AT Care Studio

AT Care Studio Uno spazio accogliente dove la cura prende forma intorno alle persone. Fisioterapia, qualità della vita, dolore cranico, TMJ, oncologia, esercizio, allenamento.

Con la diagnosi di Parkinson arriva spesso un consiglio generico: restare attivi. Ma quanto conta, davvero, il tipo di m...
28/08/2026

Con la diagnosi di Parkinson arriva spesso un consiglio generico: restare attivi. Ma quanto conta, davvero, il tipo di movimento scelto?

Uno studio pubblicato su Lancet Neurology ha confrontato un programma di esercizio aerobico ad alta intensità, svolto a casa e seguito a distanza, con un programma di allungamento muscolare in persone con Parkinson. Dopo sei mesi, chi aveva seguito l'esercizio aerobico intenso mostrava un peggioramento dei sintomi motori significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo.

L'intensità sembra fare la differenza: camminata sostenuta, cyclette, attività che alza davvero la frequenza cardiaca, più che mobilità dolce generica.

Questo richiede una calibrazione precisa sulla persona: età, stadio della malattia, condizioni cardiovascolari e capacità di partenza determinano quanto e come intensificare il lavoro in sicurezza.

Da AT Care Studio l'attività fisica adattata per chi convive con il Parkinson parte da una valutazione individuale, con un dosaggio dell'intensità costruito e rivisto nel tempo, non un programma standard di ginnastica dolce.



Van der Kolk NM, de Vries NM, Kessels RPC, et al. Effectiveness of home-based and remotely supervised aerobic exercise in Parkinson's disease: a double-blind, randomised controlled trial. Lancet Neurol. 2019;18(11):998-1008.

"Sei mesi", è spesso il numero che si sente ripetere dopo un intervento di ricostruzione del legamento crociato anterior...
21/08/2026

"Sei mesi", è spesso il numero che si sente ripetere dopo un intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore. Ma sei mesi da soli non dicono se un ginocchio è davvero pronto a tornare in campo.

Uno studio che ha seguito oltre cento atleti per due anni dopo l'intervento ha confrontato chi rientrava allo sport avendo superato criteri funzionali specifici, come la forza simmetrica del quadricipite tra le due gambe, con chi rientrava senza averli superati. Il rischio di un nuovo infortunio al ginocchio è risultato quasi sette volte più alto in chi non aveva superato questi criteri prima del rientro.

Anche il tempo dall'intervento ha un peso, ma in modo diverso da come si pensa: ogni mese di attesa fino al nono mese riduceva il rischio di recidiva del 51%. Oltre il nono mese, aspettare ulteriormente non portava benefici aggiuntivi.

Il calendario da solo, "sei mesi e sei pronto", non basta. Serve una valutazione della funzione reale del ginocchio, prima di tornare a correre, saltare e cambiare direzione con la stessa intensità di prima.

Ad AT Care Studio il rientro allo sport dopo LCA segue questa logica: non una data fissata in anticipo, ma un percorso verificato passo dopo passo, con test specifici prima di considerarlo concluso.



Grindem H, Snyder-Mackler L, Moksnes H, Engebretsen L, Risberg MA. Simple decision rules can reduce reinjury risk by 84% after ACL reconstruction: the Delaware-Oslo ACL cohort study. Br J Sports Med. 2016;50(13):804-808.

Dolore profondo, proprio sotto il gluteo, quando si è seduti a lungo o durante la corsa in salita. Il primo istinto è al...
14/08/2026

Dolore profondo, proprio sotto il gluteo, quando si è seduti a lungo o durante la corsa in salita. Il primo istinto è allungare gli hamstring: stretching, magari anche dei flessori dell'anca, ripetuto più volte al giorno.

Nella tendinopatia prossimale degli hamstring, quella tipica di chi corre o aumenta rapidamente i carichi di allenamento, questo istinto spesso peggiora le cose.

Il tendine coinvolto, quello che si inserisce sull'ischio, non tollera bene la compressione che si crea quando viene messo in allungamento, per esempio in un affondo profondo o in uno stretching statico prolungato. Allungarlo per "scioglierlo" spesso lo stressa nel punto sbagliato.

Il percorso che funziona parte in genere dal lato opposto: ridurre i carichi compressivi, come sedute prolungate e allungamenti aggressivi, lavorare inizialmente su contrazioni isometriche per ridurre il dolore, poi reintrodurre gradualmente carico e movimento fino a tornare alla corsa.

Da AT Care Studio la valutazione di un dolore persistente all'inserzione degli hamstring parte da qui: capire cosa sta effettivamente irritando il tendine, prima di consigliare esercizi che, per quanto intuitivi, possono peggiorare il quadro.



Goom TSH, Malliaras P, Reiman MP, Purdam CR. Proximal hamstring tendinopathy: clinical aspects of assessment and management. J Orthop Sports Phys Ther. 2016;46(6):483-493.

Ad agosto molti percorsi di riabilitazione o di attività fisica si fermano per settimane. È comprensibile: dopo mesi di ...
07/08/2026

Ad agosto molti percorsi di riabilitazione o di attività fisica si fermano per settimane. È comprensibile: dopo mesi di lavoro, una pausa sembra guadagnata, soprattutto con le ferie.

Una pausa completa di quattro settimane o più ha però un costo reale. La capacità aerobica comincia a calare già nelle prime settimane di inattività, mentre la forza tende a reggere meglio nel breve periodo. Chi ha lavorato per mesi su equilibrio, mobilità o gestione del carico articolare rischia di perdere proprio quello che aveva guadagnato con più fatica.

Non serve mantenere lo stesso volume di allenamento durante l'estate. Serve uno stimolo minimo, anche due sedute brevi a settimana, per evitare che il lavoro dei mesi precedenti si azzeri quando si riparte a settembre.

Per chi convive con una condizione cronica questo vale ancora di più: il percorso di salute non è un ciclo che si chiude e si riapre, è una pratica che si adatta nel tempo, vacanze comprese.

Da AT Care Studio, prima della pausa estiva, costruiamo con ogni persona un programma minimo da portare avanti in autonomia, pensato per non disperdere il lavoro fatto.



Mujika I, Padilla S. Detraining: loss of training-induced physiological and performance adaptations. Part I: short term insufficient training stimulus. Sports Med. 2000;30(2):79-87.

Il gonfiore passa in una settimana, il dolore quasi scompare, e sembra tutto risolto. Poi, mesi dopo, la caviglia contin...
31/07/2026

Il gonfiore passa in una settimana, il dolore quasi scompare, e sembra tutto risolto. Poi, mesi dopo, la caviglia continua a "cedere" a un passo falso su un terreno irregolare, o durante uno sport.

Non è un'impressione. Circa una persona su cinque che si distorce una caviglia sviluppa instabilità cronica, anche dopo la scomparsa dei sintomi acuti.

La ragione ha a che fare con il sistema che controlla equilibrio e coordinazione della caviglia, che può restare compromesso anche quando gonfiore e dolore sono spariti. Un lavoro di ricerca ha mostrato che la capacità di eseguire un salto e un atterraggio già nelle prime due settimane, insieme al controllo dell'equilibrio a sei mesi dall'infortunio, prevede chi svilupperà instabilità cronica.

Una caviglia che "sembra guarita" può quindi avere ancora bisogno di lavoro, non per il dolore residuo, ma per ricostruire un controllo motorio che il solo riposo non restituisce.

Le linee guida internazionali di riferimento raccomandano proprio questo: esercizio propriocettivo e neuromuscolare, sia dopo una prima distorsione che in presenza di instabilità già cronica.

Da AT Care Studio la valutazione dopo una distorsione di caviglia non si ferma al gonfiore che passa. Guardiamo anche a equilibrio, controllo del movimento e capacità di reggere carichi in sicurezza, per evitare che un episodio isolato diventi una fragilità permanente.



Martin RL, Davenport TE, Fraser JJ, et al. Ankle stability and movement coordination impairments: lateral ankle ligament sprains revision 2021. J Orthop Sports Phys Ther. 2021;51(4):CPG1-CPG80.
Doherty C, Bleakley C, Hertel J, Caulfield B, Ryan J, Delahunt E. Recovery from a first-time lateral ankle sprain and the predictors of chronic ankle instability: a prospective cohort analysis. Am J Sports Med. 2016;44(4):995-1003.

"Due settimane," le avevano detto. Poi, quasi nello stesso punto, la lesione muscolare si è ripresentata.Si segue un tem...
24/07/2026

"Due settimane," le avevano detto. Poi, quasi nello stesso punto, la lesione muscolare si è ripresentata.

Si segue un tempo di recupero standard, si torna ad allenarsi, e l'infortunio si ripete.

Due lesioni muscolari apparentemente simili possono avere prognosi diverse a seconda di dove si trovano, non solo di quanto sono estese.

Nella parte centrale del muscolo, dove il tessuto è ricco di vasi sanguigni, la guarigione è in genere più rapida. Quando la lesione interessa il tendine intramuscolare, alle estremità, i tempi si allungano e il rischio che si ripresenti è più alto, anche a parità di gravità.

È una distinzione che una valutazione clinica accurata, con imaging quando necessario, permette di individuare. Una tempistica di recupero uguale per tutti non lo fa.

Ad AT Care Studio partiamo da qui: capire dove si trova la lesione, non solo quanto è grande, per costruire un rientro allo sport reale, non una stima approssimativa.



Po***ck N, James SL, Lee JC, Chakraverty R. British athletics muscle injury classification: a new grading system. Br J Sports Med. 2014;48(18):1347-1351.

Macdonald B, McAleer S, Kelly S, Chakraverty R, Johnston M, Po***ck N. Hamstring rehabilitation in elite track and field athletes: applying the British Athletics Muscle Injury Classification in clinical practice. Br J Sports Med. 2019;53(23):1464-1473.

Ci sono contenuti che sui social non pubblichiamo.Abbiamo aperto la newsletter di AT Care Studio per condividere approfo...
17/07/2026

Ci sono contenuti che sui social non pubblichiamo.

Abbiamo aperto la newsletter di AT Care Studio per condividere approfondimenti, materiali riservati, aggiornamenti sui percorsi e anticipazioni sugli eventi in studio.

Uno spazio per chi è già paziente e per chi vuole conoscerci meglio prima di affidarsi a noi.

Iscriviti dal pop-up nella home del sito: https://atcarestudio.it/

L’esercizio fisico è uno degli strumenti più studiati per sostenere la salute nel tempo.Può contribuire a migliorare fun...
10/07/2026

L’esercizio fisico è uno degli strumenti più studiati per sostenere la salute nel tempo.

Può contribuire a migliorare funzione cardiorespiratoria, forza muscolare, mobilità, equilibrio, metabolismo, autonomia e qualità della vita, anche nelle persone che convivono con condizioni croniche o con una ridotta capacità di movimento.

Ma non basta dire “muoviti di più”.

Perché il movimento sia utile, deve essere dosato: scelta degli esercizi, carichi, tempi, recuperi, progressione e obiettivi devono essere coerenti con la persona.

L’Attività Fisica Adattata, o AFA, nasce da questa logica.

Non è riabilitazione e non è una scheda standard. È attività motoria su misura, orientata alla salute, pensata per chi ha bisogno di muoversi con criterio: persone sedentarie, adulte, anziane, con dolore persistente, artrosi, osteoporosi, patologie croniche o limitazioni motorie stabilizzate.

Adattare non significa fare poco. Significa fare il lavoro giusto, nel momento giusto.

Da AT Care Studio, a Ceggia, l’Attività Fisica Adattata viene proposta da professionisti preparat, con attenzione concreta alle necessità e agli obiettivi di ogni persona.



Bull FC et al. World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and sedentary behaviour. Br J Sports Med. 2020;54:1451-1462. doi:10.1136/bjsports-2020-102955
Pedersen BK, Saltin B. Exercise as medicine: evidence for prescribing exercise as therapy in 26 different chronic diseases. Scand J Med Sci Sports. 2015;25 Suppl 3:1-72. doi:10.1111/sms.12581
Booth FW et al. Role of inactivity in chronic diseases: evolutionary insight and pathophysiological mechanisms. Physiol Rev. 2017;97:1351-1402. doi:10.1152/physrev.00019.2016

Quindici, sedici anni. L'età in cui si gareggia sul serio, i carichi si intensificano e il corpo è ancora in piena trasf...
03/07/2026

Quindici, sedici anni. L'età in cui si gareggia sul serio, i carichi si intensificano e il corpo è ancora in piena trasformazione. È esattamente qui che il rischio di infortunio si concentra, non per mancanza di impegno, ma per una ragione biologica precisa: durante gli scatti di crescita, le ossa allungano più velocemente dei tendini, che si trovano sotto una tensione maggiore proprio nei punti in cui si attaccano all'osso.

Il consensus statement del Comitato Olimpico Internazionale pubblicato sul British Journal of Sports Medicine nel 2024 lo dice con chiarezza: l'adolescenza è un periodo di sviluppo non lineare, in cui i cambiamenti fisici, fisiologici e psicologici procedono in modo asincrono e imprevedibile. Ignorare questa variabilità, trattando un atleta di 15 anni come se fosse un adulto ridotto in scala, è uno dei principali fattori di rischio evitabili.

Da AT Care Studio lavoriamo con giovani atleti tenendo conto di dove si trovano nel loro sviluppo, non solo di dove vogliono arrivare. Fisioterapia, chinesologia e preparazione atletica si integrano per costruire un percorso che protegge prima ancora di dover riparare. ⚡



Bergeron MF, et al. IOC consensus statement on elite youth athletes competing at the Olympic Games: essentials to a healthy, safe and sustainable paradigm. Br J Sports Med. 2024;58:946-965.

Muoversi fa bene. È una di quelle affermazioni talmente ripetute da sembrare ovvia, eppure la ricerca continua a conferm...
26/06/2026

Muoversi fa bene. È una di quelle affermazioni talmente ripetute da sembrare ovvia, eppure la ricerca continua a confermarlo con dati che sorprendono: su malattie cardiovascolari, metabolismo, salute mentale, longevità, rischio oncologico. Il movimento è uno degli strumenti preventivi con le evidenze più solide che abbiamo.

Il punto è che muoversi "in generale" non basta come indicazione. L'età, una patologia cronica, un intervento passato, una condizione articolare, il livello di partenza: tutto questo cambia cosa è utile, cosa è sicuro e cosa è realmente sostenibile nel tempo. Un programma che non tiene conto di chi hai davanti non è prevenzione: è un'indicazione generica che spesso si abbandona dopo tre settimane.

L'attività fisica adattata parte da qui. Non da un protocollo standard, ma da una valutazione: cosa può fare questa persona, cosa le serve, dove vuole arrivare. Il movimento diventa allora uno strumento calibrato, non una prescrizione uguale per tutti.

Prevenire non significa iniziare a muoversi quando si sta bene e smettere quando arriva qualcosa. Significa costruire una pratica che accompagna nel tempo, che si modifica con la persona e che tiene anche quando la vita si complica.

Da AT Care Studio lavoriamo in questa direzione: valutazione individuale e percorsi di movimento costruiti sulla storia e sugli obiettivi di chi abbiamo davanti. 🏃



Garcia L et al. Non-occupational physical activity and risk of cardiovascular disease, cancer and mortality outcomes. Br J Sports Med 2023; 57: 979-989.
Bull FC et al. World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and sedentary behaviour. Br J Sports Med 2020; 54: 1451-1462.

Indirizzo

Vicolo Magellano 127
Ceggia
30022

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando AT Care Studio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi