato su Lancet Neurology ha confrontato un programma di esercizio aerobico ad alta intensità, svolto a casa e seguito a distanza, con un programma di allungamento muscolare in persone con Parkinson. Dopo sei mesi, chi aveva seguito l'esercizio aerobico intenso mostrava un peggioramento dei sintomi motori significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo.
L'intensità sembra fare la differenza: camminata sostenuta, cyclette, attività che alza davvero la frequenza cardiaca, più che mobilità dolce generica.
Questo richiede una calibrazione precisa sulla persona: età, stadio della malattia, condizioni cardiovascolari e capacità di partenza determinano quanto e come intensificare il lavoro in sicurezza.
Da AT Care Studio l'attività fisica adattata per chi convive con il Parkinson parte da una valutazione individuale, con un dosaggio dell'intensità costruito e rivisto nel tempo, non un programma standard di ginnastica dolce.
Van der Kolk NM, de Vries NM, Kessels RPC, et al. Effectiveness of home-based and remotely supervised aerobic exercise in Parkinson's disease: a double-blind, randomised controlled trial. Lancet Neurol. 2019;18(11):998-1008.